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12/02/17

Forse potremmo “sentire” il Big Bang ***

Questo articolo è stato inserito nella sezione d'archivio dedicata alle ONDE GRAVITAZIONALI, all'interno della RELATIVITA' GENERALE

 

Una scoperta teorica che vuole essere messa alla prova dei fatti. Qualcosa di “eccezionale” al giorno d’oggi… Normalmente le teorie più ardite vengono elargite, cercando proprio di non renderle verificabili. Vale la pena parlarne, semplificando al massimo i concetti.

Cosa è successo nel momento dell’inflazione dell’Universo (circa 10-35 secondi dopo il Big Bang)? Presto detto, l’Universo è passato da una dimensione miliardi di volte più piccola di un protone a quella di un pallone di calcio. Un’espansione enorme che viene chiamata inflazione (ne abbiamo parlato QUI e QUI). Ad essa si associa un campo e a una particella particolare (inflatone)

Dobbiamo pensare a tutto il Cosmo compresso in un volume ridicolo. L’ambiente è decisamente caotico e turbolento e le sue fluttuazioni sono quelle che poi domineranno l’Universo futuro, visibili, in qualche modo, nel rumore cosmico di fondo (e, conseguentemente, nell’Oscillazione Acustica Barionica ) quando la luce uscirà allo scoperto. Un’informazione fondamentale, ma molto posteriore e certamente più o meno “corrotta”.

Potremmo ancora essere raggiunti direttamente da una qualche informazione nata proprio durante il regno dell’inflatone? Probabilmente sì, dato che si ipotizza la presenza di oscillazioni nel campo dell’inflatone, chiamate oscilloni, che possono essere pensati come onde statiche. Immaginiamo qualcosa che si alza e si abbassa, come una collina che diventa un cratere, senza però disperdersi e di durata molto lunga. Il regno degli inflatoni è ormai alla fine e i segni di questi oscilloni spariscono lentamente fino a un nuovo stato dell’Universo che porta al dominio della radiazione elettromagnetica .

Tuttavia, e qui sta la vera scoperta, la nuova teoria permette, non certo di vedere le oscillazioni, ma di quantificare le onde gravitazionali che loro hanno emesso (violenti movimenti di massa).

Immaginiamo che ad ogni oscillazione sia partita verso il futuro un’onda gravitazionale in una certa frequenza. E’ ancora possibile riceverla? si può riconoscere? Il modello sviluppato mostra di sì, ossia dice che le onde gravitazionali degli oscilloni hanno un’intensità non trascurabile e una frequenza particolare: si riconoscerebbero tra mille!

Un’altra teoria ai limiti della fantascienza? Può darsi… ma il fatto importante è che i ricercatori hanno descritto compiutamente cosa e come si dovrebbe osservare con una strumentazione adatta, alla portata della nostra tecnologia. In particolare, su un rumore di fondo molto debole dovuto alle onde generatesi in seguito, si vedrebbero dei chiari picchi di una certa frequenza.

In altre parole, se i picchi non si trovano, la teoria crolla, altrimenti potremmo veramente ottenere informazioni dirette, partite frazioni di secondo dopo il Big Bang. Questa è vera Scienza. Si sviluppa una teoria e si pubblica quando vi sono le possibilità di testarla osservativamente.

Einstein ne sarebbe contento!

Ecco a voi la simulazione di un oscillone in un video molto indicativo.

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Articolo originale QUI

4 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    Leggendo di fenomeni così lontani e soprattutto di  eventi di dimensioni e livelli di energia non valutabili dentro la geometria del nostro cervello,si capisce che noi viviamo una dimensione locale nello spazio,ma anche che la realtà è fuori della portata dei nostri sensi.Eppure l'universo,almeno quello che noi immaginiamo, è compreso tutto dentro un unico grande fenomeno.Lo spazio sembra essere sfuggito al tempo e solo la materia sembra contenerne ancora dei pezzi.Una asimmetria o un movimento che ricorda l'oscillazione sopra descritta?Ma di che cosa mai abbiamo coscienza? Di ciò che per quel che se ne sa,era contenuto in un punto infinitamente piccolo,noi compresi?Non ha senso,meglio,lo ha solo se ci si sforza a immaginare dimensionalità diverse,anzi non misure.Partiamo da come si costruisce fisicamente una realtà dentro il nostro cervello,l'informazione proveniente da tutto l'universo,viene parzialmente (molto parzialmente)compattata per formare qualcosa d'altro,e rigettata nel calderone.Una deep immage di un osservatorio, ci da una visione panoramica di qualcosa che è dimensionalmente immenso,diventando  materia,che diventa dentro,ma solo dentro il nostro cervello realtà simulante una forma di realtà,catturata e subito evaporata.

  2. diciamo che il nostro cervello tenta di tradurre in una lingua comprensibile (la matematica?). Ma c'è chi dice, invece, che è proprio l'Universo che si affida alle sue leggi... :roll:

  3. Mario Fiori

    Penso anche io Enzo, la Matematica è il linguaggio con il quale il  nostro cervello comprende o cerca di comprendere l'Universo e tutti i suoi fenomeni  ; ma quest'ultimo ha sicuramente un linguaggio tutto suo che , al momento almeno, possiamo tradurre in matematica , ma se si potesse imparalo veramente.... :roll:

  4. Penso che tu abbia ragione... forse dovremmo miniaturizzarci e vivere qualche anno nel mondo degli atomi... :roll:

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