24/08/15

Vivere alle estremità

Tra i requisiti necessari affinchè un pianeta possa ospitare la vita vi è la temperatura.

Questo è un requisito importante che influenza molto la vita sulla Terra. L'acqua allo stato liquido, il solvente fondamentale delle strutture viventi, si trova nel range 0-100 gradi, escludendo l'influenza della pressione. Quindi ci si aspetta che la vita possa nascere intorno a questi intervalli di temperatura.

Considerando la distribuzione degli esseri viventi terrestri in relazione alla temperatura, il grafico che ne uscirebbe avrebbe una forma a campana, con valori bassi all'estremità e un picco centrale, dove si concentrano la maggior parte delle specie viventi. Questo picco si posiziona soprattuto tra 0 e 40 gradi, grado in più o in meno.
Qui si concentrano quasi tutti gli esseri viventi, in primis i pluricellulari. Le estremità tendono a essere occupate per lo più da batteri, organismi unicellulari.

Ora gli esseri viventi hanno una temperatura ottimale intorno alla quale vivono bene, fiancheggiata da una temperatura mimima e massima al di là delle quali l'organismo mostra i primi segni di sofferenza a livello cellulare.
La condizione standard, qui sulla Terra, è quella dell'adattamento della cellula al range di temperatura tra 0 e 40.

Andando a considerare l'estremità al di sopra dei 40 e più gradi, i batteri che la occupano sono i cosidetti termofili.

Per temperature maggiori ai 75 gradi ci sono i batteri ipertermofili. Le loro cellule devono sopportare tali temperature. Molecole importanti come DNA, RNA e proteine sono facilmente degradabili e le mutazioni possono avvenire ancor con più facilità. La vita non demorde. Ha creato, anche in questi condizioni, sistemi difensivi per proteggersi come una membrana più compatta e solida e proteine in grado di correggere eventuali danni. Ci sono batteri capaci di vivere se sottoposti a temperature di 120 gradi. Essi si tramutano in spore capaci di resistere alla disidratazione, il principale problema a quelle temperature, per poi tornare nella normalità in condizioni più standard. Questo è un problema per gli esseri umani perchè è difficile eliminare questi batteri e sterilizzare di conseguenza gli ambienti.

Al di sotto dello zero vivono i psicrofili, batteri che devono fronteggiare il congelamento dei propri liquidi altrimenti il metabolismo si blocca con conseguenze gravi. Anche qui la vita mostra il fatto suo. Membrane più fluide e sistemi anticongelamento efficaci.

Quello che si evince dalla discussione, è che i batteri hanno un'estrema resistenza in ambienti considerati impossibili per noi. Sembra quasi che più si è piccoli e semplici e meglio è nell'ottica della'adattabilità.I batteri sono veramente numerosi e hanno un'estrema capacità di adattamento. Guardando tutto da quest'ottica, se dovessimo eleggere l'essere vivente vincente qui sulla Terra, questo sarebbe il batterio e non l'uomo.

L'estrema tenacia che ha la vita di voler "vivere" a tutti i costi mi ha sempre affascinato. Questo dimostra come essa può essere fragile ma anche capace di adattarsi in situazioni improbabili e ripartire sempre. D'altronde ha dovuto affrontare almeno 5 estinzioni di massa.

Un'altra considerazione è che un pianeta con temperature un pò superiori o inferiori ai range che consideriamo standard non bisognerebbe escluderlo. Se la vita qui sulla Terra ci sorprende sempre, le forme viventi altrove potrebbero sviluppare sistemi che neanchè ci sogniamo e che permettono loro di vivere anche bene. Magari potremmo non trovare solo batteri ma anche organismi superiori.

7 commenti

  1. caro Peppe,
    il tuo ottimo articolo si collega molto bene alla mia visione un po' fantastica che segue... e su cui aspetto i tuoi commenti! :wink:

  2. Diego

    Articolo ben fatto e considerazioni che mi trovano più che d'accordo poi chissà se la realtà delle future scoperte non possa anche superare la fantasia del nostro Enzo... :-P

  3. Diego

    O la mia.....
    Omini verdi venite a me!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  4. gioyhofer

    Interessante, sembra che la vita si adatti benissimo a qualsiasi situazione. Non sarà così difficile trovare vita su Titano o Europa allora :)

  5. Diego

    A parte gli scherzi io ho una mia idea che si rifà alla chimica di base della vita dove tutto sembrerebbe partito acqua e fuoco gli elementi che certo non mancavano ai primordi sul nostro pianeta così come plausibilmente può essere successo altrove nel cosmo.
    Poi ulteriori fattori quali sicuramente temperatura "costante"per tempi relativamente lunghi permettendo la presenza di acqua e altre situazioni favorevoli sono concause che hanno favorito il processo evolutivo perché ricordiamocelo di questo si tratta tutto evolve e niente rimane "statico" la materia le stelle la vita che ha una base fortemente chimica.....
    L'avevo già citato e lo ripeto perché mi pare plausibile nel contesto primordiale del nostro pianeta e mi riferisco alle fumarole dove ecosistemi si basano sulla chemiosintesi.
    http://www.lorologiaiomiope.com/fumarole-e-vermoni-ovvero-linimmaginabile-mondo-di-riftia-pachyptila/ :mrgreen:

  6. Diego

    Detto in parole semplici ci siamo evoluti intorno alle fumarole e discendiamo dai vermoni e poi siamo risaliti in superfice ...
    :mrgreen:

  7. Diego

    Ciao Gio mi piace il tuo sano ottimismo il problema è che nell'infinita immensità del cosmo già sarebbe un miracolo che in un sistema solare "piccino" come il nostro coesistessero due "mondi" questioni di statistica o casualità visto che in fondo il cosmo sembra ragionare in questo modo ma mai dire mai. :wink:

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