1/06/14

Non solo asteroidi *

Usando tecniche radioattive sulla zona a nord dell’Australia, nota come Kalkarindji, alcuni geologi hanno stabilito che l’epoca di una fase di intensissimo vulcanesimo data esattamente 510-511 milioni di anni fa, in perfetto accordo con la data a cui riferire la celebre estinzione del Cambriano che ha portato alla scomparsa di almeno il 50% delle specie viventi. Ovviamente, l’estinzione ha riguardato tutto il globo e non solo il continente australiano. Sappiamo bene come l’atmosfera faccia in fretta a trasportare ovunque le emissioni di gas e di polvere.

super vulcano
Il Parco Nazionale Glass House Mountains in Australia fa parte della zona che ha subito l’eruzione di un super vulcano circa 510 milioni di anni fa e che ha causato l’estinzione di almeno il 50% delle specie viventi. Fonte: jovannig / Fotolia

Tanto per dare un’idea dell’episodio, si stima che almeno 2 milioni di chilometri quadrati di territorio siano stati coperti dalla lava. I gas di scarico del super vulcano avrebbero innescato variazioni climatiche di rara intensità e di segno opposto in un periodo di pochi anni. Cambiamenti tali da non essere sopportabili da gran parte degli organismi multicellulari.

zona lavica australiana
La zona in azzurro è quella interessata dal magma fuoriuscito durante l’eruzione di 510 milioni di anni fa. Poveri canguri! (ma sicuramente non c’erano ancora….). Fonte: Jon Claoué-Long and Dean Hoatson

Il gas che ha deciso il destino di quel periodo così critico per la vita terrestre è stato essenzialmente il biossido di zolfo, rilasciato copiosamente in atmosfera e capace di causare drastiche diminuzioni di temperatura. Insieme a questo composto, però, sono stati rilasciati metano e anidride carbonica che agivano come gas serra, aiutando la temperatura a subire fluttuazioni rapide e intense. Quando la Terra decide di cambiare il clima lo sa fare molto bene!

Facciamo un confrointo con il recente volcano Pinatubo che ha eruttato nel 1991. Una “cosuccia” rispetto al Kalkarindji, eppure i suoi effetti sono stati comunque globali. La temperatura mondiale è scesa di qualche decimo di grado per qualche anno, proprio a causa del biossido di zolfo (si gridava comunque a un implacabile GW…). Se un piccolo vulcano come il Pinatubo è riuscito a segnare il clima globale, figuriamoci cosa può aver fatto l’eruzione gigantesca australiana.

Un calcolo statistico dice che la correlazione tra i due eventi (supervulcano ed estinzione biologica) ha una probabilità di 1 su venti miliardi di essere dovuta solo al caso.

Per comprendere come e quanto il clima terrestre possa essere influenzato dalla mano dell’uomo sarebbe bene studiare e confrontare sempre meglio i dati che la storia del nostro pianeta ci ha consegnato in eredità. Spesso, però, si preferisce trascurarli. Tutto ciò che non dipende dall’uomo sembra perdere di importanza…

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8 commenti

  1. Valerio Ricciardi

    :wink:  Psssst... ritocchino ino ino... 2 miliodi di km2 I could presume... mannaggia a 'ste tastiere che ci fanno scrivere troppo svelti...

  2. grazie Valerio! Eh sì... sarebbe stato poco più che un cono... gelato caldo!!!! :wink:

  3. Pier Francesco

    E' incredibile cosa sanno fare i vulcani e come possono influenzare il clima della Terra. Anni fa, vidi un documentario della BBC, che mi ricordo bene perché era molto interessante, dove si parlava di un'altra estinzione di massa, avvenuta intorno a 250 milioni di anni fa; si dice che provocò l'estinzione di gran parte della vita sulla Terra, in tempi relativamente brevi (in senso geologico). Anche per quell'evento, gli scienziati stimarono la causa in un vastissimo vulcanesimo, che copriva gran parte dell'attuale Siberia, e che emise nell'atmosfera tanto di quel metano da innalzare la temperatura media di alcuni gradi, che manco il GW...!
    Pochi giorni fa è eruttato un altro vulcanone in Indonesia e la colonna di cenere che ha prodotto è impressionante. Per ora, gli unici "danni" sono gli aerei a terra in Australia ma chissà che non ne faccia altri a livello di clima... :-?

  4. caro Pier,
    tra geologi e astronomi esiste una specie di "lotta" tra vulcani e asteroidi. Ovviamente, i primi vorrebbero solo vulcani e i secondi asteroidi. Io avevo cercato di organizzare un meeting interdisciplinare, ma le difficoltà erano state veramente insormontabili. E' un peccato, perché potrebbe anche darsi che certi episodi geologici macroscopici (come l'inizio del distacco tra i continenti attuali) siano stati innescati da episodi astronomici. L'estinzione di 250 mil. di anni fa è proprio una tra le più controverse. In ogni modo, il vulcanesimo, a volte parossistico, è qualcosa con il quale bisogna sempre convivere e il clima ne risente in modo impressionante. Mi ricordo che dopo l'esplosione del St. Helens (una cosuccia quasi ridicola) ai confini col Canada, nel 1980, mi recai nel 1981 in Arizona e ancora il cielo invece di essere blu intenso come sempre in quella zona secca e arida, era lattiginoso proprio per la polvere residua ancora sospesa e la temperatura era scesa di circa un grado. Se pensiamo che chiamano GW un qualcosa che in un secolo "potrebbe" al massimo aver cambiato la temperatura di pochi decimi di grado, mi sento alquanto imbarazzato di appartenere alla razza homo sapiens... :-|

  5. Pier Francesco

    Hai ragione, Enzo.
    In compenso, la Terra, nel senso grande del termine, se ne frega di questi discorsi e mi pare che la vita sulle pendici del St.Helen (quello che ne è rimasto) sia ritornata florida come una volta, o sbaglio? 

  6. caro Pier,
    ci sono stato molti anni fa ed era  ancora desolato. Ma, da quello che si vede sopra le grandi eruzioni vulcaniche, anche esplosive, direi che la lava è un toccasana per le piante! 

    Sai, mi ricordo parecchi anni fa, in treno, avevo conosciuto un ranger del parco Yellowstone, in vacanza in Italia.  Poco tempo prima, i giornali e la TV avevano parlato di disastro ambientale nel parco, dato che non so quante centinaia di chilometri quadrati di foresta erano bruciati. Una tragedia per la Natura... Beh, il ranger, alle mie parole sui media rimase di sasso. Meno male che ogni tanto la Natura si rinvigorisce da sola! Gli incendi sono una benedizione, anche se -ovviamente- comportano problematiche temporanee. Se non si innescassero da soli, mi diceva, bisognerebbe appiccarli per la sopravvivenza stessa delle foreste. Chiaramente, non bisogna guardare le cose con l'occhio umano: 10, 20 o 100 anni, ma qualcosa di più che -comunque- restano attimi per la Terra e le sue meraviglie. Ancora una volta, il metro umano stravolge le regole anche quando dice di volere preservare... Anzi, magari ancora di più... :wink:

  7. davide1334

    al proposito,se per gli asteroidi si parla di catastrofi globali o locali,in base alla grandezza dell'oggetto,per le eruzioni vulcaniche può valere la stessa regola?può un'eruzione singola compromettere o modificare l'intero globo o per quanto grande che sia gli effetti si  manifestano solo a livello locale? 

  8. sicuramente Davide,
    per effetti così devastanti si deve, però, pensare a qualche supervulcano o una catena eruttiva. Il problema di fondo rimane analogo: una spessa coltre di polvere che ricopre l'intero globo per tempi superiori almeno a un paio di anni. Più, ovviamente, vari effetti collaterali dipendenti dai composti che vengono immessi in atmosfera. Se poi, a seguito di un impatto, vi è anche fuoriuscita di magma e gas ... di bene in meglio!!!! L'impatto ha dalla sua il maremoto e l'onda d'urto, ma è la polvere la più grande nemica.

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