Feb 14

Arrokoth (già Ultima Thule) si è formato "delicatamente" **

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Mesi e mesi di analisi dei dati, di simulazioni e di ipotesi, smentite o confermate, hanno portato a una conclusione ragionevolmente sicura riguardo alla formazione dei planetesimi primordiali, soprattutto nella zona abbastanza "calma" del Kuiper Belt. New Horizons ha dato un altro contributo fondamentale per comprendere la formazione del Sistema Solare.

Gen 30

Una parallasse istantanea *

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New Horizons non si limita a vagare e a regalarci immagini degli oggetti più lontani del nostro Sistema Solare, ma si dedica anche alle stelle vicine. Un'operazione che verrà eseguita il prossimo aprile e che servirà sia per aumentare la precisione della distanza di Proxima Centauri e Wolf 359, sia per stupire il mondo con le prime immagini a 3D dell'Universo vicino.

Dic 3

Perfino New Horizons si accorge del minimo solare! **

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La sonda che sta viaggiando al di là di Plutone sta compiendo un lavoro silenzioso, ma eccezionale, con una strumentazione d'avanguardia: sentire il soffio del Sole a distanze enormi. Esso è sicuramente rallentato, ma, noi sulla Terra, facciamo finta di non saperlo (o non lo sappiamo davvero?). Il vento Solare, quel fascio di particelle cariche […]

Gen 25

Quello strano collare bianco... *

NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Con la giusta e dovuta calma stanno arrivano le immagini a più alta risoluzione di Ultima Thule. L'ultima arrivata è del primo gennaio, quando la sonda era a 6700 km dall'oggetto celeste, sette minuti prima di raggiungere la minima distanza.

Dic 22

Il mistero di Capodanno viene da molto lontano *

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Mentre sulla Terra si festeggerà il nuovo anno, New Horizons potrebbe festeggiare la scoperta di un oggetto veramente “nuovo”, dalle caratteristiche mai sospettate in precedenza.

Mar 18

Uno, nessuno, centomila pianeti. 1: I plutoniani tornano alla carica… *

L’immagine riunisce Plutone e Caronte, ripresi da New Horizon e mostra chiaramente caratteristiche superficiali che confermano processi estremamente complessi avvenuti nel corso di miliardi di anni. Il loro interesse fondamentale è assicurato, senza bisogno di chiamarli nuovamente “pianeti”. Fonte: NASA/JHUAPL/SwRI

Ho preferito unire in un solo articolo, spezzato in due, un argomento che, come già detto ripetutamente, ha un senso fisico piuttosto limitato, ma che continua a imporsi come fonte di dibattiti e polemiche. Iniziamo con il redivivo americano “Plutone” e il suo stato sociale “secondario”. Poi passeremo a qualcosa di più “solido”, anche se ancora molto aleatorio.

Gen 10

Plutone e Caronte: una coppia straordinaria *

Quando Caronte si trova tra il Sole e Plutone, riesce a ridurre di molto la perdita di atmosfera del suo compagno più grande, prevista a causa del vento solare. Fonte: NASA-JHUAPL-SwRI.

Plutone e Caronte sono un esempio da seguire per molte coppie terrestri. Pur essendo legati da moltissimi anni, l’amore reciproco non è mai diminuito. Mentre Plutone (il marito?) cerca di regalare vestiti all’ultima moda alla sua compagna (Caronte?), Caronte cerca di salvaguardare al meglio il vestito più leggero del compagno, una vera rarità per il Sistema Solare.

Set 25

L’Oceano sotterraneo di Plutone è come il Mar Morto **

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Ne ho letto un po’ di tutti i colori per cercare di spiegare quell’enorme pianoro a forma di “cuore” che copre buona parte dell’emisfero visibile di Plutone. In qualche modo mi sembravano “costruiti” a tavolino, quasi trascurando le evidenze osservative più evidenti. Ho preferito tacere, in attesa di ciò che mi aspettavo: la soluzione più semplice e, in fondo, anche abbastanza ovvia. Giurerei che è quella giusta!

Set 15

Plutone è anche un grande pittore **

Caronte e l’opera pittorica di Plutone (in fase molto preliminare….). Fonte. NASA/JHUAPL/SwRI

Non è solo la gravità che unisce strettamente Plutone e il suo satellite–fratello Caronte. La loro intesa è perfetta: tutti e tre i periodi (rotazioni intorno agli assi e rivoluzione) sono uguali. Essi fanno, però, qualcosa di più: Plutone utilizza il suo satellite (o -meglio- compagno di avventura) per mostrare le sue capacità artistiche, con l’insostituibile aiuto del lontano Sole.

Giu 7

Le mille "bolle" di Plutone **

Una splendida vista delle bolle poligonali di ghiaccio d’azoto, che evolvono lentamente (per i nostri orologi…) e ringiovaniscono la superficie dell’immenso “cuore” di Plutone. Si notano anche i macigni di ghiaccio d’acqua e di metano, staccatisi dalle colline circostanti che vengono accumulati ai bordi della struttura. Fonte: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute.

Non saranno "blu" come nella celebre canzone di Mina, ma risolvono uno dei grandi segreti di Plutone. E' stato scoperto il meccanismo che crea l’esteso pianoro di Plutone, sicuramente giovane e a forma di immenso “cuore”, diviso in celle poligonali: bolle di ghiaccio di azoto si riscaldano, salgono in superficie e poi ritornano verso l’interno. Plutone sa cambiare il suo vestito molto velocemente.