26/11/20

La tolina è come il prezzemolo **

Eh sì, cari amici, la tolina, questo composto organico che su Plutone la fa da padrone, è capace di adattarsi a tutte le "situazioni" e a regalarci un mondo colorato.

Immaginiamo di costringere gli Impressionisti a utilizzare un solo colore per le loro personali "impressioni" della Natura. Forse non sarebbe mai nato questo eccezionale movimento pittorico (e non solo). Una visione monocromatica sarebbe stata ben lontana dalle loro visioni.

Plutone, purtroppo, si trova in queste condizioni. La sua superficie è dominata da un composto organico, la cosiddetta tolina, chiamata così dal grande Carl Sagan studiando Titano. La sua formazione e composizione era già stata spiegata in un articolo del 2015 (QUI), ma richiamiamola...

"La vita delle toline è abbastanza avventurosa. Esse si formano nell’alta atmosfera dove il metano e l’azoto subiscono l’effetto dei raggi ultravioletti e si trasformano, reagendo tra loro, in molecole ionizzate. Una volta che si ricombinano vanno a formare macromolecole molto complesse (come capita anche su Titano) che crescono di dimensioni. I gas volatili che contengono condensano e coprono la superficie di ghiaccio prima che le grosse molecole (vere e proprie particelle) cadano al suolo di Plutone contribuendo al color rosso che lo caratterizza. Insomma, metano, etano ed azoto colorano di blu il cielo e poi di rosso il corpo celeste..."

In qualche modo, le loro dimensioni e i tempi di caduta sono capaci di produrre colori come il rosso e il blu.

Ma, allora, si diceva anche: "Vi deve essere una sicura interazione tra acqua e tolina, che rimane, ancora, del tutto incompresa."

Bene, gli studi sono proseguiti e si è quantificata meglio la situazione: il materiale di base utilizzabile è sempre uno solo, la tolina, ma essa cambia l'effetto finale a seconda del luogo dove si deposita.

Vicino al polo si ottiene il giallo, dato che, al momento, quella zona è ricca di ghiacci volatili che riescono a sublimare e a condensarsi continuamente attutendo, se non annullando del tutto, il colore originario della tolina. Una specie di "fastidiosa" nebbiolina che, tuttavia, riesce a formare il bianco-giallo. Vicino all'equatore la tolina rimane abbondante e ben visibile, mostrando il suo "vero colore" rosso-bruno.

Insomma, giocando solo sull'abbondanza e sulle dimensioni, la tolina riesce a spiegare tutto il suo arcobaleno di colori. Si può concludere, quindi, che i diversi colori di Plutone non dipendono da differenti composti chimici o da strane reazioni, ma solo da una sostanza che forma tutta la sua crosta esterna (una specie di scudo protettivo contro le radiazioni).

La quantificazione che sembra ormai conclusiva si vede bene nella figura che segue. Due diverse zone di Plutone, dai colori completamente diversi, sono stati modellizzati giocando solo con la tolina e la sua abbondanza o dimensione molecolare e l'accordo con i dati appare perfetto.

Fonte: Protopapa et al., Astronomical J. (2020)

Chissà come l'avrebbero usata gli impressionisti? Di sicuro Plutone è un vero artista, molto legato al... naturalismo! Se non ci credete, guardate QUI cosa è riuscito a fare con l’aiuto del Sole, della sua orbita, dell'immancabile tolina e della “tavolozza” Caronte!

L'articolo originale non è recuperabile (per il momento...)

QUI troverete molti altri articoli su Plutone

2 commenti

  1. Mario Fiori

    Fantastico Plutone con la sua Tolina. Mi sembra di capire che anche il fantastico Titano ne è ricco : somiglianze cosmiche :mrgreen:

  2. eh sì, Mariolino... il grande Sagan aveva visto giusto riguardo al ruolo fondamentale di questo composto.

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