Mag 12

A proposito di bugie…

Il Presidente Obama ha annunciato, con occhi lucidi, che le calotte polari si stanno sciogliendo sempre di più (e intanto gli USA proseguono con lo shale gas). Purtroppo ha tenuto il suo accorato discorso proprio nel giorno in cui sono arrivati i nuovi dati sell’estensione dei ghiacciai marini. Siamo a un massimo di estensione (il secondo) dal 1978.

La fonte della figura è l’Università dell’Illinois, dove si elaborano e si archiviano questi dati. Un Istituto che appoggia il GW, ma che reputa comunque giusto pubblicare anche i dati che sono in palese controtendenza. Lo può fare, tanto poi  i risultati vengono riportati dai media e dai politici secondo la solita regola della bugia unidirezionale.

C’è bisogno di fare ulteriori commenti? Scusate, ma dovevo farvelo sapere…

Dati originali QUI

ghiacci marini
Estensione dei ghiacci marini dal 1978 a oggi. Fonte: Università dell'Illinois.

19 commenti

  1. Pier Francesco

    Caro Enzo,
    Grazie per le due righe, come sempre.
    Ho letto sul sito de Le Scienze (che tra le altre cose mi sembrano pure sostenitori del GW...) che il ghiaccio artico si starebbe sciogliendo perché l'Antartide si sta... raffreddando!  8-O Molto brutalmente, le correnti oceaniche stanno trasportando calore da sud a nord. Gli studiosi dell'Università dello Stato di Washington, a Seattle, avrebbero osservato che i cambiamenti climatici in atto non sarebbero in linea con i loro modelli (usti! Mo' che si fa?) e che il famigerato GW sì ci sarebbe ma solo a livello locale. Spettacolare è l'inizio dell'articolo:
    "L'eccezionale riscaldamento dell'Artico – ben superiore al riscaldamento medio globale – è legato in buona parte a fattori naturali, e in particolare al raffreddamento della superficie del Pacifico tropicale."
    Per farla breve, nell'articolo si riconosce che i famosissimi modelli di simulazione non hanno tenuto conto di questi effetti, non previsti inizialmente. Naturalmente, si mettono subito le mani avanti e quindi si tiene a precisare che: "Ferma restando l'origine antropogenica del riscaldamento globale in corso...", ma direi che è già un piccolo passo in avanti nell'aver riconosciuto che possono esistere cause naturali ai cambiamenti climatici (ma va?) e che è molto difficile tenerne conto perché probabilmente non ne conosciamo neppure l'esistenza. :-?

  2. Pier Francesco

    Ho notato solo ora che Sandro aveva postato un link che parlava di un argomento simile, sul post dei "topi". Chiedo scusa, pertanto, se il mio commento può sembrare una ripetizione. :wink:

  3. Valerio Ricciardi

    Fermi tutti, la mia fertile mente inventiva ha già trovato la giustificazione a questo apparente picco in controtendenza! La solita farfalla sulle pendici dell'Himalaya, invece di perturbare gli uragani sudamericani con un battito d'ali, ha aperto un momento il freezer dove si era dimenticata una birretta per raffrescarla, in modo un po' brusco perché se l'era dimenticata e temeva che potesse rompersi la bottiglia... è uscito tutto il freddo, ma per le ragioni statistiche in un modello a diecimila fattori come quello... capite a me... :mrgreen:   

  4. Lampo

    Dopo "An Inconvenient Truth" chissà se anche il caro Obamino si inventerà qualcosa di simile...

  5. ragazzi...
    è notizia di oggi: dal prossimo anno anche l'Inghilterra estrarrà lo shale gas... alla faccia dei buoni propositi a favore delle fonti alternative. La solita,cara, vecchia, presa in giro del popolo pecorone! 

  6. Luigi

    Mi vien sempre da ridere quando leggo che stiamo distruggendo il pianeta con le emissioni inquinanti e altre amenità del genere, come  se avessimo un qualche briciolo di potere dinnanzi alla natura. In realtà, neppure se bombardassimo il pianeta di bombe atomiche riusciremmo a distruggerlo. Non siamo capaci di distruggere e modificare un bel niente. Tutto è andato avanti senza l'uomo per milioni di anni e così continuerà per i millenni futuri, fino a che il sole ce lo permetterà, il pianeta ci sopravviverà come è sempre stato, anche se questo ferisce il nostro orgoglio. Magari ci saranno altre specie e altri casi, e sarà il tempo a dar loro ragione o torto.

  7. caro Luigi...
    esattamente ciò che ho sempre detto... poveri uomini, convinti di essere invincibili e dominatori di tutto e tutti. Basta un colpetto di tosse e saremmo spazzati via rimettendo a posto le abbondanze dei gas atmosferici. Se volessimo bene alla Terra, sarebbe bene  cominciare a studiarne la storia di 4.5 miliardi di anni. Ma come pretenderlo... se non ci ricordiamo nemmeno la nostra storia di pochi decenni fa? :-|

  8. Andrea I.

    Per me la cosa piú assurda é la miopia del pensiero generale che porta a credere che i confini geografici imposti dall'uomo siano una barriera impenetrabile per i problemi.
    Ci vuole cosí tanto a capire che siamo sulla stessa barca e non esiste la convenienza del singolo stato, ma solo la convenienza per la specie?
    Bah, continuo a trovare ridicolo l'attaccamento dell'uomo alle proprie invenzioni, anche quando sono in contrasto con la realtá e il buonsenso.

  9. gioyhofer

    Sono assurde tutte queste bugie... Riscaldamento globale??? A casa mia sta mattina c'erano 3 gradi ed è il 14 maggio... Ma ci credono così miopi???

  10. Mario Fiori

    Caro Andrea è proprio così, ci stiamo ricoprendo di ridicolo ed il Pianeta ride di noi a crepapelle. Abbiamo soluzioni a portata di mano ma stiamo a pensare che noi siamo italiani, gli altri cinesi e gli altri ancora bantu. La natura fa' la sua strada e magari si diverte pure. Noi ci pensiamo onnipotenti ed invece...

  11. Valerio Ricciardi

    Sono totalmente in disaccordo con Luigi quanto all'impossibilità da parte dell'uomo di far danni.
    Un conto è ammettere che di fronte a forze che possono essere "messe in campo" da eventi naturali, come grandi eruzioni vulcaniche, terremoti, livelli energetici associati ad uragani, o eventi esterni come immani brillamenti solari o collisioni con piccoli asteroidi la potenza presunta dell'uomo fa la figura di uno spettacolo di fuochi artificiali raffrontato al bombardamento di Tokio del '45; un conto è estrapolare l'idea che l'uomo non deve essere presuntuoso e considerarsi invincibile e dominatore, e portarla alla conseguenza che tanto qualsiasi cosa si faccia sarà irrilevante rispetto alle dimensioni del pianeta.
    Se nemmeno l'apocalisse nucleare - peraltro sfiorata da vicino in almeno undici occasioni negli anni '60 e nove negli anni '70 per errori tecnici e misunderstanding da parte dei sistemi di prime warning militari - potrebbe far nulla di degno di nota perché tanto il pianeta si riequilibrerebbe lo stesso, mi dice Luigi (ma a questo punto anche Vincenzo) per quale ragione si dovrebbe cercare di evitare che in Campania vengan sotterrati in prossimità di falde acquifere rifiuti tossici industriali? 
    Chi siamo noi di fronte all'immensità del cosmo? Nulla! E allora vuoi pure stare a sindacare se disboschiamo l'Amazzonia? Quanto espira un uomo con un atto respiratorio? Un sotto-nulla al confronto di una brezza estiva! E allora, perché evitare che i bimbi nelle città respirino PM10 sino a diventare asmatici a sedici anni scarsi?
    Biologi, naturalisti, oceanografi, criptozoologi, che campano a fare? Perché lamentarsi se nel giro di pochi secoli l'uomo ha cacciato l'ultimo Moa della Nuova Zelanda? Tanto, il Moa è una specie, le specie hanno nel corso delle ere geologiche una durata, si differenziano ad un certo punto, e poi prima o poi come tante volte successo in passato si estinguono! E di fronte al tempo geologico, il fatto che l'uomo accorci la "durata" naturale della specie del Moa, che rappresenta? Nulla, perciò licenziamo le guardie antibracconaggio e divertiamoci con gli ultimi esemplari di rinoceronte bianco, che quando finiscono son finiti, e chi avrà avuto il privilegio di abbatterne uno divertendosi con una 30/30 dotata di mirino con puntatore laser, sarà stato un privilegiato- 
    Evitare la cementificazione della Calabria? Le Liguridi che ne costituiscono buona parte, sul lunghissimo periodo finiranno subdotte in un sistema arco/fossa come quello al largo delle Eolie, o in un altro che si formerà quando la Tettonica globale lo avrà "determinato" secondo troppe variabili perché oggi lo possiamo immaginare! Perciò, di fronte all'immensa durata dei processi geologici, perché negare un condono?
    Ci sono una quantità di luoghi che io, non essendo più precisamente un ragazzino, ho avuto la fortuna di conoscere quasi incontaminati, e poi ci son ricapitato a distanza di dieci-quindici anni, e poi di altro dieci... e li ho visti antropizzati in un modo devastante, ho visto bere acqua minerale di importazione in isole in cui ti chinavi - letteralmente - sul fiume a bere, e se lo fai ora ti ricoverano entro due o tre giorni, se sei molto fortunato per salmonellosi, se no per leptospirosi o intossicazione da metalli pesanti!
    Rispetto per l'ambiente? Che senso ha? Fra tre milioni di anni certamente non ci saremo più, e in un modo o nell'altro il pianeta ritroverà un equilibrio quando pochi resti della Statua della Libertà si e no che affioreranno arrugginiti dalla sabbia di una futura costa in avanzamento, come in una scena-cult del Pianeta delle Scimmie, quando l'astronauta (Charlton Heston) improvvisamente capisce d'esser tornato sulla terra dopo lunghissimo giro...
    Che senso ha avuto fondare l'UICN, che baggianata è stato in fondo il ruolo di Aurelio Peccei (col quale ho avuto il privilegio di lavorare per poco tempo) e del Club di Roma nel porsi il problema teorico di non ipotizzare un illimitato sviluppo economico e materiale stante che le risorse disponibili non sono illimitate... io solo con la vettura che ho usato di più ho percorso quasi dieci volte la lunghezza della circonferenza equatoriale, eppure mi piace quest'idea che noi siccome nulla siamo, nulla possiamo far di davvero nocivo, perché temnerlo eq

  12. Valerio Ricciardi

    (seguito, con correzione di refuso...)
    ...perché temerlo in fondo è un atto di presunzione circa la nostra potenza di fronte alla natura.
    ***
    Ho estremizzato in modo un po' caricaturale il concetto, perché volevo rendere solo l'idea.
    Naturalmente non penso affatto che Luigi e men che meno Enzo sarebbero giulivi e allegri a veder sciacquare le cisterne di una fetida vecchia petroliera sudcoreana dieci km al largo di dove fanno il bagno, però insomma, non esageriamo cl''umiltà, eh? Se no diventiamo bambini americani con la calibro 0.45 del padre trovata in un cassetto del comodino che uccidono il fratellino con un colpo in fronte "ma io sono solo un bambino, sto solo giocando ai cow boys..."
    ***
    Giusto per dirne una, alla Sapienza utilizzavamo la presenza di certi radionuclidi artificiali per avere una data certa nelle determinazioni di età lungo le carote di ghiaccio trivellate dalla missione italiana in Antartide del CNR:  ci sono esami che con precisione assoluta permettono di stabilire un "prima" e un "dopo" il 16 luglio 1945, giorno dell'esplosione "Trinity" ad Alamogordo.
    Per dirne un altra, nel fegato degli orsi polari son state trovate significative concentrazioni di para-diclorodifeniltricloroetano (DDT per gli amici), molecola non esistente in natura. E gli orsi polari e le loro prede, sopratutto foche, vivono in ambienti che son son quanto di più lontano si possa immaginare dalle aree di irrorazione in cui si cercava di contenere l'Anofele e altre zanzare pericolose...
    L'elenco potrebbe essere quasi infinito. 

  13. caro Valerio,
    la maggior parte dei danni che tu illustri ricadono direttamente sull'uomo e quindi non influenzano il discorso più di tanto. Quante razze animali si sono estinte per colpa di altre razze sovrabbondanti? A volte, ha dovuto pensarci proprio la natura in senso globale inserendo veleno nelle foglie. Quante per fenomeni geologici e/o astronomici? Eppure la vita è andata avanti, si è evoluta, si è estesa e sarà il pianeta o l'ambiente esterno a decidere se e quanto durerà. Gli orsi polari, malgrado l'uomo, sono in fase di netta risalita (popolazione quasi raddoppiata negli ultimi dieci anni). La strada dell'evoluzione contiene anche l'uomo e i suoi danni (più o meno locali). Anche l'asteroide dello Yucatan ha lasciato un segno di qualche centimetro nei depositi di tutto il globo, eppure la vita è continuata.
    Ma c'è di più... Luigi ed io parlavamo di pianeta e non di vita del pianeta (che si può considerare come parte integrante oppure no, dato che per uno che ha la vita ce ne sono migliaia e migliaia senza). Sul pianeta inteso come entità fisica l'umo non può assolutamente niente. Questo è l'orgoglio e la presunzione di cui parlavamo noi. Lo so che abbiamo distrutto gli Incas e i pellerossa, ma non certo una catena di montagne o un fiume.
    Sono due discorsi diversi. Se parliamo di autodistruzione posso anche convenire con te, ma se parliamo di influire su un pianeta inteso come corpo celeste, è meglio cospargersi il capo di cenere... l'uomo è una formica che vorrebbe poter appiattire completamente l'Everest ... niente di più...
     

  14. Andrea I.

    Per me esageri Valerio, nessuno qua dice che bisogna ignorare le conseguenze di quello che si fa, ma non si puo nemmeno pretendere che non ci siano conseguenze legate alla semplice presenza o al proliferare dell'uomo sulla "buccia" del pianeta.
    Personalmente penso che il nocciolo della questione sia nella consapevolezza di ció che segue alle nostre scelte, e alle motivazioni che ci sono dietro alle stesse.
    Da motivazioni "sbagliate" raramente vengono scelte corrette e comunque mai lungimiranti.
    Nel mio piccolo cerco sempre di verificare la "natura" di ogni singola cosa/comportamento/azione con cui ho a che fare.....Penso sia la cosa migliore per scegliere e agire nel modo corretto.
    D'altra parte noi (presi singolarmente) non siamo fatti per durare....quindi qualsiasi scelta o comportamento che parte dal presupposto di ricavare un interesse personale é di conseguenza poco "lungimirante".....non dico sbagliata, ovviamente (ognuno ha diritto a una qualche soddisfazione, eccheccaspita!), ma se questo é in genere ció che sta dietro alle scelte importanti....beh i risultati li abbiamo sotto gli occhi :mrgreen: 
    Insomma, non penso che il problema sia il rispetto della natura fine a se stesso(per quello l'unica strada credo sia il suicidio di massa :mrgreen: ).... quanto invece il rispetto della natura delle cose :wink:
     

  15. Mario Fiori

    Bravo Enzo, è questa la differenza, non dobbiamo volere che l'uomo distrugga in modo dissennato e che avveleni se e gli altri abitanti di questo pianeta. Lungi da accettare inquinamento indiscriminato e veleni sparsi per il mondo, non va' fatto. E'' certamente un'altra cosa, caro Valerio, ciò che Enzo dice e riguarda l'aspetto pianeta Terra- natura in genere, un rapporto dove l'Uomo dovrebbe essere più unito (e qui torna in ballo Andrea) e studiarne bene tutti gli aspetti : scommetto che quasi automaticamente, e con più umiltà, si otterrebbe anche molto meno inquinamento e , deprecabilissima, distruzione umana del Pianeta? Anche ci sarebbe più consapevolezza di quanto siamo piccoli e di quanto, in realtà, ci autodistruggiamo. 

  16. Valerio Ricciardi

    Il succo è che io penso che noi siamo piccoli, ma pure il nostro pianeta non scherza, per quello possiam far gran danno e non solo alla nostra specie, ma anche a tutta la biosfera.
    Una sola volta nella vita, ebbi la ventura di vedere la terra da una quota largamente interdetta ai normali aerei di linea (parliamo di poco oltre 68.000 piedi), e fui veramente colpito da quanto evidentissima, non evidente, fosse già la curvatura terrestre. Io cambio l'olio di ogni mia vettura entro massimo i 20.000 km se a benzina; è quasi la metà della circonferenza terrestre.
    A gennaio per lavoro, dovendo trasportare delle attrezzature fragili per complessivi oltre 60 kg, ho dovuto fare una scappata a Londra con l'auto. Partito alle 8 in punto dal mio quartiere di Roma, alle 22,45 ero a Parigi e senza barare con gli autovelox. Sul mappamondo, è già una distanza percettibile.
    ***
    Io temo molto che la gran sceneggiata di aver già "deciso" che la Terra sta andando verso un rapidissimo riscaldamento, e che la colpa di tutto ciò sarebbe della CO2 da attività antropiche (con la netta sensazione di non avere idea di quanta ne disperdano i processi naturali, e di quanta sia intrappolata facilmente dagli oceani sotto forma di carbonati depositati come fanghiglia)... produca sul lungo periodo, quando sarà inevitabilmente sbugiardata, un effetto pendolare di legittimazione del peggio.

    Come avvenne quando in nome dell'ecologia si bandirono le lampadine a incandescenza dalle case, che certo son molto meno efficienti di quelle al neon, per risparmiare al massimo qualche paio di centinaia di W/h in tutto sull'illuminazione di una casa... laddove forni elettrici e scaldabagni, ossia carichi altrettanto resistivi, influiscono sui consumi per l'85% minimo. Però le lampade a basso consumo quando le smaltisci rilasciano vapori e sali di mercurio in abbondanza... e quasi nessuno le ricicla, finiscono nella maggior parte dei casi rotte in discarica.

    Poi, che se l'uomo con la sua prosopopea ambisse a fermare il processo di spinta del subcontinente indiano verso l'Asia centrale, fosse pure a suon di bombe all'idrogeno, sarebbe ridicolo anche solo concettualmente, è un altra storia. 

  17. :mrgreen: caro Sandro,
    il fatto stesso che non possano partecipare gli scienziati che hanno fornito le prove la dice lunga... :mrgreen:

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