19/11/13

Tre notizie su Marte che fanno pensare *

Marte è tornato a far parlare di sé. Tuttavia, qualche cosa sembrerebbe cambiare. Forse, una piccola guerra che si sta svolgendo tra gli alti papaveri delle Istituzioni scientifiche più prestigiose e potenti. Forse, dico forse, la Scienza vuole uscire nuovamente allo scoperto.

Nella divulgazione scientifica vi è spesso una qualche motivazione nascosta. Le motivazioni crescono all’aumentare delle ricadute sugli “affari” strettamente umani. Un esempio classico è, come tutti ormai sapete bene, il riscaldamento globale. Gli innumerevoli interessi più o meno nascosti di questo atto di fede pseudo-scientifico sono sotto gli occhi di tutti. Perfino il tifone delle Filippine è stato preso come esempio, anche se la vera Scienza ha dimostrato con osservazioni e dati inoppugnabili che il numero di tifoni disastrosi  nel Pacifico è, da qualche anno, di gran lunga più basso del numero che si registrava parecchi decenni fa (NEWS! anche il numero degli uragani è in diminuzione). Oltretutto, i modelli climatici non mostrano assolutamente un legame riscaldamento-tifoni o uragani in genere. Anzi, sembra proprio vero il contrario. Tuttavia, ormai sentiamo solo una frase: “Il tifone è dovuto al riscaldamento globale”, dimenticando, tra l’altro, che sono ben 17 anni che la Terra ha una temperatura media costante.

Il riscaldamento globale è quindi nettamente al primo posto nel contesto della divulgazione “interessata”. Non c’è alcun dubbio. A notevole  distanza da questa litania diventata ormai pura paranoia, vi è molto probabilmente Marte, il pianeta rosso, i cui abitanti sono così furbi da eludere tutte le nostre raffinatissime ricerche.

I leader dell’interesse verso Marte sono senz’altro i robot che scorrazzano avanti e indietro sulla sua superficie, scavando di qua e di là. Magari un giorno saranno anche capaci di fare dei bellissimi castelli di sabbia. Facciamoli giocare, in fondo sono seguiti dalla divulgazione “comandata” come bambini che scoprono il mondo attorno a loro. Come già detto varie volte, se si voleva insegnargli a camminare, a correre, a cercare con i loro occhi chimici le più belle conchiglie o a costruire castelli di sabbia, si potevano anche portare su qualche spiaggia di casa senza farli andare così lontani da noi. Beh… capita spesso: quanti preferiscono andare  a prendere il Sole alle Maldive pur non conoscendo assolutamente le spiagge della vicina Sardegna? Esotico è bello.

Proprio ieri è stata lanciata una missione verso Marte, la MAVEN. La sua partenza è passata nel silenzio quasi totale, dato che -purtroppo per lei- è una missione decisamente scientifica e non mediatica. Non farà altro che guardare e studiare Marte dall’alto e senza robottini che andranno a giocare con le celebri star marziane come Curiosity.

Questo fatto mi torna molto bene: missione veramente scientifica vuole anche dire poco ritorno mediatico e poco “interesse” umano di tipo politico ed economico. La NASA ha cercato di darle un po’ di lustro, legando MAVEN a un alone di mistero. Perché Marte non è come la Terra? Perché i suoi fiumi, i suoi mari, i suoi pesci e farfalle non si vedono più? Quale segreto nasconde il passato del pianeta rosso? Tra non molto, forse, una trasmissione come Voyager dirà che una razza malefica proveniente da Vega ha fatto piazza pulita della vita su Marte e ha risucchiato la sua atmosfera in enormi serbatoi per il loro mondo in crisi. Tutto dipenderà da quanto questa missione scientifica sarà “pompata” e quanto potrà servire per interessi diversi da quelli scientifici.

Mi viene quasi da sorridere. MAVEN ha ben altro scopo ed è veramente una missione scientifica. Non ha bisogno di grida mediatiche che la stessa NASA cerca di stimolare a destra e a sinistra. Chiunque sia un vero appassionato di Astronomia potrebbe rispondere al mistero di Marte. Marte è sempre stato più piccolo della Terra, decisamente più piccolo. Tuttavia, non è mai stato molto distante da noi. Inoltre, il piccolo fratello non ha nemmeno un campo magnetico come il nostro capace di proteggerlo dai raggi solari. Al pari nostro, quindi, ha quasi immediatamente perso la primaria atmosfera di idrogeno, quella che ancora la fa da padrone sui giganti esterni come Giove e Saturno.

Anzi, strapparla a lui è stato un gioco da ragazzi per il vento solare! Poi i vulcani hanno cominciato a imbrattare lo spazio, libero di gas, con i loro mefitici vapori di CO2. Mamma mia! Un cambiamento climatico anche su Marte! Un’altra Venere…? Ah no! Sappiamo che su Venere è stata l’acqua a creare una nuova atmosfera provvisoria e la CO2 è rimasta orfana, l’unica a non essere strappata dal Sole così vicino. La CO2 è un terribile veleno troppo pesante anche per il vento solare. E poi Venere è anche bello grosso, come la Terra. Non ce l’ha fatta a conservare l’acqua, ma la CO2 sì.

La Terra è stata più fortunata. Era grossa e anche un po’ più lontana e con un campo magnetico niente male. Conclusione: Si è tenuta sia acqua che CO2, ma è anche riuscita a usare la mostruosa CO2 come cibo per la vita che ha cullato per miliardi di anni (ho detto miliardi di anni, non qualche milione di anni!).

E Marte? Poverino… Sì, era un po’ più lontano, ma non di molto. Il suo campo magnetico era molto raffazzonato e nemmeno completo. Soprattutto il pianeta era piccolo, terribilmente piccolo. Come faceva la sua gravità a trattenere l’acqua che quasi sicuramente l’aveva inondata attraverso le comete? Non poteva che farsela strappare abbastanza velocemente, così come perfino la CO2.

Teniamo presente che, all’inizio, vi era sicuramente un effetto serra dovuto al vapore d’acqua e ad altri gas vulcanici e che la temperatura permetteva il suo continuo passaggio allo stato gassoso. No, non è un mistero che l’acqua se ne sia andata e che l’atmosfera si sia ridotta a ben poca cosa, ora che anche i vulcani si sono spenti (sappiamo benissimo che un pianeta piccolo si raffredda più velocemente).

Osservazioni da terra e missioni serie (e quindi poco reclamizzate) hanno già mostrato come ancora oggi pezzi di atmosfera marziana se ne vadano nello spazio portati in viaggio dal vento solare. E non è nemmeno un mistero che gli antichi mari di Marte non abbiamo fatto in tempo a sviluppare la vita: sono spariti troppo in fretta.

No, cari amici, non sono questi i misteri che deve scoprire MAVEN. La missione deve capire i meccanismi nei loro particolari. Sa già cos’è successo, ma vuole capire bene tutte le interazioni e  i legami tra i vari parametri in gioco, cercando poi di estrapolare i risultati verso il passato. Vuole fare ricerca, ossia trovare funzioni matematiche che leghino tra loro gas, temperatura, massa, campo magnetico, vento solare, ecc., ecc. Non vuole scoprire misteri oscuri, ma solo fare Scienza.

Cara NASA, perché non dici anche al pubblico “normale” le cose come stanno? Dopo tanti robottini inutili hai mandato una missione veramente utile su Marte e te ne vergogni? Che mondo, mamma mia. La vera Scienza deve quasi essere nascosta sotto il tappeto perché solleverebbe l’opinione pubblica, che sarebbe costretta a iniziare a capire che una cosa é la ricerca e un’altra sono gli sproloqui dei tuttologi televisivi. E un popolo che pensa è sempre un rischio che il potere politico non può permettersi

Un’altra notizia circola nel web: trovato il granito su Marte. Notizia sconvolgente? beh… non poi tanto, almeno mediaticamente. Il granito è una roccia di tipo vulcanico, non comune nel Sistema Solare. Essa è dovuta a meccanismi più complessi rispetto a quelli che hanno formato il basalto, di cui è ricchissimo il pianeta rosso. Conclusione? Si sa benissimo che Marte ha avuto fenomeni vulcanici estesi (i suoi grandi vulcani non possono che confermarlo platealmente), ma la presenza di granito permette studi scientifici sul tipo di evoluzione della crosta e del mantello marziano.

Risultato scientificamente valido, ma poco mediatico (almeno per adesso, dato che bisognerà legarlo a qualche rischio, a qualche catastrofe, a qualche strano e misterioso meccanismo per tentare di portarlo nelle pagine dei giornali e dei telegiornali). Pochi diranno, però, che per fare questo tipo di scoperta (decisamente scientifica) è stato sufficiente usare un satellite e non un robottino.

Nientemeno che il Mars Reconnaissance Orbiter, una missione del lontanissimo 2005. Un satellite che aveva già finito il suo scopo e che sarebbe dovuto servire solo come una specie di custode, in grado di dare informazioni per le future fantastiche missione umane su Marte, quando l’uomo potrà mettere il suo piede su un altro mondo alieno. Per fare cosa, però, ancora ben pochi, lo sanno. Tuttavia, fa fine e non impegna (almeno per ora, in attesa dell’India, della Cina e magari anche del mondo arabo, loro i soldi ce l’hanno). Un satellite a mezzo servizio, con tecnologia apparentemente obsoleta è riuscito a fare Scienza, molto più avanzata di quella dei VIP girovaghi. Meglio non dirlo troppo forte…

Tuttavia, in questo contesto da un lato un po’ ridicolo e dall’altro abbastanza preoccupante per un mondo che si sta sfasciando moralmente, vi è un risvolto forse nuovo, che viene confermato da una ricerca che passerà sicuramente nel silenzio. L’uomo non può viaggiare nello spazio profondo e soprattutto resistervi per tempi lunghi. Sono state fatte analisi accurate sui raggi cosmici presenti in zone diverse dello spazio interplanetario (anche solo attorno alla Luna) e si è visto che i raggi cosmici non sono sempre gli stessi. Sicuramente gioca molto la presenza di scudi magnetici e cose del genere. Tuttavia, sembra proprio che un viaggio verso Marte sia un suicidio annunciato. Sicuramente si potrebbero studiare accorgimenti per ora fantascientifici, ma ne varrebbe proprio la pena?

Queste tre notizie aprono una piccola finestra di speranza. In un modo o nell’altro, anche se sottotono, hanno dimostrato tre cose:

(1) Vi è ancora la volontà di fare ricerca vera sul Sistema Solare, come dimostra MAVEN. Sì, ha avuto bisogno di qualche mistero da “fumetto” e/o da Voyager, ma l’importante è che è stata lanciata e farà un ottimo lavoro, ne sono sicuro. Anche perché si sistemerà in orbita e non scenderà con esercizi da circo equestre sul pianeta rosso.

(2) Un’altra “vecchia” missione, nuovamente orbitale, ha ottenuto un risultato geologico che tanti robottini molto più cari ancora si sognano. Mentre loro facevano castelli di sabbia, il Mars Reconnaissance Orbiter faceva ricerca, in silenzio e senza clamore.

(3) Escono nuovi studi che aprono gli occhi verso i veri rischi delle missioni umane nello spazio profondo.

Posso azzardare un’ipotesi? Forse qualcosa si sta muovendo nei centri di ricerca più pagati e più importanti mediaticamente. Che si sia deciso di tornare a fare vera Scienza?  Lasciatemi sperare che sia vero e che non vi sia bisogno di andare a studiare scientificamente solo le esplosioni stellari o i buchi neri lontanissimi, dove gli scenari distruttivi non possono in alcun modo essere fermati da qualche eroe alla Harrison Ford.

Speriamo che Marte riprenda il suo ruolo di pianeta, interessante solo perché è un  pianeta e non per i misteri occulti che vuole nasconderci. Ogni pianeta è diverso dagli altri e ogni pianeta o satellite o pezzo di roccia è parte dell’Universo e degno di essere studiato seriamente.

Scusate lo sfogo di un planetologo che forse ne ha viste troppe per essere preso in giro…

Due articoli a pagamento per saperne di più (QUI e QUI). Per MAVEN basta andare sulla sua pagina web…

 

11 commenti

  1. andrea.andrea

    Ciao Enzo.
    Spesso ci vediamo come liberi pensatori di una società libera in cui la verità è sacrosanta.
    Purtroppo l'informazione è schiavizzata e succube di meccanismi dettati spesso da motivi economici, dalle ecomafie alla scienza su Marte.
    Il danno si ripercuote su tutti ma alcuni ne traggono profitto.
    Questo discorso potrebbe allargarsi anche a campi che esulano dal contesto astrofisico del blog come la Vera Scienza dell'alimentazione, con i falsi miti sugli alimenti e  la medicina con gli interessi di Big Pharma che tiene nell'ignoranza i consumatori sulla realtà dei farmaci, speculando su cose ancor più gravi a livello morale.
    Beh, tutte queste lobby, che tessono le trame dell'informazione, pilotando ricerca e sviluppo, mi fanno pensare che in fondo di libero c'è ben poco e spesso è solo apparenza.
    Hanno trovato dei modi più subdoli per limitarci dai quali  sarà molto difficile liberarsi perchè meno tangibili da chi, a differenza tua, ha occhi meno aperti e orecchie meno ampie.
    Ciao.
    Andrea
     
     
     

  2. quanto hai ragione Andrea... speriamo solo che continuino a nascere persone come noi.... e che riescano a trasmettere la vera libertà di pensiero.

  3. manuela

    forse sembrerò un'eroina da fumetto ma io credo che, proprio perchè il panorama è così tragico, è necessario che si tenga duro, proprio perchè si è pochi, anche se si rischia di sembrare dei ridicoli Don Chisciotte. Ho educato mia figlia ad essere "critica" nei confronti di informazione, spettacolo ecc : forse le ho complicato la vita; vedo infatti che non riesce ad essere come le sue coetanee, superficiale e ocheggiante e spesso viene emarginata perchè richiede, nei rapporti con esse,un poco di  impegno, pensiero, consapevolezza . Ma l'educazione alla libertà,anzi, alla ricerca, al tentativo di libertà, anche a costo di rinunciare a certe "occasioni" è la sola , vera eredità che le posso lasciare, ogni altra cosa va, prima o poi, perduta. Perciò : ANIMO RAGAZZI ! Non si deve mollare, abbiamo delle responsabilità verso quelli che vengono dopo di noi. Ciao

  4. Alessandro

    Sottoscrivo il commento di manuela, soprattutto sull'eredità da lasciare ai figli. 

  5. Mario Fiori

    Sottoscrivo anche io alla grande il commento di Manuela. In più caro Enzo vorrei dirti che per fare Scienza ci vorrà anche l'Uomo oltre alle macchine e quindi l'esplorazione umana, a mio parere, andrà ampliata e quindi bisognerà fare Scienza, e non scienza, anche nel settore della protezione dell'Essere Vivente nello Spazio; anche perchè non dobbiamo mai perdere il nostro spirito di Esplorazione Diretta per la Conoscenza, per l'Avventura e per toccare con mano le bellezze del Cosmo.
    Per tutto il resto sono daccordo con te Enzo e bisogna riscoprire la vera Scienza attraverso le vere piccole scoperte.

  6. Io ho seguito la diretta del lancio del razzo che portava la MAVEN con interesse, soprattutto quando dopo pochi minuti è comparsa l'animazione con annessa telemetria  e la velocità che saliva vertiginosamente 8.000... 10.000... 14.000 miglia orari 8-O ! Detto questo seguo con piacere e interesse anche la vita dei due robbottini attualemente attivi Curiosity e il più vecchietto Opportunity. Penso sia ingeneroso bollare i rover come uno spot pubblicitario di scarso interesse scientifico. Per il banale fatto che nessun satellite, neanche il più sofisticato evoluto e acuto può mai entrare in contatto fisico con gli strati bassi dell'atmosfera oltre che con il suolo per analizzarlo fisicamente con veri e propri saggi  geologici proprio per questo il rover Curiosity ha portato a casa notevoli risultati scientifici per l'appunto sulla chimica e l'orografia del suolo.
    Ammesso e concesso che i rover abbiano dei risvolti di immagine sull'opinione pubblica, e mbè, che male c'è?? Mi pare ovvio sostenere che sia più fruttuoso coinvolgere la gente all'astronomia con cose "palpabili" una foto, un video, un'animazione coputerizzata, mica possiamo pretendete che tutti si esaltino alla lettura di numeri che escono da un sensore messo su un satellite, non credi?

  7. caro Marco,
    per coinvolgere la gente all'astronomia basta molto meno che robottini da miliardi di dollari. Le ragioni sono altre e, parola di chi con la planetologia chi ha bazzicato per più di 40 anni, ti assicuro che la scienza di Curiosity non vale la candela. Le scoperte più interessanti non si fanno da terra (da marte...). Anzi, proprio in questi giorni una meteorite marziana trovata in Antartide ha fornito più dati sulla crosta marziana primitiva di quanto abbia minimamente fatto il robottino... Anche qui, ovviamente, ognuno è libro di pensarla come preferisce.... Io espongo le mie idee...

  8. Interessante la notizia del meteorite marziano, avevo letto un accenno, tienici aggiornati se ti va di seguire la cosa, se pubblicano altro a riguardo. Probabilmente è anche vero che le scoperte scientifiche di Curiosity sono un po' troppo costose, ma devi vedere la NASA più come un ente che vuole fare profitti che sono i finanziamenti del governo che a loro volta sono giustificati-accettati solo se l'opinione pubblica si appassiona alla cosa e a quel punto non si scandalizzano se parte dei loro soldi va all'agenzia spaziale. Chi caccia i soldi alla fine sono sempre le persone comuni, che non ci capiscono una mazza ma che vogliono vedere "gli effetti speciali".
    Ad esempio io sono innamorato della sonda Cassini che a distanza di anni dopo già un prolungamento di missione continua a regalarci foto fantastiche di Saturno e le sue lune e chissà quante informazioni di primo livello sul sistema saturniano. Quanto sarà costata? Forse molto, ma probabilmente meno di Curiosity la cosa che mi ha rattristato è che per necessari tagli al bilancio stanno ponderando di tagliare anche la missione... ma si può?! Forse c'è qualcosa che mi sfugge ma quanto può costare alla NASA seguire una sonda da Terra, impartigli degli ordini e ricevere dei dati, è mai possibile che si tagli una missione dopo aver sostenuto il grosso della spesa per lanciarla e portarla a destinazione ma che attualmente costa tanto quanto stipendiare una squadra di (non so quanti scienziati) che si prendono cura della sonda? Proprio quella bisogna tagliare?

  9. caro Marco,
    i fondi esatti necessari per mantenere più o meno sonde non li conosco di certo. So che Cassini è durata ben oltre il previsto e ha fatto grande scienza oltre che immagine. Curiosity non ha poi fatto tanta immagine (le sue foto sembrano fatte in un qualsiasi deserto terrestre). Anche mediaticamente Curiosity è poca cosa rispetto a ciò che ci ha regalato Cassini. Un' industria spaziale segue ragionamenti di frutto, beneficio, interesse, finanziamenti come una qualsiasi industria terrestre, con l'aggiunta di una forte componente politica e di prestigio. La Scienza passa nettamente in secondo piano... e le decisioni seguono altri canali...

  10. Marco B

    Ciao Enzo!
    Questa sera titolone al Tg5 : c'era vita su Marte!
    Lungo servizio dove si ipotizza la presenza di batteri sul pianeta salvo poi dire all'ultimo secondo che in realta' nella pubblicazione degli scienziati non si parlava della vita sul pianeta..
    E via con i finanziamenti!!! :)
    Non so perche' ma ho taaaanto pensa a te :) 

  11. Pier Francesco

    Innanzitutto, di nuovo Buon 2014 al prof. Enzo e a tutti i lettori e commentatori del blog, e speriamo che, oltre a tante belle cose terrestri per tutti, il nuovo anno ci porti anche qualche scoperta clamorosa dal Cosmo. :-D
    Chiedo scusa per il ritardo nel commento ma essendo arrivato da poco sul blog sto facendo una sorta di esplorazione del "passato" per provare a recuperare (ammesso che ci si riesca, data la mole enorme di articoli interessanti da leggere). :wink:
    Personalmente, sulla questione di Curiosity penso che occorra tenere conto di vari aspetti, tra loro spesso contrastanti. A mio avviso, ritengo che sia stato opportuno spedire le sonde su Marte, se non altro perché il Viking era probabilmente un reperto archeologico se confrontato con le tecnologie attuali a disposizione. Io lavoro nell'industria aeronautica e vi posso assicurare che, al di là dei risultati scientifici in senso stretto, far arrivare Curiosity su Marte è stata comunque una grande impresa: è un bel bestione, grande e pesante come un SUV e anche la sola manovra di atterraggio (o ammartaggio, che a dir si voglia) ha richiesto l'adozione di una tecnica innovativa mai provata finora, che facesse uso di paracadute nella prima fase, retro-razzi nella fase terminale e successivo distacco e adagiamento del veicolo sul suolo (il sistema di air-bag usato per Pathfinder non sarebbe stato sufficiente per un mezzo così grosso). Senza contare poi l'integrazione di laboratori e sensori sofisticati in un unico veicolo in grado di operare automaticamente e le tecnologie che permettono il pilotaggio remoto: data la distanza che il segnale deve percorrere, non è possibile una guida "in tempo reale" ma viene periodicamente inviato un pacchetto d'istruzioni, un piano di missione, che la sonda poi deve eseguire autonomamente. Detto così, sembra facile ma ricordiamoci che non stiamo parlando di un oggetto che orbita attorno a un pianeta e che ne diventa alla fine un suo satellite ma di un mezzo che deve muoversi su una superficie, cosa che pone ben altri e più grossi problemi. Insomma, dal punto di vista tecnologico questi rover pongono sfide avvincenti e possono creare notevoli opportunità di sviluppo, e a questo sviluppo partecipano centinaia (se non migliaia) di persone. So di essere fuori dal coro, ma non sono necessariamente soldi spesi male.
    Mi rendo tuttavia conto che, al giorno d'oggi, Marte è inflazionato o meglio: sappiamo ormai tante cose del Pianeta Rosso e soprattutto abbiamo chiarito senza ombra di ragionevoli dubbi che non vi si trova la vita (a meno che non sia nel sottosuolo profondo, al riparo dalle radiazioni, ma sembra un'ipotesi più fantascientifica che scientifica). Sono quindi d'accordo che le prossime sonde robotiche andrebbero spedite altrove, come su Europa, su Io, nuovamente su Titano, magari su Encelado e Tritone, ecc...
    Sull'argomento costi delle missioni spaziali, citato da Marco, se volete ci sono alcune (vaghe, temo volutamente...) informazioni su un libro intitolato "Lo Spazio oltre la Terra", scritto da Marcello Spagnulo ed Ettore Perozzi, con la collaborazione dell'ASI. I dati sono forniti nell'introduzione da Saggese, presidente della stessa ASI. Non ce l'ho qui sotto mano, perché mi trovo ancora in vacanza, ma mi pare di ricordare che, indicativamente, si può dire che il costo complessivo per il lancio di un satellite di telecomunicazioni si aggira intorno ai 150 milioni di euro, quello per un satellite scientifico quasi 500 milioni (dipende dai sensori imbarcati, ovviamente) e se andiamo alle missioni vere e proprie, tipo la Cassini-Huygens, si parla di un ordine di grandezza maggiore. Ripeto: sono dati che sto cercando di recuperare dalla memoria personale, molto fallace, mi riservo di andare a ricontrollare per bene non appena arrivo a casa. Il messaggio di Saggese era comunque, più o meno: lo Spazio costa ma alla fine conviene. :-P

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