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22/12/17

La Vera Storia di Vin-Census (16): IL RISCATTO DEL TANARO

Non solo vino tra le passioni del nostro Enzone! Quando di tratta di portare avanti una battaglia per la verità, ci mette anima, corpo e... faccia! Vediamo cosa è stato capace di fare per amore del suo Tanaro.Avatar PapalScherzone

 

Il fiume del vino, il Tanaro, scalza il Po dal trono

(18/01/2012)

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tanaria41-300x247Tempo fa avevo pubblicato un articolo semi-serio che suggeriva di cambiare il nome al Po e di dargliene uno nuovo: Tanapo. Seguendo il Tanaro si ottenevano più o meno gli stessi chilometri complessivi del massimo fiume d’Italia, ma, in aggiunta, si attraversavano molti dei vigneti più celebri del nostro Paese.

 

Un fiume legato al vino, insomma. Dopo ulteriori studi, però, la faccenda è diventata veramente seria e vorrei riportare le conclusioni proprio su questo sito che ha visto nascere la provocazione iniziale. In fondo, il vino rimane spettatore attento della questione…

 

 

Geografia antica

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Fino a circa 100 000 anni fa non ci sarebbero stati problemi a considerare il Tanaro il fiume più lungo d’Italia. Esso nasceva (come nasce tuttora) dal Monte Marguareis, al confine con l’attuale Francia, e, giunto nei pressi di Bra, continuava verso nord, ricevendo a Carmagnola le acque di un piccolo affluente di sinistra che proveniva dal Monviso, oggi chiamato Po. Poi il Tanaro continuava passando per la futura Torino e si gettava nel mare Adriatico dopo circa 750 km.

 

 

Geografia moderna

Fig. 3
Fig. 3

Intorno a 80 000 anni fa, le colline delle Langhe si sollevarono sensibilmente permettendo all’antico fiume che scorreva tra Bra e Asti, a livello inferiore, di erodere il più elevato pianoro di Poirino su cui scorreva il Tanaro. Alla fine, quest’ultimo si riversò nella valle più profonda e cambiò il suo percorso, costeggiando le colline del vino delle Langhe, del Roero, del Monferrato e del Tortonese. A seguito di questa trasformazione geologica l’alveo asciutto del vecchio Tanaro venne occupato dal piccolo Po che si ricongiunse al suo antico “padrone” nei pressi di Bassignana, in provincia di Alessandria.

Ovviamente, a causa degli affluenti che provenivano dalle Alpi, il Po raggiunse il Tanaro con una maggiore portata d’acqua e viene oggi considerato il dominatore della pianura che ha davanti.

A questo punto sono cominciati i miei nuovi studi geografici e storici. La sorgente del Tanaro, che gli dava una lunghezza di 276 km, è stata recentemente portata più a monte, utilizzando il torrente Negrone, e oggi possiamo stabilire una lunghezza complessiva, da sorgente a confluenza, di almeno 285 km. D’altra parte, invece, la lunghezza del Po, da Bassignana fino alla sorgente risulta essere di “solo” 230 km. Basta fare un semplice calcolo e si conclude GEOGRAFICAMENTE che

Po (da solo) = 652 km

Po + Tanaro + Negrone = 707 km

tanaria14-300x215Fino a questo punto sarebbe scientificamente esatto cambiare il nome del Po in Po-Tanaro-Negrone o, almeno, in Po-Tanaro, così come fatto normalmente per altri grandi fiumi terrestri, quali il Mississippi-Missouri, il Nilo-Kagera, il Rio delle Amazzoni-Apumirac, e via dicendo. Però si può andare oltre.

 

Storia

Spulciando qua e là ho trovato questo testo storico interessantissimo (il testo linkato è stato rimosso e si apre la home page di un sito della Lega Nord, ndr) e al di fuori di ogni sospetto per essere considerato “contrario” al Po.

tanaria3-300x215In esso si legge che il nome originario del Po erano in realtà due nomi: Bodincus e Padus. Il primo, di origine LIGURE, si riferiva al corso superiore, mentre il secondo, di origine celtica, si riferiva al corso inferiore. Da Padus deriva appunto la Pianura Padana.

A questo punto sorge ovvia una domanda: “Perché il corso superiore del Po aveva un nome ligure, quando il tracciato era completamente in territorio celtico?”. La risposta sembra altrettanto ovvia: “Il Bodincus non si riferiva al fiume che nasceva dal Monviso, ma a quello che attraversava e nasceva nel territorio dei liguri, ossia l’attuale Tanaro”.

La conclusione è allora ancora più ovvia: “Se il tratto superiore dell’attuale Po era già riconosciuto essere il Tanaro fin da secoli prima di Cristo, perché non si dovrebbe considerare Tanaro anche il tratto successivo alla confluenza di Bassignana? ”  In realtà i chilometri complessivi danno ragione a questa soluzione ed essa non è  in conflitto con la storia: Padus altri non era che il tratto inferiore del Bodincus, ossia del Tanaro.

Spiegazioni del controsenso storico-geografico

offer_25-300x223Perché, allora, il Po è diventato il primo fiume d’Italia nella geografia, nella storia e in molte altre cose? Non è difficile rispondere. Ha avuto essenzialmente due grandi “fortune”. La prima è dovuta all’errore dei romani, conquistatori di quelle terre, che vedevano nel Monviso e nella sua aguzza cima il monte più alto delle Alpi. Era ovvio quindi far nascere il fiume più importante dal monte più importante. D’altra parte non avevano strumenti di misura molto precisi e nemmeno satelliti artificiali né GPS. La seconda è legata a Torino, capitale del Regno Sabaudo, prima, e di quello Italiano, poi. Era fondamentale che il fiume più importante passasse proprio per quella città!

Oggi, in occasione dei 150 anni dell’Italia, forse dovremmo ridare a Cesare quel che è di Cesare o, meglio, al Tanaro quello che è del Tanaro.

EightTNOs-300x172So che sarà impossibile far diventare Pianura Tanària l’attuale Pianura Padana. Tuttavia, la faccenda mi ricorda molto quella dell’ex pianeta Plutone. Gli americani hanno cercato fino all’ultimo di mantenerlo tra i pianeti, ben sapendo che il suo ruolo fisico era di grado “inferiore”. Per distruggere le ultime resistenze abbiamo dovuto aspettare che si scoprisse un altro oggetto dalle sue parti che lo superasse in dimensioni. Sapendo che presto i corpi celesti oltre Nettuno, maggiori di Plutone, sarebbero diventati probabilmente decine vi è stato finalmente il declassamento a “pianeta nano”.

Lo stesso capiterà anche per il Po? No, non credo, per varie ragioni. Tuttavia, mi sembra doveroso dare al “fiume del vino” l’onore che la geografia e la storia gli hanno concesso fino a un passato non poi tanto lontano, geologicamente parlando

 

Traduzione dal piemontese all'italiano delle frasi pronunciate dal cronista all'inizio del video:

Abbiamo avuto la fortuna di trovare il professore Zappalà…

Adesso lui spiegherà perché il Tanaro è più importante… è una divinità acquatica…

E’ un momento quasi sacrale…

Ecco… guardiamo… è come stare in riva al Gange…

Guardiamo il fedele… il capo della religione tanarica che sta a piedi nudi sulla riva del fiume sacro..

Come il Gange in India… guardiamo…

E’ il momento della cerimonia sacra!

 


La battaglia per il Tanaro continua

25/11/2013

 

Cari amici,

vi ricordate la  mia "lotta" per dare al Tanaro il ruolo di fiume più importante d'Italia? Tra l'ironia e uno studio storico-geografico del tutto serio, ho portato avanti questa piccola battaglia. Sono anche riuscito a trascinare  il Tanaro tra i pianeti, dando a un asteroide  il nome del fiume tanto vilipeso (QUI). In un modo o nell'altro, la mia ricerca ha stuzzicato le Istituzioni ufficiali e il Politecnico di Torino ha effettuato nuove misure dei fiumi piemontesi e un'analisi approfondita delle loro sorgenti. In particolare, un gruppo di speologi ha scoperto  molti chilometri di Tanaro sotterranei. Conclusione? Il Tanaro è nettamente più lungo del Po, se misurati dalla loro confluenza fino alle rispettive sorgenti. Per stabilire le conclusioni è stato organizzato un Congresso a Ormea (in alta val Tanaro) dove si confronteranno i ricercatori del Politecnico e rappresentanti dell'Istituto Geografico Italiano. Sono stato ovviamente invitato per fare il quadro della situazione e chiedere espressamente alla geografia ufficiale alcuni riconoscimenti al grande fiume bistrattato per secoli e secoli.

Questo è il programma:

 

 

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Conclusione del Convegno di Ormea? Non si poteva pretendere di più… I ricercatori del Politecnico continueranno le loro esplorazioni verso le veri sorgenti del Tanaro, convinti ormai del suo primato… Il Presidente dell’Istituto Geografico non può che ammettere che abbiamo pienamente ragione, ma che lui non può certo cambiare di punto e in bianco una storia e una cultura geografica così profondamente radicata. I secoli futuri daranno ragione al fiume del vino…

I primi esemplari di “tomaticus tanaricus” ottenuti nelle serre isopendolari a ribaltamento elettronico, in cui il DNA ricavato dai semi fossili è stato isolato e riportato in vita
I primi esemplari di “tomaticus tanaricus”, in cui il DNA ricavato dai semi fossili è stato isolato e riportato in vita

 

Nel frattempo, per le strade della valle, si vendono ormai i primi frutti ottenuti dai semi recuperati del Tomaticus Tanaricus e stanno andando a ruba!

 

 

 

 

 

 

Cronaca di un fiume dimenticato

I secoli bui

 

QUI trovate i libri scritti da Vincenzo, compreso "Vini dell'altro mondo" che descrive l'eNoica avventura di Vin-Census nella galassia di Andromeda. QUI la telenovela a puntate della sua vera storia, QUI i suoi racconti di fantascienza e QUI un'intervista al Prof. Zappalà

4 commenti

  1. Mario Fiori

    Avevo già seguito l'impegno Tanaristico o Tanarico di Enzo e mi fa piacere che le ...acque...si siano un pochino mosse.

    Lunga Vita e Prosperità al Piccolo-Grande o Grande-Piccolo Fiume Tanaro e che abbia ,prima o poi , ciò che è giusto.

  2. givi

    Bene, almeno ci sono delle novità. Avanti così.

  3. oreste pautasso

    Grande presenza scenica del Professore... Neppure il "senatur" era mai riuscito a riempire le ampolle con qualcosa di diverso dall'acqua di fiume.  E che dire del  del Tomaticus Tanaricus ? Due generazioni di Angela (Piero ed Umberto) non sono riuscite a scoprire una cosa così straordinaria, sconvolgente.  E se Colombo, prima di partire per la scoperta dell'America fosse passato proprio da queste amate sponde a fare incetta di semi per poi spacciare la scoperta  "americana" del prezioso frutto? La storia è piena di questi trucchi. Grazie Professore, speriamo che alla fine la verità trionfi, ormai i tempi sono maturi.

  4. Grazie Oreste,

    tu sì che interpreti con razionalità e logica la storia passata... E poi Cuneo non è mai stata irretita dagli spochi affari padani...

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