Categories: Astrofotografia Astronomia Elementare Sistema Solare Sole Stelle
Tags: brillamento solare cromosfera H-alfa macchie solari Sole spicule
Scritto da: Arturo Lorenzo
Commenti:2
Ripresa di un brillamento solare in banda stretta
Questo articolo è stato inserito nella sezione d'archivio "Sistema Solare"
Pubblico questo articolo in punta di piedi. Non ha i contenuti di livello paragonabile a quelli già presenti sui vari argomenti trattati dal Circolo. Tuttavia, spero, con esso, di riuscire a far partecipare anche il lettore all'emozione da me provata l'11 novembre scorso mentre riprendevo con il mio telescopio solare una regione solare particolarmente attiva.
Da un po' di tempo mi sono appassionato all'osservazione e alla ripresa di oggetti del nostro sistema solare, dai pianeti alla Luna e allo stesso Sole. In particolare, per quest'ultimo, ho iniziato ad osservarlo in luce visibile, quindi investigandone la fotosfera. Poi sono passato a osservarlo anche in banda stretta, in particolare sulla lunghezza d'onda dell'idrogeno alfa, che consente di investigarne la cromosfera. Per l'osservazione utilizzo un telescopio rifrattore acromatico di diametro pari a 152mm e lunghezza focale di 900mm. Naturalmente, sarebbe tragicamente pericoloso osservare la nostra stella senza adeguati filtri. Per l'osservazione in banda stretta, utilizzo prima di tutto un "ERF" (Energy Rejection Filter) messo davanti all'obiettivo del telescopio, tagliato per la lunghezza d'onda dell'idrogeno alfa (656,28 nanometri). Esso filtra la luce proveniente dal Sole in modo da attenuare molto le componenti di lunghezza d'onda diversa da quella dell'idrogeno alfa. In particolare,
- Riflette o assorbe le radiazioni infrarosse (IR) e ultraviolette (UV), impedendo che il calore estremo entri nel telescopio;
- Evita che l'interno del tubo si surriscaldi ed elimina le turbolenze dell'aria causate dalla differenza di temperatura.
Prima dell'oculare, inoltre, utilizzo un doppio filtro "etalon", ossia un dispositivo ottico concepito per far passare solo una specifica e stretta lunghezza d'onda: appunto la riga dell'idrogeno ionizzato (H-alfa) a 656,28 nanometri. Si tratta di due lastre di vetro ottico separate da una piccolissima distanza calibrata. La luce vi rimbalza tra le due superfici creando un'interferenza ottica, che lascia passare solo la linea H-alfa ed elimina tutte le altre.
Dopo una prima osservazione con l'oculare, passo poi a riprendere la zona sotto osservazione mettendo al posto dell'oculare una camera con sensore CMOS collegata al computer.
Ebbene, l'11 novembre scorso avevo individuato una zona del Sole particolarmente attiva, già segnalata nei vari siti web specializzati. La stavo riprendendo da qualche minuto quando, con mia enorme sorpresa e soddisfazione, emise un brillamento solare davvero notevole, poi classificato di classe X5.16 !
Il risultato della ripresa è l'immagine seguente.

L'immagine è in toni di grigio perchè la camera di ripresa è monocromatica. Utilizzando Photoshop ho provato a colorarla , considerando che la lunghezza d'onda dell'idrogeno alfa è intorno al rosso. Quello che segue è il risultato.

La zona dell'immagine caratterizzata dal bianco accecante è quella della regione attiva responsabile del brillamento solare in atto. Per riprendere ricordo che dovetti diminuire molto il guadagno della camera, altrimenti avrei "bruciato" l'intera ripresa, tanto era lumiosa la regione attiva in quei frangenti.
Notevoli le "spicule" visibili nell'immagine, enormi getti di plasma che eruttano continuamente dalla cromosfera del Sole. In alto a sinistra, inoltre, si nota una "macchia solare", una zona della superficie solare con temperature inferiori a quelle delle zone circostanti, motivo per il quale osservandola appare più scura.
Ma forse l'emozione più forte si prova osservando tutto ciò ... in movimento ! Poichè un brillamento solare, per quanto potente e veloce, è comunque un fenomento gigantesco che impiega del tempo per evolvere ed esaurirsi, approfittai per fare più riprese successive di durata prestabilita. Da tali riprese ricavai le relative immagini risultanti che poi misi in successione ricavandone un filmato dell'evento. Quello che osservate nella seguente gif animata ha una durata minore dell'evento reale, trattandosi in sostanza di un filmato accelerato.

Esattamente, il brillamento solare si nota come un guizzo al centro, proprio all'inizio dell'animazione e a metà (ho ripetuto due volte la successione di immagini).
La nostra stella è davvero meravigliosa e ci regala emozioni incredibili, se ci accostiamo ad essa con il dovuto rispetto. Anche con questi eventi ci ricorda che dipendiamo totalmente da essa...



2 commenti
Caro Arturo, posso immaginare che sensazione hai provato osservando e registrando questo fenomeno !
Una meritata ricompensa per la tua ingegnosità e il tuo impegno nell'attrezzarti per questa splendida esperienza.
Una sola raccomandazione... Se ti capitasse di osservare qualche brillamento particolarmente intenso, tipo quello del famoso evento di Carrington, avvisami subito così prenderò le mie precauzioni per proteggermi dalla imminente tempesta geomagnetica. Che so... un parapioggia, un impermeabile, un paio di galosce, tutto rigorosamente amagnetico. Ah, magari anche una gabbia di Faraday , potrebbe essere utile, che dici?
Ciao Maurizio, la cosa più saggia che mi viene in mente per un caso del genere è quella di tenere sempre a disposizione in casa una candela e dei fiammiferi.... (e magari anche una dispensa ben fornita di alimenti non deperibili)