11/05/17

I Racconti di Mauritius: SMEMOTEL e DIRITTO D'AUTORE

Chi di noi non ha mai desiderato di dimenticare una brutta esperienza, un dolore, una persona che ci ha fatto soffrire? Forse è la risposta a questa esigenza che Mauritius stava cercando quando ha scritto questi due racconti.

Forse l'ha trovata, forse no... ad ognuno di noi l'ardua sentenza!

 

SMEMOTEL

Al secondo squillo si accese la lucina rossa, poi  la scritta "batteria insuff."   lampeggiò brevemente sul display e il cellulare si spense.

Accidenti, pensò, l'ho cambiata solo sei mesi fa e già non tiene più la carica....

Sistemò con cura la macchina, allineandola tra le strisce bianche del grande parcheggio dell'immenso ipermercato, innestò faticosamente l'antifurto tra i pedali del freno e dalla frizione e si avviò verso l'ingresso.

Il reparto della telefonia cellulare era stato ampliato di recente, ma, nonostante ciò, sembrava ancora del tutto insufficiente ad accogliere la folla di clienti. Si insinuò nella coda informe cercando di attirare l'attenzione di una graziosa commessa, superando abilmente un paio di anziane signore e un intero gruppo di adolescenti.

- Buongiorno, cosa desidera?

- Mi serve una batteria per il mio cellulare.

- Che marca e che modello ?

- Ericsson GA 628

- Ma... le conviene? E' un modello di due anni fa...

- Allora?

- Con un costo poco superiore potrebbe prendere un modello nuovo, con molte funzioni in più

Stava per obiettare che non era nelle sue abitudini  buttare via le cose che funzionavano ancora,  ma  proprio in quel momento il suo sguardo si posò sul poster che campeggiava alle spalle della ragazza. Lo slogan diceva "SMEMOTEL, e non ci pensi più..."

- Cos'è SMEMOTEL? Mi fa pensare a una segreteria telefonica...

La ragazza sorrise,  in bilico tra la commiserazione e il divertimento.

- SMEMOTEL non è proprio un telefonino, anche se ne ha l'aspetto. Soprattutto non è una segreteria telefonica, anzi, è esattamente l'opposto. Evidentemente non ha visto gli spot pubblicitari....

- Si, cioè no... Di cosa si tratta?

- E' un cancellatore di memoria, uno smemorizzatore : SMEMO-TEL

- Ah, ho capito è  una cosa per il computer...

- No, non smemorizza la memoria del computer, ma... la sua. Basta comporre sulla tastiera il periodo da cancellare: la data , l'ora di inizio e fine, e poi tenere il "telefono" contro l'orecchio, come se stesse telefonando. Dopo pochi secondi sentirà un "bip" e inizierà il processo di rimozione dei ricordi che desidera cancellare. E' una cosa velocissima e non ci si accorge di nulla. Semplicemente tutto ciò che ricordava di quel periodo non sarà più registrato nella sua memoria.

La guardò pensieroso

- Non mi sta prendendo in giro, vero ?

- Assolutamente no, signore. Ecco, questo è il depliant con tutte le spiegazioni, la certificazione ISO 9001, l'autorizzazione del Servizio Sanitario Nazionale,  l'elenco dei punti di assistenza...

- OK, ci credo... Ma perché dovrei cancellarmi la memoria ?

- Veda lei.. La gente a volte preferirebbe dimenticare certi momenti della propria esistenza. E non è una cosa facile... Poi ci sono altri vantaggi: per esempio ha notato come tornare in un posto che ci è piaciuto la prima volta che ci siamo stati, lasci sempre un po' delusi? Non c'è più il sapore della novità, della scoperta... E per le persone è anche peggio. Alla fine si riesce a prevedere cosa diranno, cosa faranno, come reagiranno, come in un film visto e rivisto decine di volte!

L'argomento era valido; ma decidere di  ritagliare i propri ricordi come se si trattasse di un nastro magnetico era una cosa che metteva i brividi.

- Ho capito. E' molto interessante. Comunque per adesso mi basta la batteria nuova.

- Va bene signore.  Eccola. Si ricordi di caricarla e scaricarla un paio di volte prima di usarla. Arrivederci.

Uscì e tornò alla macchina. Si sedette ma non accese il motore.

Cominciò a cadere una sottile pioggia. Mentre osservava  il velo di goccioline che andava formandosi sul vetro del parabrezza i suoi pensieri si fissarono sulle parole della commessa:  "Basta comporre sulla tastiera il periodo da cancellare... ".

Beh... ne avrebbe avuti, sì, di periodi da cancellare. Problemi di lavoro, frustrazioni, delusioni d'amore, preoccupazioni di ogni tipo...

In fondo il periodo più felice che ricordava era quello della sua infanzia.

Si, cancellare tutto per ricominciare... Che tentazione! "Incipit vita nova ..." Sì, ma alla sua età aveva senso?

E se poi avesse cancellato per sbaglio dei ricordi importanti ? E se non fosse più stato capace di guidare la macchina o di usare il computer o di  fare una qualsiasi delle migliaia di cose quotidiane...?

Sì, avrebbe potuto imparare di nuovo tutto ciò, ma in quanto tempo? E accumulando quali errori ed esperienze spiacevoli ?

Forse avrebbe potuto accontentarsi di rimuovere solo alcuni ricordi ben circoscritti, le cose più insopportabili, quelle che avevano lasciato un segno, nonostante il tempo trascorso.

Già, ma dopo avere cancellato quelle cose, avrebbe considerato, in una nuova graduatoria relativa,  insopportabili altri ricordi tra quelli rimasti, e certamente avrebbe avuto l'impulso di cancellare pure loro, e così via in un processo inarrestabile... verso l'oblio totale.

A meno che... A meno che non avesse provveduto, subito dopo la prima "epurazione", a cancellare  anche il ricordo dell'esistenza di SMEMOTEL. In tal modo l'avrebbe eliminato dai suoi pensieri e non l'avrebbe più utilizzato.

Eppure un problema restava. Data la somiglianza di SMEMOTEL con un normale cellulare avrebbe potuto cadere nell'equivoco e tentare utilizzarlo per fare delle telefonate. Cosa sarebbe potuto succedere?

S'immaginò  a dire "pronto?" mentre il suo cervello veniva ripulito qua e là,  casualmente, in base al numero che aveva composto.

Accese il motore e attivò il tergicristallo.

Ora vedeva più chiaramente.

La macchina si avviò lentamente, portandolo verso casa.

 

memoria citazione

 

 

DIRITTO D'AUTORE

Dal mese di aprile 2003 le sanzioni per coloro che producono, vendono, acquistano copie non autorizzate di brani musicali o filmati sono state inasprite, prevedendo severi provvedimenti  pecuniari e, in certi casi, la detenzione fino a tre anni. I supporti di memorizzazione e i dispositivi di riproduzione sono stati gravati da una tassa speciale che si applica all'acquisto del bene, indipendentemente dall'uso che ne verrà fatto.

Tutto questo nel 2003, ma se facciamo un piccolo sforzo d' immaginazione, spingendoci al... 2033?

 

Il vetro andò in frantumi con uno schianto secco. In una frazione di secondo, centinaia di frammenti volarono in ogni direzione colpendo le pareti ed il pavimento, suddividendosi ulteriormente in piccole schegge acuminate ed invisibili.

L'uomo restò immobile, con il braccio ripiegato verso il mento ed il rasoio serrato nella mano, nel gesto incompiuto. La schiuma da barba che gli copriva metà della faccia lo faceva sembrare una via di mezzo tra un pupazzo di neve e un finto babbo natale, sorpreso a metà del travestimento.

Aveva improvvisamente smesso di fischiettare e se ne stava lì, immobile, quasi paralizzato dalla paura di ciò che stava per accadere. I due agenti della pattuglia entrarono dalla finestra, ormai ridotta ad un telaio, dalla cui cornice spuntava ancora qualche frammento di vetro di forma triangolare, trattenuto dallo stucco. Il simbolo del CD spezzato, che spiccava sulle loro tute mimetiche, li rendeva immediatamente riconoscibili per quello che erano: due agenti della Repressione Pirateria.

Quello che sembrava essere il capo pattuglia si avvicinò e disse "La dichiaro in arresto per comportamento palesemente lesivo del Diritto d'Autore. Ha il diritto di telefonare al suo avvocato o, in alternativa, di richiedere che le sia assegnato un difensore d'ufficio."

L'uomo posò il rasoio sulla mensola del lavandino, si tolse la schiuma dalla faccia, si dette una risciacquata e si asciugò il viso. "Datemi solo qualche minuto per mettermi qualcosa" replicò con rassegnazione.

Poco dopo erano in auto, diretti al comando di zona della Repressione Pirateria; i due agenti davanti, lui seduto dietro, ancora incapace di spiegarsi come aveva potuto fare una simile sciocchezza.

Eppure lo sapeva! Gliel'aveva detto anche il portinaio, la sera prima,  che quella settimana il quartiere era pattugliato giorno e notte. Era bastato distrarsi un attimo, dimenticare le necessarie cautele e lasciarsi trascinare dalle vecchie abitudini per cacciarsi nel guaio più grosso della sua vita.

Non riusciva neppure a ricordare  cosa stesse fischiettando, come se lo sgomento per la repentina apparizione degli RP avesse cancellato quegli sciagurati istanti precedenti. Già, cancellato... proprio quello che stavano per fargli ora. Chissà che sensazione avrebbe provato. Aveva conosciuto una mezza dozzina di persone che erano state sottoposte alla procedura, ma nessuno di loro si era mai lasciato andare a raccontare i dettagli.

La macchina si fermò nel cortile del Comando. L'agente subalterno lo fece scendere e l'afferrò per un braccio, abbastanza gentilmente ma con decisione. Salirono la breve rampa di scale ed entrarono nell'atrio.

Il capo pattuglia, intanto, si era seduto ad un terminale ed aveva inserito i dati dell'operazione appena conclusa. Il cosiddetto processo durò meno di dieci minuti. Il difensore d'ufficio si limitò a richiamare l'attenzione del giudice sul fatto che l'imputato era incensurato, chiedendo per questo che venisse applicata la sanzione minima, ossia la "Smemorizzazione Locale Attenuata".

memoria3

Un quarto d'ora dopo la sentenza,  un infermiere  lo fece accomodare su una poltroncina e gli sistemò in testa una cuffia. "Faremo una piccola rimozione della sua memoria, solo quello che occorre. Non si preoccupi, non sentirà nulla."  Il tono rassicurante non riuscì a esorcizzare il contenuto sinistro di quelle poche frasi. Gli avrebbero estratto un ricordo... per sempre!

"Ma cosa dimenticherò? Voglio saperlo, adesso, la prego... mi dica almeno il titolo"  L'infermiere era girato verso il pannello di controllo su cui  spiccava, in viola cupo, la  scritta "SMEMOTEL". Senza voltarsi, disse, in un soffio: "Jingle Bells". Poi premette il pulsante.

 

 

AVVISO

La diffusione di questo testo, con qualsiasi mezzo, è severamente vietata. La lettura è consentita una sola volta, poi il supporto dovrà essere distrutto. Non è consentito riferire ad altre persone, neppure in forma succinta, il contenuto dello scritto, né citarne brani isolati. Le eventuali copie pirata verranno sequestrate e distrutte a spese dei responsabili. I trasgressori saranno perseguiti a norma di legge e sottoposti alla procedura di smemorizzazione.

 

Tutti i racconti di Mauritius sono disponibili, insieme a quelli di Vin-Census, nella rubrica ad essi dedicata

 

3 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    Quando un essere vivente passa ad altra vita,se non viene ricordato da quelli che respirano ancora,verrà resettato.La natura, per quel che ne sappiamo,non offre mai un bis,questa saudade appartiene ad un meccanismo effimero,che noi amiamo o temiamo perché temiamo il futuro,ma l'Universo ha altri fini(forse) e quella è la vera legge.

  2. Mario Fiori

    Nella frase di Primo Levi c'è tutto ciò che serve, la memoria è fondamentale nell'Uomo ed è per ciò che si studia la Storia. Ma l'Uomo spesso dimentica e ricade sempre negli stessi errori ed allora si sono inventate Le Giornate del Ricordo, della Memoria, giornate che passano e ci fanno sentire soddisfatti , fieri, ma il giorno dopo ci risiamo e ci dimentichiamo passando oltre, passando ad altro. Oggi , a parte la grande enfasi delle famose giornate, la Storia si studia ma ci fanno capire che è noiosa , anzi la rendono così facendo gridare : !A cosa serve sapere cosa hanno fatto quelli che non ci sono più? Ed in più ,in nome del denaro , che purtroppo serve ma è stato deificato, non si può usufruire della lettura, dell'arte, della musica , della grande creatività umana se non si ha il denaro giusto.Resta, come dice il buon Gianni, l'Universo che ha altri fini (forse) e non è assolutamente poco.

  3. Daniela

    A quello che hai detto tu, caro Mario, aggiungo solo che quel poco di storia che si studia, lo si impara su testi che spacciano per verità un'interpretazione dei fatti elaborata dall'autore... il che è lecito, ci mancherebbe, ma allora, per poter formare un proprio parere su come si siano svolti certi fatti, bisogna avere l'accortezza di leggere testi che spacciano verità diverse. Purtroppo gli autori di molti testi scolastici si riforniscono dallo stesso spacciatore e ai nostri ragazzi non viene data l'opportunità di  studiare la storia con quello spirito critico e indipendente che sarebbe la base per farli diventare individui pensanti, oltre che, come dice il buon Gianni, respiranti e, aggiungo io, votanti...

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