7/12/17

La Storia dell'Universo è fatta di piccoli-grandi eventi: non dimentichiamolo mai *

Sono riuscito a leggere un articolo di quelli che si affidano alle solite simulazioni al computer e intingono il tutto con la solita materia oscura che, non sapendo cos’è e se c’è, può essere maneggiata a piacere. Eviterò i commenti sull’articolo, ma lo scopo finale mi ha fatto fare una riflessione, che spero non sia inutile né balorda in questo momento non proprio tranquillo per la mia salute (niente di grave, comunque…).

Sapete benissimo la mia visione molto particolare dell’Universo, una vera opera d’arte dove niente sembra lasciato al caso, ma dove, contemporaneamente, regna incontrastato il mondo di Alice e delle sue meraviglie assurde. Spesso, anche nello studio dell’Universo si fanno distinzioni abbastanza drastiche. Ad esempio, esistono i cosmologi e gli astrofisici propriamente detti. I primi si occupano di tutto ciò che agisce su scale enormi: galassie, ammassi di galassie, Big Bang (sembrerebbe piccolo, ma contiene già il tutto…), spazi intergalattici e rispettivi tentativi di spiegarne l’evoluzione e i cambiamenti. Gli astrofisici guardano verso il piccolo: stelle, mezzo interstellare, al limite le esplosioni delle stelle. Due campi di ricerca che spesso (il primo soprattutto) pretendono di essere al vertice della Scienza (dimenticando spesso che laggiù in fondo c’è ancora tanto spazio da studiare e da capire). Ho tanti ricordi di quando ci si riuniva per dividerci quei pochi soldi che le Istituzioni “regalavano” alla ricerca. La solita storia: pianeti, pianeti nani, satelliti, comete, asteroidi… In quel caso: Cosmologia, Astrofisica, Sole, Tecnologia, Planetologia,...

Un errore gravissimo che impone all'Universo dei limiti e delle separazione che non ha assolutamente. Lui non tiene conto delle grandezze e delle qualità apparenti. Facciamo l'esempio su cui si basa lo studio in oggetto e vediamolo come un momento fondamentale per l'intera vita del Cosmo. Gli elementi primigeni (idrogeno ed elio) erano stati regalati... adesso toccava a loro darsi da fare. L'Universo era ancora solo pura cosmologia, la materia era appena nata e già doveva cercare di non perdere l'occasione, forse l'unica a disposizione. E' arrivò subito l'astrofisica con le prime gigantesche stelle, enormi palloncini in mano a bambini non ancora nati. Non potevano vivere a lungo, ma sapevano che sarebbero state fondamentali per l'intera cosmologia. Dovevano esplodere per aiutare il Cosmo a crescere e e diventare adulto. Dovevano creare gli elementi pesanti. Immaginiamoci per un attimo la prima supernova della Storia, che onore e che coraggio... Mamma mia!

L'astrofisica era diventata Cosmologia, influenzando per sempre le popolazioni future. Il loro sacrificio aveva permesso di innescare un'evoluzione che avrebbe formato stelle di vario tipo e di varia grandezza. E che cosa erano quelle stelle se non le molecole di un corpo gigantesco, una galassia, ma anche un niente se non fossero nate loro e non si fossero diversificate. E poi via con il vento stellare e galattico, con i pianeti e i loro messaggeri e, infine, anche l'uomo, granello ugualmente importante. Giordano Bruno aveva capito tutto e noi possiamo solo imparare dall'Universo, da noi stessi, facendo finta di non vedere quanto si stiano divertendo, a nostra insaputa, le particelle elementari (illudendoci magari che esista anche la materia oscura...).

Beh... tanto per non dimenticare... e per pensare!

Articolo originale QUI

 

3 commenti

  1. Maurizio Bernardi

    Tutte le grandi cose hanno piccoli inizi.

  2. Fiorentino Bevilacqua

    Le "separazioni" (questo qui, in questa "categoria", quest'altro là, in quell'altra) le facciamo per comodità nostra...almeno così diciamo; e forse è vero: è più gestibile quando ci si deve lavorare sopra. Ma forse le facciamo anche perché non siamo in grado di percepire (per pigrizia!?) il tutto nella sua interezza... O forse anche perché, così facendo, ci risulta più "dominabile" quello che è molto più grande di noi. Così, dopo che lo abbiamo impacchettato in vari cassetti separati, abbiamo la sensazione che lo abbiamo in pugno: noi "dominiamo" lui, con la conoscenza, non lui noi. Ma forse, così facendo, perdiamo la vera essenza del tutto: in cambio di una "sicurezza"  che ci deriva da una conoscenza che frammenta e divide, alteriamo la vera natura del tutto e ci allontaniamo dalla sua vera comprensione.

     

  3. caro Fiorentino,

    mi trovi d'accordo in pieno... Non è facile, per noi, cogliere l'interezza e il particolare (vediamo la fatica che si fa per mettere insieme MQ e RG...). Tuttavia, lo spirito deve rimaner sempre quello: la ricerca dell'armonia totale, che solo così può veramente esistere. Feynman diceva che tutto è "fermentazione"... Quanto aveva ragione! Tutto evolve continuamente cercando e trovando le soluzioni migliori in armonia con il tutto. Infiniti mondi in infinito Universo... grande Giordano Bruno|

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