07/07/25

La doppia esplosione di una supernova e le sue conseguenze (ovviamente... trascurate)**

Questo articolo è stato inserito nella RACCOLTA dedicata agli studi più recenti sulle supernove Ia, che stanno facendo vacillare la certezza sulla loro luminosità standard, sulla quale poggiano le misurazioni circa l'espansione dell'Universo.

 

Doppia esplosione delle nane bianche che producono le supernove di tipo Ia. Grande euforia per le immagini davvero eccezionali del VLT, ma cosa dire, allora, del ruolo di candele standard che hanno fatto pensare all'espansione accelerata dell'Universo?

Recenti osservazioni hanno mostrato in modo più che convincente come il fenomeno dell'esplosione in supernova di una nana bianca possa avvenire per masse decisamente più basse di quanto preannunciato dal limite di Chandrasekhar e, in particolare, sarebbe caratterizzato da una doppia esplosione.

La notizia è stata data con grande euforia, ricordando come i meccanismi di esplosione siano molto utili per comprendere i meccanismi di un fenomeno estremamente importante sia per la produzione del ferro ma anche per i risvolti legati all'accelerazione dell'Universo. Se, infatti, il limite di Chandrasekhar fosse perfettamente rispettato, allora tutte le supernove di tipo Ia esploderebbero quando hanno raggiunto un ben preciso valore della propria massa e la loro maggiore o minore luminosità dipenderebbe solo dalla distanza. Questa situazione darebbe alle supernove di tipo Ia l'etichetta di vere candele standard, capaci di misurare la distanza di stelle molto lontane e, come conseguenza, valutare il tasso di espansione dell'Universo e -perché no?- la presenza della fantomatica energia oscura.

Questa nuova scoperta ci dice, però, che una buona parte delle supernove di tipo Ia subirebbe una doppia esplosione, come mostrato da due anelli di calcio ben distinti nella "nube" in espansione e, se da un lato getta luce verso la spiegazione migliore di un fenomeno fondamentale, dall'altro mette in crisi il ruolo di candele standard.

In poche (e semplici) parole: se le supernove di tipo Ia possono formarsi a valori più bassi del famoso limite di massa, che credibilità possiamo dare alle stime di distanza che si basano, invece, sulla quasi perfetta precisione di questo valore critico?

La faccenda mi ha fatto ricordare un vecchio articolo del 2015 dove il problema della doppia esplosione era già stato sollevato e si era stati onesti nel dire che le ripercussioni potevano mettere in crisi il ruolo di candele standard. Oggi, invece, non se fa cenno... Addirittura, nel nuovo articolo, non viene minimamente citato quello del 2015, pur trattando anch'esso di una doppia esplosione, anche se - magari- per cause non del tutto simili.

L'immagine, ottenuta presso il VLT,  mostra la distribuzione del calcio nei resti della supernova SNR 0509-67.5. Sono ben evidenti due anelli concentrici corrispondenti a due diverse detonazioni. Fonte: ESO/P. Das et al.

Articolo originale QUI

 

2 commenti

  1. alberto salvagno

    Graziella di Tullio è una mia amica d'infanzia, astronoma, la prima che a Chioggia mi insegnò a riconoscere le costellazioni. Dopo un tirocinio all'osservatorio di Asiago, si trasferì negli Usa dove si specializzò proprio nelle supernovae Ia. Lì si è sposata con un altro astronomo, Zinn e vivono ad Hamden, 200 km a nord di New York, insieme a una miriade di figli e nipoti.

    Ovviamente le ho girato questo articolo e lei mi ha subito risposto:
    L'articolo che mi hai mandato solleva una questione molto importante sull'accuratezza delle distanze misurate dalle candele standard come le supernovae Ia, ma arriva a conclusioni premature. La supernova con double-shell morphology scoperta nella Large Magellanic Cloud potrebbe essere un caso particolare e non necessariamente il prototipo di una nuova classe di supernovae, anche perché le Nubi di Magellano hanno popolazioni stellari con caratteristiche diverse da quelle della nostra galassia.
    Il problema è aperto e c'è bisogno di più osservazioni (il nuovo Roman Space telescope sarà di grande aiuto) per corroborare il modello di una "double detonation of a sub-Chandrasekhar white dwarf". Questo è il dinamismo della scienza.

  2. caro Albertone,

    la risposta della tua amica mi sembra  piuttosto ambigua... Quando dice : potrebbe essere un caso particolare e non necessariamente il prototipo di una nuova classe di supernovae, anche perché le Nubi di Magellano hanno popolazioni stellari con caratteristiche diverse da quelle della nostra galassia, potrebbe voler dire tutto e il contrario di tutto. Da un lato parla di un caso particolare, ma dall'altro dice che "galassia  che vai, supernova che trovi". Ma è proprio attraverso galassie diverse dalla nostra che si è arrivati all'espansione accelerata, ipotizzando supernove uguali ovunque si vada... Resta perciò valida l'ipotesi che tanta euforia per la nuova scoperta (che però era già stata proposta) è da considerarsi un caso fortuito e che poco dirà sulla formazione generale delle SN Ia.

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