13/07/16

I Racconti di Ciccio e Astericcio (4): UN'AVVENTURA SPAZIALE

Cosa c'è di meglio di una gita nello Spazio per apprezzare la meraviglia che ci circonda? I nostri piccoli ma sempre più saggi amici vivranno un'esperienza che, oltre a donare loro emozioni e divertimento, arricchirà il loro bagaglio di conoscenze e la loro capacità di riflettere e pensare con la propria testa. Per non parlare, poi, di una nuova stimolante amicizia!

 

Personaggi e interpreti principali:

Scherzy: un abitante del pianeta Papalla in vacanza sulla Terra
Astericcio: un riccio proveniente da un pianeta troppo perfetto
Ciccio: un riccio terrestre di grande esperienza
Mimì, Tigotta e Bianchina: tre gattine molto vivaci e riflessive
Ghighetta: una ghiandaia aliena simpatica ma un po’ prepotente

Papamicio: uno scienziato burbero dal cuore tenero, proprietario del giardino che ospita i piccoli amici
Daniccia e Barbariccio: le narratrici

 

Martedì ore 8

Barbariccio: Siamo alle solite… Tigotta rincorre poveri topolini, Ciccio e Astericcio russano nella loro catasta di legna, Mimì legge un libro sui vantaggi dell’alimentazione vegana e Bianchina la prende in giro… sarà dura inventarsi una nuova storia!

Daniccia: Già! Se solo ci dessero qualche spunto interessante, sarebbe tutto più semplice! La cosa difficile è iniziare, poi tutto viene da sé!

Barbariccio: Scherzy è la nostra ultima speranza, proviamo a dare una sbirciatina per veder cosa sta facendo…

Daniccia: L’ho visto passare poco fa ed è sparito dietro a quel cespuglio… osserviamo…
Scherzy: Mumble, mumble… fammi vedere come funziona questo “coso” su cui Astericcio è arrivato sulla Terra e rotolato nel nostro giardino. Lui lo chiama Turbo-asteroide, ma a me sembra solo un anonimo pezzo di roccia, chissà cosa nasconde…

Astericcio: Yawnnn… Cosa devono sentire le mie povere orecchiucce appena sveglie!! Un anonimo pezzo di roccia?! Ma siamo impazziti??? A parte il fatto che quel particolare “anonimo pezzo di roccia” è un’astronave di ultima generazione che sfrutta l’energia generata dall’annichilimento dell’anti-materia (e dico poco!), non penserai mica che anche i normali asteroidi che scorrazzano all’interno dei sistemi planetari siano “anonimi pezzi di roccia”???

Scherzy: Ops, scusami Asty, non volevo certo offenderti, stavo solo rimuginando tra me e me… ma perché ti arrabbi tanto? Cosa ho detto di male?

Astericcio: Mmmm, santa pazienza, devo proprio spiegarti tutto… e va bene… devi sapere che quei sassi scuri apparentemente insignificanti che sono gli asteroidi, racchiudono una miniera di preziose informazioni per lo studio delle origini dei sistemi planetari, infatti sono i residui di quel disco gassoso e polveroso che avvolge una stella neonata. E sono proprio quei gas e quelle polveri che, addensandosi, creano i pianeti.

Scherzy: Ah sì, è vero, ricordo di averne sentito parlare durante una conferenza tenuta su Papalla da PapalHack… e, se non sbaglio, in quella conferenza si parlava anche di comete, quelle sì che sono belle con quelle lunghissime code sfavillanti!!

Ciccio: Ehi, ragazzi, avete per caso mangiato pane e Scienza a colazione? Ma non badate a me, continuate pure a discutere… l’argomento mi sembra interessante! Ragazze peloseeeee!!!! Venite ad ascoltare, non ve ne pentirete!!!!!

Mimì: Ok, arrivo… miao miao!

Tigotta: Volentieri, tanto il mio topolino mattutino l’ho già catturato, ora posso godermi il meritato riposo… vieni anche tu, Bianchina!

Astericcio: Bene, bene… mi fa piacere che ci siate tutti, così sfatiamo subito questa leggenda che asteroidi e comete siano diversi! Entrambi sono residui di quel disco primordiale di gas e polvere, non c’è nessuna differenza sostanziale, se non il luogo dove si sono formati miliardi di anni fa: quelli che si sono formati nelle zone più interne e calde del disco, vicine alla stella, hanno raccolto materiali più densi; quelli che si sono formati nelle zone più lontane e fredde hanno raccolto più ghiaccio e, quando si avvicinano alla stella, questo ghiaccio fonde e crea quella bella coda che suscita tanta ammirazione!

Mimì: Beh, ma allora una differenza c’è… come fai a negarlo? Le comete hanno la coda e gli asteroidi no, o forse ho capito male?

Astericcio: Aspetta un attimo, Mimì, non hai capito male… ma se mi fai finire di spiegare, capirai meglio!

Scherzy: Un momento, Asty, forse ho capito io, fammi provare! Dunque, se ho ben compreso, il punto è che non esiste una linea di confine netta tra asteroidi e comete, ma una graduale differenza di composizione a seconda di dove si sono formati… ma per dimostrare che è così, dovrebbero esserci dei corpi “a metà strada” tra il classico asteroide scuro e roccioso e la classica cometa con tanto ghiaccio che si mette in mostra quando si avvicina alla stella… è così?

Astericcio: Esattamente, Scherzy! E’ un piacere parlare con chi, come te, afferra al volo i concetti! Questi corpi esistono, sono stati chiamati Centauri e, quando si avvicinano alla loro stella, sviluppano una debole coda!

Tigotta: Uao, che meraviglia… ma come fai a sapere tante cose, Asty?

Astericcio: Sarebbe un segreto, ma a voi posso svelarlo… un giorno, mentre tornavo nel mio rifugio dopo una dura giornata di lavoro, ero così stanco che non ce la facevo più a camminare e sentii il bisogno di fermarmi qualche minuto. Onde evitare problemi, perché nel mio mondo il riposo è regolamentato per legge e chi ozia per strada rischia un mese di galera, dopo essermi accertato che nessuno mi stesse guardando, mi sono infilato dentro un cespuglio.

Bianchina: Ma perché tutto questo? Che male c’è a riposarsi un po’?

Astericcio: Sinceramente non me lo sono mai chiesto: finché vivevo lì mi sembrava una regola più che logica, visto come è organizzata la giornata di ogni abitante di Paradiriccio: sveglia - pasto - lavoro - rientro - pasto - sonno. E ‘ questo che serve a fare funzionare tutti i servizi per la collettività e non abbiamo bisogno di altro… il riposo notturno è più che sufficiente, qualunque altra forma di riposo non viene tollerata.

Bianchina: Forse chi riposa fuori orario nel tuo mondo potrebbe dare il cattivo esempio ad altri che potrebbero decidere di riposarsi anche loro…

Scherzy: …e, a forza di piccolini riposini, tutti lavorerebbero meno…

Ciccio: …e se gruppi di ricci riposassero insieme, forse potrebbero cominciare a parlare, scambiarsi idee…

Bianchina: …e magari comprenderebbero che ci sono altre cose da fare nella vita oltre che sveglia - pasto - lavoro - rientro - pasto - sonno…

Astericcio: Giusto! Non ci avevo pensato, avete proprio ragione! Se gli abitanti di Paradiriccio avessero il tempo di parlare, potrebbero scoprire che è bello avere un pochino di tempo per farlo ogni tanto e che è bello fare amicizia con i propri simili. Io l’ho capito da quando sto con voi… mi farebbe piacere prima o poi dirlo anche a loro, ma chissà se i Capiriccio sarebbero d’accordo… mah!

Tigotta: Ok, ok, tutto interessante… ma ci vuoi raccontare ora come fai a sapere tante cose?

Astericcio: Certamente! Dunque, mi sono infilato in quel cespuglio e per poco non mi prende una sincope dallo spavento!! Mi sono ritrovato faccia a faccia con un altro riccio e, sul momento, ho pensato che fosse un riccio-guardiano che mi avrebbe portato in galera! Per fortuna si trattava di un riccio-lettore clandestino che si è spaventato più di me, visto che chi viene sorpreso a leggere libri rischia di essere messo in galera a vita. Passato lo spavento, ci siamo presentati e ho capito di avere in mano un’opportunità che non potevo lasciare, quindi l’ho convinto a portarmi nella biblioteca clandestina, situata in una cavità posta sotto quel cespuglio.

Mimì: Maramao!! Quindi è lì che sei riuscito a studiare tutto quello che ci hai raccontato oggi su asteroidi e comete… sei stato molto coraggioso, Asty, complimenti!

Astericcio: Grazie, ma forse sono stato più incosciente che coraggioso! Per fortuna non sono stato mai scoperto quando ogni notte, rinunciando a qualche ora di sonno, mi recavo di soppiatto in biblioteca per leggere il più possibile. Ne sentivo tanto bisogno anche perché sapevo che una volta all’anno venivano scelti cento ricci da inviare in giro nell’Universo a cercare altri simili da portare su Paradiriccio: speravo di riuscire a far parte di uno di questi gruppi e non me la sentivo di affrontare un viaggio così impegnativo, senza avere un’idea ciò che avrei visto!

Scherzy: Toglimi una curiosità, Asty, cos’hai visto mentre ti avvicinavi alla Terra?

Astericcio: Non hai idea, Scherzy, ho visto la cosa più bella che potessi immaginare… avevo letto qualcosa nella mia biblioteca clandestina, ma non pensavo che dal vero potesse essere così! Uno spettacolo mozzafiato che mi ha convinto ad atterrare proprio qui!

Bianchina: E dai, smaramao, non tenerci sulle spine… cos’hai visto?

Astericcio: Un fenomeno che si chiama aurora, è bellissimo… colori che danzano in cielo! Quella che ho visto io era verde, ma ce ne sono anche rosa, azzurre oppure multicolore! Non riesco a trovare le parole adatte per descriverla, andrebbe vista!

Ciccio: E come si fa a vederla?

Astericcio: Nei libri che ho letto ho visto delle immagini di aurore viste dal pianeta, ma sono solo pochi i luoghi dove questo è possibile… dallo spazio, credetemi, è uno spettacolo mozzafiato! A dire il vero, mentre viaggiavo nel sistema solare, ho visto lo stesso fenomeno anche su Giove, ma non mi sono fermato lì perché sapevo che è formato da un grande ammasso di gas e non avrei potuto atterrarci. E poi lì non ci sono ricci…

Aurora Giove

Tigotta: Ma dai, per favore, ci stai prendendo in giro! Come è possibile che i colori danzino in cielo? Miao!!

Astericcio: Tutto ha una spiegazione logica, cara la mia malfidata! Devi sapere che queste danze di colori si originano quando le particelle scagliate via da una stella incontrano una specie di scudo che solo alcuni pianeti hanno e si chiama campo magnetico… le particelle del vento stellare quando incontrano questo campo magnetico sono costrette a deviare il loro percorso, si agitano, e il risultato di questa agitazione, che per loro è un divertimento, è l’emissione di questi bellissimi colori che illuminano il cielo… una specie di regalo al pianeta che ha fatto loro il solletico con il suo campo magnetico!

Ciccio: Ok, è abbastanza chiaro, ma non ho capito bene di cosa è fatto questo campo magnetico… altre particelle scagliate dal pianeta?

Astericcio: No, nessuna particella… il campo magnetico si origina quando, per vari motivi un po’ complicati, un pianeta si comporta come se fosse una grande calamita… sapete, una di quelle cose che attirano i metalli!

Scherzy: Già… io la conosco bene… l’ha usata papalatleta per attirarmi e farmi cadere in una botola, sigh!

Astericcio: Dunque, se metti della polvere di metallo su un foglio di carta e appoggi una calamita sotto il foglio, la polvere attirata dalla calamita si dispone sul foglio seguendo delle linee. La stessa cosa accade a questi pianeti che, come la Terra, sono delle enormi calamite, con queste linee invisibili che escono da una parte e entrano da un’altra. Ma, meglio di tante parole, può servire un semplice disegno…

Campo magneticoMimì: Interessante, ma dobbiamo accontentarci di queste spiegazioni? Non potremo mai ammirarla questa aurora… sniff…

Scherzy: Mumble… mumble… non è detto, Mimì, forse un modo c’è…

Mimì: Uao, maomao! Dici sul serio, Scherzy?

Scherzy: Già! il turbo-asteroide di Asty è troppo piccolo per tutti noi, ma la mia navicella ha posti a sufficienza e una scorta di carburante che basterebbe per arrivare su Alfa Centauri! Che ne dite di fare una passeggiata spaziale?

Tutti: Sììììììììì!!!!!!!!

Scherzy: Bene, allora è deciso! Datemi un pochino di tempo per controllare che tutto sia a posto (la prudenza non è mai troppa!). Voi, intanto, preparate bibite e panini e tra un’oretta si parte. Su! Al lavoro, pelandroni!!

SBADABAM-STUMP-STURMUNDRANG-SBANG

Tutti: Ahhhhh!!!

Scherzy: Perdindirindina, di nuovo! Ma cadono tutti qui?!

Tigotta: Oddio, poverina, che botta! Speriamo che non si sia rotta le ali… da dove arriverà?

Ciccio: Mah… aiutiamola a riprendersi e poi scopriremo chi è e da dove arriva. Mimì, per favore, porta una ciotola con dell’acqua per bagnarle le fronte! Credo che sia solo un po’ stordita per la botta, ma mi sembra tutta intera.

Mimì: Su, piccolina, ce la puoi fare… sniff… sniff… è anche un po’ bruciacchiata, chissà come mai…

Astericcio: Sniff… sniff… hai ragione, Mimì, e questo odore mi è familiare, fammi pensare… ma certo, l’ho sentito anch’io poco dopo essere entrato in quel sottile involucro che avvolge questo pianeta. Stai a vedere che anche questa signorina arriva da molto lontano…

Ghighetta: Caugh… caugh… etcì!!!

Scherzy: Salute! Benvenuta tra noi, come ti senti? Ti aiuto ad alzarti…

Ghighetta: Oh, povera me… caugh… per tutti i raggi cosmici dell’Universo, cos’è successo?

Bianchina: Stai tranquilla, prrr… prrr… è tutto a posto ora, ci prenderemo cura di te!

Scherzy: Cosa sia successo puoi saperlo solo tu, noi sappiamo solo che ci sei caduta addosso mentre stavamo per partire per una passeggiata cosmica. Riesci a ricordare cosa stavi facendo prima di precipitare?

Ghighetta: Ohi, ohi… fatemi pensare… sì, piano piano mi sta tornando in mente qualcosa… posso bere, per favore?

Mimì: Ecco l’acqua, ti basta? Hai bisogno di qualcos’altro?

Ghighetta: Grazie, siete tutti molto… molto… come si dice? Non riesco a trovare le parole giuste per descrivere il vostro comportamento nei miei confronti!

Ciccio: …molto gentili? Dopo la botta che hai preso, è naturale che che qualche parola ti sfugga, non preoccuparti!

Ghighetta: No, non è per la botta… è che parole come questa nel mio mondo non esistono proprio.

Scherzy: Come ti chiami?

Ghighetta: Piacere, mi chiamo Ghighetta.

Scherzy: Bene, Ghighetta! Senti, come ti stavo dicendo, noi stavamo per partire per una passeggiata nello spazio perché vogliamo vedere un’aurora… sai quella danza di colori sfavillanti nel cielo… ne hai mai vista una?

Ghighetta: Aurora? Il nome non mi dice niente, ma una danza di colori sfavillanti l’ho vista mentre passavo accanto ad un pianeta molto grande, non molto distante da qui: bellissima!

Astericcio: Ma allora anche tu hai visto l’aurora di Giove che ho visto io! Da dove arrivi, sorella?!

Scherzy: Sentite, ragazzi, di questo passo non si parte più! Facciamo così: saltiamo sull’astronave e continuiamo a parlare durante il viaggio, ok?

Tutti: OK!!!!!!!!!!

Scherzy: Perfetto! Allora preparate panini e bibite e VIA!!!!!!!!!!

Un’ora dopo

Scherzy: Allora ragazzi, mi raccomando! Rispettate scrupolosamente tutte le istruzioni che vi ho dato! Il momento più delicato è la partenza e poi i successivi dieci minuti che ci serviranno per uscire dall’atmosfera, dopodiché potremo sganciare le cinture di sicurezza e muoverci in libertà… e non immaginate neanche quanto!! Vedrete!!

Astronave in partenza

Tigotta: Ragazzi che emozione… miao! Siamo i primi animaletti terrestri a volare nello spazio!!

Astericcio: Non proprio… ma, se tutto andrà bene, probabilmente voi mice e Ciccio sarete tra i pochi animaletti terrestri a rientrare sulla Terra sani e salvi dopo aver volato nello spazio.

Bianchina: Perché, Asty… di cosa stai parlando?

Astericcio: Di cose tristi, Bianchina mia. Sto parlando di animaletti terrestri che sono stati inviati nello spazio per verificare che le astronavi fossero abbastanza sicure, prima di farci salire gli umani. Uno di essi era una cagnolina, si chiamava Laika

Mimì: E’ successo un incidente a Laika? La sua astronave è esplosa?

Astericcio: Non proprio… diciamo che nessuno si è preoccupato di studiare il modo per farla rientrare… forse non valeva la pena impegnarsi così tanto solo per una cagnolina… sniff…

Mimì: “Solo” per una cagnolina?! Non capisco…

Ciccio: Già, non è facile capire molte scelte degli umani. In fondo non sono così male, ce ne sono molti simpatici e socievoli… a volte, però, non li capisco proprio… chissà se loro pensano lo stesso di noi…

Ghighetta: Di cosa vi stupite, ragazzi? Non è normale che ognuno pensi a se stesso?

Astericcio: Non direi… se ognuno pensa a se stesso, come si fa a soddisfare i bisogni della collettività?

Ghighetta: Coll… cosa?! Mamma mia quante parole strane… cosa significa questa parola?

Astericcio: Beh, è ovvio, no? Cosa vuoi che significhi? E’ l’insieme di tutti coloro che vivono in un determinato luogo… ognuno di essi sa cosa deve fare affinché tutti abbiamo il necessario per vivere. Tutto qui! Molto semplice…

Ghighetta: Semplice? Mah… non riesco a comprendere bene ciò che mi stai dicendo, quello che so è che nel pianeta dove sono nata e cresciuta non funziona così! Cosa c’è di meglio che pensare ad essere felici, senza preoccuparsi di cosa accade agli altri?

Scherzy: Raccontaci qualcosa del tuo mondo, Ghighetta! Sono proprio curioso…

Ghighetta: E’ meraviglioso! Nessuno comanda e siamo tutti liberi di fare ciò che più ci piace!

Bianchina: Ohhh… quindi potete scegliere il lavoro che preferite…

Ghighetta: Lavoro? Santa polenta, non conosco neanche questa parola!

Astericcio: Per tutti gli aculei dell’Universo! Come fate a vivere senza lavorare?!

Ghighetta: Cosa vuoi che ti dica… non capisco la tua domanda… posso dirti che quando abbiamo fame andiamo in giro a cercare qualcosa da mangiare! E quando abbiamo sonno cerchiamo un riparo e lì ci fermiamo per un po’! Quando abbiamo voglia di cantare e ballare, cantiamo e balliamo!

Bianchina: Che bello il tuo mondo, comincia a piacermi! Miao!

Mimì: Senti Ghighetta, tutto questo mi incuriosisce… raccontaci qualcosa di più. E’ mai successo che tu avessi voglia di cantare e squarciagola e chi era vicino a te aveva voglia di riposare?

Ghighetta: Certo! E’ una cosa normale!

Mimì: E cosa succede in questi casi?

Ghighetta: Cosa vuoi che succeda? Litighiamo… a volte ci prendiamo a botte e il più forte continua a fare ciò che faceva prima, mentre il più debole se ne va!

Scherzy: E se il più debole è ferito?

Ghighetta: Problemi suoi, avrebbe dovuto andarsene subito senza litigare! Se è abbastanza forte sopravviverà, se no…

Scherzy: Capisco, Ghighetta, capisco… sappi che tra di noi le cose non funzionano così, ti prego di non usare questo metodo quando ognuno di noi dovrà scegliere il panino per fare merenda, ok?

Ghighetta: Sì, sto iniziando a capire certe differenze… se sbaglierò, fatemelo notare e farò il possibile per ascoltarvi, anche se per me non sarà facile… abbiate un po’ di pazienza!

Ciccio: Ehi, ragazzi, tutto questo è molto interessante ma, mentre parliamo, ci perdiamo un panorama fantastico! Senti, Scherzy, possiamo slacciare le cinture di sicurezza ora?

Scherzy: Fammi solo controllare gli strumenti di bordo… sì, direi di sì… pronti? Via!!

Tigotta: Maoooooo!! Cosa sta succedendo?!

Bianchina: Oh, oh, oh!!! Come mi sento leggera!!

Mimì: Yahoo! Riesco a fare le capriole in aria!! Maramao!

Ciccio: Guardate i miei aculei! Sono tutti sollevati come i vostri peli!!! Come siamo buffi!

Ghighetta: Che c’è di strano?! In fondo state solo volando… non sapete volare?

Astericcio: Non è proprio così, Ghighetta… neanche tu stai volando, non vedi che le tue ali non stanno sbattendo? Stiamo semplicemente fluttuando all’interno dell’astronave, come se fossimo senza peso…

Tigotta: Qualcuno ci ha rubato il peso?! E come faremo a camminare quando torneremo sulla Terra?

Scherzy: Tranquilla, Tigotta, nessuno ci ha rubato il peso e, quando torneremo sulla Terra, tutto sarà come prima della partenza! Quando sono arrivato da Papalla, ho fluttuato per tutto il viaggio, anche mentre dormivo! Ma, alla fine, ho recuperato tutto il mio peso… purtroppo!

Bianchina: Ah! ma proprio tutto lo dobbiamo recuperare? Non possiamo lasciarne un pochino nello spazio?

Tigotta: Allora lo ammetti di essere grassoccia?

Bianchina: Se ti acchiappo, ti strappo tutti i peli che hai sul muso! Mannaggia! Non ce la faccio a raggiungerti, provo a muovermi ma continuo a rotolare… aspetta che si torni a casa e poi te la faccio passare la voglia di prendermi in giro! Smaramao!

Ghighetta: Aspetta, Bianchina, guarda come faccio io… con calma muovo le ali e riesco a dirigermi dove voglio senza rotolare come una palla impazzita.

Tigotta: Ahahahah… vorrai dire come una palla di lardo impazzita!!

Bianchina: miao stra-miao! Questa volta, se ti prendo, ti faccio a fette!! Vieni qui fedifraga! Se solo avessi le ali come Ghighetta, te lo toglierei io quel sorriso sotto i baffi!!!

Mimì: Che noia! Siamo nel cosmo e voi non trovate di meglio che passare il tempo a litigare… piuttosto avvicinatevi piano piano ad un oblò e guardate che meraviglia!!

Visione Terra

Ciccio: Bello, bello, bello!! Però vorrei capire cosa ci sta succedendo… qualcuno di voi due saputelli sa spiegarmi come mai stiamo fluttuando senza peso?

Scherzy: Certo Ciccio! Questo accade semplicemente perché stiamo viaggiando alla stessa velocità dell’astronave quindi, rispetto a lei, siamo fermi e, come lei, siamo soggetti alla forza esercitata dal pianeta Terra. Si chiama forza di gravità e la si può descrivere come una ragnatela… ma è un discorso un po’ lungo, avrei bisogno di spiegarvi tante cose per riuscire ad essere più chiaro!

Ciccio: Fermi? Ci muoviamo, eccome! Altro che fermi, guarda la Terra… non vedi come ci muoviamo?

Scherzy: Facciamo un esperimento, Ciccio: volta le spalle all’oblò e guarda l’interno dell’astronave! Ti muovi o sei fermo?

Ciccio: Ma io lo so che ci stiamo muovendo…

Scherzy: Uffa, Ciccio, proviamo così: immagina di essere arrivato qua dentro mentre dormivi, di non sapere dove sei né come ci sei arrivato, guarda solo l’interno dell’astronave e rispondi alla domanda, per favore!

Ciccio: Beh… se la metti così… potrei pensare di essere fermo… ma io lo so che ci stiamo muovendo!

Scherzy: Lasciamo perdere, santa pazienza… comunque l’hai ammesso che potresti pensare di essere fermo e il fatto è che lo sei davvero rispetto all’astronave! In realtà, rispetto alla Terra, viaggi molto velocemente, ma alla stessa velocità dell’astronave! Quindi fluttui…

Ciccio: Scusa, non mi torna una cosa! Se è vero ciò che dici, quando mi feci male e l’amica notturna mi portò dal dottore su quella scatola con le ruote, avrei dovuto fluttuare… invece no, stavo tranquillo seduto come se niente fosse… non è la stessa situazione che stiamo vivendo su questa astronave? Non viaggiavo alla stessa velocità della scatola con le ruote?

Scherzy: Ottima domanda, Ciccio! Il fatto è che, per vivere una situazione del genere sulla Terra, dovresti provare quella che si chiama “caduta libera”. Ora provo a spiegartela! Sai, gli umani hanno degli aggeggi che si chiamano ascensori e servono per salire sui loro rifugi più alti, senza bisogno di stancarsi camminando sulle scale. Se, per disgrazia, un ascensore si stacca e cade nel vuoto, fino a quando la velocità rimane inferiore a quella di caduta libera di chi ci sta dentro, costui ha i piedi poggiati sul pavimento dell’ascensore ma, quando la velocità diventa uguale a quella di caduta libera, se chi ci sta dentro fa un saltello inizia a fluttuare e ha l’impressione di volare, proprio come noi su questa astronave, fino a quando…

Astericcio: …fino a quando, arrivato a terra, chi sta dentro sentirà tutta insieme la forza esercitata dalla “ragnatela gravitazionale” e si farà molto, ma molto male! A meno che il tragitto percorso in caduta libera non sia molto breve.

Ciccio: Ma noi ora non siamo in caduta libera…

Scherzy: E invece sì… non sembra ma lo siamo… la ragnatela della Terra ci attira verso di essa e noi non precipitiamo solo perché l’astronave è programmata per viaggiare alla giusta velocità per non precipitare…

Ciccio: Ma, per favore, Scherzy… smetti di prendermi in giro! Passi la storia che sono fermo rispetto all’astronave perché viaggio alla stessa velocità, ma non riuscirai mai a convincermi del fatto che sto cadendo! Me lo ricordo bene quando sono caduto dal muretto di Papamicio e ti assicuro che la sensazione che ho provato era molto diversa dalla leggerezza e libertà che sto provando in questo momento!

Scherzy: Comprendo il tuo scetticismo, Ciccio, ma ti garantisco che è proprio così! E, per convincerti che non ti sto prendendo in giro, ti farò un altro esempio… dunque… se metti un cannone sulla cima di una montagna altissima, molto più alta di qualunque altra montagna sulla Terra, e spari un proiettile, cosa accade?

Ciccio: Beh, non importa venire da Papalla per capire che dopo un po’ il proiettile cadrà e speriamo che lo faccia in posto isolato!

Scherzy: Bene! E se spari un secondo proiettile più veloce del primo?

Ciccio: Mmmm… (sento puzza di trabocchetto)… mi sembra ovvio: cadrà un po’ più lontano del primo!

Scherzy: Perfetto, fin qui ci siamo! Ma dimmi: ti sei mai chiesto perché cade?

Ciccio: No… direi di no, diciamo che lo do per scontato.

Scherzy: Allora fidati di me se ti dico che cade perché attirato a terra da quella “ragnatela gravitazionale” a cui ti ho accennato prima. Però il proiettile più veloce, cade più lontano… non ti suggerisce niente questo?

Ciccio: (Acci… altro che trabocchetto, mi sa che sono in trappola!) Beh, potrebbe suggerirmi che la velocità aiuta il proiettile ad opporsi a questa ragnatela… ma non capisco dove vuoi arrivare… vicino o lontano che sia, prima o poi il proiettile cadrà!

Scherzy: Non proprio, amico mio! Se la montagna è davvero altissima e se il proiettile è più veloce di quanto tu riesca ad immaginare, questo riuscirà ad essere abbastanza forte da resistere alla ragnatela!

Ciccio: Ok, ci posso credere, ma allora non cadrà!

Scherzy: E’ più corretto dire che la ragnatela continuerà a farlo cadere, ma lui, grazie alla giusta velocità, continuerà ad opporsi alla caduta al suolo e girerà intorno alla Terra. Guarda questo disegnino sul computer di bordo, così capirai meglio!

Cannone Newton

Ciccio: Per tutti i corbezzoli!! Che cos’è?? L’inizio della terza guerra mondiale??

Scherzy: E dai, Ciccio, per favore, sii serio per una volta! E’ un semplice schema di quello che ti ho appena spiegato. E puoi anche vedere che, se il proiettile è ipervelocissimo, può sfuggire alla ragnatela!

Ciccio: Ok, ok… sono un po’ duro, è vero, ma stavo scherzando… sei un ottimo insegnante! Magari non sarò pronto per un corso universitario di Fisica, ma l’ho capito che in questo momento siamo in caduta libera insieme all’astronave e che non precipitiamo perché andiamo alla giusta velocità!

Tigotta: E mi sa che l’abbiamo capito anche noi, bravo Scherzy, grazie!!

Mimì: Vediamo se ho capito davvero… dunque, per fluttuare leggeri come stiamo facendo in questo momento, non è necessario venire nello spazio, ma può accadere anche sulla Terra! Purché ci si trovi in caduta libera in un mezzo che corre alla nostra stessa velocità!

Astericcio: Giusto, Mimì! Esattamente quello che sta accadendo in questo momento: anche se non sembra, siamo in caduta libera e viaggiamo alla stessa velocità dell’astronave! Ma, mi raccomando, non provare mai a ripetere sull’esperienza sulla Terra perché potresti farti molto male al termine della caduta!!

Bianchina: Ehi, scienziati! Dalla descrizione che ne ha fatto Astericcio, direi che quella laggiù sia un’aurora! Venite a vedere, presto!

Aurora

Mimì: Maoooo… avevi ragione, Asty, è una meraviglia galattica!

Tigotta: Smaramaoooo… siamo sicuri che non sia frutto di una qualche magia?

Astericcio: Nessuna magia, Tigotta! Ti ho già spiegato da cosa è originata! L’Universo non ha bisogno di magia, le sue semplici regole sono più che sufficienti per regalarci meraviglie come questa! Chissà come si stanno divertendo tutte quelle particelle scagliate dal Sole che, agitandosi un po’ grazie al solletico del campo magnetico, riescono a creare questi disegni in cielo!!

Mimì: Mamma mia, ragazzi, che avventura emozionante! Non solo abbiamo visto l’aurora, ma abbiamo anche imparato tante cose che pensavo fossero impossibili… asteroidi e comete, campo magnetico, ragnatela gravitazionale… ma se volessi approfondire questi argomenti? Come potrei fare?

Barbariccio: Nessun problema, Mimì! Ti indicheremo noi gli articoli da leggere!!

Daniccia: Già! Con un po’ di buona volontà e, scrollandosi di dosso quell’antipatia immotivata e frutto di pregiudizi per la matematica, tutti possono riuscire a comprendere i meravigliosi fenomeni dell’Universo! Lo dice sempre anche PapalMatematico

Ghighetta: Sentite, tutto questo mi piace davvero tanto, ma ora avrei un pochino di fame: perché non troviamo un posticino tranquillo per fare merenda?

Mimì: Ottima idea, Ghighetta! Ma perché non torniamo a fare merenda nel giardino di Papamicio? Qui tutto è meraviglioso, ma cominciano a mancarmi le sue coccole!

Bianchina: Già! Sono d’accordo con Mimì… e poi non vorrei arrivare troppo tardi e perdermi l’incontro con l’amica notturna!!

Tigotta: Incredibile, ma questa volta riesco persino ad essere d’accordo con Bianchina!! Smiao!

Ciccio: Quindi non ci resta che ridurre la velocità e lasciarci riportare sulla nostra Terra dalla ragnatela gravitazionale, giusto Scherzy?

Scherzy: Giusto Ciccio, sei un ottimo studente! Ma la ridurremo al punto giusto per non schiantarci al suolo e atterrare dolcemente… il computer di bordo è programmato per fare la scelta corretta!

Astericcio: Ok, dirigiamoci verso casa, ciurma! Ma non prima di aver dato un ultimo sguardo a questo splendido pianeta blu…

Terra nello spazio

Scherzy: Già… che meraviglia. Sapete una cosa, ragazzi? A vederlo da quassù, sembra una nave alla deriva nell’immensa oscurità dell’Universo, in balìa dei capricci del Sole che dà la vita, ma potrebbe anche distruggerla in un attimo, con un colpo di tosse un po’ più forte di quelli che fanno danzare i colori in cielo…

Mimì: Sembra così piccola e indifesa la nostra Terra, con quel sottile involucro azzurrognolo che sembra rimanere attaccato a lei per miracolo…

Tigotta: Verrebbe voglia di abbracciarla e di dirle “Non ti preoccupare, solca tranquilla il tuo mare, ci pensiamo noi a proteggerti dalle tempeste!”

Bianchina: Eh sì… se ogni essere umano e ogni animale potesse vederla da quassù, forse la Terra sarebbe un posto migliore… mirimiao… sniff…

Daniccia: Uao, Barbariccio, avresti mai pensato che i nostri piccoli amici potessero provare emozioni così profonde?

Barbariccio: Non so tu, ma io non ho mai avuto dubbi!

 

I curiosoni che vogliono comprendere meglio come la caduta libera determini il fenomeno dell’assenza di peso, possono leggere questa appendice

 

Per approfondire la conoscenza degli argomenti accennati in questa storia:

Un asteroide con la coda: Una coda basta per essere diversi?
Cosa sono i centauri: Non era ancor di là Nesso arrivato
Dalle leggi della dinamica alla ragnatela gravitazionale: Esiste la forza centrifuga?

La Fisica di Papalla: Attratti dalla centripeta e Quella fittizia della centrifuga
La Fisica di Papalla: Sono fermo o mi muovo? Quiz e soluzione

 

Le altre puntate dei racconti di Ciccio e Astericcio sono disponibili nella rubrica ad essi dedicata

7 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    Frate Salimbene da Parma era un predicatore erudito,conosceva la Bibbia a memoria,aveva conosciuto papi e imperatori e tanta umanità al punto che Lui non si aspettava proprio niente da questa,pensate che gli capitò di assistere o venire a conoscere che il vescovo di Parma di allora di cui non ricordo il nome,in punto di morte,rifiutò l’estrema unzione perché non credeva a tutto quello che aveva predicato in vita; era ateo(Chi lo sa quanti papi…).Eppure quest’uomo non tollerava la maleducazione,la taccagneria,i piccoli uomini dai comportamenti di piccolo momento.Mi sento molto in sintonia con Salimbene,più che i titoloni preferisco l’olio lubrificante (non fate ironie please).Le regole servono all’interno di un gruppo quando condivise, per vivere meglio,è convenienza e interesse dei più,ma non sono eterne.Se qualcuno le infrange va punito,senza sconti e proporzionalmente al danno e al pericolo per la comunità e senza troppi scrupoli se la colpa è pesante.Ma il tempo e gli spazi sono fatali anche per loro,l’entropia le scioglie come tutto sotto questo cielo.Pensate quanta gente sotto la pioggia ha lodato il buon senso e il piacere di un buon impermeabile.Ma il giorno dopo se splende il sole non è perché abbiamo apprezzato l’utilità e la giustezza dell’uso dell’impermeabile che dobbiamo portarlo anche a letto,se cambia lo spaziotempo cambiano le regole,si prendono quelle più attuali quelle più convenienti,come individui prima,come comunità,come popolo e via via dal basso verso l’alto,prendere una o più regole e trasformarle in Totem intoccabili fa male e produce grandi danni e soprattutto moltiplica i guardiani di queste regole,spesso farabutti,fanatici e cretini supponenti.«Tu puoi cacciarla col forcone, ma la natura torna sempre di nuovo» (naturam expelles furca, tamen usque recurret). Perché essa, come afferma Laerte in Hamlet, «conserva il suo costume» (nature her custom holds).

  2. Barbariccio & Daniccia

    "Dobbiamo imparare bene le regole in modo da infrangerle nel modo giusto"

    (Dalai Lama)

  3. Gianni Bolzonella

    Al bisogno sono perfettamente in sintonia con il Dalai Lama,ma se queste diventano obsolete e inadeguate,tenerle solo per infrangerle tanto vale cambiarle,seguiamo la geodetica.Buon week end a tutti e come disse qualcuno nel film Ben Ur :"Che il vostro cielo sia sempre sereno".Beh!Con qualche pioggerellina rinfrescante s'intende,aggiungo io. :-D

  4. Barbariccio & Daniccia

    Panta rèi... tutto scorre, anche le regole...  :wink:

    Buon week-end anche a te, Gianni! La pioggerellina rinfrescante è arrivata, ora speriamo che non esageri!!  :-P

     

  5. so che non dovrei farlo (di solito nei blog "seri"  chi fa parte del blog non loda cosa è scritto nel blog), ma io lo faccio lo stesso (dato che il tutto è andato avanti a mia insaputa o quasi)... E' o non è un circolo un po' speciale il nostro?

    Che dire? BRAVISSIME!!!un racconto istruttivo, simpatico e molto coinvolgente. La vostra "brigata" è stupenda...

    :-P :-P  :-P

  6. Barbariccio & Daniccia

    "Serio" probabilmente (e per fortuna) no, ma speciale di sicuro!!

    :-D :-P

  7. Maria Pia

    E ci risiamo con lo sturm und drang ahah... ho imparato tanto con questo articolo, innanzitutto non sapevo che l'aurora si vedesse anche dallo spazio, che spettacolo stupendo! E mi vergogno tanto a dirlo, non uccidetemi, ma anche io pensavo che gli astronauti galleggiassero per l'assenza di gravità 8-O

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:wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8)

 

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