Gli esopianeti possono essere davvero molto strani per noi, abituati a vivere su un pianeta roccioso e vedere oggetti ghiacciati o circondati da nubi di composti chimici piuttosto “normali”.
Abbiamo già trattato la meccanica quantistica sia attraverso il celeberrimo esperimento della doppia fenditura, sia attraverso l'elettrodinamica quantistica (QED), entrambi frutto del genio di Feynman. Raccontando la storia dell'atomo e la base della spettroscopia, abbiamo conosciuto il miracolo matematico di Planck e del suo pacchetto d'energia. Vale la pena, in questo articolo, riunire i principi fondamentali della meccanica quantistica e gli effetti più rilevanti. Ovviamente, il tutto in una veste estremamente divulgativa e, per quanto possibile, collegata alla meccanica classica.
Un sorprendente risultato si è ottenuto cercando tra le galassie primordiali, messe in evidenza attraverso l’effetto lente del ben noto ammasso galattico Abell 1689: una piccola neonata (dell’età di soli 700 milioni di anni) si mostra “troppo” sporca di polvere.
In mancanza di meglio, Rosetta ci spiega due fenomeni vecchi come il … “cucco”. In qualche modo bisogna passare il tempo e mostrasi utili!
Beh… questa è una news veramente con i fiocchi! Forse non è tecnologicamente comprensibile appieno, ma basta e avanza per capirne l’importanza fondamentale. Detta in parole semplici: si è riusciti a “fotografare” la luce mentre assume contemporaneamente la forma di particella e di onda. Chissà come sarebbero contenti i grandi della meccanica quantistica! Alice ha dimostrato che tutto ciò che ha visto è VERO!
Sfruttando due vecchi articoli, e una news piuttosto importante per la climatologia “seria”, richiamiamo uno dei fenomeni più affascinanti che l’atmosfera terrestre costruisce insieme a tanti amici alieni.
Tra i principi più importanti della meccanica quantistica rimaneva ancora “scoperto”, in questo blog, quello detto Principio di Esclusione di Pauli. In qualche modo si riallaccia strettamente a quello di Heisenberg (come quasi tutto), ma spiega perfettamente come mai esiste la materia che conosciamo. Dà, però, il meglio di sé nell’interpretare la materia degenere delle nane bianche e delle stelle di neutroni.
Ritorniamo su Papalla e divertiamoci con uno degli sport più seguiti dai papalli: l’urto reciproco sul ghiaccio, ovvero il “papallurto”. Il record assoluto planetario è vecchio di molti anni e un aitante papallo vuole a tutti i costi riuscire a batterlo. Vogliamo aiutarlo?
Crateri e macchie biancastre facevano pensare a impatti recenti che avessero messo a nudo ghiaccio sottostante. L’ipotesi continua a rimanere valida, ma le macchie bianche stanno cominciando a prenderci in giro. Bravo Cerere, crea un po’ di difficoltà a questi planetologi!
Proprio ieri, abbiamo scoperto un UFO che non si preoccupa della temperatura solare; oggi scopriamo che i mattoni della vita sanno difendersi adeguatamente dallo strapotere dei buchi neri galattici che dovrebbero distruggerli facilmente. E’ proprio vero: la vita, anche quando si deve ancora formare, lotta sempre al massimo per non soccombere in un Universo che sembrerebbe ostile.
Ho usato un metodo basato solo sulle forze, per non ripetere quello che usa i momenti come già correttamente spiegato da qualcuno di voi (bravi!). Non vorrei entrare in ulteriori complicazioni. Tra poco inserirò un nuovo quiz "papalliano", particolarmente divertente e leggermente più complicato. Il tempo mi sta un po’ scappando di mano e malgrado stia muovendomi sempre più velocemente continua a contrarsi… alla faccia della relatività ristretta!
Se i media volevano qualcosa di veramente spaventoso e tragico, eccoli accontentati. E’ stato scoperto un vero UFO vicinissimo al Sole. Il dramma è che i visitatori alieni usano un velivolo che sembra non subire la violenza di una stella come il Sole, anche se l’ha letteralmente sfiorata. La loro tecnologia deve essere ben più avanti della nostra. Che fare se hanno intenzioni cattive? I media sono già in fibrillazione: altro che infanticidi ed esecuzioni sommarie. Finalmente gli omini verdi si sono scatenati!
Uno dei problemi astrofisici ancora da risolvere (e sono tanti…) è la rapida crescita dei buchi neri galattici primordiali. La scoperta sempre più frequente di quasar molto antichi rispetto a noi lo dimostra con sempre maggiore certezza. Ma, adesso, si esagera davvero…
Da quando ho cominciato a inserire i quiz di fisica di diversa difficoltà mi sono accorto che succede qualcosa di strano che non riesco a comprendere del tutto... Vi chiedo un aiuto per capire e agire...
E’ giunta l’ora di utilizzare praticamente la trasformazione ricavata partendo solo e soltanto dai postulati di Einstein. Verifichiamo che quanto preannunciato dalla relatività della sincronizzazione porta proprio a tempi diversi a seconda del sistema in cui si svolgono le misure. Capiamo ancora meglio che non è il tempo in sé che cambia, ma la misura di esso eseguita in sistemi diversi. Nel frattempo, siamo affascinati dall’estrema importanza del fattore di Lorentz.
Ripropongo un articolo nato tempo fa da una domanda del nostro assiduo amico AlexanderG. La risposta è stata data in modo molto rozzo, ma sufficiente ad avere un’idea dei numeri in gioco. Si può fare certamente di meglio e di più, e se qualcuno vuole provare ad affinare le cose… ben venga.