Set 13

I Racconti di Ciccio e Astericcio (6): QUATTRO PASSI NELLA STORIA DELLA SCIENZA (2° parte)

Il presente articolo è stato inserito nella sezione d'archivio  "Quattro passi nella storia della Scienza"

 

 "...mi par che nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalle autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie"

(Galileo Galilei)

 

Personaggi e interpreti principali:

Scherzy: un abitante del pianeta Papalla in vacanza sulla Terra
Astericcio:
un riccio proveniente da un pianeta troppo perfetto
Ciccio:
un riccio terrestre di grande esperienza
Mimì, Tigotta e Bianchina:
tre gattine molto vivaci e riflessive
Ghighetta:
una ghiandaia aliena simpatica ma un po’ prepotente
Curiosità:
spirito della conoscenza amico di tutti i grandi personaggi storici

Papamicio: uno scienziato burbero dal cuore tenero, proprietario del giardino che ospita i piccoli amici
Daniccia e Barbariccio:
le narratrici

 

 

Ciccio: Buongiorno a tutti, bella gente! Muoio dalla voglia di raccontarvi il sogno che ho fatto stanotte. Stavamo ammirando i dipinti della grotta di Lascaux quando…

Tigotta: …siamo stati “catturati” da un venticello che è diventato sempre più forte…

Astericcio: …e ci siamo trovati a tu per tu con Aristotele, Tolomeo, Aristarco ed Eratostene!

Scherzy: E con il nostro nuovo fantastico amico Curiosità che ha reso possibile tutto ciò!

Ciccio: Oddio! Mi state dicendo che non ho sognato e che era tutto vero?! Mi sento svenire…

Bianchina: Che bella esperienza abbiamo vissuto! Penso che la curiosità e il bisogno di conoscenza siano proprio come una droga: una volta che le scopri non puoi più farne a meno. Infatti avrei già voglia di ripartire, super miaosissimo!!!

Ghighetta: Già! E’ proprio bello poter svolazzare qua e là tra il presente e il passato e poi tra il passato e il presente, e poi… chissà…

Mimì: Sì, sì, tutto bello, non lo metto in dubbio! Ma voi sapete bene come sono fatta, non riesco a non farmi delle domande: vorrei proprio che qualcuno mi spiegasse come abbiamo fatto a finire in quel luogo pazzesco e poi tornare nel giardino di Papamicio come se niente fosse!!

Scherzy: Calma Mimì… è giusto farsi delle domande, ma non sempre è possibile avere tutte le spiegazioni. A volte bisogna imparare ad accettare le cose semplicemente come sono ed accontentarci di saperle descrivere, soprattutto quando si hanno le prove che possono accadere veramente!!

Mimì: Sarà… ma non ne sono molto convinta. Forse sono troppo logica!!

Astericcio: Non è un difetto essere logici, ci mancherebbe! Ma se ci si limita alle spiegazioni logiche, si rischia di fare errori madornali come quelli di Aristotele e Tolomeo… solo quando la mente è libera di spaziare anche oltre la logica, dando libero spazio alla verifica di intuizioni che all’inizio possono anche sembrare folli, si ha vero progresso intellettuale e scientifico!

Tigotta: Io non sarò logica come quella presuntuosa di Mimì, ma mi piacerebbe tanto avere la possibilità di parlare con chi, grazie a strumenti sempre più sofisticati guidati da una mente brillante, è riuscito a compiere osservazioni e calcoli, confermando così le intuizioni di grandi pensatori come Aristarco ed Eratostene, e magari a fare ulteriori scoperte…

Scherzy: Sarebbe veramente meraviglioso!! Ma non mi è ancora ben chiaro come fare a poter avere di nuovo l’aiuto di Curiosità.

Astericcio: Io forse un’idea ce l’ho!!!

Bianchina: Per miaramao, parla! Cosa aspetti?!!

Astericcio: Calma, calma… proviamo a stringerci in cerchio, vicini vicini, chiudiamo gli occhi e concentriamoci su tutte le cose che vorremmo ancora conoscere. Sono sicuro che il nostro amico ci aiuterà!

Tigotta: Presto, presto, non sto più nella pelle, venite tutti qui vicino a me!

Tutti: Prontissimi!!! Attiviamo la nostra curiosità!!!

Curiosità: Perbacco, ragazzi, che energia! Mi sono letteralmente sentito strappare via dalla mia sonnacchiosa dimensione per correre da voi. Qual è il motivo di tanta urgenza?

Mimì: Io vorrei capire come abbiamo fatto a parlare con persone morte da secoli!

Ciccio: Io, invece, ho bisogno di capire come fare a fermare questo giramento di testa causato da tante emozioni tutte insieme!

Bianchina: Io, io… vorrei chiederti tante di quelle cose da non sapere quale scegliere per prima!

Curiosità: Ok, ragazzi, comprendo la vostra frenesia, è del tutto normale in una situazione del genere… ma proviamo a procedere con ordine! Cosa ne dite di riprendere il discorso da dove l’abbiamo interrotto e continuare a percorrere l’affascinante viaggio del pensiero scientifico?

Scherzy: Ottima idea! Peccato che, dopo il luminoso periodo vissuto nell’antica Grecia, si apra un desolante panorama di secoli e secoli bui per la Scienza e non solo…

Astericcio: Mamma mia, è incredibile che dopo i notevoli progressi raggiunti, le conoscenze scientifiche degli umani non solo non siano andate avanti, ma siano, addirittura, regredite per così tanto tempo!

Scherzy: Come è potuto accadere?

Curiosità: E’ una lunga storia che si perde nella notte dei tempi. Diciamo che tutto sembra avere avuto inizio con la progressiva decadenza dell’Impero Romano d’Occidente che cadde definitivamente nel 476 d.C., determinando un netto allontanamento tra Europa orientale ed occidentale ed il conseguente distacco dalla memoria della cultura greca. E le invasioni di popolazioni barbariche fecero il resto…

Tigotta: Come è possibile? Tutte quelle scoperte non erano state scritte nei libri?

Curiosità: Il problema, mia cara, è che i libri di cui parli non esistevano: i pensatori a volte non lasciavano niente di scritto, contando sulla tradizione orale, altre volte scrivevano dei manoscritti su delicatissimi fogli ricavati dal papiro che spesso sono andati persi, o distrutti, o gravemente danneggiati. Sono rare le opere originali ritrovate e, spesso, abbiamo solo piccoli frammenti di esse.

Bianchina: E allora come facciamo a sapere ciò che sappiamo?

Curiosità: Per fortuna, spesso tali opere sono state citate in tutto o in parte da altri autori più recenti. Ma gran parte del merito è dei monaci amanuensi che, durante i secoli bui del Medioevo, nelle abbazie cristiane copiavano pazientemente a mano opere greche e latine, scritture sacre ma anche profane, salvandole dalle invasioni dei barbari e consegnandole alla memoria dei posteri.

Mimì: Quindi è grazie a questi cristiani che tutto ciò non è andato perso…

Curiosità: Sì… in parte sì, se ci riferiamo all’opera di questi monaci. D’altra parte, però, proprio la diffusione del Cristianesimo determinò una tendenza ad interpretare la Bibbia in modo letterale. Quindi la Terra doveva “per forza” trovarsi immobile al centro dell’universo e solo osare pensare il contrario avrebbe portato alla dannazione eterna dell’anima. Gran parte del merito della longevità del sistema Aristotelico-Tolemaico consiste proprio nella sua compatibilità con il dogma cristiano, che si riconosceva perfettamente nella contrapposizione del mondo sopralunare (quello di Dio) incorruttibile ed eterno, al mondo sublunare (dell’uomo) corruttibile ed imperfetto.

Niccolò Copernico (1473-1543)
Niccolò Copernico
(1473-1543)

Copernico: Finché non sono arrivato io a cambiare le regole del gioco!!!

Curiosità: Ciao Niccolò! E’ un piacere rivederti dopo tanto tempo. Scusa se mi permetto, ma non ti sembra di esagerare un pochino?

Copernico: Esagerare?? Stai scherzando, spero! Ti risulta o no che il sistema che si oppone a quello geocentrico di Aristotele e Tolomeo porti il mio nome, per tutte le stelle fisse dell’universo???

Curiosità: Certo che mi risulta, ci mancherebbe! Lungi da me svalutare l’importanza del tuo contributo, ma non sei stato tu a cambiare le regole del gioco!

Ciccio: Ehi, ehi, ehi! Su, per favore, non cominciate a litigare come Tigotta con Bianchina e fate capire qualcosa anche a noi, per favore!

Scherzy: Giusto! Signor Copernico, per favore, ci racconti cosa hanno di speciale le sue scoperte scientifiche.

Copernico: Grazie amico, lo farò subito! Innanzitutto ho tolto la Terra dal centro dell’universo e ci ho messo il Sole…

Curiosità: Mmmm… sii preciso, Niccolò, per favore, se no lo racconto io come funziona il sistema che hai ideato!

Copernico: Ok, ok… un po’ di pazienza e spiegherò tutto sui miei moti circolari uniformi, gli epicicli e le sfere di cristallo!

copernico-sistema-con-epicicli

 

Astericcio: Epicicli? Moto circolare uniforme? Sfere di cristallo? Mi ricorda molto quello che ci hanno raccontato Aristotele e Tolomeo!

Copernico: Certo! Infatti il mio obiettivo era quello di migliorare quella teoria per eliminare quelle piccole incongruenze che aveva con l’impianto concettuale platonico al quale si ispirava, ma anche per provare a semplificare i difficili calcoli necessari per prevedere le posizioni dei pianeti.

Curiosità: Vedi, Niccolò, è per questo che ti ho corretto quando hai detto che sei stato tu a cambiare le regole del gioco. Il tuo lavoro è stato uno stimolo importante per i tuoi futuri colleghi, ma le regole del gioco le ha cambiate chi, credendo in ciò che osservava con i propri occhi e traendone le giuste conseguenze, ha avuto il coraggio di dire che il sistema aristotelico-tolemaico era solo una favola per bambini e che la realtà era molto diversa! Però, bisogna riconoscerti il merito di avere tolto la Terra dal centro dell’universo, anche se non ce l’hai proprio fatta a considerarla identica a tutti gli altri pianeti… giusto?

Copernico: Eh, no! Non è per niente facile considerare il nostro meraviglioso pianeta uguale agli altri! Ma le differenze sono minime… mi sono limitato a farla girare intorno ad un punto posto vicino al Sole, mentre gli altri giravano intorno al Sole, e a togliere quel fastidioso movimento intorno all’epiciclo a lei e alla nostra bella Luna, che invece ho lasciato a tutti gli altri.

Ghighetta: La cosa più strana di questo sistema, quella che proprio non riesco a capire è la necessità di sfere di cristallo alle quali “attaccare” i pianeti come se fossero dei quadri… come è possibile pensare ad una stranezza del genere, mi viene da ridere solo a pensarci!

Curiosità: E’ facile oggi dare simili giudizi, dopo che fior di scienziati hanno dimostrato come realmente stanno le cose… ma, per arrivare a questa importante conquista nella conoscenza dell’universo, solo per immaginare che un corpo così grande e pesante come un pianeta o una stella potesse “galleggiare” nel vuoto come se fosse privo di peso. è stato necessario un notevole sforzo intellettuale.

Copernico: In effetti questo problema non me lo sono neanche posto… per me le sfere erano un dato di fatto e non c’era niente di strano in questo!

Scherzy: Forse, sig. Copernico, se avesse compiuto delle osservazioni, avrebbe capito che erano solo una fantasiosa invenzione.

Copernico: Osservazioni? Sinceramente non ne ho mai fatte… non andava di moda fare cose del genere ai miei tempi, bensì era normale porsi domande e dare ad esse delle risposte che apparissero logiche da un punto di vista formale e matematico. Se, poi, erano coerenti con le teorie comunemente accettate, meglio ancora!

Curiosità: Sai, mi sono sempre chiesto come mai il tuo libro “De revolutionibus orbium coelestium” non abbia creato alcuno scompiglio negli ambienti ecclesiastici, nonostante avesse formalmente tolto la Terra dal centro dell’universo…

Copernico: Ma è ovvio! Era solo un esercizio puramente matematico, ufficialmente non corrispondente alla verità, che permetteva di ottenere risultati più precisi del modello tolemaico, semplificando i calcoli. Aver dato movimento alla Terra era solo un espediente che facilitava le operazioni da svolgere. Non era una nuova visione del Cosmo…

Scherzy: Mi tolga una curiosità, sig. Copernico, secondo lei c’era il Sole o la Terra al centro dell’universo?

Copernico: Il sospetto che ci fosse il Sole mi era venuto, ma avevo paura anche solo a pensarci! Vivevamo in tempi molto difficili, sai? Pensa che pochissimi anni prima il povero Giovanni Battista Amici, che aveva pubblicato un libro nel quale descriveva il moto dei corpi celesti con il Sole al centro e senza utilizzare né eccentrici né epicicli, fu barbaramente ucciso in un vicolo di Padova e derubato dei suoi scritti e dei resoconti delle sue osservazioni!

Curiosità: E sapete qual è l’ancor più triste epilogo di quella storia? Che a questa uccisione seguirono due processi: uno contro gli ignoti assassini e uno contro la vittima, in quanto eretico. Potenza dell’Inquisizione!!

Copernico: Già! Capite, adesso, perché ho titubato così tanto prima di pubblicare il mio libro? E, se non fosse stato per Retico, mio unico allievo, chissà se avrei mai trovato il coraggio!

Scherzy: Beh… mi perdoni se mi permetto, sig. Copernico, ma quando ormai si è in fin di vita, non è difficile trovare il “coraggio” di sfidare la Chiesa… cosa mai le avrebbero potuto fare di peggio rispetto a quello che il destino le aveva ormai già messo di fronte?

Copernico: E invece ho avuto più coraggio di quanto pensi! Sai, il rischio dell’eterna dannazione dell’anima nelle fiamme dell’inferno era più temibile della morte terrena!! Ed erano bravi a farti credere che sarebbero stati capaci di infliggerti quella pena… eccome se erano bravi, devi credermi!!!

Giovanni Keplero (1571-1630)

Bianchina: Per fortuna qualcuno quel coraggio l’ha trovato anche durante la vita, altrimenti saremmo ancora fermi lì!

Keplero: Buongiorno a tutti! Perdonatemi, ma non ho potuto fare a meno di ascoltare la vostra interessante conversazione e, a questo punto, mi farebbe davvero piacere partecipare!

Curiosità: Il piacere sarà tutto nostro… grazie Giovanni!

Keplero: Innanzitutto vorrei riallacciarmi al discorso delle sfere di cristallo per testimoniare che non era per niente semplice superare quell’idea… pensate che io, all’inizio della mia carriera di astronomo, mi ero immaginato un sistema ancora più complicato nel quale alle sfere si alternavano dei solidi

keplero-solidi-rigidi

Ciccio: Per tutti i corbezzoli!! Mi escono gli occhi fuori dalle orbite, ma siamo matti?! Come avrebbe dovuto funzionare quello strano marchingegno??

Keplero: Lascia perdere, piccolino, non vale neanche la pena di perdere tempo a spiegarlo, tanto era strampalato… fortuna che, grazie alla collaborazione con Tycho Brahe, durata purtroppo solo poco meno di due anni, ho modificato radicalmente quella visione!

Mimì: Meno male… dai, non tenerci sulle spine, raccontaci tutto!

Keplero: Dovete sapere che Tycho, nonostante considerasse un’eresia il sistema quasi eliocentrico di Copernico e fosse un convinto sostenitore della Terra ferma al centro dell’universo, ebbe il merito di rivolgere gli occhi al cielo “collegandoli” al cervello… e, grazie alle sue intuizioni basate sulle osservazioni, aprì la strada alle leggi che descrivono le orbite dei pianeti che, modestamente, furono scoperte dal sottoscritto!

Bianchina: Uao! E cosa vide di così interessante?

Tycho Brahe (1546-1601)
Tycho Brahe (1546-1601)

Keplero: Innanzitutto, l’11 novembre 1572, mentre tornava a casa per cenare, si accorse della comparsa di una nuova stella mai osservata prima. Ormai sappiamo che si trattava di una supernova, una stella che esplode e che, per un periodo limitato di tempo, diventa luminosissima… ma a quei tempi era un evento nuovo, tutto da spiegare. E Tycho non perse l’occasione, osservando quello strano astro per tutto il tempo che rimase visibile, circa sedici mesi, durante i quali si rese conto che la sua posizione non cambiò rispetto alle altre stelle fisse, quindi anch’essa doveva essere una stella fissa!

Astericcio: Interessante, ma non vedo come la scoperta di una stella fissa in più possa essere così importante.

Curiosità: Lo è più di quanto pensi, perché era una prova determinante contro l’immutabilità del perfetto mondo sopralunare professata da Aristotele! E quando una teoria inizia ad incrinarsi scontrandosi con la realtà dei fatti, è naturale che altri scienziati comincino a nutrire dubbi e la sottopongano ad ulteriori verifiche. Se questa è falsa, presto o tardi è destinata a sciogliersi come neve al sole…

Astericcio: Giusto, non ci avevo pensato… forte questo Tycho, perbacco!

Keplero: Eh, sì… un tipo tosto e anche un po’ strano! Ma ancora non vi ho raccontato la cosa più bella e più emozionante per me perché legata ad un mio ricordo d'infanzia… quella spettacolare cometa comparsa il 13 novembre 1577 che mia madre mi portò ad ammirare sulla cima di una collina, quando avevo sei anni: anche se il ricordo si confonde ormai con il sogno, ho sempre avuto la certezza che fu in quel momento che mi innamorai dell’Astronomia e non cambiai più idea!

Bianchina: Un momento, per favore, dovete scusarmi ma ho poca memoria. Anche se ne abbiamo parlato durante il nostro viaggio nello spazio, non ricordo bene cos’è una stella cometa, maramaggiamiao……

Mimì: Sei sempre la solita ignorante! Ma, visto che ti vogliamo bene anche così, proverò spiegartelo io…

Bianchina: Bleahhh!! Comunque grazie, sono tutta orecchi, sentiamo!

Mimì: Dunque, Astericcio ci ha raccontato che sono residui del disco primordiale di gas e polvere dal quale si sono originati anche il Sole e i pianeti. Quelli che si sono formati più vicini al Sole sono gli asteroidi, quelli più lontani sono le comete. E, siccome si sono originate dove fa molto freddo, sono meno dense degli asteroidi perché hanno più ghiaccio di loro.

Astericcio: Giusto, Mimì! Vi ho spiegato come si formano, ma non vi ho raccontato come si muovono nel sistema solare… rimedierò subito! Dunque, la “casa” delle comete è un’enorme nube che circonda il sistema solare: gli umani la chiamano nube di Oort.

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…Ogni tanto, capita che una di esse inizi il suo viaggio verso il Sole, attraversando prima una zona denominata Kuiper Belt e poi tutto il sistema solare…

Scherzy: …alcune comete vengono inghiottite da Sole, mentre altre gli girano intorno e tornano da dove sono venute. Oggi è molto difficile che accada, ma quando il sistema solare era molto giovane, molte comete finivano per schiantarsi sui pianeti.

Ciccio: Come è successo in quella favola di Vin-Census che Papamicio ci ha letto qualche sera fa, prima di addormentarci!

Bianchina: Ok, ma allora c’è una cosa che non capisco: come fanno le comete ad attraversare queste sfere di cristallo senza romperle? Sono forse fatte di panna montata?!?!

Tigotta: Ti piacerebbe, eh, golosona grassoccia?? Ma non penso proprio che sia così…

Curiosità: Infatti c’è una spiegazione semplicissima, provate a indovinare qual è!

Bianchina: Forse ho capito io, per tutti i super miaooo del mondo! Anche Scherzy, Astericcio e Ghighetta, con le loro astronavi, avrebbero dovuto incontrare quelle sfere lungo il loro tragitto!

Scherzy: Ma non ce ne siamo neanche accorti…

Bianchina: Quindi c’è un’unica spiegazione possibile: non esistono!!!

Curiosità: Bravissima, Bianchina! Sei giunta alla stessa conclusione di Brahe che, infatti, nel suo libro scrisse “Mostrerò alla fine di quest’opera che la macchina del cielo non è un corpo duro e impenetrabile pieno di sfere reali, come i più hanno creduto fino ad oggi”.

Mimì: Quindi quella è stata la prima cometa avvistata dagli umani?

Curiosità: Certo che no, Mimì, le comete erano ben conosciute ed ammirate fin dall’antichità per le loro splendide code!

Mimì: Mah… non capisco! Tycho Brahe, osservandone solo una, è riuscito a comprendere una cosa così importante e tutti gli altri prima di lui?! Nessuno si era fatto qualche domanda su queste comete?! Cos’erano secondo loro… degli spiriti?!

Keplero: Per Aristotele, non potendo far parte dell’immutabile mondo sopralunare, non c’era altra soluzione che relegarle al rango di fenomeni atmosferici, alla stessa stregua di un fulmine o di una grandinata, e così si andò avanti per circa duemila anni… durante i quali vennero anche associate ad eventi sfortunati, fino ad esserne addirittura considerate la causa, brutta cosa la superstizione!

Scherzy: Ma torniamo a lei, sig. Keplero: sbaglio o poco fa ci ha detto che è stato lei a scoprire come si muovono i pianeti, senza fare uso di sfere di cristallo? Sono molto interessato a questo argomento, me lo può spiegare bene, per favore?

Keplero: Con piacere, amico! Tutto merito di Marte che, dopo anni di misurazioni, non voleva saperne di farsi inquadrare nel modello eliocentrico e non riuscivo ad eliminare quella differenza tra le misure effettive e quelle previste con i calcoli. Che rabbia… tutto tornava tranne quel piccolo tassello! Pensa che ti ripensa, alla fine ebbi l’intuizione giusta che fece scomparire ogni errore di calcolo: i pianeti percorrevano orbite ellittiche, non circolari, e DOVEVANO rivolvere intorno al Sole!

keplero-orbita-ellittica

Ciccio: E così riuscisti a prevedere il moto di Marte?

Keplero: Eccome se ci riuscii!! Ma non fu quello il solo risultato interessante: pensate che neanche il Sole era al centro dell’universo perché occupava uno dei fuochi delle ellissi. Per non parlare del fatto che le “mie” orbite ellittiche dimostravano in modo inequivocabile quella che per Brahe era stata solo un’intuizione: quelle dannate sfere di cristallo non potevano esistere! E poi questo sistema spiegava perfettamente il cambiamento di velocità orbitale dei pianeti senza bisogno degli epicicli che anche Copernico, per questo motivo, aveva mantenuto.

Ciccio: Santa polenta, non riesco più a seguirti! Puoi spiegarti meglio, per favore? Cosa c'entrano le orbite ellittiche con la velocità che cambia?!

Keplero: Mi resi conto, grazie a numerose osservazioni e misurazioni, che i pianeti vanno più veloci quando sono più vicini al Sole e rallentano quando se ne allontanano. Ma la cosa più interessante è che tutto ciò non accade a caso, ma segue sempre una stessa legge matematica!

Ciccio: Forse comincio a capire… significa che, sapendo dov’è un pianeta in questo momento, applicando quella legge, è possibile prevedere in quale posizione si troverà, per esempio, tra 27 giorni?

Curiosità: E bravo Ciccio! E’ Proprio così!!

Mimì: Bene, interessante… ma perché??? Come fa il Sole a far cambiare velocità a questi pianeti? Li tiene legati a sé con un elastico invisibile?

Keplero: Io ero convinto che il Sole esercitasse una forza magnetica per attirare a sé i pianeti, tipo quella delle calamite per intendersi, che è tanto più forte quanto più ti avvicini al corpo che attrae e si indebolisce via via che te ne allontani…

Mimì: Non male come spiegazione… però c’è qualcosa che non mi torna: se il Sole fosse come una calamita, dovrebbe attirarli a sé e distruggerli, o no? Forse è una calamita che funziona a intermittenza? Si “spegne” quando sono vicini per non distruggerli e si “riaccende” quando sono lontani per non farli fuggire definitivamente?

Curiosità: Un po’ di pazienza, Mimì, e la tua curiosità verrà soddisfatta… Keplero ha fatto compiere un grandissimo passo in avanti alla Scienza, traducendo in leggi e formule ciò che osservava. Ma sarà sir Isaac Newton verso la fine del XVII secolo, ovvero qualche decennio dopo, a comprendere la vera natura di quello che tu chiami “elastico invisibile”, nonché a dargli un’interpretazione matematica!

Mimì: Fantastico! E allora perché non proviamo a chiamare questo Newton, così me lo spiega subito e mi metto l’animo in pace?

Keplero: Non prima di aver parlato con il primo vero scienziato dell’era moderna! Sulle cui spalle anche Newton è salito per portare a termine in modo mirabile ciò che Egli aveva iniziato…

Galileo Galilei (1564-1642)
Galileo Galilei (1564-1642)

Galileo: Ehm… ehm… spero che tu stia parlando di me!

Keplero: E di chi altro, se no? Come te la passi, carissimo?

Galileo: Non male, grazie, i miei acciacchi e i miei occhi ora stanno molto meglio. Tu, piuttosto, cosa mi racconti? Sei, poi, riuscito a trovare uno strumento decente con cui osservare il cielo?

Keplero: Sì, diciamo che mi sono arrangiato… certo sarebbe stato meglio avere uno dei tuoi, ma non mi è mai arrivato!

Galileo: Avrei voluto spedirtelo, credimi, ma non riuscivo a soddisfare tutte le richieste che avevo e, ogni volta che ne preparavo uno da regalarti, arrivava qualche cliente pronto a pagarmelo profumatamente e non potevo davvero rifiutarglielo. Mi dispiace…

Keplero: Non preoccuparti, è acqua passata ormai, non ti serbo rancore.

Scherzy: Ciao Galileo! Perdonami se ti do del tu, ma sei talmente famoso anche su Papalla, che mi sembra di conoscerti da sempre! Che emozione… non avrei mai immaginato di potermi fare raccontare proprio da te la sensazione che hai provato quando hai appoggiato l’occhio al tuo cannocchiale e lo hai puntato verso il cielo!

galileo-cannocchiale

Galileo: Se devo essere del tutto sincero, le prime volte che l’ho fatto nell’estate del 1609, ero più interessato a testare il funzionamento del mio perspicillo che ad osservare il cielo: avevo intenzione di regalarlo al Doge di Venezia per garantirmi una buona rendita economica. Ne avevo proprio bisogno, credetemi, e per fortuna ci riuscii!

Ciccio: Scusa, Galileo, ma non stavamo parlando del cannocchiale? Cosa c’entra il pepsi-cosa??

Galileo: Perspicillo! Ho voluto chiamare così, ispirandomi al significato del verbo latino perspicere, quel fantastico strumento che consentiva di penetrare la realtà con lo sguardo per comprenderne i più intimi segreti. Dunque, come vi stavo dicendo, una volta raggiunto l’obiettivo della tranquillità economica, potei finalmente dedicarmi a ciò che realmente mi affascinava, l’osservazione dei corpi celesti!

Astericcio: Uao! Non sto più negli aculei, raccontaci tutto nei minimi particolari, ti prego! Qual è il primo corpo che hai osservato?

Galileo: Ma è ovvio… non potevo che iniziare con la nostra magnifica Luna! Quella stessa Luna che ai nostri occhi appare liscia e perfetta e tale era stata considerata fin dall’antichità, mi apparve un mondo molto simile alla Terra, piena di sporgenze, cavità, anfratti, montagne e valli circolari!

Tigotta: Che bello! E ci spieghi come hai fatto capire una cosa del genere?

Curiosità: Aspetta a rispondere, Galileo, per favore, vorrei proporre un gioco. Forza ragazzi, attivate cervello e curiosità e provate ad immaginare come Galileo sia riuscito a vedere montagne, sporgenze, cavità e crateri, che lui chiama valli circolari, della Luna!

Ciccio: Forse vedeva i lunari che, camminando, salivano e scendevano e a volte inciampavano e cadevano?!?

Mimì: Non dire fesserie, sveglia!!! Facciamo così, Ciccio, prendi questa lanterna e capirai anche senza tante parole!

Ciccio: Lanterna?! Cosa vuoi dimostrare? E cosa hai intenzione di fare con quei sassi... lanciarmeli contro???

Bianchina: (Oddio! Lo sapevo che qui sono tutti pazzi, povera me, micia miao!)

Mimì: Silenzio, sciocchino! Solleva quella lanterna e osserva con attenzione la differenza tra questi due sassi!

sasso-illuminato-1

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Galileo: Brava piccoletta, brava davvero! E’ proprio così che sono riuscito a disegnare una mappa della superficie lunare. E sapete una cosa? L’ho fatto a colori, perché solo un osservatore distratto potrebbe disegnare la Luna in bianco e nero!

galileo_luna

Curiosità: Di’ la verità, Galileo, già prima di puntare il cannocchiale, pardon… il perspicillo, avevi un’idea di cosa avresti visto e stavi solo cercando conferme alle tue intuizioni grazie all’osservazione diretta!

Galileo: Sì, è vero, un’idea ce l’avevo anche prima, eccome se ce l’avevo… ma quando, nel dicembre del 1609, vidi coi miei occhi quelle ombre che si allungavano e si accorciavano, devo ammettere che la realtà superò la fantasia, perbacco! Che emozione!!

Keplero: A proposito di fantasia… non è che, per caso, con il tuo strumento, riuscisti a vedere anche qualche abitante della Luna?

Galileo: Ma per favore, Giovanni, sii serio!

Keplero: E dai, è ovvio che sto scherzando, non mi sono mica bevuto il cervello!! Volevo solo vantarmi dell’intuizione che ebbi per smontare le argomentazioni di chi sosteneva l’immobilità della Terra fidandosi solo di quello che percepivano i sensi dei terrestri!

Ciccio: Certo che siete proprio strani voi astronomi… cosa c’entrano gli abitanti della Luna con i movimenti della Terra?? Mah…

Keplero: Noi astronomi saremo un po’ strani, ma anche voi ricci non scherzate mica, eh? Dammi il tempo di spiegare e capirai!

Curiosità: Se mi permetti, Giovanni, vorrei leggere quello che scrivesti in un tuo libro, così il concetto apparirà subito chiaro: “Tutti strepitano che il moto delle stelle intorno alla Terra è evidente agli occhi di chiunque, come pure lo stato di quiete della Terra stessa. Io ribatto che agli occhi dei lunari risultano invece evidenti la rotazione della nostra Terra e anche l’immobilità della Luna. Se mi si obiettasse che i sensi lunatici dei miei lunari si ingannano, con pari diritto potrei obiettare che sono i sensi terreni di noi terrestri ad ingannarsi, quando sono privi della ragione”

Bianchina: Ma certo! E’ ovvio… proviamo a chiudere gli occhi e immaginare di essere sulla Luna ad osservare la Terra, cosa vedremmo?

Ciccio: Eh sì, vedremmo la Terra che ruota su se stessa e le stelle fisse che ruotano intorno a noi! Devo ammettere che, in fondo, non siete così strani come sembrate a prima vista…

Tigotta: E penseremmo di trovarci in un sistema lunocentrico!!

animazione

Curiosità: Esatto! Lo aveva intuito anche il filosofo Giordano Bruno, che affermava “Non più la Luna è cielo a noi che noi a la Luna”. Comunque, questo è un concetto che anche altre menti brillanti avevano intuito in passato. Chi di voi conosce questo verso scritto da Dante ne “La Divina Commedia”: “Ella sen va notando lenta lenta, ma non me ne accorgo, se non che al viso e di sotto mi venta”? Egli sta immaginando di volare sulle spalle della bestia Gerione e, non avendo alcun punto di riferimento rispetto al quale “misurare” il proprio movimento, penserebbe di essere fermo, se non fosse per il vento che lo investe.

Astericcio: Ora che ci penso, nella biblioteca clandestina di Paradiriccio, ricordo di aver letto qualcosa di simile nel “De Rerum Natura” di Tito Lucrezio Caro, ma si parlava di navi che si muovevano in un mare particolarmente calmo…

Curiosità: Era per caso questo “…la nave ci porta e sembra star ferma, l’altra sta ferma e sembra che vada; da poppa ci sembra che fuggano i colli e le spiagge lontane. Le stelle ci sembrano immote, fisse nel cielo, e invece un moto perenne le agita tutte…”?

Astericcio: Proprio quello! Grazie, Curiosità, sei una forza della natura!!!

Galileo: Grazie… non conoscevo questi versi e mi fa piacere colmare questa lacuna! Anche perché questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore.

Ciccio: Mmmm… interessante, non ci avevo mai riflettuto prima, ma ora mi sembra tutto così ovvio! Vediamo se ho capito bene: chi sta a terra vede muovere la nave e chi sta sulla nave vede muovere il paesaggio che lo circonda, purché il mare sia molto calmo, se no lo sballottamento provocato dalle onde fa sì che chi sta sulla nave si accorga del movimento.

Ghighetta: Scusate, tutto questo è molto bello, ma io sono molto più interessata alle osservazioni con il perspicillo! La prego, sig. Galileo, ci racconti cosa vide dopo la Luna.

Galileo: Molto volentieri, cara! Dopo aver trascorso il mese di dicembre del 1609 ad osservare la Luna, il 7 gennaio 1610, mentre scrutavo il cielo in cerca di qualcosa di interessante, puntai il perspicillo su Giove e mi accorsi subito di tre nuove stelline molto luminose che gli stavano molto vicine: due ad oriente, una ad occidente. All’inizio pensai che fossero delle stelle fisse, ma era una bella combinazione che tutte e tre si trovassero in fila lungo una linea retta accanto a Giove…

Bianchina: Non era una cosa normale, con quel nuovo strumento, vedere nuove stelle fino ad allora sconosciute perché invisibili ad occhio nudo?

Galileo: Certo che sì! Durante quelle fredde notti passate ad osservare il cielo vidi molte nuove stelle, ma qualcosa mi diceva che quelle tre stelline accanto a Giove fossero davvero speciali e non vedevo l’ora di osservarle di nuovo!

Ghighetta: E quindi? Non mi tenga sulle spine, la prego!

Galileo: E quindi il giorno dopo puntai di nuovo il perspicillo verso Giove e non credetti ai miei occhi! Le tre stelline avevano cambiato posizione! Avevo quasi timore di credere in ciò che mi stava balenando nella mente e pensai che forse il movimento di Giove potesse essere diverso da quello che si credeva! Era assolutamente necessario continuare le osservazioni e ci riuscii il giorno 10: con mio grande stupore ne vidi solo due e cominciai a credere sempre di più in quell’idea della quale all’inizio avevo quasi paura!

Ghighetta: Dove diavolo era finita una stellina?

Galileo: Secondo me c’era un’unica spiegazione: poteva essere soltanto dietro il grande Giove! Ero sempre più certo che quelle stelline ruotassero intorno al loro pianeta come la Luna intorno alla Terra e fossero, quindi suoi satelliti! Ma non si può divulgare una scoperta del genere prima di esserne sicuri oltre ogni ragionevole dubbio… dovevo continuare ad osservare attentamente ed a lungo per poter escludere ogni altra ipotesi!!

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Ghighetta: Uao! Non si fermi, sig. Galileo, la prego… ci racconti cosa osservò e come lo interpretò!!

Galileo: Per prima cosa, dopo alcune notti, mi accorsi che erano quattro e non tre perché finalmente riuscii a vederle tutte insieme! Misurai le loro reciproche distanze e annotai tutte le ore delle osservazioni, infatti i loro movimenti erano così veloci che spesso si notavano anche differenze orarie.

Ghighetta: E quindi…???

Galileo: Quindi dopo poco tempo ero pronto ad annunciare al mondo la mia scoperta e lo feci pubblicando il “Sidereus Nuncius” nel marzo del 1610!

Curiosità: Fate molta attenzione, amici miei, a quanto Galileo vi sta raccontando! E’ in questo preciso momento che stanno davvero cambiando le regole del gioco e la mente può finalmente aprirsi ad una nuova visione dell’universo, spianando la strada all’Astrofisica moderna! Tutti i contributi di uomini come Copernico, Brahe, Keplero e altri meno famosi di loro sono stati importanti tasselli di un’opera d’arte che Galileo, osservando i satelliti di Giove, finì di comporre e che Isaac Newton trasformerà in un capolavoro, riuscendo a comprendere la natura di ciò che fa muovere i corpi celesti e a darne una descrizione matematica!

Galileo: Grazie, amico, grazie di cuore… è sempre un piacere sentire riconoscere i propri meriti! Infatti la scoperta dei miei Astri Medicei dimostrò che la Terra non era l’unico pianeta ad avere un satellite, ma ce n’era un altro che ne aveva addirittura quattro! Coloro che stentavano ad abbandonare il sistemo geocentrico, aggrappandosi all’unicità del sistema Terra-Luna, videro sgretolarsi questa certezza.

Ghighetta: Quindi riuscì finalmente a dimostrare che era la Terra a girare intorno al Sole!

Galileo: Purtroppo no, quella prova decisiva non riuscii a trovarla! Pensavo che le maree degli oceani fossero originate dai movimenti di rotazione e rivoluzione della Terra, ma non potevo dimostrarlo… e, infatti, in seguito è diventato palese che su questo mi stavo sbagliando.

Curiosità: Non te ne fare un cruccio, non era per niente facile dimostrarlo! Pensa che la prima evidenza osservativa della rotazione terrestre è arrivata solo nel 1791 ad opera del fisico Guglielmini...

Keplero: Ricordo quando osservasti Saturno che sembrava formato da tre corpi attaccati e, come eri solito fare, mi annunciasti la tua scoperta inviandomi una frase da anagrammare che, però, non riuscii a risolvere perché non avevo idea di cosa tu stessi parlando…

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Galileo: Ah! Ah! Ah! Pensare all’espressione che avresti fatto nel leggere quelle frasi incomprensibili, mi faceva divertire un sacco. Ma ti consideravo troppo intelligente per darti la pappa scodellata! Infatti altre volte li hai brillantemente risolti e correttamente interpretati. Come, per esempio, quello con cui ti annunciai l’osservazione delle fasi di Venere.

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Keplero: Già! Era più facile interpretare i tuoi anagrammi quando descrivevi delle scoperte che mi aspettavo… che Venere girasse intorno al Sole era ormai praticamente scontato e già previsto sia da Copernico che da Brahe. La tua conferma osservativa fu importante, ma purtroppo non era ancora la prova cercata del movimento della Terra intorno al Sole.

Ciccio: Allora, se ho ben capito, osservando il movimento della Terra da Marte, anch’essa dovrebbe presentare della fasi come quelle di Venere osservata dalla Terra?

Galileo: Proprio così! Bravo piccolino!

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Astericcio: Scusa, Galileo, mi stavo chiedendo come mai chiami Astri Medicei i quattro maggiori satelliti di Giove… Non si chiamano Io, Europa, Ganimede e Callisto?

Galileo: Ah sì? Quindi, alla fine sono rimasti quegli insulsi nomi inventati da quell’ancor più insulso Simon Marius che tentò anche di rubarmi la loro scoperta?

Curiosità: Non arrabbiarti, Galileo. Avevano bisogno di essere identificati ognuno con un nome diverso: “astri medicei” per identificare quattro satelliti diversi era un po’ troppo vago! E poi, sii sincero, non eri interessato a dare loro un nome, ma solo a conquistare le simpatie di Cosimo II de’ Medici Granduca di Toscana…

Galileo: Sarò sincero… mi dava molto fastidio sapere che quell’ottuso aristotelico di Cesare Cremonini continuava a percepire uno stipendio doppio del mio! Sapevo di poter aspirare ad una posizione migliore di quella, buona ma non più migliorabile, che avevo a Padova e stavo progettando di tornare a Firenze. Quindi era necessario conquistare le simpatie del Granduca. Non ne sono fiero ma, ai miei tempi, era l’unico modo per fare carriera, non bastavano i meriti scientifici!

Curiosità: Purtroppo le cose non sono cambiate molto, ma lasciamo perdere…

Tigotta: Quindi tornasti a vivere a Firenze?

Galileo: Sì, tornai a vivere a Firenze nel 1610 con l’incarico di Primario Matematico Filosofo del Granduca di Toscana senza obbligo di insegnamento. Posizione decisamente prestigiosa e redditizia ma, col senno di poi, ti confesso che i diciotto anni passati a Padova sono stati i migliori della mia vita e, probabilmente, se fossi rimasto lì, ambiente decisamente più libero ed indipendente dall’influenza della Chiesa, avrei evitato il processo da parte dell’Inquisizione…

Mimì: Processo?! E per cosa? Avevi rubato qualcosa o ucciso qualcuno?!

Galileo: No, ma mi ero macchiato di una “colpa” terribile: avevo messo in dubbio il sistema aristotelico-tolemaico che, secondo la Chiesa, equivaleva a mettere in dubbio la Bibbia! Da buon cattolico qual ero, non ci pensavo neanche a mettere in discussione la Bibbia, ero solo ingenuamente convinto di poter far capire loro che quel libro sacro spiega “come si vadia in cielo e non come vadia il cielo”.

Bianchina: Ma non lo avevano fatto anche altri prima di te?

Galileo: Sì, ma la differenza tra me e loro la facevano le mie osservazioni che davano consistenza fisica alle mie affermazioni. Senza osservazioni, tutto poteva essere contestato e considerato solo un esercizio intellettuale!

Curiosità: Infatti è solo nel 1616, quando Galileo fu formalmente diffidato dal cardinale Bellarmino a insegnare che la Terra si muove intorno al Sole come tutti gli altri pianeti, che la Chiesa realizzò che anche il libro di Copernico, pubblicato ben settantatré anni prima, avrebbe potuto essere pericoloso e lo mise all’Indice, dove rimase per oltre due secoli!

Tigotta: Quindi tornasti ad insegnare ai tuoi studenti il sistema degli epicicli e delle sfere di cristallo?

Galileo: Neanche per sogno! Andai avanti per anni barcamenandomi sul filo dell’eresia, contando anche su qualche amicizia con alcuni importanti uomini di Chiesa come, per esempio, il cardinale Maffeo Barberini che divenne papa nel 1623 con il nome di Urbano VIII.

Mimì: Quindi, se era tuo amico, ti aiutò a chiarire le incomprensioni con la Chiesa?

Galileo: Magari… purtroppo quell’amicizia si rivelò un’arma a doppio taglio: io mi sentii più sicuro e trovai il coraggio di pubblicare il “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”. Il libro uscì nel marzo del 1632 e tredici mesi dopo venni arrestato e processato per eresia!

Bianchina: Oddio! Cosa c’era scritto di tanto grave in quel libro?

Galileo: Per mettere a confronto il sistema geocentrico e quello eliocentrico, avevo ideato un dialogo fra tre personaggi: Salviati esprimeva le mie idee, Simplicio difendeva il sistema tolemaico e Sagredo era un moderatore intelligente e razionale che poneva domande e, sulla base delle risposte, sollevava argomentazioni interessanti.

Curiosità: Ciò che ti mise definitivamente nei guai, Galileo, fu l’aver ridotto il ruolo di Simplicio, il cui nome era già tutto un programma, a quello di zimbello degli altri due.

Galileo: E’ vero… esagerai un po’ nel ridicolizzarlo, ma non lo feci apposta! Anzi, mi sforzai anche di dargli un po’ di dignità ma, mentre scrivevo, le parole uscivano da sole e non potei fare a meno di far trasparire tutto il disprezzo che provavo per lui e il sistema che solo uno stupido avrebbe ormai potuto difendere! E la situazione precipitò quando i miei detrattori convinsero Urbano VIII che Simplicio non era altro che il suo alter ego!

Tigotta: Ti fecero del male?

Galileo: Male fisico no… ma solo perché mi decisi a ritrattare tutto, proprio per paura delle torture a cui minacciarono di sottopormi se non lo avessi fatto!

Mimì: Ritrattare?! Che peccato, dopo tanto lavoro!! Perché lo facesti e non trovasti il coraggio di difendere con forza le tue idee? Forse le tue argomentazioni li avrebbero convinti!

Galileo: No, mia cara, impossibile convincerli, non avrei mai potuto farcela semplicemente perché non erano interessati alle mie argomentazioni, ma solo ad affermare l’autorità assoluta della Chiesa! In quel momento pensavo solo a come evitare le torture o, peggio, il rogo! Era ancora forte il ricordo di Giordano Bruno bruciato vivo il 17 febbraio 1600 e non ci pensavo neanche a fare la sua fine! E poi a cosa sarebbe servito? Solo ad allungare la lista dei martiri! Io, invece, volevo a tutti i costi continuare la mia attività di ricerca ed ero disposto a tutto per farlo!!

Curiosità: Sarebbe ingiusto criticare Galileo per la sua famosa abiura pronunciata il 22 giugno 1633. In fondo, è grazie ad essa che gli vennero concessi gli arresti domiciliari, che scontò fino alla fine dei suoi giorni, ovvero fino all’inizio del 1642, nella villa “Il gioiello” di Arcetri sulle colline fiorentine. E durante questi anni, finché i suoi occhi glielo consentirono, continuò le sue osservazioni e si occupò anche di altri importanti studi di fisica che ci ha lasciato in eredità.

Galileo: Già! Sono molto orgoglioso di essere riuscito a pubblicare nel 1638 il libro “Discorsi e dimostrazioni matematiche sopra due nuove scienze”, una sorta di compendio delle conoscenze che avevo acquisito durante tutta la vita, con particolare riguardo alla struttura della materia e alla dinamica del moto.

Curiosità: Fortuna che lo hai fatto… quel libro è stato una pietra miliare per la Scienza moderna! Ebbe un grande successo in tutta Europa e fu di grande aiuto a molti scienziati che hanno raccolto il tuo testimone, tra cui anche “un certo” Newton.

Bianchina: Scusa, Galileo, il Giordano Bruno che fu messo al rogo è lo stesso di cui ci ha parlato Curiosità poco fa?

Galileo: Esatto, proprio lui.

Tigotta: E fece quella fine solo per aver affermato che guardare la Terra dalla Luna era come guardare la Luna dalla Terra?!

Galileo: Anche, ma non solo… Bruno era uno degli intellettuali più brillanti di quei tempi: dopo aver abbandonato l’abito domenicano, lasciò Napoli e iniziò un lungo pellegrinaggio nelle maggiori città del nord Italia e nord Europa dove insegnava astronomia e filosofia, pubblicava libri e diffondeva il suo pensiero.

Curiosità: Non era uno scienziato, ma la sua visione di un universo infinito popolato da infiniti mondi abitati è tutt’oggi quanto di più moderno si possa immaginare. Ed ogni tassello che viene aggiunto dall'attuale lavoro di ricerca scientifica sembra andare proprio nella direzione da lui indicata più di quattro secoli fa!

Galileo: Povero Bruno… sette anni di galera, durante i quali fu sottoposto a duri interrogatori e probabili torture fisiche per convincerlo a rinnegare pubblicamente tutto ciò a cui aveva dedicato la sua esistenza! Ce ne misero di tempo prima di condannarlo al rogo…

Bianchina: Forse, in fondo, anche se avevano torto marcio, non erano poi così cattivi gli inquisitori e speravano di salvargli la vita…

Curiosità: Cara piccola Bianchina… mi rendo conto che sia impossibile per te anche solo concepire una simile crudeltà! Purtroppo non c’era neanche un briciolo di umana pietà in tutto questo: la verità è che valeva molto di più una pubblica abiura di una condanna a morte. Solo quando si resero conto che non l’avrebbero mai ottenuta, si rassegnarono a bruciare quel “formale, impenitente e pertinace” eretico insieme ai suoi libri!

Scherzy: Ormai è passato molto tempo e tutti sanno che Bruno e Galileo furono processati ingiustamente. Qualcuno ha mai pensato di chiedere scusa, per riabilitare almeno il loro ricordo?

Curiosità: Magari… ad oggi non sono arrivate scuse per Bruno e solo delle scuse parziali per Galileo: nei primi anni ’90 del XX secolo, dopo undici anni di analisi degli atti del processo, una commissione pontificia ha stabilito che la condanna di Galileo fu frutto di una “tragica incomprensione” tra lui e la Chiesa, generata anche dal fatto che, dopotutto, lo Scienziato non aveva portato prove incontrovertibili a favore delle proprie teorie… però nel 1930 è stato santificato il cardinale Bellarmino, uno degli inquisitori di Giordano Bruno e responsabile del primo ammonimento fatto a Galileo nel 1616. Mah…

Astericcio: Sono senza parole…

Ghighetta: Io, invece, qualche parola ce l’avrei… tutte queste vicende sono molto interessanti, ma muoio dalla curiosità di sapere cosa è successo dopo Galileo! Ci avete spiegato che è stato lui, con le sue osservazioni, a cambiare le regole del gioco, ad aprire la mente verso una nuova visione dell’universo… e poi?

Curiosità: E poi molti scienziati cominciarono ad intuire e ad avvicinarsi a quella verità sul moto dei pianeti che, però, solo Newton riuscì a sintetizzare in modo geniale formulando e dimostrando quella che tutti conosciamo come Legge di Gravitazione Universale: una teoria completa che era finalmente in accordo con le osservazioni! E la cosa stupefacente è che una apparentemente semplice formuletta spiegava non solo il moto dei pianeti, ma di qualunque altro corpo: dal più piccolo e vicino, come un sasso lanciato in uno stagno, al più grande e più lontano, come due galassie che si attraggono reciprocamente.

Ciccio: Giusto! Me l’ha spiegato Scherzy quando eravamo sull’astronave! La forza che fa cadere il sasso è la stessa che lo farebbe entrare in orbita intorno alla Terra se venisse lanciato da una montagna "altissimissima" ad una velocità “velocissimissima”!!!

cannone-di-newton

Mimì: Smirimiao, ma è incredibile! E l’intuizione gli venne all’improvviso?

Curiosità: Tutt’altro! Fu un parto lungo e doloroso, infatti si decise a pubblicare la sua teoria nel celebre “Philosophiae naturalis principia mathematica” solo dopo vent’anni dalla prima intuizione e solo grazie all’insistenza e al finanziamento di un altro grande scienziato, Edmond Halley.

Bianchina: Perché ci mise così tanto a decidersi?

Curiosità: Nessuno lo sa con certezza. Qualcuno pensa che lo abbia fatto per un eccesso di etica e correttezza professionale… sembra, infatti che non fosse soddisfatto dei calcoli ottenuti con la sua formula applicata al sistema Terra-Luna. Oggi sappiamo che l’approssimazione che lo lasciava perplesso era imputabile alla non ancora perfetta misurazione del raggio della Terra, ma lui, nel dubbio, avrebbe preferito non pubblicare la sua teoria. Ma c’è anche chi sostiene che lo abbia fatto solo perché non era tanto interessato a divulgare ciò che scopriva… la verità la sa soltanto lui e forse non ha la minima intenzione di rivelarla!

Scherzy: Scusami se ti interrompo, Curiosità, ma quell’Edmond Halley di cui hai appena parlato è lo stesso che ha dato il nome alla famosa cometa? Sai che, con potenti telescopi, la possiamo osservare anche da Papalla?

Curiosità: Esatto, proprio lui. E devi sapere che la previsione del futuro passaggio di quella cometa, formulata da Halley proprio sfruttando la formula di Newton, costituì la prima prova che quella legge di gravitazione era davvero universale! Trionfo postumo per entrambi, visto che quando la cometa fu nuovamente avvistata, il giorno di Natale del 1758, erano morti da tempo…

Ciccio: Che bello! Un’altra cometa importante dopo quella di Brahe che distrusse le sfere di cristallo!

Mimì: Per tutti i miao dell’universo, non sto più nella pelle pelosa! Devo assolutamente farmi spiegare tutto da Newton in persona! E magari anche da Halley, visto che l’ha aiutato tanto…

Curiosità: Strano che non sia già arrivato da solo… forse sta facendo un pisolino, proviamo a chiamarlo.

Tutti: NEWTON !!!!!! PER FAVORE, VIENI DA NOI !!!!!!!

…………………………

Curiosità: Mmmm, che sia diventato sordo? Proviamo ad urlare più forte.

Segretaria di Newton: No, no, vi prego, non servirà a niente urlare più forte. Il Maestro vi ha sentito bene e mi ha pregato di dirvi che non può venire da voi perché è già impegnato con un altro gruppo di curiosoni.

Ciccio: Nessun problema, aspetteremo il nostro turno!

Segretaria: Fate pure, ma dovrete aspettare a lungo, ci sono altri gruppi in attesa… vi consiglio di fissare un appuntamento.

Curiosità: Ok, se non abbiamo alternative, faremo così! Allora, ragazzi, vi consiglio di tornare a casa, sarò io a chiamarvi quando il Maestro sarà disponibile.

Scherzy: Grazie, amico, grazie di cuore per tutto ciò che fai per noi!

Curiosità: Grazie a voi! E’ sempre un piacere avere a che fare con chi ha voglia di conoscere e di mettersi in gioco. A presto!

Tutti: CIAO CURIOSITA’, A PRESTISSIMO !!!!!

 

Poco dopo, nel giardino di Papamicio…

Tigotta: (Mammamicia mia… ma quanto parlano questi scienziati, o geni che dir si voglia! E’ tutto molto interessante, ma dopo un po’ che barba! Come quando Papamicio parla-parla-parla con l’amica notturna e lei ascolta-ascolta-ascolta e, se prova ad aprire bocca, lui non se ne accorge nemmeno e continua a parlare-parlare-parlare…)

Ciccio: Cos’hai tanto da bofonchiare, Tigotta?

Tigotta: Niente d’importante, è solo che mi sono un po’ stufata ad ascoltare tutti questi infiniti monologhi!!

Scherzy: Cerca di capire, Tigotta… quei signori ci hanno raccontato concetti molto importanti che hanno rivoluzionato la storia della Scienza e, per spiegarli in modo semplice, è stato necessario per loro spendere qualche parola in più. Se avessero parlato tra esperti, si sarebbero intesi al volo con poche frasi!

Astericcio: Noi non siamo esperti, ma abbiamo tanta voglia di imparare! Siamo stati fortunati ad incontrare un tipo semplice ma tanto in gamba come Curiosità, altro che stufi!

Bianchina: Viva la semplicità, maramao!

Ciccio: Beh, la cosa più importante è che abbiamo imparato davvero tanto! Chissà cosa ci capiterà la prossima volta…

Mimì: A me piacerebbe tanto fare un altro giretto nello spazio, smirimiao!

Tutti: Evviva!! Che bello!!!

Papamicio: SILENZIO!!! Cos’è tutta questa confusione a notte fonda?! Sono già le nove meno dieci e ho il diritto di dormire!!!

Scherzy: Scusaci, Papamicio, è solo un eccesso di entusiasmo… ora andiamo a dormire anche noi perché siamo esausti.

Papamicio: Ok, ok, vi scuso. A patto che facciate silenzio e domattina, prima dell’alba, mi raccontiate tutto!

Tutti: Promesso! ‘Notte ‘notte!!!

 

I curiosoni che desiderano approfondire alcuni argomenti trattati in questa storia, possono farlo grazie a questa appendice

Tutti i racconti di Ciccio e Astericcio sono disponibili nella rubrica ad essi dedicata

QUI la serie di video che Curiuss, accompagnato dall’inseparabile gatto Gualtiero, ha dedicato a Galileo: vi troverete il racconto di eventi piuttosto famosi, come il perfezionamento del cannocchiale ed il suo utilizzo per scopi militari ma anche per osservare gli astri, oppure la scoperta dei satelliti di Giove o quella delle fasi di Venere e degli anelli di Saturno. Ma vi troverete anche curiosità sconosciute ai più, come quella che era solito annunciare a Keplero le sue scoperte, inviandogli frasi misteriose da anagrammare. E non mancheranno la spiegazione della teoria delle maree, delle macchie solari e del piano inclinato.

 

4 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    solo quando la mente è libera di spaziare anche oltre la logica, dando libero spazio alla verifica di intuizioni che all’inizio possono anche sembrare folli, si ha vero progresso intellettuale e scientifico.Come al solito avvincente come un romanzo.

  2. Barbariccio & Daniccia

    Grazie Gianni, grazie di cuore!

    Ci fa davvero piacere che tu apprezzi quella frase...  :-D

  3. sempre fantastici i nostri amici...  :-P  :-P

  4. Barbara

    Grazie davvero, i tuoi commenti ci fanno sempre un enorme piacere.

    Speriamo, di continuare a soddisfare le tue aspettative!!

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