LA FISICA ADDORMENTATA NEL BOSCO

Questo libro vuole raccontare la meccanica classica, ossia lo studio del moto, attraverso l'avventura di due strani personaggi, usciti da una delle favole più famose. Essi si faranno aiutare dal linguaggio della Fisica, la Matematica, per donare chiarezza e ordine alle azioni che scorrono ogni momento sotto i loro e i nostri occhi. La trattazione è di carattere divulgativo e adatta a qualsiasi persona abbia vera passione per la Natura e le sue meraviglie.

Devo dire che non è stata impresa facile, principalmente perché, per ogni argomento iniziato, mi si aprivano davanti decine e decine di possibilità di sviluppo e di approfondimento, quindi ho dovuto fissare dei paletti e limitare gli argomenti trattati. Ovviamente il linguaggio è narrativo e alla portata di tutti coloro che desiderano veramente impegnarsi un pochino per capire la fisica.

Fisica… che grande parola. Il suo significato la dice già lunga: la Natura e, di conseguenza, il suo studio e la sua comprensione. L’Universo ne è il laboratorio migliore e quindi anche tutto ciò che vediamo, maneggiamo, osserviamo, attorno a noi: una pallina che rotola, un calcio al pallone, uno schiaccianoci, un tuffatore, sono esperimenti di Fisica alla portata di tutti.  Basta una mela per entrare nel mondo fantastico della meccanica ed è per questo che l’ho inserita in copertina. Qualsiasi riferimento a Newton NON è assolutamente casuale.

Ciò che Newton e i suoi predecessori ci hanno insegnato deve essere compreso, anche se solo in modo leggero e superficiale. Solo così si può essere in grado di apprezzare e capire la grandiosità e la perfezione dell’Universo, di cui siamo parte integrante.

Per non imbarcarmi in un’opera ciclopica ho trattato solo la meccanica classica, ossia lo studio dei movimenti e dell’equilibrio. Un traguardo riduttivo? Non direi proprio. Basta e avanza per giungere ai confini della Scienza più moderna. Non voglio dire altro, lasciandovi liberi di scoprire da soli l’avventura che ho cercato di  raccontarvi... avventura?  Sì, proprio un’avventura o forse una fiaba molto reale (quanto mi piacciono!). I due personaggi che vi guideranno attraverso la cinematica, la dinamica e la statica sono, infatti, usciti da una delle favole più famose: “La bella addormentata nel bosco”. Chi è la bella addormentata? Beh… non è difficile da capire: è la Fisica con le sue leggi, spesso volutamente ignorate perché ritenute a torto incomprensibili, ma che nessuna strega malvagia potrà mai cancellare o far dormire per l’eternità.

Devo, però, anche avvertirvi che ho usato il linguaggio della Fisica, l’unico linguaggio che essa sappia utilizzare: la Matematica (insieme a sua sorella Geometria). Non spaventatevi… ho usato la più semplice, quella alla portata di una scuola media. Ho fermato la mano ogni volta che stava  partendo verso una derivata o un integrale. Ho voluto risolvere tutti i casi senza di loro. Mamma mia che faticaccia, ma spero di esserci riuscito.

Sono convinto che insieme al principe e al boscaiolo (gli eroi del libro), imparerete ad amarla e a capire le sue capacità eccezionali nel far chiarezza e nello stabilire ordine anche tra le cose più confuse e apparentemente irrisolvibili. Comunque, anche senza seguire i vari passaggi (sempre sovrabbondanti), potrete arrivare alle conclusioni e comprendere il “succo” della storia perché ho enunciato e ripetuto varie volte i concetti fondamentali

Tuttavia, volete un consiglio da amico? Provate a farvi condurre per mano dalle formule che troverete, magari riscrivendole da soli o facendo qualche esercizio tra quelli proposti qua e là. Sono sicuro che comincerà a piacervi… e non potrete più farne a meno.

Che la forza e l’energia siano con voi!

 

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