Categorie: Matematica
Tags: geometria quiz risoluzione somma aree trigonometria
Scritto da: Vincenzo Zappalà
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Soluzione al problema "Viva la trigonometria!!" di Sprmnt21 e Vincenzo
Prima di iniziare devo dirvi che entrambe le soluzioni (soprattutto la seconda) sono un vero rompicapo. Sicuramente vi saranno diversi errori nelle lettere e nelle varie indicazioni. Speriamo che qualche "eroe" abbia voglia di trovarli in modo da potere eseguire le correzioni del caso. Io l'ho letto e riletto più volte, ma qualcosa è sicuramente scappata!
Cari amici, Sprmnt21 ha veramente superato se stesso. La dimostrazione che ha dato è un capolavoro di eleganza e di ragionamento. Posso dire apertamente che sarà ben difficile riuscire a metterlo in difficoltà. Io la riscrivo per mantenere la stessa figura nelle due dimostrazioni che presento e per uniformare le lettere usate, ma il primo metodo è frutto della sola abilità di Sprmnt21. Un vero piacere averlo tra i nostri lettori e poter mostrare le sue grandi capacità deduttive, anche se una maggiore spiegazione dei vari passaggi sarebbe molto utile e mi eviterebbe un lavoro supplementare...
Nei commenti (in data 31/10) il nostro Sprmnt21 ha anche riportato un'altra soluzione, sempre di tipo geometrico. Chi vuole divertirsi può andare a leggerla.
Metodo puramente geometrico di Sprmnt21
Il metodo cerca, riuscendoci, di ottenere le aree di vari "pezzi" che uniti tra loro diano proprio l'area del triangolo P1P2P3 in funzione dell'area del triangolo equilatero inscritto nella circonferenza. Riproponiamo la figura di partenza, aggiungendo qualche angolo di cui conosciamo subito la misura.

Il triangolo equilatero permette di conoscere subito alcuni angoli. Ovviamente, quelli del triangolo equilatero sono di 60°. Immediatamente sappiamo anche che l'angolo P3AC vale 120° (180 -60) così come l'angolo P2CA.
Il triangolo equilatero con i suoi tre angoli uguali permette di ottenere subito altri angoli sfruttando le proprietà degli angoli alla circonferenza di archi uguali. Scriviamole tutte...
L'arco AP ci dice che:
ACP = PBA
L'arco CB ci dice che:
CAB = CPB = 60°
L'arco AB ci dice che:
ACB = APB = 60°
L'arco CP ci dice che:
PAC = PBC
Ne segue che
P2PC = 180 - PBC - ABP = 180 - 60 - 60 = 60°
Le condizioni di partenza ci hanno regalato molte relazioni tra angoli, non tutte necessarie al problema, ma valeva la pena mostrarle.
Aggiungiamo che:
P2PB = P2PC + CPB = 120°
Consideriamo i triangoli AP2C e P2BP.
Essi hanno due angoli congruenti (P2CA = P2PB = 120° e PBC = PAC), per cui sono simili. Ne segue, perciò che sono congruenti anche gli angoli PBA e AP2B e, di conseguenza, anche PCA = AP2C
Ne segue che sono simili anche i triangoli P3CA e P2AC avendo:
P2CA = CAP3 = 120°
AP2C = PCA
Per cui possiamo scrivere:
P2C/CA = CA/AP3.
Eliminiamo alcune notazioni non necessarie (per adesso) e passiamo alla Fig. 2

Costruiamo un triangolo equilatero CDA a fianco di ABC. Non sappiamo ancora dove si trovi D, ma possiamo riscrivere la relazione precedente (P2C/CA = CA/AP3) sapendo che AB = BC= CA = AD = CD:
P2C/AD = AD/AP3.
Inoltre l'angolo P2CD = CBA = 60°
Ne segue che i triangoli P2DC e DP3A sono simili.
Potremmo anche concludere che D sta proprio sul segmento P2P3 se riuscissimo a dimostrare che:
ADP3 + 60 + P2DC= 180°
Ma ADP3 è congruente a DP2C per la similitudine precedente e sappiamo che
DP2C + 60 + CDP2 = 180°
essendo angoli del triangolo DP2C
Ne segue che D sta sul segmento P2P3 e DA //P2B.
Riportiamo la Fig. 2 in Fig. 3, evidenziando il quadrilatero FCPP1.

FCPP1 è ciclico dato che FCP1 = 60 e FPP1 = 120°, ossia sono supplementari.
Esiste perciò un cerchio circoscritto che porta all'uguaglianza degli angoli del triangolo FP1C che è perciò equilatero. Ne segue che:
FP1 //CB//DA.
Dal parallelismo di DA e CB possiamo concludere che i triangoli ADP2 e DCA hanno la stessa area, dato che hanno stessa base (DA) e stessa altezza (KP2). Ne consegue che anche i triangoli DFP2 e FCA hanno la stessa area. Tuttavia, il triangolo FCA è congruente a P1CB (due angoli e un lato congruenti). Per cui, possiamo scrivere:
S(DFP2) = S(P1CB)
Inoltre, essendo paralleli anche FP1 e P2B, hanno anche la stessa area i triangoli P2GF e GCP1. In conclusione possiamo dire che il quadrilatero GCBP1 e il triangolo P2DG sono equivalenti:
S(GCBP1) = S(P2DG).
Passiamo alla Fig. 4

Consideriamo il quadrilatero PP1AF'. L'angolo F'PP1 è di 120°, mentre l'angolo F'AP è di 60°. Il quadrilatero è ciclico, per cui è inscritto in un cerchio. Ne segue che PF'A = F'AP1 = 60°. Di conseguenza F'P1 è parallelo a P3B. Il triangolo F'P1A è equilatero, per cui F'A = AP1.
Consideriamo i triangoli P3DA e P3CA. Essi hanno stessa base e stessa altezza per cui hanno uguale area. Ne consegue, quindi, che anche DP3F' e F'CA sono equivalenti. Inoltre, F'CA è congruente a AP1B (due lati, AB = AC, F'A = AP1, e gli angoli F'AP1 = P1AB). Per cui possiamo scrivere che
S(DP3F') = S(P1AB).
Ma anche
S(F'P3G') = S(G'P1A)
dato che F'P1//P3B
In conclusione, sommando le aree:
S(DG'P3) = S(AG'P1B).
Non ci resta, adesso, che mettere insieme la Fig. 3 e la Fig. 4 in Fig. 5

Il triangolo P1P2P3 è dato dalla somma di due triangoli e un quadrilatero
S(P1P2P3) = S(P2GD) + S(DP3G') + S(DGP1G')
Il rombo rosso è formato da tre quadrilateri:
S(DABC) = S(AG'P1B) + S(GCBP1) + S(DGP1G')
ma possiamo anche scrivere:
S(DABC) = S(DP3G') + S(P2GB) + S(DGP1G')
Ne segue che
S(P1P2P3) = S(DABC) = S(ABC) + S(ADC) = 2 S(ABC)
Per cui:
S(P1P2P3) = 2 S(ABC)
Sembra quasi impossibile, ma è proprio così !
E' stata dura, ma, anche senza nozioni di geometria superiori, siamo arrivati alla soluzione del problema.
Soluzione trigonometrica di Vincenzo
Riproponiamo la Fig. 1 iniziale

L’area del triangolo equilatero (di lato a) è facilmente calcolabile. Ciò che bisogna fare è, perciò, cercare di trovare un’espressione in cui compaiano sia l’area di P1P2P3 che l’area di ABC.
Indichiamo altri tre triangoli tali da poterne calcolare l’area in termini di a e dell’angolo noto(60°). I tre triangoli di cui vogliamo calcolare l’area sono P2BP3, P3P1A e P2P1C (Fig. 2)

Capiamo subito che per ottenere lo scopo non basta conoscere il lato a e l’angolo di 60°, per cui indichiamo con x il segmento P2C e con y il segmento P3A.
Una volta ottenute le tre aree, potremo scrivere l’espressione:
S(P1P2P3) = S(P2BP3) – S(P3P1A) – S(P2P1C) – S(ABC) ... (1)
Calcoliamo le aree a destra dell’uguale. Per fare ciò utilizziamo le formule trigonometriche che esprimono l’area di un triangolo utilizzando il seno di un angolo, come mostra la Fig. 2.
S(P2BP3) = ½ P3B ∙ P2B sin (60) = ½ (a + y) (a + x) √3/2
S(P2BP3) = (a + x)(a + y)√3/4
S(P3P1A) = ½ P3A ∙ AP1 sin(60) = ½ y AP1 √3/2
S(P3P1A) = AP1 y √3/4
S(P2P1C) = ½ CP1 ∙ P2C sin (60) = ½ CP1 x √3/2
S(P2P1C) = CP1 x √3/4
S(ABC ) = ½ a2 sin(60) = ½ a2 √3/2
S(ABC ) = a2√3/4
Riscriviamo la (1) inserendo i valori delle aree che abbiamo appena ottenuto:
S(P1P2P3) = S(P2BP3) – S(P2P1C) – S(P3P1A) – S(ABC)
S(P1P2P3) = (a + x)(a + y)√3/4 - CP1 x √3/4 - AP1 y √3 /4 - a2√3/4
S(P1P2P3) = √3/4 [(a + x)(a + y) - CP1 x - AP1 y - a2] .... (2)
Facciamo un passo in avanti e cerchiamo di scrivere le incognite di destra in funzione di a. Sarebbe bello, ma, ovviamente, non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo, perciò introdurre un angolo t incognito. In altre parole, riduciamo, in qualche modo, le quattro incognite (x, y, CP1 e AP1) a un solo angolo t.
La migliore scelta di t sembra essere quella di PBA, dato che è un angolo alla circonferenza. Vediamo dove compare t, come illustrato in Fig. 3.

PCA = t
dato che PBA e PCA sono entrambi angoli alla circonferenza dell’arco PA.
Essendo entrambi angoli alla circonferenza dell’arco PC, vale anche che:
PBC = PAC = 60 – t
Consideriamo il triangolo AP2C. L’angolo PAC = 60 – t, mentre P2CA vale 120° (180 – 60°). Ne segue che:
AP2C = 180 – 120 – 60 + t = t
Dal triangolo CP3A, abbiamo:
CP3A = 180 – 120 – t = 60 – t
Abbiamo, infine, dal triangolo P1CB:
CP1B = 180 – 60 + t – 60 = 60 + t
E, ovviamente:
AP1B = 180 – 60 – t = 120 - t
Riassumiamo i valori degli angoli in cui compare t:
PCA = PBA = AP2C = t
PBC = CP3A = PAC = 60 – t
CP1B = 60 + t
AP1B = 120 – t
A questo punto utilizziamo un’altra ben nota formula di trigonometria per esprimere i segmenti che compaiono nelle aree dei vari triangoli, ossia x, y, AP1 e CP1 in funzione del solo angolo t. Basta, infatti, applicare il teorema dei seni, capace di legare lunghezze con angoli.
Dal triangolo AP2C
x/a = sin(60 – t)/sin(t)
x = a sin(60 – t)/sin(t)
Dal triangolo AP3C
y = a sin(t)/sin(60 – t)
Non dobbiamo certo stupirci del fatto che x/a = a/y, dato che i triangoli P2AC e P3AC sono simili.
Dal triangolo CP1B otteniamo:
CP1 = a sin(60 – t)/sin(60 + t)
Dal triangolo AP1B possiamo scrivere:
AP1 = a sin(t)/sin(120 – t)
Sappiamo però che:
sin(180 – ϑ) = sin(ϑ)
Nel nostro caso
ϑ = 120 – t
per cui:
sin(180 – 120 + t) = sin(60 + t)
Ne segue che:
AP1 = a sin(t)/sin(60 + t)
Abbiamo ottenuto ciò che volevamo, ossia abbiamo scritto le quattro incognite in funzione del solo angolo t (oltre che di a, lunghezza nota).
Possiamo ora riscrivere la (2) inserendo i nuovi valori delle incognite. Facciamolo gradatamente per non confonderci…
S(P1P2P3) = √3/4 [(a + x)(a + y) - CP1 x - AP1 y - a2]
S(P1P2P3) = √3/4 [(a2 + ay + ax + xy - CP1 x - AP1 y - a2]
Da quanto ricavato per x e per y, sappiamo subito che xy = a2
S(P1P2P3) = √3/4 [a2 + ay + ax - CP1 x - AP1 y]
Sostituiamo i valori ottenuti per x e y
S(P1P2P3) = √3/4 [a2 + a2 sin(t)/sin(60 – t) + a2 sin(60 – t)/sin(t) - CP1 x - AP1 y]
S(P1P2P3) = √3/4 [a2 (1 + (sin2(t) + sin2(60 – t))/(sin(t) sin(60 –t)) - CP1 x - AP1 y] .... (3)
Prima di continuare con le sostituzioni, analizziamo l’espressione segnata in blu, ossia
sin2(t) + sin2(60 – t) …. (4)
Possiamo scriverla in modo diverso, ricordando le formule di prostaferesi (*)…
sin(α) + sin(β) = 2 sin((α + β)/2) cos((α – β)/2)
Nel nostro caso
α = t
β = 60 – t
sin(t) + sin(60 – t) = 2 sin(60/2) cos((2t – 60)/2) = 2 sin(30) cos(t – 30)
Ricordiamo che
cos(ϑ) = sin (90 + ϑ)
Nel nostro caso
ϑ = t – 30
cos(t – 30) = sin (90 + t – 30) = sin(60 + t)
Da cui:
sin(t) + sin(60 – t) = 2 ½ sin(60 + t) = sin(60 + t) .... (5)
Sapendo che
m2 + n2 = (m + n)2 – 2mn
l’espressione (4) può essere scritta come:
sin2(t) + sin2(60 – t) = sin2(60 + t) – 2 sin(t)sin(60 – t)
Torniamo alla (3)
S(P1P2P3) = √3/4 [a2 (1 + (sin2(t) + sin2(60 – t))/(sin(t) sin(60 –t))) - CP1 x - AP1 y]
Sostituiamo quanto appena trovato:
S(P1P2P3) = √3/4 [a2 (1 + (sin2(60 + t) – 2 sin(t)sin(60 – t))/(sin(t) sin(60 –t) - CP1 x - AP1 y]
Proseguiamo inserendo CP1, AP1, x e y negli ultimo termini in rosso
CP1 x = a sin(60 – t)/sin(60 + t) ∙ a sin(60 – t)/sin(t) = a2sin2(60 – t)/(sin(t)sin(60 + t))
AP1 y = a sin(t)/sin(60 + t) ∙ a sin(t)/sin(60 - t) = a2 sin2(t)/(sin(60 – t) sin(60 + t))
CP1x + AP1y = a2sin2(60 – t)/(sin(t)sin(60 + t)) + a2 sin2(t)/(sin(60 – t) sin(60 + t))
S(P1P2P3) = √3/4 a2 [1 + (sin2(60 + t) – 2 sin(t)sin(60 – t))/(sin(t) sin(60 –t)) - (sin3 (60 – t) + sin3(t))/(sin(t) sin(60 – t)sin(60 + t))]
Possiamo anche scrivere la somma dei cubi come cubo della somma meno i termini misti…
m3 + n3 = (m + n)3 – 3 m2n – 3 mn2
sin3 (60 – t) + sin3(t) = sin3(60 + t) – 3sin2(60 – t)sin(t) – 3 sin2(t)sin2(60 – t)
sin3 (60 – t) + sin3(t) = sin3(60 + t) – 3(sin(60 – t)sin(t)(sin(60 – t) + sin(t))
ricordando la (5)
sin(60 – t) + sin(t) = sin(60 + t)
abbiamo:
sin3 (60 – t) + sin3(t) = sin3(60 + t) – 3sin(60 – t)sin(t) sin(60 + t)
S(P1P2P3) = √3/4 a2 [1 + (sin2(60 + t) – 2 sin(t)sin(60 – t))/(sin(t) sin(60 –t)) - (sin3 (60 – t) + sin3(t))/(sin(t) sin(60 – t)sin(60 + t))]
S(P1P2P3) = √3/4 a2 [1 + (sin2(60 + t) – 2 sin(t)sin(60 – t))/sin(t) sin(60 –t) – (sin3(60 + t) - 3 sin(t) sin(60 –t)sin(60 + t))/(sin(t) sin(60 – t)sin(60 + t))]
Riducendo allo stesso denominatore
S(P1P2P3) = √3/4 a2 [1 + (sin3(60 + t) – 2 sin(t)sin(60 – t)sin(60 + t) – sin3(60 + t) + 3 sin(t) sin(60 –t)sin(60 + t))/(sin(t) sin(60 – t)sin(60 + t))]
semplificando
S(P1P2P3) = √3/4 a2 [1 + sin(t) sin(60 –t)sin(60 + t))/(sin(t) sin(60 – t)sin(60 + t))]
S(P1P2P3) = √3/4 a2 (1 + 1)
E, infine:
S(P1P2P3) = 2√3/4 a2 = 2 S(ABC)
Devo ammetterlo... è stata molto dura e avevo perso le speranze. Non credevo più che tutto si semplificasse così tanto. Forse era prevedibile, ma..., se avete idee a riguardo, fatemelo sapere. Concludiamo ricordando le Formule di Prostaferesi e la loro determinazione.
.
(*) Appendice sulle formule di prostaferesi
Mi sembra di non aver mai introdotto (e dimostrato) le formule di prostaferesi. Non sono molto conosciute, ma possono diventare utili quando si vuole passare dalle somme (o differenze) ai prodotti di funzioni trigonometriche. Analizzeremo solo quella relativa alla somma dei seni, ma la dimostrazione è facilmente estendibile anche ai coseni.
Formula per la somma dei seni
sin(a) + sin(b) = 2sin((a + b)/2)cos(a - b)/2)
Scriviamo il primo membro in modo differente:
sin(a) + sin(b) = sin((a + b)/2 + (a – b)/2) + sin((b + a)/2 + (b - a)/2)
Utilizziamo la ben più nota formula per la somma dei seni
sin(m + n) = sin(m)cos(n) + cos(m)sin(n)
Nel nostro caso:
sin(a) + sin(b) = sin((a + b)/2)cos ((a – b)/2) + cos(( a + b)/2)sin((a –b)/2) + sin((b + a)/2)cos((b - a)/2) + cos((b + a)/2)sin((b -a)/2)
Ricordiamo, però, che:
cos(-m) = cos(m)
e
sin(- m) = - sin(m)
Nel nostro caso:
cos((b - a)/2) = cos((a - b)/2)
sin((b – a)/2 = - sin(a – b)/2
sostituendo:
sin(a) + sin(b) = sin((a + b)/2)cos ((a – b)/2) + cos(( a + b)/2)sin((a –b)/2) + sin((b + a)/2)cos((a - b)/2) - cos((b + a)/2)sin((a - b)/2)
Raccogliendo e semplificando:
sin(a) + sin(b) = 2 sin((a + b)/2) cos ((a – b)/2)
c.v.d



