27/05/17

Tanto arrosto e poco fumo **

Finalmente, sembra proprio che si sia osservata! Che cosa? Beh… nient’altro che una stella enormemente più grande del Sole che termina la sua vita trasformandosi in buco nero. Niente di speciale? E, invece, sì… dato che non si è vista nessuna supernova.

Immaginatevi quei mortaretti che dovrebbero dar luogo a uno scoppio dirompente e, invece, si esauriscono con uno squallido mormorio quasi triste. Un po’ di fumo, ma niente botto!

Ebbene, sembra che una cosa simile sia successa a una stella con una massa pari a 25 volte quella del Sole. Tutto era pronto per l’atto finale, la supernova, con l’emissione di gas stellare lanciato a grande velocità verso lo Spazio, un chiarore enorme e poi, al centro del fuoco d’artificio un residuo di stella che è preda  della propria gravità e che precipita verso una contrazione senza fine, fino a rifugiarsi all’interno del suo orizzonte degli eventi e diventare un buco nero.

Tutto si è svolto secondo i piani… solo che l’enorme nuvola risplendente che doveva accompagnare il fenomeno non c’è stata, ma solo uno sbuffo parzialmente illuminato dalla stella collassante che ha proseguito verso la sua contrazione senza fine. Tanto arrosto, ma ben poco fumo.

Questo tipo di evoluzione era già stata teorizzata, ma mai si era osservata e sembrava più un gioco che una realtà cosmica. E, invece, oggi sembra chi si sia colpito nel segno. Un solo caso, ma importantissimo per spiegare molte cose. In realtà, il numero di supernove sembra eccessivamente basso rispetto alle stelle di grande massa. In qualche modo doveva esistere un metodo per far spegnere una stella gigante senza lasciare un segno chiaro e netto anche in galassie molto lontane. Si stimava che il 30% delle giganti dovesse finire senza fuoco d’artificio, ma le prove tardavano ad arrivare. D’altra parte se manca un segnale ben visibile è ben difficile accorgersene. Ci vuole tanta fortuna (come, per esempio, quella avuta in QUESTI due casi)… e perseveranza.

L’unica cosa da fare era cercare in giro per le galassie, soprattutto in quelle in cui le supernove erano piuttosto frequenti: tra tante col botto era forse più facile trovare quelle senza botto. Ad esempio in NGC 6946, una galassia a soli 22 milioni di anni luce, chiamata proprio “dei fuochi d’artificio”, per il numero di supernove che si riescono a osservare.

Ed ecco che nel 2009 una stella cominciò ad aumentare la sua luminosità molto lentamente. Il preludio a qualcosa di dirompente? Assolutamente no. Nel 2015 era sparita del tutto. Era arrivato il momento di mettere in azione Hubbe e Spizer, per vedere un po’ meglio e con occhiali infrarossi. Niente di niente, la stella sembrava proprio sparita nel nulla… oppure NON poteva essere vista perché nessuna luce proveniva da lei.

Le immagini scattate da Hubble nel 2007 (a sx) e nel 2015 (a dx). Il circoletto azzurro evidenza la posizione della stella scomparsa. Fonte: Nasa, Esa, and C. Kochanek (Osu)
Le immagini scattate da Hubble nel 2007 (a sx) e nel 2015 (a dx). Il circoletto azzurro evidenza la posizione della stella scomparsa. Fonte: Nasa, Esa, and C. Kochanek (Osu)

Anche se non vi è ancora sicurezza estrema (una nube particolarmente spessa potrebbe averla nascosta anche negli infrarossi) sembra proprio che si sia scoperto il primo enorme buco nero nato in silenzio. La quasi totale mancanza di materiale lanciato all’esterno, farebbe pensare a una ricattura e quindi a una massa particolarmente elevata. Un’accelerazione tale da diventare una delle sorgenti più interessanti per la produzione di onde gravitazionali.

Rappresentazione artistica del fenomeno della supernova “fallita”, la supergigante rossa giunta al momento critico espelle soltanto una picolla parte dei suoi strati esterni freddi. Parte di questi potranno ache ricadere sul buco nero centrale e rimarrà solo un alone illuminato per qualche anno dalle ultim emissioni del gas che precipita. Fonte. NASA, ESA, P. Jeffries (STScI)
Rappresentazione artistica del fenomeno della supernova “fallita”. La supergigante rossa giunta al momento critico espelle soltanto una piccola parte dei suoi strati esterni più freddi. Parte di questi potranno anche ricadere sul buco nero centrale e rimarrà solo un alone illuminato per qualche anno dalle ultime emissioni del gas che precipita. Fonte. NASA, ESA, P. Jeffries (STScI)

Si stanno pianificando osservazioni con Chandra, che con i suoi occhi X sarà quasi sicuramente in gradi di dare la certezza assoluta.

Articolo originario QUI

Di seguito un bel video dell'università dell'Ohio, con una spiegazione chiarissima

 

Quali sono i metodi per individuare un buco nero stellare? Ne parliamo QUI e QUI

4 commenti

  1. Arturo Lorenzo

    Insomma, una stella ..egoista che, contrariamente a quelle che esplodono in supernova spargendo per lo spazio gli elementi chimici di cui siamo composti, si tiene tutto (o quasi) per sé .

     

  2. Direi che hai azzeccato la parte più psicologica dell'intera faccenda... :mrgreen:

  3. Mario Fiori

    E quindi Enzo un'altra non-ovvietà nell'Universo? Sembrava ovvio che  le stelle da una certa massa in s evolvessero in Supernove e poi giù come Buchi Neri e invece non tutte. Altre eccezioni in altre situazioni che sembravano ovvie si stanno presentando nell'Universo se non sbagli, ma allora questo Mondo di non? ci porterà al non-compleanno ed a quel interessante Modo di Alice nel Paese delle Meraviglie di cui parliamo spesso nel Microcosmo Quantistico?

  4. però... Mario, gran bella idea!  Che abbia a che fare con la non-materia???? ma non diciamolo a nessuno!!!! :mrgreen:

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