Sembra proprio che le stelle non solo creino gli elementi base necessari alla vita e nemmeno soltanto le prime molecole complesse. Probabilmente sono già loro che fanno fare il “girotondo” agli atomi di carbonio e azoto. Stiamo per arrivare al DNA…
Eccezionale osservazione effettuata nelle celeberrime galassie “Antenne”: stiamo assistendo alla nascita di un ammasso globulare.
No, calmi tutti! Non sto parlando di massa oscura, ma di massa “scura”, ossia difficilmente visibile, ma del tutto “normale”. Per adesso il risultato è stato ottenuto per la nostra vicina di casa, Andromeda, ma… chissà
Non c’è un’unica ipotesi sull’origine della vita. L’origine della vita, infatti, riguarda una fase del lontano passato della Terra databile a circa 3,8 miliardi di anni fa. È difficile trovare tracce riguardo questo periodo. Non esistono fossili perché non c’era niente da fossilizzare. Si possono trovare tracce di attività biologica. Il più delle volte, però, […]
Sono ormai decenni che di tanto in tanto si comunica ufficialmente la data relativa al punto di non ritorno dovuto al riscaldamento globale. Un punto di non ritorno che è ovviamente legato alle “esatte” previsioni dei catastrofisti. E’ molto interessante fare un piccolo elenco di questi annunci che hanno accompagnato la nostra vita, ormai “sicuramente” in balia di una terra inospitale e agonizzante.
Una news che lascerà un segno fondamentale nella storia degli studi di formazione planetaria. Un’immagine di ALMA, già di per sé storica, è stata analizzata e studiata fino a dimostrare, con buona probabilità, che si tratta proprio dell’immagine di un sistema planetario neonato che sta sfruttando tutte le strategie più raffinate per costruire pianeti stabili e duraturi. Una magnifica lotta per la sopravvivenza che esce dalle pagine dei libri di meccanica celeste e può, finalmente, essere ammirata in diretta. Fantastico, veramente fantastico!
Un record di anzianità (o di gioventù) che getta nuova luce sulla formazione delle prime galassie e che ci fa attendere il nuovo telescopio spaziale con sempre maggiore ansia. Forse potremo dire: “Si può fare!”
Oggi ho iniziato con la mia solita (e forse un po’ antipatica) vena polemica e continuo sullo stesso “filone”. Vorrei fare il punto sulle motivazioni di questo “circolo” astronomico. I venti-trenta amici che commentano normalmente non ne hanno bisogno, ma molti altri, probabilmente i nuovi arrivati, forse sì. Fare il punto non vuole essere una manovra pubblicitaria… Anzi, probabilmente causerà una scrematura, ma è giusto e onesto dire le come stanno.
Una recente ricerca basta su dati di Curiosity (qualcosa sta facendo…) ha chiarito abbastanza bene qual è il vero scopo delle continue missioni su Marte. Non ci deve stupire più di tanto, ma le cose sono ora dette in modo molto chiaro, anche senza leggere tra le righe…
ancora un po' di pazienza...
Continuiamo a prendere conoscenza con il diagramma di Minkowski. Abbiamo visto che la trasformazione di Lorentz trasforma un sistema di assi ortogonali in un sistema di assi non ortogonali. Per definire il nuovo sistema è, però, necessario ricavare l’unità di misura sui nuovi assi ottenuti con la trasformazione.
Cosa ne direste di inviare una missione umana su Marte e poi avere a disposizione un gruppo di astronauti completamente incapaci di intendere e agire? Molto meglio i soliti robottini infestanti. Con grande dispiacere dei fautori dell’uomo conquistatore di altri mondi, questo sembra il prezzo da pagare per i viaggi spaziali. Larve umane senza un cervello efficiente.
Questa volta non voglio mettere lingua in un argomento che mi vede spesso in prima linea come scettico a oltranza. Riporto quindi soltanto la sintesi di un lavoro sulla materia oscura riportato da media INAF (non sempre me la prendo con lei...).
Questo articolo (che fa parte della relatività speciale) è anche la soluzione del quiz sulla contrazione di Lorentz che non si vede ma… c’è. Esso può essere spiegato, in prima approssimazione, con una geometria molto semplice e immediata. Per non smentirci mai, alla fine viene prospettato un nuovo esercizio di analisi matematica…
A volte i misteri più grandi sono molto vicini a noi e sembrerebbe impossibile non riuscire a risolverli. Eppure, nel Cosmo, ciò accade spesso. Ad esempio, potremmo dire che conosciamo meglio l’interno di altri pianeti e satelliti di quanto non conosciamo l’interno terrestre. Analogamente (o quasi) riusciamo a descrivere molto meglio le galassie lontane che non quella in cui siamo immersi. Ma gli esempi sarebbero moltissimi e il Sole non è da meno.
Dall’articolo precedente abbiamo appreso i seguenti punti: il confine tra la materia vivente e quella non vivente non è così netto. Sussiste un principio di continuità, nel senso che le molecole biologiche tendono sempre a un grado di complessità via via crescente per costruire la vita. Il crescere di questa complessità organizzativa fa emergere nuove […]