15/12/25

Soluzione del problema "difficile"(?) *

Per dimostrare ancora meglio la semplicità ed eleganza della soluzione "alla greca" descriveremo la procedura senza fare nessun calcolo, m solo attraverso il ragionamento e la costruzione grafica richiesta. Solo l'ultimo passaggio ha bisogno del teorema di Pitagora, ma le grandezze coinvolte sono tali che il risultato finale può ottenersi "a mente". Sono solo necessarie la conoscenza di elementari proprietà della circonferenza, una giusta valutazione delle operazioni ammesse con riga e compasso e una bnona dose di ragionamento.

SOLUZIONE (con tutti i passaggi "alla greca")

1.  Costruzione della figura di partenza 

Ciò che dobbiamo fare è descritto in Fig. 1.

Figura 1

Consideriamo una circonferenza di raggio R e di centro O1, e tracciamo un suo diametro, ossia una retta che passi per il suo centro O1 e tocchi la circonferenza in T.  Con centro in T tracciamo la circonferenza di raggio r. Il punto dove questa incontra il diametro si indica con O2 e si traccia la circonferenza di raggio O2T = r. La perpendicolare a OT tracciata da T individua la tangente comune t. Ovviamente sia R che r possono essere scelti in modo arbitrario, aprendo il compasso a piacere.

Prendiamo, ora, un punto  P qualsiasi su questa retta e disegniamo le tangenti alle due circonferenze appena disegnate. Come fare? facilissimo... Facendo centro in P, tracciamo la circonferenza di raggio PT. Essa incontra le circonferenze di raggi R e r, nei punti T1 e T2, che sono proprio i punti di tangenza  cercati, dato che PT = PT1 = PT2, per costruzione.  L'angolo T1PT2 è proprio l'angolo a che vogliamo rendere massimo per determinare la posizione di P lungo la retta t. Chiamiamo x la distanza tra P e T.

2. Trasporto dell'angolo 

L’angolo a è definito da tre punti variabili (P, T1 e T2) ed è marcato in rosso nella Fig. 2.

Figura 2

Sarebbe molto meglio che fosse definito come un angolo in cui varia solo P.

L’angolo grande blu T1PT  meno l'angolo piccolo blu T2PT è proprio l'angolo a cercato per sua definizione. L'angolo grande verdeT1PO1 è metà dell’angolo grande blu, mentre l'angolo piccolo verde O2PT è la metà dell'angolo piccolo blu. Ma, allora la loro differenza deve essere la metà dell'angolo a di cui si vuole il massimo. Ne segue che possiamo risolvere il nostro problema cercando di massimizzare quest'ultimo angolo O1PO2, pari ad a/2. L'angolo O1PO2 varia al variare di P mentre O1 e O2 rimangono fissi, proprio ciò che volevamo.

3. Costruzione di a/2 massimo.

L'angolo O1PO2  raggiunge sicuramente il suo massimo nel tratto PT. Infatti, andando verso l’alto a/2 diminuisce tendendo a zero, mentre diventa proprio zero quando P raggiunge T. Come possiamo, perciò, trovare Pm che corrisponde ad a/2 massimo? Consideriamo la Fig. 3.

Figura 3

Indichiamo alcuni Punti Pi che scorrono lungo t. L'angolo da massimizzare è l'angolo arancione. L'ideale sarebbe poterlo confrontare con un angolo costante e vedere quanto l'angolo arancione differisca da lui. Come angolo costante, prendiamo l'angolo blu con vertice in Bi. L'angolo blu è formato da due segmenti che partono da O1 e O2. Dovendo rimanere costante, cosa c'è di meglio che considerare i vertici Bi come punti della circonferenza che passi dai due punti O1 e O2 e che sia tangente a t nel punto Q?  Prima e dopo tale punto, l'angolo arancione è sempre più piccolo dell'angolo blu: i due angoli diventano uguali solo nel punto Q che, quindi, è proprio Pm. Ovviamente, gli angoli con vertice in Bi sono tutti uguali tra loro essendo angoli alla circonferenza dello stesso arco O1O2.

Non ci resta che costruire "alla greca" questa circonferenza. Il suo centro deve ovviamente stare sulla retta n che è parallela a t e che passa per il punto medio tra O1 e O2 (data una qualsiasi corda la perpendicolare nel suo punto di mezzo DEVE passare per il centro). Inoltre, per essere tangente a t, il suo raggio deve essere pari alla distanza d tra queste due rette parallele. Possiamo prendere ovunque d = SV  e tracciare la retta  che congiunge V con O2 e la sua parallela che passa per S e incontra la retta O1O2 in un punto N. Con raggio O2N e centro O2, tracciamo una circonferenza che intersechi la perpendicolare n nel punto O'. Questo punto è proprio il centro della circonferenza cercata, dato che il suo centro sta sulla retta n e il suo raggio è uguale a SV = O2Pm= O'O1 =  O'O2.

Graficamente il problema è risolto. Per quantificare il risultato basta considerare il triangolo rettangolo O'O2M, 

Ovviamente

MO2 = (R - r)/2

E' banale anche ricavare O2O', sapendo che è il raggio del cerchio rosso ed è, quindi, uguale a MT.

O2O' = MT =  MO2 + O2T = (R - r)/2 + r = (R + r)/2

Applicando il teorema di Pitagora al triangolo O'O2M:

x = MT = 1/2√((R + r)2 - (R - r)2) = 1/2√(4Rr) = √(Rr)

x = √(Rr)

Notiamo come le espressioni dei due lati  sono veramente semplici e, quadrandoli, portano a una immediata e drastica semplificazione. Ne segue che il risultato potrebbe essere ricavato anche a mente.

Possiamo anche calcolare l'angolo a corrispondente dallo stesso triangolo, con un pizzico di trigonometria, dato che l'angolo al centro dell'arco O1O2 è il doppio dell'angolo alla circonferenza.

tan(a/2) = (x - y)/2√rR

Come potete vedere nei commenti, Sprmnt21 è arrivato alla stessa soluzione in modo praticamente uguale.

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