Categorie: Relatività
Tags: astrofisica attuale basse frequenze onde gravitazionali
Scritto da: Vincenzo Zappalà
Commenti:4
Un LIGO da ... tavolo **
Vi sarete ormai accorti che il nostro Circolo presenta ben poche news astrofisiche. Ciò non è dovuto a una mia precisa scelta, ma all’andazzo sempre più forte verso notizie che sembrano eccezionali, ma che, purtroppo, spesso e volentieri, non sono altro che un riciclaggio di articoli già pubblicati molti anni prima. Non ne ho tenuto il conto, ma sembra proprio che non esista più l’abitudine di leggere la bibliografia o –forse- si preferisce far finta di non sapere per acquistare notorietà, magari di breve durata. Non parliamo poi della materia ed energia oscura: non si contano più gli articoli che apparentemente sono a un passo dalla prova decisiva e poi finiscono nel dimenticatoio.
Non dimentichiamoci nemmeno di tutte le simulazioni non basate su reali osservazioni, ma che sperano di ottenere rilievo solo perché si dice siano state possibili tramite la ormai inevitabile IA. Una triste abitudine che è stata ben descritta da una nostra lettrice esperta di informatica che la definisce come un “copia e incolla” di conclusioni spesso inesatte o di ben diversa validità. Quando si pesca in un serbatoio, dove vi è tutto e di più, bisognerebbe saper distinguere tra notizie reali e supposizioni del tutto ingiustificate. Siamo arrivati al punto che una risorsa estremamente utile, come è stato ed è internet, venga sfruttato per scopi che con la vera ricerca hanno ben poco a che fare. Qualcosa di simile al riscaldamento globale, che DEVE essere inserito in qualsiasi discorso sul clima (ma non solo...), soprattutto da personaggi che di climatologia ne sanno ben poco, ma che il “marketing” ci impone come vere e proprie sibille.
E’ con grande piacere, perciò, che posso finalmente dare una notizia che potrebbe realmente fornire una spinta decisiva alla rilevazione di onde gravitazionali di frequenza più bassa di quelle attualmente utilizzate da LIGO.
Viviamo ormai in un periodo in cui è possibile rilevare alcuni tra i fenomeni più violenti del cosmo attraverso l’osservazione delle onde gravitazionali che si propagano nella struttura geometrica dello spaziotempo, modificando la distanza spaziotemporale di due punti vicini, facendola oscillare. Per potere rilevare queste vibrazioni sono necessari strumenti enormi e precisi metodi di analisi di qualsiasi fonte di disturbo come eventi sismici o piccole variazioni gravitazionali terrestri. Al momento gli interferometri come LIGO riescono a lavorare nelle alte frequenze, dell’ordine delle migliaia di Hertz, ma sono incapaci di rilevare distorsioni a frequenze più basse, estremamente importanti per lo studio di fenomeni in cui sono coinvolte masse più piccole e/o periodi più lunghi o addirittura quelle legate alle prime fasi dell’Universo.
Sicuramente molto di più riuscirà a fare LISA, un sistema di interferometri spaziali che però non sarà attiva prima degli anni ’30 di questo secolo. Presso le Università di Birmingham e del Sussex è stato progettato un rilevatore “da tavolo” (talmente compatto da essere esente dai rumori di fondo), che sfruttando le proprietà delle cavità ottiche, parte integrante dei laser, potrà “leggere” variazioni di frequenze dell’ordine dei milli-Hertz, proprio quelle che aprirebbero la strada allo studio di fenomeni di minore intensità, ben più comuni, e non certo di minore importanza.
Io non sono un tecnologo e posso dirvi solo che le cavità ottiche sono sistemi di specchi che esaltano le risonanze e permettono di rivelare variazioni di frequenza estremamente piccole con l’aiuto dei più sofisticati orologi atomici. Tecnologie queste già oggi disponibili. Tali rivelatori potrebbero essere dislocati in una rete mondiale che permetterebbe di localizzare molto meglio la posizione dell’evento che ha causato le onde gravitazionali.
Ciò non vuol dire che tale tecnica possa sostituire LISA, ma sarebbe comunque utilissima per i prossimi anni e per un lavoro futuro di stretta collaborazione.
Quello che posso aggiungere è che l’idea di ridurre le dimensioni di LIGO a quelle di un tavolo di laboratorio e di poter leggere già oggi lo stropicciamento dello spaziotempo causato da “normali” sistemi binari, mi ha particolarmente emozionato. Oltretutto, non sembra che l’IA abbia avuto un ruolo nella progettazione, dovuta (miracolo!) solo alle capacità intellettuali degli scienziati coinvolti. A questo riguardo voglio aggiungere (ma è cosa, purtroppo, molto comune) che due degli autori sono italiani, Alberto Vecchio e Giovanni Barontini, con il secondo che è anche il primo autore dell’articolo.
Ancora una volta si dimostra come l’Italia faccia liberamente scappare i suoi migliori ricercatori e se ne freghi completamente (scusate il verbo) delle capacità scientifiche dei suoi figli migliori. Forza Italia, via libera all’ignoranza dilagante!
Per coloro che vogliano andare più a fondo della parte puramente tecnologica, consiglio il lavoro originario, ovviamente di non facile comprensione.




4 commenti
Meno male, stamattina leggo una bella notizia!
Devo dire che qualche giorno fa, in maniera del tutto inaspettata, mi è capitato un articolo su Facebook - incredibile a dirsi! - titolato (traduco dall'inglese): "materia oscura: abbiamo cercato un fantasma?" in cui si ipotizzava la non esistenza della suddetta.
cara Sary, penso che tu abbia capito a chi mi riferivo...
speriamo solo che sia veramente così!
a presto
Ho capito sì
Inutile dire che ormai l'unico sito dove vado a cercare news "vere" di astrofisica e cosmologia è questo blog. Hai una bella responsabilità!
cara Sary,
magari potremmo chiedere se la news è veramente news all'IA?
