22/09/16

!!! La fine della materia oscura: il re è nudo, ma chi avrà il coraggio di dirlo? **

Questo articolo è stato inserito nella pagina d'archivio dedicata alla MATERIA OSCURA, nella quale troverete una selezione di articoli sull'argomento e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo

 

E’ più che normale cavalcare l’onda della moda. Vestendosi secondo certi canoni prestabiliti, si è convinti di essere al top e apprezzati da tutti, anche se dentro ci si sente, forse, un po’ burattini. Analogamente, nella Scienza,  molti, se non moltissimi, preferiscono seguire ricerche che portano fama con poca fatica (magari barando anche un po’). Tuttavia,  alcuni preferiscono lavorare nell’ombra, con pochi fondi, ma fieri di fare ciò che Galileo ha insegnato tanti anni fa. Purtroppo -temo- quando la scoperta rende il re nudo, non è facile prendersi la responsabilità molto pericolosa di urlarlo subito a tutti i sudditi (e convincerli a farsi convincere…).

La materia oscura  è ormai diventata più che un atto di fede (un po' come il GW...). Se fai ricerche su di lei, parti avvantaggiato e ti puoi permettere anche (spesso e volentieri) di fare passare i risultati del computer come “osservazioni” reali. Siamo o non siamo nel mondo del virtuale? E’ normale che si cerchi  di rendere virtuale anche l’Universo. Non per niente un paio di lettori ci hanno lasciato perché ridevamo -o quasi- dei modelli più assurdi sul Cosmo, basati solo su parole e non su dati osservativi.

Quante volte abbiamo letto notizie del tipo: “Eseguita la migliore mappa della materia oscura nell’ammasso XY”? Ma la verità è che se si inserisce per forza la materia oscura, per far tornare i conti, è chiaro che alla fine abbiamo la mappa della materia oscura. In realtà, ciò che si dovrebbe dire è che vi è della massa che sembra mancare, cosa che potrebbe dipendere dalla semplice incapacità di vedere la materia normale in condizioni che la rendono apparentemente “trasparente” ai nostri strumenti.

Le prove OSSERVATIVE (non teoriche) della materia oscura sono essenzialmente due: La gravità di ciò che si vede in un ammasso galattico e la rotazione delle galassie.

La prima riguarda, essenzialmente, il tragitto della luce che proviene da molto più lontano e che subisce una deviazione maggiore di quella che dovrebbe avere se la massa fosse solo quella che si vede (lente gravitazionale) . Dato che la materia manca, è anche ovvio che si riscontrano delle anomalie nel movimento delle galassie all’interno dell’ammasso. Due facce dello stesso problema e non due problemi diversi.

Ancora più decisiva è, però, la seconda prova; le galassie ruotano infischiandosene della legge di gravitazione Universale: se vogliamo credere alla legge, la massa che vediamo non è quella totale. Qualcuno, con grande coraggio, ha anche provato a dimostrare che è la legge che non funziona a grandi distanze dal centro e non la presenza di una massa invisibile.

Tuttavia, c’è un modo migliore per valutare la vera situazione. Eseguire osservazioni ancora più serie anche se tediose, non influenzate dalla voglia di seguire la moda, perché fa più fine e non impegna (si possono sempre creare nuove particelle che spiegano tutto ciò che si vuole…).

In fondo, abbiamo diversi occhi tecnologici per determinare il vero movimento delle stelle in una galassia e la loro massa: non vi è niente di male a usarli tutti, compresi quelli infrarossi. Anche se ciò fa spendere molto tempo lontano dalle mode…

Veniamo, quindi, all’articolo OSSERVATIVO, che potrebbe essere una pietra miliare nella storia dell’astrofisica moderna, così come potrebbe essere un fastidioso insetto da schiacciare al più presto e far finta che non sia mai esistito (meglio il mondo virtuale che affrontare la vera realtà) oppure, temo molto, potrebbe essere lo spunto per introdurre una materia oscura ancora più… oscura.

Basta leggere l’abstract (sommario) dell’articolo per capire le conseguenze di una simile ricerca. Lo riportiamo per intero: “We report a correlation between the radial acceleration traced by rotation curves and that predicted by the observed distribution of baryons. The same relation is followed by 2693 points in 153 galaxies with very different morphologies, masses, sizes, and gas fractions. The correlation persists even when dark matter dominates. Consequently, the dark matter contribution is fully specified by that of the baryons. The observed scatter is small and largely dominated by observational uncertainties. This radial acceleration relation is tantamount to a natural law for rotating galaxies”.  (“Riportiamo una correlazione tra l’accelerazione radiale tracciata dalle curve di rotazione e quella predetta dall’osservazione della distribuzione barionica. La stessa rotazione è seguita da 2693 punti in 153 galassie con morfologie, masse, dimensioni e contenuti di gas diversi. La correlazione persiste anche quando la materia oscura dovrebbe dominare. Conseguentemente, il contributo della materia oscura è del tutto spiegato dalla sola materia barionica. Lo “scatter” osservato è piccolo e dovuto essenzialmente alle incertezze osservative. Questa relazione dell’accelerazione radiale è strettamente legata alla legge naturale della rotazione galattica”).

In parole povere: la rotazione delle galassie viene spiegata perfettamente dalla sola materia barionica (quella normale), se si usano osservazioni capaci di misurare adeguatamente le componenti radiali delle velocità e calcolare meglio le masse in gioco (dalla luce visibile si ottengono stime delle masse che sono nettamente meno accurate di quelle stabilite nell’infrarosso). Si può anche aggiungere tutta la materia oscura che si vuole, ma la sua influenza è del tutto nulla. Ciò vuole dire che la materia oscura non è solo oscura ma non contribuisce in alcun modo alla rotazione galattica. Oscura e inutile… c’è poco altro da aggiungere!

Adesso vediamo se qualcuno comincerà a cambiare il modello standard e se oserà demolire le prove teoriche che ci dicono che senza materia oscura non si possono far nascere le galassie…

Tuttavia, state sicuri che, anche se invisibile e inutile, la materia oscura riuscirà a salvarsi e a dominare in qualche modo l’Universo di oggi. Il re deve essere sempre vestito in modo lussuoso e consono alla sua fama. Conviene a troppi…

Articolo originale QUI

 

Come volevasi dimostrare, Media Inaf non parla di questa ricerca

3 commenti

  1. Enr Ico

    In sostanza la massa barionica che mancava all'appello è stata fimalmente trovata con osservazioni più accurate nell'infrarosso grazie a Spitzer Space Telescope? Della serie "se non vedi, costruisci strumenti più precisi", diceva "quello". F-a-n-t-a-s-t-i-c-o. L'articolo è del 21 settembre e immagino che dovremo attendere ulteriori studi da altri gruppi perché la scoperta sia confermata e accettata da tutti. No?

  2. No, Enr ico, non è esattamente così, anche se il succo è quello. Ciò che è stato trovato è "solo" che le anomalie riscontrare sulla rotazione delle galassie non hanno bisogno di materia non barionica per essere spiegate. Bastava misurarle meglio... Sussistono, però, altre anomalie che lasciano aperta la porta per la MO.

    Non aspettarti grossi commenti a riguardo... dato che è un brutto colpo per chi si è gettato completamente nella materia oscura (e sono tanti e potenti). Ci vorrà del tempo e  -temo- che i ricercatori in questione saranno leggermente osteggiati... :-|

     

  3. Gianfranco

    Sarebbe quindi più opportune dire:

    "La materia oscura non si vede perchè non c'è"

    anzichè

    "La materia oscura c'è ma non si vede".

     

    :mrgreen:

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