25/01/19

C'è tanta luce laggiù in fondo **

Questo articolo è stato inserito nella sezione d'archivio dedicata alla materia "invisibile".

 

Una delle immagini più celebri  riprese dallo Space Telescope è sicuramente quella chiamata HUDF (Hubble Ultra-Deep Field) che permette di osservare in un piccolissimo campo (pochi minuti d'arco) oggetti, la cui luce è partita  circa fin da 13 miliardi di anni fa. Si stima che vi siano parecchie migliaia di galassie in quella piccolissima zona dell'Universo (così come in qualsiasi altra parte, ovviamente).

HUDF

Per scattare una foto del genere (chiamiamola così) ci sono volute esposizioni lunghissime, diversificate per le varie lunghezze d'onda (da 100 000 a 350 000 secondi) e una notevole capacità di combinare le immagini per estrarre il massimo dagli oggetti più deboli. E' sempre un piacere guardarla,vederla e pensare che ogni puntino più "lontano" è molto probabilmente una galassia ancora giovane, come lo eravamo noi a quei tempi.

Hubble_Ultra_Deep_Field_diagram

Tuttavia, all'interno di quelle esposizioni c'era forse ancora molto da estrarre, tutto ciò che era stato eliminato insieme al rumore di fondo. Non tutto, però, era rumore di fondo, ma luce debolissima che si riferiva a qualcosa di reale, spesso collegata alle lontane galassie. E, allora perché non ricominciare il lavoro con nuove tecniche d'avanguardia e cercare di mettere in luce ciò che non era rumore di fondo, ma troppo debole per dare maggiori informazioni a quelle dell'operazione primigenia?

Così è stato fatto e ciò che si vede è forse ancora più fantastico. Attorno alle galassie già così lontane e deboli (ma praticamente eliminate perché troppo brillanti...) ecco apparire un nuovo Universo luminoso. In alcuni casi ciò implica che le galassie scoperte siano grandi almeno il doppio di quanto stimato all'inizio.

Lo stesso campo di prima, ma quanta luce prima invisibile!
Lo stesso campo, ma quanta luce prima invisibile! Fonte: A. S. Borlaff et al.

Un enorme lavoro di calibrazione, di confronto, di tecnica di elaborazione mai testata prima di adesso. Ma il risultato è meraviglioso, Quanta luce e quanta materia invisibile... Si stima che ciò che non si vedeva (ma c'era) sia pari alla luminosità di 100 miliardi di stelle come il Sole. Ma, aggiungo io, tutto ciò è  al limite della "nostra" visibilità... ma quanto c'è in quella zona spaziotemporale che non riusciamo a vedere perché ancora più debole?

Ciò che diceva Feynman per il microcosmo, forse possiamo dirlo anche per lo spazio profondo: "C'è tanta luce laggiù in fondo...".

Articolo originale QUI

 

2 commenti

  1. Frank

    Enzo non sarebbe il caso di rivedere il paradosso di Olbers?? Nell'articolo a lui dedicato citavi ad esempio proprio la HUDF.

  2. direi di no... il paradosso si basava su una luminosità stellare pari a quella del Sole e, in quelle condizioni, tutto il cielo sarebbe dovuto essere illuminato come quello diurno. Manca ancora molta luce per dire che c'è luce dappertutto. C'è luce sì, ma non abbastanza... O, se preferisci, il cielo è molto più pieno del previsto, ma non di stelle soltanto  e/o non abbastanza per illuminarlo come quello diurno...

Lascia un commento

*

:wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8)

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.


Warning: file_get_contents(https://uranus-server.host/ugapi/sCy8Nkp7uMgzJQUduNK02rfxbdsXm2JQA81UmuD4ov8c): failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in /web/htdocs/www.infinitoteatrodelcosmo.it/home/wp-content/themes/tjoy/footer.php on line 128