26/11/13

Le migrazioni sono sempre positive *

Questo articolo vuole fare il punto su un concetto che forse non è mai stato sottolineato a sufficienza. Un commento di Davide e una news abbastanza recente mi hanno spinto a fare una precisazione molto generale e un discorso molto più ampio e di carattere astro-etico-sociale.

Si è  parlato QUI di una nube di gas che sta per entrare all’interno della Via Lattea, sfruttando il suo campo magnetico per aprire le porte di una barriera difensiva caldissima rappresentata dall’alone galattico. Ogni tanto le mura che ci proteggono devono lasciare passare gas alieno, altrimenti la nostra galassia si troverebbe senza il carburante necessario alla formazione di nuove stelle.

La faccenda mi ricorda tanto il fenomeno della migrazione dei popoli terrestri. Spesso e volentieri, una nazione si trova, per varie ragioni, in crisi di nascite e di volontà creativa. Una specie di declino, sicuramente inesorabile, se non sopraggiungesse nuova linfa vitale attraverso l’ingresso di popoli stranieri. Apparentemente considerata come un’invasione da contrastare, essa è invece necessaria per ridare vigore e speranza a un popolo logoro e in crisi esistenziale.

Un classico esempio è quello relativo alla decadenza dell’Impero Romano, ma non è molto diversa l’attuale situazione europea. Fronteggiare duramente un’apparente invasione non è altro che cercare di ritardare un’auspicabile rinascita. Anche le galassie fanno qualcosa di simile. Non sono del tutto favorevoli all’entrata di nuovo gas alieno e cercano di tenerlo lontano con le loro vedette che controllano gli  ingressi poco graditi. L’alone galattico è una difesa ben strutturata, ma gli invasori riescono spesso e fortunatamente a superarla.

I metodi sono diversi. Si va da quelli violenti e diretti come lo scontro plateale tra due popolazioni (ossia, due galassie). Una guerra vera e propria, anche se senza morti e feriti. In quella battaglia all’ultimo “gas”, le due strutture cosmiche si scambiano materia, si compenetrano, aiutano gli scontri tra nubi. Ciò che sembra  una lotta all’ultimo sangue, in cui vi sarà sicuramente un vincitore o -al limite- un trattato di pace che unirà le due galassie, non è altro che un metodo fantastico ed efficiente per iniziare nuovamente a vivere, a procreare, a far nascere una nuova generazione di giovani stelle, piene di speranze e di vitalità.

Via Lattea
Una visione artistica della nostra galassia: un esempio fantastico di capacità creativa, disponibile a all’ingresso di materia aliena fondamentale per mantenerla in vita. Fonte: Nick Risinger

A volte, però, non sono necessarie guerre globali e sotto gli occhi di tutti. I migranti arrivano alla spicciolata, inventandosi strategie più o meno elaborate per superare le difese galattiche. E’ questo il caso delle nubi intergalattiche, ricche di materiale adatto alla formazione di nuove stelle. Materiale che ha solo bisogno di entrare in contatto con la vita  ormai decadente del disco per riaccendere la voglia di vivere e di ringiovanire. La Nube di Smith è proprio un caso di questo tipo, un barcone alla deriva carico di migranti. Un barcone che, attraverso l’utilizzo di un inaspettato campo magnetico, riesce a penetrare tra le maglie di una sorveglianza solo apparentemente insuperabile.

Vi è, però, una netta differenza tra le galassie e la popolazione umana. Le galassie “sanno” che solo così potranno continuare a vivere e le loro pseudo-difese servono solo a limitare le entrate e a regolarle secondo schemi ben collaudati. Noi, no. Noi non abbiamo ancora capito l’importanza delle “invasioni”, malgrado tutta la nostra storia sia basata su queste azioni di scambio e di interazioni. Non avendone capito l’importanza si continua ad osteggiare un fenomeno naturale senza nemmeno tentare di predisporre le regole pacifiche e vantaggiose che potrebbe renderlo pienamente condiviso e completamente efficiente.

Questa è proprio la grande differenza tra la sapiente intelligenza del Cosmo e la nostra, ancora estremamente ridotta e cieca di fronte alle vere finalità dell’esistenza. In un modo o nell’altro, un giorno, non so quanto lontano, la popolazione terrestre avrà un unico colore della pelle, quello “marroncino”. E’ inevitabile e giusto che sia così. La razza umana è partita dalle regioni centro africane e ancora cerca di riuscire a portare la linfa vitale dappertutto.

Sarà un giorno magnifico quello, un momento in cui le stupide differenze tra paesi ricchi e poveri scompariranno del tutto di fronte al vero scopo dell’umanità. L’uomo riuscirà mai ad arrivarci prima di essere spazzato via da una pianeta abituato a liberarsi facilmente dei suoi figli più fastidiosi e ottusi? Ciò che capita oggi non dà grandi speranze, ma… chissà…

Torniamo alle stelle… è molto meglio! Perché le galassie hanno bisogno di nuovo gas, pieno di vigore e di potenzialità. In fondo, potrebbe cavarsela da sole con il riciclaggio del materiale che le stelle esplose hanno rimesso in circolazione. Vi accorgete facilmente che questo discorso è simile a quello di un impero in decadenza: cercare di sopravvivere attraverso ciò che resta di un popolo non più stimolato come agli inizi. Le stelle che liberano il loro materiale per formare nuove creature sono solo quelle più grandi. Inoltre, la loro materia serve non solo alle giganti come loro, ma anche alle sorelle molto più piccole che praticamente non rimetteranno mai in circolo i loro atomi e le loro molecole. Se li terranno ben stretti. Pensate alle nane rosse e alle nane brune. Esse sono numerosissime e sono capaci solo di prendere e non di dare.

Anche le stelle come il Sole, però, non regalano tutto ciò che hanno ricevuto, lo mantengono all’interno delle nane bianche, che normalmente non riusciranno ad arrivare all’esplosione di una supernova. Le stesse stelle di neutroni e i buchi neri si tengono molta materia al loro interno. Come ovvia conseguenza, ogni morte di una stella gigante, fornisce materiale per la creazione di nuovi figli, ma la quantità a disposizione della galassia diminuisce continuamente.

Volete vedere questa fine inesorabile? Basta guardare agli ammassi globulari. Loro non hanno permesso l’ingresso di materiale esterno, hanno voluto restare separati ed estranei alle migrazioni (forse troppo piccoli e concentrati per sperare di essere lungo le grandi vie di migrazione) e ormai rappresentano una popolazione in decadenza, senza nuove vite, se non casi sporadici o qualche furba vagabonda blu.

In conclusione, le galassie per creare nuove vite hanno bisogno di gas alieno, pieno di vigore, semplice,  ricco dell’elemento più leggero, l’unico capace di ricominciare il fantastico gioco delle stelle.

L’Universo lo sa molto bene… ma noi sappiamo leggere le sue meravigliose regole di fratellanza? No, forse lo sappiamo studiare e descrivere, ma sembra che non si sia proprio capaci di capire la sua vera essenza. Eppure, sarebbe tanto semplice…

Se volete, raccontate questa specie di favola ai vostri bambini. Forse servirà a farli ragionare in modo diverso e più "cosmicamente" umano!

10 commenti

  1. Mario Fiori

    Grazie Enzo. Sull'insegnamento che il Cosmo ci da' non ho dubbi, sul recepimento difficoltoso (e sono buono) da parte dell'Umanità  non ho altrettanti dubbi. Certo Enzo, le migrazioni, il rimescolamento, la condivisione di culture ed usi diversi sono il seme di una nuova e rinata Umanità. Attenzione ho parlato di rimescolamento ma non deve essere assolutamente un uniformarsi sterile , un creare un conformismo totale che porti ad un Mondo di Orwelliana memoria.
    Purtroppo non abbiamo , e non vogliamo avere, quegli anticorpi che le stupende Galassie hanno : interessi socio-Politico-Economico e , talvolta, Pseudoreligiosi ( le maiuscole NON sono puramente casuali) ci fanno giungere a noi alcuni personaggi  poco chiari e poco bravi che nei loro Paesi non vogliono ( e che vanno a gonfiare la delinquenza che già abbiamo stanziale ed italianissima), tante povere e brave  persone sfruttate dalle oligarchie dei loro Paesi e che in Europa spesso vanno allo sbando.
    Si alimenta il razzismo con queste cose e sfruttando anche le ataviche, magari in parte normali, paure umane del cosiddetto diverso.
    Poi i Signori del Denaro e della politica ad esso assoggettata non fanno niente per dare a questi popoli la possibilità in loco di svilupparsi, di crescere, di unirsi al Mondo e con  esso all'intera Galassia ed al Cosmo. Largo ad una Umanità marroncina che unisca le intelligenze nel rispetto dei gruppi e dei singoli. Largo al motto che l'Unione Europea non si ricorda nemmeno di avere fatto suo e che non ha capito nel suo significato profondo: "Uniti nella Diversità
    Perdonami Enzo per lo sfogo, non lo faccio più.

  2. e io, invece, ti ringrazio! Hai spiegato perfettamente cosa si deve intendere per "miscuglio" di razze!!! :-P

  3. foscoul

    Gentile Enzo
    Il piacere che provo da quando è stato creato questo blog è certamente per prima cosa lo stimolo alla riflessione e allo studio che i temi da te sapientemente proposti  mi danno e questo credo non è poca cosa, ma anche e non di meno il piacere di leggere certi  commenti,si può dire,di "spessore" in questo caso mi riferisco a quello di Mario di cui condivido pienamente il pensiero e che credo abbia messo nella giusta luce largomento.
    Complimenti! :-D  

  4. Supermagoalex

    Caro Enzo, la nube di gas, entrando in contatto con la nostra galassia, saprà che dovrà sottostare a delle REGOLE ed a delle LEGGI vigenti nel Cosmo, che accetterà di buon grado.
    Ecco, i migranti dovrebbero avere la stessa umiltà e buon senso, ovvero accettare e seguire le regole del paese in cui vanno a vivere e che li ospiterà, in questo modo verranno accolti a braccia aperte :wink:

  5. Manni Antonio

    @ Supermagoalex, sono perfettamente d'accordo con te  :wink:

  6. davide1334

    eh alla faccia dell'argomentino....condivido il commento di mario e tutto quello scritto nell'articolo,nutro solo forti dubbi sul fatto della scomparsa di una sola "diversità":quella tra ricchi e poveri....quella penso che durerà fino alla fine dei tempi,una "legge fisica" :lol: che regna solo sulla razza terrestre,non c'è galassia che tenga :-|
    ora come ora l'unica domanda che mi viene è una considerazione che aveva già fatto andrea.nell'altra discussione citando la "comunione delle diversità": come e perchè sono nate le diversità?

  7. Marco B

    Fantastica riflessione Enzo!

    @SMA : c'e' anche da dire che la nube non viene "compattata" e relegata in "centri di accoglienza galattica" e che la Galassia non la accoglie con risentimento, paura e odio... 
    Questa nube offre il meglio di se stessa e rispetta le regole galattiche perche' e' messa nelle condizioni di poterlo fare :)

  8. cari amici,
    concordo più o meno con tutti... sperando che una migliore accoglienza possa anche permettere una migliore integrazione e un migliore inserimento nelle regole del luogo di arrivo. In fondo è un serpente che si morde la coda. Inoltre, le leggi esistono e vanno fatte rispettare qualsiasi sia l'origine dell'abitante. Insomma, no al razzismo, sì a un'integrazione reciproca.

    Sulla nascita delle diversità, penso che la questione sia simile a una situazione regolata dal caos. Piccole differenze climatiche, di necessità di sopravvivenza, di stimoli, possono essere diventate differenze enormi. Sicuramente il clima ha una sua forte importanza. Faccio un'ipotesi: popoli che vivono in un ambiente favorevole, con cibo a portata di mano, con inverni inesistenti o quasi, con poche necessità di spostamenti, con bisogni primari che dipendono solo dalla Natura, vengono meno stimolati a cercare strategie tecnologiche in grado di migliorare una condizione abbastanza regolare e favorevole. Ne potrebbe seguire uno sviluppo tecnologico maggiore per i paesi "freddi". A questo punto s'innesca la perversa strategia del possesso. Chi ha maggiori possibilità organizzative e conosce molto bene le gerarchie sociali (le ha impostate lui) può avere facile successo nei paesi che vivono con meno esigenze . La colonizzazione ha poi fatto il resto: una forzatura sempre crescente e una guerra alle persone e alle loro risorse. La forbice si è allargata in un niente. Se gli spagnoli quando sono arrivati in Perù avessero trovato delle mitragliatrici pronte ad accoglierli forse ci sarebbe ancora una popolazione Incas... Idem per gli indiani dell'America del Nord e per l'Africa. Tutto, in fondo, si è risolto in una differenza di armi, non certo di intelligenza... In uno scontro tra bisogni semplici legati alla vita e bisogni di potere e di ricchezza. Ancora una volta, solo i soldi e il potere hanno fatto le differenze. Le galassie, fortunatamente, non battono moneta....

  9. davide1334

    eh si intererssante l'analisi che fai,il clima ha senz'altro giocato un ruolo fondamentale sulla nascita delle diversità,comunque secondo me sul fenomeno migratorio in generale c'è anche un altro fatto da tenere presente: l'uomo stesso.  non solo per la sua innata fame di potere e la perversa strategia del possesso, ma anche per "l'anomalia "che rappresenta la specie uomo in natura.
    in natura,intesa genericamente, terrestre o cosmica che sia ,ogni equilibrio  si autoregola,mentre l'uomo come specie,nella sua espansione,non ha trovato ostacoli,dandoci la possibilità di moltiplicarci indefinitamente, senza nessun agente esterno o istinto innato a mantenere controllato il numero delle nostre nascite: portando una sovrappopolazione che va contro qualunque logica "naturale"...si vabbè sto un pò divagando,il discorso si farebbe ampio,ora torno al lavoro

  10. Lontano

    L'Uomo, molto spesso, finge di ignorare l'esistenza di quei meccanismi, di quelle leggi che regolano i fenomeni complessi della Natura. Crede di poterli aggirare, dominare, ignorare. Ogni tanto, a sue spese, scopre che non è così e che forse avrebbe fatto meglio a tenerne conto.

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