Kepler, oltre ad averci regalato centinaia e centinaia di esopianeti, si è dedicato a scrutare continuamente galassie relativamente vicine, in attesa di cogliere sul fatto qualche esplosione di supernova. Il colpaccio (anzi due) è stato ottenuto. I modelli acquistano validità e ci mostrano un processo di importanza estrema per capire come le mamme stelle regalano ciò che hanno creato allo spazio che le circonda.
Un sistema doppio di buchi neri ha permesso di determinare la configurazione geometrica e la rotazione del corpo principale, attraverso il valore enorme della precessione orbitale.
Probabilmente, il neutrino ha una massa, anche se piccolissima, ma non ha nessuna intenzione di farsi notare durante i suoi viaggi intergalattici. E pensare che porta informazioni fantastiche sulle grandi esplosioni stellari. In Giappone, dopo anni di studio, è stato messo a punto un miscuglio di acqua e Gadolinio che potrebbe far fare un salto di qualità enorme ai rilevatori di neutrini.
Segnali radio rapidissimi e ripetuti: forse i famosi “piccoli omini verdi” sono tornati a farsi sentire…
Sembrerebbe un articolo piuttosto tecnico e, in realtà, lo è. Tuttavia, l’importanza per l’origine del Sistema Solare e per le capacità creative delle supernove è tale da accettare un piccolo sforzo interpretativo. I chimici mi perdonino se ho cercato di semplificare al massimo la problematica...
Le supernove di tipo Ia sono tra gli oggetti più importanti del Cosmo, soprattutto per la loro "supposta" capacità di esplodere con la stessa magnitudine assoluta e, di conseguenza, diventare veri e propri strumenti per determinare la distanza della galassia di cui fanno parte. E’ infatti ben noto che se un’esplosione di una certa luminosità intrinseca si vede più o meno luminosa da Terra vuol dire che cambia la sua distanza e quest’ultima diventa l’unica incognita.
Lo straordinario radiotelescopio ALMA ci mostra uno degli infiniti momenti di poesia e di amore dell’Universo. Perdonatemi se do più risalto alle sensazioni personali che non alla notizia scientifica. Ma, in questo momento, ne sento proprio il bisogno. Vista la situazione mondiale, penso, comunque, di non essere il solo…
Il telescopio spaziale Fermi ha “sentito” un lampo nei raggi gamma circa 0.4 secondi dopo la rilevazione delle onde gravitazionali. La zona di cielo sembrerebbe essere anche la stessa… Ho aspettato a scrivere qualcosa, per valutare la serietà del comunicato. Le incertezze sono enormi e non vi sono state conferme ulteriori, tuttavia l’ipotesi fatta è altamente suggestiva e merita qualche riflessione.
Mi è capitato di imbattermi in un piccolo-grande "orrore" interpretativo, ovviamente sui buchi neri, il minimo di cui si può parlare in certi siti che snobbano la fisica classica, la relatività speciale e perfino quella generale. Meglio bloccare subito confusioni e sbandamenti concettuali. Un errore che spesso si legge in giro, ma che potrebbe avere piccole ripercussioni solo se la relatività generale fosse stata digerita perfettamente bene… E questo, purtroppo, non è sempre il caso, anzi…
Capisco che una notizia sconvolgente come quella di ieri attiri l’interesse e la curiosità, le mie per prime. Tuttavia, il Cosmo va avanti e qualcuno potrebbe offendersi… magari un mostro non troppo lontano da casa nostra.
Il titolo non mi piace, ma sono in qualche modo costretto a scriverlo, dato che sono “ufficialmente” chiamate così. Si parla di stelle che nelle prime fasi della loro vita si nutrono dei loro stessi figli. E tra queste stelle potrebbe esserci stato anche il Sole…
Uno delle classi più importanti di supernove è quella detta di tipo Ia. Sono proprio loro che “dovrebbero” rappresentare le candele cosmiche in grado di farci misurare le distanze delle galassie anche abbastanza remote. Essendo fenomeni altamente luminosi si riescono a vedere anche in strutture molto lontane. I risvolti sulla supposta accelerazione dell’espansione dell’Universo sono ben noti a tutti. Così come sono anche ben noti i problemi che sono sorti recentemente, relativi al fatto che le supernove di tipo Ia sembrano diversificarsi in classi diverse, mettendo in crisi la costanza della loro luminosità assoluta. Un nuovo studio punta, adesso, il dito su una fase poco studiata della preparazione di una supernova di tipo Ia, una fase che potrebbe complicare e modificare significativamente il risultato finale. Una fase che avviene quasi di nascosto, all’interno di un’enorme coltre che nasconde ciò che sta succedendo al suo interno. Tempi duri per le supernove di tipo Ia…
Un recente studio indirizzato (guarda un po’) alla ricerca della materia oscura al centro della nostra galassia, collegata ad anomali segnali nei raggi gamma, ha dimostrato che lei non c’entra per niente. La “colpa” è, invece, delle “banali” e -forse- numerosissime pulsar che ruotano rapidissime (periodi dell’ordine dei millisecondi). Ma più che la ricerca in sé, ciò che è veramente interessante è la riflessione fatta da un “vero” astrofisico, che molti sembrano dimenticare.
Probabilmente il Sole da solo, e con le sue conseguenze sulla dinamica atmosferica, può benissimo gestire il caldo e il freddo sul nostro pianeta. D’altra parte, il minimo di Maunder insegna… e non solo lui. Tuttavia, il suo stato emotivo influenza molte altre cose e non certo meno importanti. Ai tempi di certi periodi freddi non era facile rendersene conto, ma oggi sicuramente sì…
L'Universo ama divertirsi e spesso lo fa alle nostre spalle. Ci fa vedere la supernova più luminosa mai vista e ci lascia alquanto interdetti... Studiate uomini, studiate!
Pensiamo sempre che i tempi dell’Universo siano ben diversi dai nostri. Ciò capita, soprattutto, quando si parla degli oggetti più potenti del Cosmo, come i buchi neri galattici. Il loro pasto è uno dei fenomeni più energetici della Natura e non può che stupire il fatto che si sia vista la sua fine in un tempo umanamente breve, solo 2 anni!