Mar 18

Sentite le onde gravitazionali del Big Bang? **

NEWS! Rilevate le onde gravitazionali, la cronaca della prima osservazione e dei successivi sviluppi la trovate QUI

 

Forse, dico forse, il “rumore” del Big Bang si è fatto sentire, confermando la teoria inflazionaria. Però, andiamo con i piedi di piombo.

Cercherò di illustrarvi la situazione con parole semplicissime senza nemmeno cercare di andare nei dettagli tecnici. Per quelli c’è tempo e preferisco aspettare che i risultati siano analizzati e commentati dalla comunità scientifica internazionale.

Innanzitutto, il luogo delle osservazioni: il Polo Sud. Perché è tanto speciale? per un motivo molto semplice: è ancora sulla Terra (con tutti i vantaggi del caso), ma ha sopra di sé un cielo che ricorda moltissimo quello dei satelliti artificiali. E’ come se fossimo negli strati più alti dell’atmosfera, dato che la trasparenza e la stabilità sono eccellenti, mentre l’umidità  è quasi inesistente. In altre parole, l’atmosfera si abbassa, si stringe e ci permette di dare un’occhiata oltre di lei.

Condizioni ideali per studiare quanto di più flebile esista nell’Universo. Non illudiamoci, però, non si può, per definizione, poter vedere qualcosa di antecedente al rumore cosmico di fondo. Prima la luce non poteva uscire e senza luce non si ha informazione. L’unica cosa che si può fare è cercare di analizzare sempre meglio quell’immagine piena di macchie che però ci dicono sia ultra omogenea. Di cosa sto parlando?  Del rumore o luce delle microonde, emesso circa 380 000 anni dopo l’ipotetico Big Bang (Fig. 1). Quell’immagine va letta e riletta dato che è l’unica così antica a nostra disposizione. Non è un lavoro facile. Pensate che per riuscire ad analizzare le macchioline che la contraddistinguono si è già a limiti pazzeschi. Quelle piccole diversità che daranno poi luogo alle galassie e alla loro struttura a “spugna” o a filamenti (come abbiamo già descritto non molto tempo fa) sono dovute (o -meglio- sono rese leggibili) a impercettibili variazioni della temperatura. Queste variazioni ci dicono come la luce è stata dispersa in quei momenti antichissimi e quindi danno informazioni sulla densità della materia esistente allora e sulla sua distribuzione.

CMB
L’immagine del rumore cosmico di fondo ripreso nelle microonde. Le variazioni di temperatura che si vedono sono relative a poche parti su 100 000. Immaginate di cercare, in questa immagine, variazioni ancora più deboli, pari a una parte su dieci milioni. Essere ancora dubbiosi è un imperativo, anche se stiamo incrociando le dita! Fonte: NASA

Tuttavia, teniamo presente che riuscire a evidenziare queste piccole variazioni vuol dire riuscire a leggere cambiamenti di temperatura pari a una parte su centomila.  E’ già un’impresa tecnologica e osservativa impressionante. Tuttavia, al Polo Sud si è cercato di andare ancora oltre. Quella vecchia “foto” girata da tutte le parti e magari anche un po’ logora,  poteva contenere altre informazioni, ancora più elusive e nascoste? Bastava una lente d’ingrandimento per cercare di estrarre l’impossibile?

Oggi sembra di sì. Guardando nel modo giusto, “dicono” che si riescono a estrarre variazioni di temperatura e quindi di luce o se preferite, di radiazione, dell’ordine di una parte su dieci milioni! Mostruoso davvero. E qui sta ancora il dubbio. Siamo sicuri che ciò che si è trovato non sia un effetto dovuto a qualcosa che la luce ha incontrato, dopo, nel suo lungo viaggio fino a noi? L’estrema piccolezza delle perturbazioni osservate non può che imporre una giusta fase di attenta analisi e critica costruttiva. Posso ancora aggiungere, senza andare troppo nei dettagli, che queste variazioni sembrano possedere caratteristiche della luce polarizzata (ossia le onde luminose oscillano secondo un piano particolare e non da tutte le parti) che è proprio quello che ci si doveva aspettare se fossero state prodotte da una radiazione molto particolare e a lungo ricercata.

E veniamo, adesso, ai lati positivi e alle speranze che si portano dietro. Beh… qualcosa di straordinario, da doppio o triplo Nobel! Quelle piccolissime variazioni, nascoste tra quelle già piccole che ci mostrano la struttura della materia dell’universo al momento della sua organizzazione, sarebbero i segnali delle onde gravitazionali emesse subito dopo il Big Bang.

Questo fatto non solo ci farebbe vedere (o sentire o quello che volete) le onde gravitazionali, quelle onde emesse quando lo Spazio-Tempo si raggrinziva e si contorceva sotto l’effetto di masse in movimento rapido, ma molto, molto di più. Intanto darebbe ragione ad Einstein… ancora una volta! La sua teoria della relatività aspettava solo questo, l’ultimo anello mancante. La cosa passa, però, perfino in  secondo piano, di fronte a implicazioni ancora più profonde. Il fatto che vi siano i segnali di onde gravitazionali è in perfetto accordo con il modello post-Big Bang, quando la materia usciva allo scoperto e creava scontri e deformazioni nel neonato Spazio-Tempo. Tuttavia, e qui sta forse il punto veramente esaltante, queste deformazioni primigenie non avrebbero mai potuto giungere fino a 380 000 anni dopo, in condizioni tali da essere ancora rilevabili. Come in uno strumento musicale, non basta toccare le corde per creare musica, ma è necessaria una cassa armonica, qualcosa che amplifichi il segnale. Qual è l’unica cassa armonica capace di fare ciò? Basta una parola: inflazione!

Inflazione: una mostruosa espansione dello Spazio-Tempo che ha ingigantito tutto ciò che esisteva 10-34 secondi dopo il Big Bang, onde gravitazionali comprese, di un fattore pari a 1025. Se, quindi, fossero vere quelle piccole variazioni in quella vecchia e logora fotografia scattata 380 000 anni dopo il Big Bang, si confermerebbero non solo le onde gravitazionali, ma anche il modello che porta al Big Bang e -soprattutto- l’inflazione dell’Universo. Mancherebbe solo di sapere che cosa ha causato l’inflazione. Ma, a questo punto, essendo sicuri che c’è stata, le difficoltà si ridurrebbero di molto.

Tanto per gradire, questa storia evolutiva potrebbe dare segni indiscutibili sull’esistenza dei gravitoni e quindi fare accettare anche la gravità nella grande e bizzarra famiglia della meccanica quantistica. Un risultato troppo spettacolare per poterlo accettare a cuor leggero. Sarebbe bello, troppo bello e quindi … meglio andare con i piedi di piombo.

onde gravitazionali
Le onde gravitazionali, ingigantite dall’inflazione,creano una debole ma distingubile struttura polarizzata nel rumore cosmico di fondo. I segmenti della figura mostrano l’intensità e la direzione della luce polarizzata. Le macchie blu e rosse indicano le zone corrispondenti a rotazioni antiorarie e orarie, che dovrebbero rappresentare i segnali delle onde gravitazionali, lasciati sulla materia esistente in quei momenti così antichi. Fonte: BICEP2.

Ho fatto una sintesi molto semplificata e “rozza”. Tuttavia, tra poco -forse- i giornali e la TV ne diranno di tutti i colori, dando via libera ai soliti tuttologi di turno. Probabilmente diranno anche che il riscaldamento globale è dovuto alle onde gravitazionali e chissà che altro. Meglio partire, quindi, con alcune idee già ben delineate.

Io mi fermo qui, promettendovi di tornare sull’argomento dopo che i risultati davvero impressionanti saranno passati al vaglio della comunità scientifica VERA e non di quella mediatica.

Che dirvi? Forse ci siamo… abbiamo la fortuna di vivere un momento epocale nella storia della Scienza. Forse riusciamo a “vedere” quella parte che si pensava invisibile e seguire da vicino la cassa armonica che ha reso udibile il pizzico delle corde eseguito dal Big Bang. Silenzio e aspettiamo di udire la melodia e l’armonia.

Un ultimo pensiero… che ci fa tornare sempre “a bomba”. Non molto tempo fa avevo parlato delle recondite armonie delle risonanze e a riguardo ho preparato una delle conferenze che terrò ad aprile a Reggio Calabria. Risonanze dovute alla gravità tra Giove e gli asteroidi. Risonanze, che come quelle che agiscono in uno strumento musicale, ingigantiscono le vibrazioni gravitazionali di Giove trasformandole in una musica udibile e visibile. Beh… in fondo in fondo, anche l’inflazione è simile alle risonanze e permette di udire un suono altrimenti troppo flebile. Una spirale logaritmica? Un qualcosa che si ripete anche andando verso il punto zero, quel punto che non si può raggiungere ma che è sempre più vicino, il Big Bang? Evviva i limiti che ci permettono di avvicinarci così tanto a concetti che altrimenti potrebbero solo spaventare.

Oggi pubblico anche la spirale logaritmica, in modo che possiate fare direttamente i vostri personali confronti e far viaggiare la fantasia (o la realtà?).

Chi volesse dare un’occhiata ai dati originali può andare QUI

30 commenti

  1. beppe

    Grazie  Enzo di aver parlato dell'argomento, le indiscrezioni e le delucidazioni che sono apparse hanno contribuito a confondermi. Ho ancora qualche difficoltà a capire come l'informazione dei primi istanti possa essersi conservata fino alla trasparenza cioè permanere fino al disaccoppiamento per quasi quattrocentomila anni. 

  2. ricordati che le onde sono deformazioni spazio temporali che si ripercuotono su ciò che incontrano. Noi le sentiamo attraverso gli effetti che hanno avuto sulla prima luce inviata e sulla materia che veniva investita...

  3. alexander

    scusa Enzo, visto l'importanza dell'osservazione vorrei esser sicuro di crearmi una buona base per gli articoli successivi che sicuramente ci saranno nei prossimi mesi. 
    le onde gravitazionali osservate come sono state prodotte?
    mi sembra di capire che non sono propriamente quelle del big bang (t=0) ma dalla materia (o prime condensazioni di plasma) accellerata nel nello spazio dall'inflazione dello spazio tempo stesso?
    sarebbe quindi stato lo spazio tempo che, espandendosi velocissimamente, si e' portato dietro la materia creando un effetto tipo motoscafo che naviga lungo il mare?
    sento che nel mio ragionamente c'e' qualcsa che non quadra perche se le cose fossero cosi anche gli oggetti da noi lontanissimi, che per i motivi di espansione dell'universo si allontanano da noi a velocita' folli dovrebbero produrre onde gravitazionali e questo vorrebbe dire che il cosmo e' strapieno di onde gravitazionali...
    infine non ho capito bene l'ultimo richiamo sui gravitoni...
    scusa la raffiga di domande ma la gravita' mi appassiona sempre tanto!  :)
     

  4. gioyhofer

    Insomma un po' come cercare di ricostruire la forma di un sasso in base a come esso crea le onde nello stagno al momento della sua caduta nell'acqua...?!?

  5. Ale,
    le onde si originano quando vi sono masse enormi accelerate e non solo a grande velocità (sarebbe troppo bello...). Il Big Bang ha creato le condizioni ideali in quanto aveva a disposizione tanta massa e un'accelerazione spaventosa, che è ancora aumentata durante l'inflazione (amplificazione delle increspature originatesi precedentemente).  L'inizio dell'espansione le ha generate (accelerazione) e poi loro hanno iniziato il loro cammino deformando la struttura spazio temporale. L'Universo si espandeva e si portava dietro una deformazione gravitazionale.  L'inflazione ha solo aumentato la loro potenza. E' questa increspatura dello spazio-tempo che causa fenomeni rilevabili agendo sui fotoni del rumore di fondo, polarizzandoli in modo particolare.

  6. cara Giorgia, non male come paragone. Più giustamente, non vogliamo (ancora) capire com'era il sasso, ma ci basta sapere se è caduto qualcosa nell'acqua. Questi "spruzzi" polarizzati potrebbero dirci che qualcosa è caduto creando un'onda... Non vediamo gli spruzzi veri e propri, ma i segni che hanno lascito su un vestito appena creatosi (il rumore di fondo). Inoltre, visto che sono riusciti ad arrivare fino a lì e nessun sasso poteva renderli tanto "potenti" c'è voluto qualcosa che ingigantisse l'onda. Un sasso più grande non basta... ci vuole l'inflazione... :wink:

  7. Ale, dimenticavo i gravitoni... questa parte non è semplice. Tuttavia, questo trasporto di informazione gravitazionale potrebbe essere di grande aiuto per le teorie quantistiche sulla gravità... ma non è ancora chiaro come...

  8. cari tutti,
    avete notato che i segmenti della polarizzazione nell'ultima figura sembrano girare come una spirale logaritmica? Mah... sarà un caso... :mrgreen:  

  9. Gaetano M.

    Grazie Enzo, sei sempre puntualissimo!
    Questa scoperta mi sembra la risposta a quest'articolo: http://www.media.inaf.it/2014/03/05/a-caccia-di-gravitoni-nel-fondo-cosmico/ ma non tornano i nomi dei ricercatori.
    Non è che qualcuno ha cercato di fare il furbo :mrgreen:

  10. Supermagoalex

    Se tutto venisse confermato, come dice Enzo, sarebbe da triplo premio Nobel, dato che sulla gravità quantistica ne sappiamo molto poco, ed essa rappresenterebbe l'anello di congiunzione tra relatività e teoria quantistica.
    Visto che con gli strumenti a nostra disposizione non riusciamo a rilevare i gravitoni, questi andrebbero ricercati nella CMB, o quantomeno gli effetti di questi nella sua polarizzazione.
    La mia domanda è questa: cosa significa polarizzare una radiazione elettromagnetica?

  11. caro SMA,
    detto in parole elementari: il piano di oscillazione della radiazione è uno solo e non qualsiasi. E' quello che fanno certi occhiali polaroid che inibiscono oscillazioni e permettono solo quelle lungo un certo piano. Se, infatti, ti metti degli occhiali polaroid e poi ne prendi un altro paio, vedi che girando il secondo paio la luce tende a sparire per un certo angolo perpendicolare  al primo paio...

    penso che sia interessante dedicare un articolo alla polarizzazione della luce... non sei il primo che me lo chiede. Prima o poi arrivo! 

  12. SANDRO

    Caro Enzo,
    mi sono stampato e letto con attenzione questo tuo chiarissimo articolo e ti dico, con immenso piacere, che se voglio capire qualcosa in più di astrofisica devo leggere ciò che scrivi tu. Spiegazioni più chiare, nonostante ci siano in giro bravissimi divulgatori, sinceramente non li trovo.
    Grazie per il tuo continuo impegno in tal senso. Anche se resto in silenzio, continuo a seguirti in sottofondo... :mrgreen:

  13. caro SANDRO,
    e io non posso che ringraziarti per le belle parole :-P .  Non sai (o forse lo sai benissimo) quanto mi fa piacere vedere apprezzato il mio  sforzo (DOVUTO) per avvicinare sempre più persone (e dico vere PERSONE) alle meraviglie del Cosmo...

  14. beppe

    Argomento molto interessante,
    - la polarizzazione riscontrata da BICEP2 dovrebbe ancora essere confermata dal satellite Planck
    - sarebbe scontato la presenza di gravitoni, ultimo ostacolo tra relatività e MQ
    - i gravitoni dovrebbero viaggiare alla velocità della luce?
    - le onde gravitazionali non sono state viste ma solo i loro effetti sulla CMB
    - le onde gravitazionali del Big Bang che lunghezza d'onda anno adesso e quanto alla loro comparsa?
    - anche i gravitoni risentirebbero del sistema di riferimento... 
    che confusione!! Enzo AIUTO!!! 

  15. Supermagoalex

    l'ipotetico gravitone, avendo massa uguale a 0, viaggia alla velocità della luce

  16. davide1334

    praticamente dopo "l'ultra deep field" questo più o meno analogalmente diventa "l'ultra deep cmbr" in un certo senso,no? volevo sapere se vi è una spiegazione e un perchè di questa "foto/lampo" primordiale....dici che questa immagine/reperto va vista e rivista perchè è l'unica che abbiamo a nostra disposizione...ma perchè si è creata ed è giunta fino a noi? oltre a tutto quello che è teoria e che si sta tuttavia confermando man mano,dall'attimo zero fino mezzo miliardo di anni dopo, nulla possiamo vedere/rilevare,tranne questo intermezzo a 380000 anni,ma quanto sarebbe durato questo "scatto" prima di ripiombare nell'oscurità?e sarebbe legato ad un periodo preciso o sarebbe scemato pian piano?

  17. alexander

    qundi senza entrare nel campo dei gravitoni, se ho capito la risposta alla mia domanda (abbi pazienza ma in questo periodo sono sovracarico) la materia (o quel che era) ha prodotto le onde gravitazionali a seguito dell'accelerazione che gli e' stata imposta dal big bang.
    l'inflazione ha intensificato (e immagino allungato) tali onde gravitazionali.
    noi le vediamo nella radiazione cosmica di fondo perche' il loro effetto e' rimasto impresso nei fotoni che sono emersi dopo la prima nebbia.
    poi, sempre se non erro, quelle generate in queste prime fasi probabilmente sono ancora presenti ai giorni nostri ma probabilmente talmente allungate che non ci permettono la loro rilevazione (inoltre ci manca il "caso fortuito" che possano essere viste secondariamente come accaduto nella radizione cosmica).
    per lo stesso motivo, qualsiasi oggetto in moto accellerato (e quindi anche le galassie che si allonano in modo accellerato) producono omde gravitazionali ma noi non riusciamo ancora a percepirle (assenza dell'effetto intensificatore dell'inflazione e della foto fortunata della radiazione) 

  18. dice bene Alexander... ma teniamo conto che per vedere direttamente le onde gravitazionali dovremmo "misurare" le deformazioni dello spazio-tempo (sono, infatti, basati su questo effetto i rivelatori di ultima generazione che sperano di captare quelle prodotte da sistemi doppi o da buchi neri binari). In questo caso noi non stiamo misurando gli effetti sullo spazio-tempo delle onde primigenie, ma i loro effetti sui primi fotoni che ci sono stati inviati. Le onde, debitamente ampliate dall'inflazione, hanno segnato questi fotoni polarizzandoli in una certa direzione. E' questo effetto di polarizzazione che è stato riscontrato al polo sud e non certo gli effetti diretti di una deformazione spazio-temporale. Le ripercussioni sull'esistenza dei gravitoni si basa proprio sui possibili legami tra onde che arrivano e fotoni che vengono influenzati. Ma non è cosa direttamente verificabile,,, ci vogliono ulteriori studi ed esperimenti al di fuori di quanto ottenuto finora. Planck non riesce a vedere o -almeno- non è adatto allo scopo. Lui prende l'immagine, ma variazioni di temperatura così piccole non le ha riscontrate direttamente. La nuova ricerca cerca invece solo quelle, basandosi su metodologie particolari di ricerca sulla luce polarizzata.

    Per rispondere a davide, posso aggiungere che non possiamo vedere niente prima per il semplice fatto che i fotoni erano ancora intrappolati. I primi liberi sono quelli di 380 000 anni fa e solo loro ci possono dare i segnali di quello che stavano ricevendo dai fenomeni precedenti. La durata del periodo è stata relativamente breve (non so quantificarla di certo), dato che i fotoni dovevano sia avere libera uscita, ma anche esistere. E solo le stelle hanno permesso nuovamente la ionizzazione della materia...

    Infine, in generale, non possiamo misurare le onde direttamente (è meglio ribadirlo) con questo metodo, ma solo cercare l'imprinting lasciato su qualcosa che è poi arrivato fino a noi (i fotoni delle fasi primigenie, i primi a partire...).

    Spero di essermi chiarito ... :wink:  

  19. cari tutti,
    fatemi fare un'ulteriore semplificazione che forse può eliminare qualche dubbio.

    Le onde gravitazionali sono soltanto (!!) uno stropicciamento dello spazio tempo. Quelle prodotte dal Big Bang non possono certo raggiungerci ed essere evidenziate oggi, anche se loro non erano intrappolate come i fotoni. Ciò che possiamo cercare di vedere o sentire sono solo gli effetti che queste onde hanno potuto lasciare su ciò che può ancora raggiungerci e che è stato segnato quando esse erano ancora potenti. La teoria di Einstein dice che queste onde che comprimono e dilatano lo spazio riescono a lasciare un segno sulle particelle attraverso certe caratteristiche come quelle della polarizzazione dell'oscillazione della luce. Questi segnali si leggono attraverso variazioni infinitesime della temperatura della materia che ci ha inviato i primi segnali visibili (abbiamo già visto che la stessa distribuzione di materia è visibile attraverso le variazioni di temperatura del rumore di fondo). Le variazioni di temperatura primarie sono dovute alla diversa densità della materia, quelle dovute alle onde sono una variazione della variazione...
    Ciò può essere stato possibile solo se queste deformazioni sono state amplificate, altrimenti non avrebbero potuto lasciare imprinting sui fotoni primigeni. Inoltre, il come le onde riescono in questa trasmissione di segnale potrebbe implicare che loro stesse si propagano attraverso particelle (gravitoni) che interagiscono con altre come i fotoni. Einstein non ne aveva bisogno, a lui bastava parlare di deformazione spazio-temporale per dimostrare questo passaggio di informazione. Tuttavia, si spera che capendo meglio l'interazione si possa dare alla gravità una veste quantistica. Le onde agiscono perché sono anch'esse particelle ...

  20. Supermagoalex

    Chiarissimo Enzo come sempre! Grazie!  8)

  21. davide1334

    grazie enzo,comunque questo fenomeno (l'inflazione) la possiamo considerare un "secondo" big bang o una fase che fa parte integrante di esso?
    un'altra cosa: queste onde gravitazionali formatisi dall'inflazione, come concetto intuitivo,mi viene da pensare ad una molla in tensione compressa che viene bruscamente rilasciata,ci può stare come analogia? e nella loro corsa, queste onde possono avere come dire "rimbalzato" quando e soprattutto se arrivarono  a "finecorsa" ?(finecorsa di cosa poi?ciò implicherebbe dei confini universali) se la domanda è troppo idiota mi autobanno :lol:

  22. caro davide,
    l'inflazione può essere considerata un cambiamento di fase (un po' come l'acqua che da liquida diventa solida...). Il Big Bang ha creato materia e si è avuto un cambiamento nella situazione del tutto. Una dilatazione improvvisa dipendente dal cambiamento degli attori del teatro originario. Essa è avvenuta dopo il Big Bang (10-34 sec...), ma va considerata come una  fase successiva dello stesso... Forse lo stesso Big Bang può essere considerato come un cambiamento di fase... dal vuoto quantico alle prime particelle. Le separazioni delle forze anche...  Essa è fondamentale nell'idea dell'espansione dello Spazio e della MQ, perché ha permesso di mandare particelle originariamente a contatto in zone talmente lontane dell'Universo che non potrebbero mai interagire. L'inflazione spiega quindi perché le particelle mantengono le stesse caratteristiche ovunque senza poter scambiarsi informazioni. Da qui tutto il problema delle particelle entangled...
    Non c'è niente di sbagliato a considerarla come una molla che ingigantisce le più piccole vibrazioni dello spazio-tempo appena nato.  E, in fondo, mi piace anche la visione dell'urto finale contro qualcosa che ne preserva , trasformandole, le caratteristiche che altrimenti andrebbero perse (anche la molla arriva a fine corsa e non vibra più, come le onde gravitazionali che si spengono con lo spazio che percorrono...). Se la molla ha colpito i fotoni quando era ancora viva e vegeta ha lasciato un segno che lei non avrebbe potuto conservare fino a noi. In realtà, i fotoni non l'hanno fermata e se potessimo vivere qualche milione di anni dopo il rumore di fondo probabilmente ne sentiremmo gli effetti in modo macroscopico... 
    Comunque, non esageriamo con paragoni troppo azzardati se no rischiamo di ... deformare anche i concetti e non solo lo spazi-tempo :mrgreen:
    Bravo, direi che ci siamo... 

    Ah... dimenticavo: non direi che le onde sono state create dall'inflazione, bensì negli istanti precedenti quando le masse acceleravano tra loro. La "molla" le ha rese più evidenti e resistenti... 

  23. giovanni (givi)

    Mi associo a SMA, perfetto!

  24. grazie Givi :-P
    Aggiungo ancora una cosa che potrebbe confondere un poco. Le onde si sono probabilmente originate fin da subito e non durante la fase d'inflazione (in effetti non ci vuole grande velocità di espansione, ma grande accelerazione). Tuttavia, l'espansione mostruosa dello spazio-tempo ha ingrandito anche le deformazioni iniziali. Se stropiccio un foglio piccolo piccolo e poi lo ingrandisco enormemente, anche le pieghe del foglio si ingrandiscono... Sempre con parole ultra semplici da non prendere proprio alla lettera... mi raccomando... :wink:

  25. beppe

    Oops! rileggendo il mio ultimo post mi sono accorto di aver perso un h, quello di Planck?
    Grazie Enzo per la pazienza che hai con noi... 

  26. alexander

    da inaf:
    la significatività statistica del risultato, stando ai due articoli fatti circolare in anteprima, è superiore a 5 sigma
    Mica male!   :-o  

  27. davide1334

    enzo,un quesito ignorantone dei miei,porta pazienza: quando si crea il modello e l'immagine o la rappresentazione grafica della radiazione cosmica di fondo su scala universale(quella sfera di macchioline) come si fa a "scavalcare" gli oggetti a noi più vicini?penso alle stelle,agli ammassi globulari,alla striscia della via lattea,che comunque occupano spazi non indifferenti nella nostra "visuale totale" o no?si fa un'approssimazione e una media  fissando zone qua e là o si "scannerizza" a 360 gradi tutta la volta celeste?spero di essermi spiegato...cioè è limitante  la nostra posizione osservativa,visto che ci troviamo nel mezzo di una struttura come la via lattea o sono "dettagli" ininfluenti?

  28. caro Davide,
    non è affatto una domanda stupida, anzi... Basterebbe vedere l'immagine originale (pre-elaborazione) per vedere quante sorgenti devono essere eliminate per ottenere quella finale. Siamo nelle microonde e molte cose si vedono in altre lunghezze d'onda e quindi possono essere eliminate e... così via. Poi, è un po' come essere in una galassia: le stelle sono tante ma la galassia resta praticamente vuota. Lo spazio... anche. Tuttavia, interazioni ce ne sono sicuramente, ma riescono a essere controllate, anche perché si misura in effetti la temperatura e solo il rumore di fondo si aggira intorno ai famosi due gradi. Insomma, è un'immagine molto molto ripulita prima di essere studiata... Ovviamente la striscia della Via Lattea viene eliminata. Ricordiamoci, comunque, che è una sovrapposizione apparente, dovuta a oggetti che si trovano prospetticamente sulla stessa linea. La radiazione cosmica di fondo è sicuramente partita prima di tutto ciò che vediamo e non ha trovato niente sul suo tragitto...

  29. Supermagoalex

    Ho trovato questo pezzo molto interessante su inflazione e onde gravitazionali:
    http://space.mit.edu/home/tegmark/pdf/inflation_excerpt.pdf
    Purtroppo è in inglese, ma il libro completo dovrebbe uscire in Italia per fine anno.
     

  30. hai pienamente ragione, SMA. Lo metto in evidenza! E sono anche contento che usa figure simile alle mie...

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