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3/06/14

Media INAF: un ottimo servizio, ma… da prendere con le molle.

Auspicavamo tutti che l’astronomia italiana, spesso valorizzata moltissimo all’estero, avesse la sua visibilità anche in Italia. Sembrava una cosa ovvia, ma tutto ciò che è ovvio, in Italia diventa problematico. Sovente, si preferiva cercare di schiacciare la ricerca di un collega per fare emergere la propria, piuttosto che cercare di dare il giusto valore a entrambe. E’ la solita e vecchia storia: in campagna elettorale si insulta l’avversario e non si spiegano i propri progetti, annullando facilmente, insieme a quelli dell’avversario, anche i propri meriti e i propri risultati.

Quante volte mi sono trovato in maggiore difficoltà nel condividere ricerche con colleghi italiani che non con gruppi di ricerca americani, russi, svedesi, inglesi, francesi, ecc., ecc? E quante volte ho trovato maggiore appoggio e riconoscimento proprio all’estero, mentre in Italia si cercava di sminuire qualsiasi risultato? Un caso molto personale, ma non certo unico. Mentre nel mio Paese lottavo per mezzo delle sole  pubblicazioni scientifiche per riuscire a “fare carriera” (attenzione: fare carriera non vuol dire potere e soldi, ma solo maggiori possibilità di ottenere posti di lavoro e fondi per giovani capaci e pieni di buona volontà e capacità), era la norma cercare di nascondere i lavori planetologici di Torino, in modo da favorire quelli di altri centri più “potenti” (in senso “baronale” e di lobby, questa volta…). Ho dovuto ottenere risultati al di sopra di ogni sospetto internazionale per non potere proprio più essere “trascurato” nell’ambito di certi concorsi.  Dopo aver organizzato un Congresso internazionale che ha visto la presenza di una cinquantina di nazioni e di circa 500 partecipanti, essere diventato presidente della commissione 15 dell’IAU, aver pubblicato oltre 200 lavori su riviste internazionali, finalmente qualcuno ha detto: “Ops, forse, forse sarebbe ora di dare a Zappalà qualcosa in più…”.

Sono diventato ordinario a 50 anni con un bagaglio di visibilità internazionale ben maggiore di quella di tanti pari grado più giovani e con un “curriculum” ben più striminzito. Ma loro svolgevano lavori di punta, mentre io no… O almeno questo era la visione italiana. Poi, improvvisamente, dopo che sono passato dalla parte dei “potenti”, improvvisamente tutti i lavori fatti sono miracolosamente diventati importanti anche in Italia. Avrei da raccontarvene a riguardo… ma lasciamo stare. L’importante è di avere ottenuto i risultati, potendomi anche guardare allo specchio ogni mattina.

Perché tante parole? Per dirvi semplicemente che l’Italia non ha mai saputo vendersi all’estero, se non personalmente. Singole persone diventavano punti di riferimento internazionali, ma il nostro Paese preferiva cercare di sminuirli in modo da vincere le piccole battaglie provinciali tra lobby e gruppi. Non si riusciva a capire che l’onore di tanti permetteva una salita globale, mentre le lotte intestine non facevano che  subire la maggiore dinamicità di paesi anche molto meno preparati, scientificamente. Almeno, una volta era così e gli italiani erano sovente “temuti” per la loro preparazione di base e per la loro fantasia creativa. Oggi, non so…

Ho visto nascere l’INAF con tante belle promesse, ma, all’inizio, sempre al seguito del motto del Gattopardo: cambiare tutto per non cambiare niente. La carenza della diffusione delle ricerche italiane sembra, comunque, migliorata con l’istituzione del settore Media INAF. Teoricamente un qualcosa che mancava e che era più che necessario. Tuttavia, ancora una volta cadiamo nel nostro antico difetto provinciale. La Scienza non DEVE avere confini e l’ho potuto toccare con mano (e con gioia) in tanti anni di lavoro e di collaborazioni. E, invece, ancora una volta, le notizie seguono un campanilismo un po’ sciocco, accentuando studi di valore modesto (ma nazionale) e tralasciando, a volte, quelli di portata veramente innovativa. C’è poco da fare, purtroppo: in Italia, o ci si butta giù e ci si considera l’ultima ruota del carro, oppure si passa all’estremo opposto e ci si vuole mostrare i migliori, sempre e comunque. La giusta via di mezzo sembra un tabù.

Quindi, che dirvi? Benvenuta la presenza di Media INAF, ma con la speranza che possa uscire da una visione limitata e provinciale, che soddisfa troppo spesso i soliti interessi locali.

Avevo già finito qui la mia piccola esternazione. Purtroppo, però, come temevo,  le cose stanno peggiorando. L'ultimo articolo appena uscito, riguardante la determinazione più accurata della massa di alcuni esopianeti cade letteralmente nel filone puramente "mediatico", in cui si può dire di tutto e di più, con l'unico fine di fare "scoop" e di far pensare a qualcosa di eccezionale quando si è invece nella norma. E' possibile che in Italia si debba sempre seguire il modello della esagerazione a tutti i costi, trascinando, insieme a una notizia falsamente eclatante, anche la vera scienza? Che figura può fare l'INAF? Se è stato un caso, sarebbe meglio scegliere meglio i commentatori e i divulgatori...

Veniamo alla news  in oggetto. Penso che tutti sappiamo cos'è la densità di un corpo: La massa divisa per il volume. A parità di volume, se cresce la densità cresce la massa e viceversa. Le stelle di neutroni e i buchi neri ce lo insegnano molto bene. Immaginiamo, invece, che due oggetti abbiano volume diverso ma  stessa densità. Il rapporto tra le masse sarà dato semplicemente dal rapporto tra i volumi. Questa è fisica veramente elementare.

Il sotto titolo dell'articolo dice espressamente: "Grazie allo spettrografo HARPS che guarda nella stessa zona di cielo del satellite della NASA Kepler, gli astronomi del consorzio Italia-USA-Uk-Svizzera hanno potuto trovare un pianeta con una composizione simile alla Terra ma 17 volte più denso". Cosa fa pensare un "incipit" di questo genere? Sicuramente una scoperta anomala, un pianeta che rasenta la "nana bianca" ... o poco meno. In poche parole: uno scoop a tutti i costi. Se io dico che la densità è 17 volte maggiore vuol dire che, a parità di volume , il  rapporto massa volume diventa 17 volte più grande! In tali condizioni, la massa finale cresce, ovviamente, ma solo e soltanto perché cresce la densità. Le conclusioni del lavoro, però, cambiano poco dopo quando si dice: "hanno potuto trovare un pianeta con una composizione simile alla Terra ma 17 volte più massivo". E no, cari amici: 17 volte più denso o più massiccio NON sono la stessa cosa. E' vero che se la densità cresce, cresce anche la massa, ma a parità di volume! Se cresce il volume la massa cresce anche se la densità non cambia. Si deve fare chiarezza e non giocare alle tre carte!

Se si legge ancora un po', ecco che salta fuori la verità: il pianeta ha un raggio che è circa 2.3 volte quello della Terra. Beh... ma, allora le cose cambiano! Il volume di un oggetto del genere è già di per sé 12 volte più grande di quello della Terra. Quelli di INAF pensano che non si sia in grado di calcolare un volume di una sfera? Fanno lo scoop fidandosi dell'ignoranza degli italiani? Quel famoso numero impressionante, quel 17 che faceva pensare a un quasi pianeta di neutroni, deriva in buona parte dal volume, ossia dalle dimensioni del corpo. Grande confusione, ma anche un errore fondamentale: quando si dice che un pianeta è simile alla Terra, ma con una densità 17 volte più grande, si pensa a tutto meno a che il suo volume sia maggiore. Se no la densità c'entra come i cavoli a merenda!

In realtà, il pianeta potrebbe anche essere più denso della Terra, ma non certo di un fattore 17. Bensì di un fattore dato da 17/12, ossia dato dal rapporto dei volumi. Questo numero vale solo 1.4, qualcosa di ben più normale e non certo eclatante e inatteso. Si doveva allora scrivere che è stato scoperto un pianeta roccioso che ha una densità circa una volta e mezza quella della Terra. Se si va a guardare la densità degli esopianeti terrestri, si trovano altri casi del genere, anche se meno frequenti rispetto a densità minori. La leggera differenza comporterebbe un nucleo un po' più grande e tante altre logiche constatazioni, ma non certo lo scoop mediatico che non solo non fa scienza, ma confonde ed è essenzialmente un errore!

E' possibile che per stupire sia  lecito anche ingannare? Sempre la stessa storia e anche l'INAF sembra voler seguire il filone di tipo televisivo. Se l'INAF cerca fondi, lo faccia in modo scientifico e non cercando di imbonire sia i politici che i lettori! No, non ha fatto una bella figura e meno male che Media INAF non viene, probabilmente, letto all'estero.

In realtà, gli autori dell'articolo originale dicono le cose seriamente e senza deformazioni sensazionalistiche. Se non l'avessero fatto i referee internazionali sarebbero saltati su una sedia! In fondo, è stato un lavoro di routine, molto ben fatto, ma uguale a tanti altri di cui l'INAF non dà notizia... No, ragazzi,' la divulgazione non deve prendere una strada pericolosa e inaccettabile per un sito ufficiale. Speriamo che sia solo un caso e che non si ripeta più... Divulgare non vuol dire falsificare o ingannare, vuol solo dire semplificare, rimanendo  corretti e onesti. Accidenti! E' così difficile? In ogni modo, quando leggete le  news dell'INAF ... state in ... "campana"!

Articolo originale QUI

Sto leggendo in questi giorni l'introduzione alla elettrodinamica quantistica del grande Feynman. mamma mia, che differenza! Anzi, se siete d'accordo, al mio ritorno vorrei spiegarvela a modo mio... attraverso una specie di racconto: il viaggio avventuroso di un fotone, o qualcosa del genere... Che ne dite?

15 commenti

  1. Michael

    Non vedo l'ora di sapere che meraviglioso viaggio ha fatto quel fotone. :D

  2. gioyhofer

    Purtroppo oggi in Italia se non c'è lo scoop la notizia non è mai considerata importante...
    Anch'io sono curiosa di conoscere il viaggio  del fotone... ;)

  3. SuperMagoAlex

    Caro Enzo,

    riguardo l'INAF penso sia stata una svista degna di un sito di astrofili (inteso come sito di "non professionisti", senza offesa per gli astrofili), infatti leggendo ora la news pare che abbiano corretto l'errore  :wink:

    Ci terrei anche ad aggiungere che tutto questo fiorire di news, su siti scientifici e non, sulle nuove scoperte di esopianeti ha un po' stufato.
    E' evidentemente la moda del momento, ma è del tutto naturale che con telescopi e tecnologie sempre più potenti se ne scopriranno a decine ogni giorno ma... ha un'utilità tutto questo? C'è bisogno ogni santo giorno di comunicare la scoperta di un nuovo pianeta un po' simile (ma anche no) alla Terra? E' naturale che essendoci miliardi di stelle simili al Sole vi saranno miliardi e miliardi di simil-Terre sparse nell'Universo, ma non penso che la scoperta di un esopianeta al giorno sia così interessante, e non invogli molto alla comprensione del Cosmo e dei meccanismi fisici che lo governano.

  4. SANDRO

    Allora aspettiamo l'avventuroso fotone!
     

  5. Andrea I.

    Feynman..... :twisted: Mi é appena arrivato il primo volume delle sue lezioni e me ne sto innamorando sempre di piú! Oltretutto, grazie anche alle tue lezioni di matematica, riesco a capire(anche se spesso ho bisogno di ripassi e di fermare la lettura :oops: ) quello che leggo nei passaggi fino ad ora piú ostici.
    Adoro la capacitá di Feynman di far sorgere domande anche sui concetti piú ovvi e scontati....quindi qualsiasi cosa lo riguardi penso proprio che me la ingoieró in un boccone :mrgreen:

  6. caro SMA,
    sì... l'hanno cambiato... :wink: Chissà che qualcuno non abbia letto questo sito... :roll:  Mah... certo è che dura pensare che chi scrive certe cose sia un professionista. Una svista ci sta, ma un concetto errato... molto meno! A questo punto, però, la notizia diventa molto meno eclatante e quindi la svista mi puzza un po'...
    Va beh... magari siamo serviti a qualcosa. Come non darti ragione? E' un po' come se ci avvisassero ogni volta che si scopre un asteroide... Non voglio essere frainteso, comunque... Scoprire sempre nuovi esopianeti è cosa fondamentale. Ma solo e soltanto perché i grandi numeri permettono di eseguire statistiche e di formulare leggi sempre più generali. O, al limite, farne cenno solo quando esce fuori davvero qualcosa di imprevisto e rivoluzionario...
    Va beh... pensiamo a noi...  :-P

  7. Pier Francesco

    Caro Enzo,
    Ma l'INAF è l'ente dove lavora (o lavorava?) Giovanni Bignami? Eh no, non puoi smontarmelo così, è un mio mito! :mrgreen:  Basta, non ti seguo più...! :-P
    Mi raccomando: facci sapere poi che cosa combina il fotone; m'interesserebbe soprattutto conoscere quello che viene generato nel nucleo del Sole e impiega centinaia di migliaia di anni a uscire e solo 8 minuti per arrivare fino a noi. Là dentro, ci deve essere un sistema impressionante di sensi unici che ti fa fare un sacco di giri inutili: sarebbe bello chiedergli se ha qualche idea per migliorare la circolazione... :mrgreen:

  8. caro Andrea,
    perché hai messo il diavoletto vicino a Feynman...  è forse gioia e dolore?  :mrgreen: Comunque non ci si può non innamorare della sua scioltezza di pensiero e di sintesi. Ti fa proprio vedere l'Universo e i suoi attori come personaggi di una meravigliosa fiaba. Non mi stancherò mai di leggere le sue riflessioni e le finezze che si nascondono anche dietro le frasi più banali: niente è mai inutile e niente è mai detto per caso. Si potrebbe prendere un suo solo paragrafo e costruirci un romanzo.
    Non posso fare altro che tentare di capirlo a fondo e di ampliare gli ascoltatori della sua mente immensa. E' un obbligo per tutti! :-P  

  9. Sì, carissimo... e ci lavorano molte persone in gamba, ma  -a volte- bisognerebbe saper scegliere tutti i collaboratori o -quantomeno- controllare... Avrei voglia di raccontarti cosa avevano scritto alcuni collaboratori a pagamento sui cartelli che dovevano sintetizzare i pianeti del Sistema Solare nel percorso verso il Planetario di Torino. E pensare che io ero ancora in servizio, ma si è preferito pagare quattro "ignoranti" pur di non dovermi dire un grazie piccolo piccolo. Comunque, mi sono divertito un sacco a rendere pubblica la cosa prima che facesse del male a chi avrebbe voluto imparare qualcosa...
    Capita anche questo in Italia, ma non solo...

    Ah... Bignami ha una nuova giovinezza di visibilità. Io lo conoscevo bene quando era nell'ASI e ... va beh... lasciamo stare!!! 

  10. Andrea I.

    Gioia! Perché é piú o meno l'espressione che assume il mio viso quando trovo il suo nome su un libro/articolo che ancora non possiedo/conosco :mrgreen: (Tu e lui vi contendete la maggioranza di presenze nella mia attuale raccolta di testi sulla scienza)
    Temo stia diventando una malattia.

  11. Ti prego Andrea, lascia qualche decina di chilometri di intervallo tra i suoi e i miei... Spero tu abbia una casa abbastanza ampia... :roll:

  12. Andrea I.

    E perché mai Enzo? Senza i tuoi libri dubito che una bestia ignorante come me avrebbe avuto la possibilitá di capire qualcosa nei testi piú difficili :mrgreen:
    Forse non avranno avuto un impatto sul mondo come i suoi, ma almeno il "mio"(come quello di tanti altri che ti seguono) mondo l'hanno cambiato!
    Casa ampia eh?....ce ne sono così tanti? :mrgreen:  bene!!! :twisted:
     

  13. va bene, va bene... in questo senso l'accetto... :-P

  14. Valerio Ricciardi

    Caro Enzo, nel nuovo Planetario di Roma, che è adiacente al museo della Civiltà Romana dell'EUR, sotto l'immagine di Hubble del settimo pianeta del Sistema Solare, campeggia il suo nome in didascalia: URANIO.
    Saran tre volte in tre anni e mezzo, minimo, che ci porto mio figlio (ora sette anni e mezzo), ho segnalato la cosa la prima volta (cassettina dei suggerimenti), secondo te c'è stato uno straccio di Direttore o divulgatore o collaboratore scientifico che ha avuto il buon gusto di arrossire, prendere un trasferibile e correggere?

    PS/ "Sta scherzando, Mr. Feynman!" è uno dei massimi monumenti alla curiosità intellettuale in cui mi sia imbattuto. Non bastasse, lui era anche una penna ironica, scorrevole e gradevolissima.

  15. Gianfranco

    Dico la mia su MediaINAF e su Bignami:
    seguo ogni giorno il sito MediaINAF e la cosa che mi ha sempre dato fastidio (e continua ancora ora) è l'eccessivo campanilismo-provincialismo di tutti gli articoli ivi pubblicati.
    Non ne esiste neanche uno (!) che non riporti la dicitura "con la partecipazione dell'INAF" e diciture simili...Sinceramente mi sono stufato di questa autocelebrazione sfoggiata a più non posso!
    In linea generale, temo però anche che certi errori siano anche dovuti, più che a malafede, alla scarsissima preparazione degli autori degli articoli (a me sembrano tanto dei veri deficienti...scriverebbe molto meglio un serio astrofilo).
    Meno male che mi aggiorno sui siti stranieri (oltre che su questo, naturalmente!)

    Circa il "personaggio" Bignami, ogni volta che lo sento spiegare qualcosa in TV mi fa venire la diarrea (e scusate se è poco): pare uno stupidotto quando cerca di essere semplice nelle spiegazioni di carattere divulgativo!
    Anche per lui...meglio gli astrofili! 

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