28/11/14

E se la velocità della luce fosse diversa? *

Un altro vecchio articolo, un poco rielaborato, per continuare a rispondere alle domande che tanti si fanno e alle quali -magari- non sanno rispondere.

Noi viviamo in un Universo (forse anche l’unico che esiste) in cui la luce, ossia ciò che ci permette di vedere cosa succede intorno a noi, viaggia a circa 300 000 km/sec. Da un lato, potremmo dire che è velocissima. Dall’altro, le grandi distanze del Cosmo ci dimostrano che tanto veloce non è. Ma questo è un bene o un male per la nostra conoscenza dell’Universo? Proviamo a pensarci un po’…

Così com’è adesso, la velocità della luce ci permette di vivere due tipi di realtà: quella che possiamo “toccare” e quella che possiamo solo guardare.

Ciò è dovuto alla distanza, alle nostre capacità di muoverci e alla durata temporale della nostra vita. Se non esistesse la luce, esisterebbe solo la prima realtà (almeno per noi). In particolare, non esisterebbe certamente l’astronomia, visto che si potrebbe conoscere solo ciò che si può toccare.

Creiamo allora la luce e vediamo come le cose potrebbero cambiare. Se essa avesse una sua “tecnologia” che la facesse viaggiare a 300 000 km/sec, sappiamo già la risposta: vediamo e tocchiamo tutto ciò che è a portata di mano, quasi istantaneamente. Le cose si complicano un po’ all’interno del Sistema Solare: ci vuole parecchio tempo per toccare la Luna, Marte o Plutone, ma anche per vederli, perché la luce impiega un tempo non sempre trascurabile. Diventa tutto impossibile dopo poche centinaia o migliaia di stelle, sia per la nostra tecnologia che per quella della stessa luce. In entrambi i casi si superano i secoli o i millenni.

Tuttavia, questa situazione porta a un grande vantaggio. Riusciamo a vedere cose avvenute sia in tempi molto antichi che in tempi molto recenti. La distanza ci vieta di raggiungere le stelle nel nostro futuro, ma ce le fa vedere come erano nel nostro passato, proprio grazie alla velocità della luce non troppo lenta e nemmeno troppo veloce (si fa per dire…).

E se la luce viaggiasse molto più veloce? Talmente veloce da attraversare l’intero Universo attuale in meno di un secondo? Sarebbe meglio o peggio? Pensiamoci sopra… Il nostro Universo tangibile sarebbe sempre lo stesso, ma potremmo osservare com’è esattamente l’Universo nel momento attuale. Non vedremmo più vive e vegete vecchie stelle ormai morte, ma vedremmo altre stelle che hanno VERAMENTE la nostra stessa età, altre che stanno nascendo e altre che stanno morendo, in diretta. Che bello!

Ma, ma… sarebbe veramente così bello? Vedremmo soltanto l’Universo com’è oggi e non sapremmo mai la sua storia passata. Sarebbe come non conoscere assolutamente la storia dell’uomo. I greci, i romani, il medioevo, il rinascimento dell’intero Universo sarebbero un mistero irraggiungibile sia al tatto che alla vista. Non ci sarebbero libri di storia. Conosceremmo la vita di una singola persona, ma non la storia evolutiva generale della razza umana. Potremmo fare ciao agli alieni “in diretta”, ma nessuno potrebbe dirci come si è creato l’Universo nel suo insieme. L’unica speranza sarebbe collezionare informazioni anno dopo anno, ma su tempi brevi, come il tempo dell’esistenza della razza umana intelligente. Tra cento anni conosceremmo solo l’evoluzione dell’Universo in cento anni: un’inezia di ben scarsa utilità. Ci sarebbe l’astronomia, ma solo istantanea. Una descrizione di ciò che sta avvenendo, come un giornale, ma non un vero libro di storia.

Magari un grande genio potrebbe tentare qualche ipotesi evolutiva, ma senza alcuna prova osservativa. Forse anche Einstein si sarebbe arenato in fretta. O magari penseremmo che è sempre stato così e tutta la nostra visione della realtà cambierebbe. Sarebbe anche monotono un sito come il nostro, nient’altro che un telegiornale dello spazio, ma non certo del tempo.

Ecco la parola giusta! Ci mancherebbe del tutto l’evoluzione in funzione del tempo. Saremmo capaci di sopportare questa limitazione? Dopo quello che abbiamo imparato finora, penso proprio che saremmo molto delusi dalla nuova situazione.

Immaginiamo allora l’opposto (o quasi). La velocità della luce è di poco superiore a quella della nostra tecnologia. Poche migliaia di chilometri all’ora, più o meno. Sulla Terra le cose non  cambierebbero molto. Poco male vedere una lontana montagna com’era un minuto fa o il nostro vicino di casa com’era qualche frazione di secondo prima. Molto peggio fare una telefonata internazionale che durerebbe delle ore con lunghissime attese, ma niente di veramente speciale.

Cosa vedremmo in cielo? Il Sole sì…ma essendo distante 150 000 000 di km e dato che la luce viaggia a, per esempio, 10 000 km/ora, lo vedremmo com’era 15000 ore prima, ossia più di un anno e mezzo prima.

E la Luna? Beh… è solo a 380 000 km da noi e quindi la luce impiegherebbe “solo” 38 ore a raggiungerci, ossia meno di due giorni. Qualche problema solo per gli astrologi…

Piccola cosa rispetto a quelli legati ai pianeti che non sarebbero assolutamente nel posto in cui li vediamo nel cielo. L’astrologia dovrebbe fare molti calcoli e diventare una vera scienza. Forse non esisterebbe nemmeno (mica male eh?).

E le stelle? Accidenti, le cose diventerebbero pesanti. La stella più vicina la vedremmo com’era 500 000 anni fa. E la galassia di Andromeda? Se non mi sbaglio, com’era circa 100 miliardi di anni fa. Un momento, un momento… se l’Universo è nato 14 miliardi di anni fa… non potremmo assolutamente vederla! Dovremmo aspettare ancora parecchi miliardi di anni per vedere la sua prima luce. E sarebbe peggio per le altre galassie… Insomma, nel cielo ci sarebbero molte stelle della nostra galassia, ma non riusciremmo mai a capire cos’è una galassia (la nostra non la vedremmo nemmeno tutta).

L’Universo sarebbe composto solo da stelle senza nessuna distribuzione particolare. Vedremmo qualcosa di molto antico? Difficile a dirsi, dato che bisognerebbe sempre considerare l’espansione dell’Universo. Sicuramente qualcosa che era molto vicino a noi (o al “luogo” dove ci saremmo formati in seguito) all’inizio di tutto. La radiazione di fondo sì, ma non molto altro. Ci sarebbe un’astronomia molto limitata e completamente lontana dalla realtà. Ben difficile per qualsiasi genio intuire l’esistenza e la storia dell’Universo.

Se, infine, la velocità fosse proprio zero, beh… è come se non esistesse la luce!

Conclusione: teniamoci la velocità della luce com’è e accontentiamoci, anche se le telefonate con gli alieni rimangono molto problematiche. In fondo siamo stati molto fortunati!

 

QUI parliamo di come la velocità finita della luce, unita all'espansione dell'Universo, fa sì che il cielo notturno sia come lo vediamo e non totalmente illuminato (paradosso di Olbers)

57 commenti

  1. Mario Fiori

    Giusto Enzo, quando si dice l'importanza della Storia e il fascino di capire il passato per conoscere il presente, e il futuro? Ce tocca tenè l'astrologia, mamma mia. Evviva la Luce e la sua folle (ma non troppo ) velocità.

  2. Alvermag

    Si Enzo, credo anch'io che la velocità con cui possiamo ottenere informazioni sull'universo sembra avere effettivamente più risvolti positivi che negativi.

    Non poniamoci però nella condizione di pensare che quanto sperimentiamo rappresenti la soluzione migliore o addirittura ideale! Non sto assolutamente criticando le tue affermazioni, sia chiaro, sto solo cercando di mettere in guardia verso una visione di tipo antropocentrico. Essendo noi gli esseri "eletti" del cristianesimo, creati a somiglianza di Dio, abbiamo spesso la tendenza a porci su di un piedistallo fatto, in realtà, di ..... sabbia.
    Sappiamo tutti che la visione antropocentrica della natura ha prodotto, nei secoli o nei millenni, parecchi guasti nell'indagine della natura e delle sue leggi. Tuttora esistono, in ambito scientifico, correnti di pensiero che pendono da quella parte.

    Allora diciamo che, pur dovendo essere felici di quanto di meraviglioso l'universo ci mostra, sarebbe straordinario se la velocità della luce fosse un pochino maggiore o, in alternativa, fosse stata un pochino inferiore la velocità di espansione dell'universo. Avremmo potuto osservare almeno una parte di quell'universo posto al di là dell'attuale limite di osservazione scoprendo ... chissà cosa.

    Tuttavia, non volendo apparire ingrato, ringrazio (non so chi) per quanto abbiamo e per la possibilità di allenare le nostre menti ponendole alle prese con affascinanti problemi cosmologici.
    Accidenti, ma se non ci fosse l'universo, caro Enzo, con cosa ci potremmo mai divertire?

  3. caro Alvy,
    io ho parlato di fortuna... non di costruzione premeditata.... :roll:

  4. Mik

    Commento provocatorio: se la velocità della luce fosse molto maggiore, allora potrebbe anche essere maggiore della velocità di recessione delle galassie più remote, permettendoci di vedere l'intero universo; e laggiù in fondo vedere la Via Lattea com'era miliardi di anni fa.

    Se fosse molto minore i fenomeni relativistici diverrebbero esperienza quotidiana. Non avremmo avuto bisogno di alcun Einstein, perché Euclide avrebbe formalizzato direttamente lo spazio curvo nei suoi Elementi. Basterebbe una "corsetta" per accorgerci della massa relativistica in più, vedere la strada davanti a noi accorciarsi e le lancette dell'orologio sul campanile girare più veloci.

  5. se... se... io direi di accontentarci... :wink: potrebbe essere molto peggio... conoscere la relatività, ma non vedere l'Universo non so se mi soddisferebbe tanto... Attento però alle lancette dell'orologio: se un oggetto si muove rispetto a noi il suo orologio visto da noi gira più piano...

  6. Paolo

    Io sono per accontentarsi ......

    Certo che se oltre alla velocità della luce come velocità con cui l'informazione si propaga nell'universo, fosse possibile "accedere" parallelamente ad un'informazione pressoché istantanea come quella che sembra contraddistinguere i fenomeni di correlazione quantistica (entaglement).... gli orizzonti della conoscenza si allargherebbero..... o no?

    Paolo

  7. jonny

    per me la nostra percezione sensoriale è pateticamente striminzita,quindi ci impedisce di vedere la realtà com'è.....

  8. caro Paolo... a te piace vincere facile... eh?! :mrgreen:

  9. Andrea I.

    Giusto per filosofeggiare un po', mi viene da chiedere : Potrebbe esistere un Universo senza i nostri tanto amti/odiati "limiti"? :mrgreen:

  10. mamma mia Andrea... che domande!
    Penso proprio di no. Potrebbe anche non esistere l'infinito "concreto", ma forse non esiste nemmeno nel nostro Universo. Tuttavia, basta prendere un numero irrazionale e vi sono infinite cifre dopo la virgola... Così come esiste sempre lo zero che si può solo approssimare con un limite. Insomma, la matematica ammette comunque il concetto di limite. In Natura, probabilmente non ve n'è bisogno, dato che esiste un limite minimo per le dimensioni della particella, dell'energia. Per la massa, però, no... e poi, ad esempio, l'idea di raggiungere una certa temperatura o una certa lunghezza o qualsiasi cosa necessita di concetto di limite.
    Insomma, il limite è probabilmente una necessità nostra per descrivere la realtà, qualsiasi essa sia...
    Però... sto andando a occhio...

    Diciamo che la frase: "esiste sempre un numero piccolo a piacere tale che ..." è una frase innata nella Natura, almeno per come noi la interpretiamo...

  11. Alvermag

    Caro Enzo, è anche peggio!!! Mi stai stuzzicando eh? Mi sa che ti diverti un mondo a prendermi simpaticamente in giro .... :evil:

    Beh, facciamo un piccolo confronto con la curvatura dello spazio. Sappiamo che la curvatura di uno spazio n-dimensionale può essere negativa, nulla o positiva. Qualcuno potrebbe pensare che ciascuna di queste opzioni abbia il 33% di probabilità di verificarsi; in effetti i valori negativi vanno da -infinito ad un valore negativo molto prossimo allo zero, i valori positivi da un valore positivo molto prossimo allo zero fino a +infinito, e i valori nulli? Beh, i valori nulli sono uno solo cioè lo zero.
    Pensare che una tale infinitesima probabilità (curvatura nulla) si sia verificata nel nostro universo per ... buona sorte significa essere di un ottimismo davvero sfrenato!

    Tu potresti obiettare: "Bene, e allora non resta che accettare l'idea di un progetto ... superiore". Ed io ti risponderei: "Vade retro Satana!".
    No, proprio non riesco ad accettare l'idea di un progetto; penso invece, nel caso della curvatura, che per qualche ragione non riusciamo ad avere una visione completa del cosmo e prendiamo per universale ciò che forse è solo locale: d'altra parte, la superficie di un pallone da football apparirebbe piatta ad una pulce! E se la parte di universo che ci è preclusa mostrasse (a chi fosse in grado di osservare la totalità del cosmo dall' .... esterno, perdona la bestemmia cosmologica) una curvatura complessiva ben diversa da zero?

    Ecco Enzo, proprio al termine di questo sproloquio mi pare di aver fatto una domandina interessante. Tu che ne pensi? Non ti chiedo di dare una sbirciatina dall'altra parte dell'orizzonte cosmologico, ma solo di esprimere il tuo orientamento filosofico.

    Non vorrei averti fatto venire il mal di testa ....... 8-O :roll:

  12. gioyhofer

    Noooo, un'astronomia senza galassie no eh....
    Forse possiamo veramente dire di essere nella condizione giusta che ci permette da una parte di vedere il presente e dall'altra di conoscere il passato... Secondo me non è un caso!!!
    Inoltre se riflettiamo sul fatto che per vedere il passato dobbiamo "aspettare" il futuro, beh anche questo è un bel paradosso...

  13. foscoul

    La natura segue il suo corso le regole non le abbiamo scritte noi e DIO non gioca a dadi.
    Per quanto ci riguarda a noi non resta che comprendere ciò che ci è dato sapere poi ogni uomo se onesto con se stesso sa che tutti siamo sullo stesso piano questa è la verità della condizione umana e chi contraddice la propria natura opponendosi a questa si illude o pecca di presunzione.
    Meglio allora lasciarsi trasportare per vivere il nostro periodo nel miglior modo possibile la ricerca e il confronto con altre menti non può che farci bene e arricchirci di virtù di saggezza e di conoscenza.....

  14. caro Alvy,
    hai solo detto ciò che si dice normalmente: si parla di curvatura zero SOLO per l'universo vicino, quello che riusciamo a percepire. Nulla si sa dell'altro e si pensa che continui a seguire le stesse regole euclidee, ma... "quien sabe"? Comunque... lungi da me il progetto intelligente... 8-O

  15. cara Gio,
    bella la tua ultima frase... molto bella!!! :) La useremo di sicuro.... anzi, anzi, mi sta girando un'idea ... dopo, dopo... :?: :roll:

  16. giovanni

    credo sempre più a un universo olografico,sennò come si spiega l'entaglement,e molte altre cose...altro che non esiste un progetto intelligente, esiste,eccome! l'universo con le sue leggi fisiche può essere solo il frutto di una grande mente,pensateci bene! invece di scervellarvi in congetture fine a se stesse....

  17. Andrea I.

    Secondo me, prima di parlare di progetto intelligente o di volontá superiore, sarebbe opportuno cercare di capire cosa si intende sia per intelligente che per volontá.....altrimenti c'é sempre dietro l'angolo il rischio di "umanizzare" qualsiasi cosa ci si pari davanti. Personalmente ritengo piú opportuno cercare, invece, di "universalizzare" anche i fenomeni che riteniamo, a mio avviso a torto, in un qualche modo esenti o al di fuori dello schema che regola il tutto. :mrgreen:

  18. caro Giovanni,
    è ovvio che ognuno mantiene le proprie convinzioni. proprio per questo dobbiamo dare a loro la stessa dignità (sempre che non siano campate in aria o pure fantasie).

    Non credo che a quella del disegno intelligente non sia data la sua dignità, dato che lo stesso Einstein la seguiva. Tuttavia, la meccanica quantistica e la sua assenza di causalità fa barcollare molto lo schema. Ciò non vuol dire che abbia ragione lei, dato che potrebbe dimostrasi una realtà causale. Al momento, però, non ci sono prove in tal senso. E il fenomeno dell'entaglement è perfettamente in linea con questa visione e NON con quella deterministica. Diamo anche ad essa la stessa dignità, senza dire che sia l'unica possibile. In fondo si fonda su basi solide, talmente solide da essere sfruttata tutti i giorni e in tutti i modi.

    In conclusione, non è assolutamente onesto e ragionevole, da parte tua, dire che "ci scervelliamo in congetture fini a se stesse". Potrebbe essere vero il viceversa e la storia della Scienza e della Chiesa ce lo dimostra. Come la mettiamo con Giordano Bruno, Galileo e la Terra che doveva restare al centro dell'Universo? :-|

  19. beppe

    Mi frulla un'idea bizzarra; se la velocità della luce fosse infinita... non esisterebbe ancora il tempo? Sarebbe tutto "entangled" saremmo ancora una singolarità?
    Mah... devo mangiare più leggero. :mrgreen:

  20. davide1334

    bella enzo,ovviamente con questi articoli te le cerchi eh :lol:
    nella ipotesi della luce a 10000 km orari come la metteremmo con la iss? per orbitare a quell'altezza viaggiando a 27oooo km orari viaggerebbe più veloce della luce....come la vedremmo muoversi in cielo?

  21. mettiamola così... varrebbe sempre la teoria della relatività e niente potrebbe andare più veloce della luce. Basta cambiare un po' le leggi dell'Universo... tutto lì :mrgreen:

  22. luciano

    un quesito che apparentemente è solo un gioco, ma intrigante assai. veramente stimolante. lo si potrebbe ripetere per il valore della costante di gravità.
    mi viene da provocarvi: e se la costante non fosse la velocità della luce, ma il tempo?
    ossia t=s:c, in cui la velocità della luce accompagna ( o crea) l'espansione dello spazio!

  23. gioyhofer

    Cos'ho scatenato adesso???
    Bene bene

  24. giovanni

    x andrea:guarda che io mi riferivo a un creatore o un Dio,quindi non c'entra niente l'antropocentrismo da te accenato,voglio dire tutto ciò che esiste è frutto del caso?da causa-effetto? non penso proprio! x vincenzo:non stavo mettendo in discussione la scienza, ne i tuoi concetti,ma mettevo in discussione alcune teorie che affermano che l'universo non necessita di un creatore e che le leggi fisiche con le sue causa-effetto sono sufficienti a spiegare quasi tutto,a me questo mi sembra molto riduttivo e scade nel relativismo assoluto come il biochimico o neurologo che affermano che la mente è un prodotto del cervello(niente di più falso)....ma mi fermo qua che è meglio....

  25. Alfierecampochiaro - Massimo

    Ricordo di avere letto qualche anno fa un bellissimo libro di Asimov "Neanche gli dei", nel quale trattava (direi quasi ideava, ma non ho le prove di questo) l'ipotesi del multiverso inserendola in una interessante trama fantascientifica e ricordo che sembrava dimostrare che con un diverso valore di c a variare sarebbero state principalmente le proprietà chimiche dell'universo. Non mi sento in grado di ripetere nessuno dei principi, ma nell'altro universo dove la velocità della luce era minore le stelle avevano una massa minore e duravano decisamente meno; inoltre esistevano degli isotopi di elementi chimici che nel nostro universo non possono neanche formarsi.
    Cosa ne dici Enzo, erano teorie vere oppure parte della fantascienza in gioco?

  26. Andrea I.

    Enzo....ho il permesso di filosofeggiare su il concetto di Creatore per rispondere al buon Giovanni? :mrgreen:

  27. giovanni

    non credo che pensare a un creatore significhi filosofeggiare,non intendevo il dio della religione...

  28. Andrea I.

    Penso di aver capito Giovanni, ma chiedevo ad Enzo perché, nonostante sia un discorso molto interessante, finirebbe per diventare tremendamente off-topic :wink:

  29. cari Giovanni e Andrea... dateci pure dentro! Esprimere pensieri e idee fa sempre bene a tutti! Basta non prospettare teorie fantasiose come ipotesi plausibili.... Questo è solo il rischio che non mi piace sviluppare (ma sapete già come la penso). Per il resto: VIA LIBERA!!!!

  30. caro Massimo,
    Asimov sapeva bene il suo mestiere di biologo e chimico. D'altra parte una velocità diversa vuol dire toccare le velocità tipiche delle particelle che formano l'atomo e le sue interazioni. Sai, Asimov era riuscito a dimostrare con passaggi plausibili di chimica organica come potesse fare un'oca a fare le uova d'oro. Un racconto poco conosciuto (perché di lettura non facilissima), ma veramente geniale!!! :-P

  31. Alvermag

    Se è vero che il contrario del relativismo è l'assolutismo .... la scelta è fin troppo facile .... (non sto parlando di politica!!).

  32. giovanni

    ma non fare demagogia alvermag! cosa c'entra l'assolutismo con il credere in un creatore,anzi sono certi scienziati che peccano di superbia e presunzione e che fanno delle loro teorie un assoluto,e poi basta con sta storia che tutto è relativo,il relativismo sta distruggendo tutti i valori e la scienza stessa,ci vuole l'umiltà di Socrate....per tutti non solo per presunti scienziati...ci salverà solo la Fede...ricordatevelo!

  33. Alvermag

    Calma, calma. Assolutismo E' CREDERE in un CREATORE. Non esiste nulla di più assoluto di quanto ci vuol propinare la religione cristiana.

    Personalmente preferisco non credere in ciò che non è manifesto piuttosto che credervi.

    Ammettendo che entrambe le posizioni siano ... estreme, è senz'altro più logica e ragionevole la prima.

    Vorrei inoltre chiarire che la nostra mente, se è vero che siamo stati creati da Dio, fa parte del creato e quindi rappresenta il mezzo che Dio ci ha (avrebbe...) dato per esplorare il mondo e conoscerlo. Allora delle due l'una: o decidiamo di utilizzarla per la maggior gloria di Dio oppure decidiamo che è opera di ... Belzebù.
    Ti è mai capitato di confrontarti (razionalmente) con qualche prete? L'invariabile risposta è che non bisogna alimentare la superbia della ragione ..... beh, certo, ogni volta che ho provato ad usarla li ho messi nell'angolo.

    Insomma amico mio, fatti un regalo, prova a ragionare con la tua testa. Sapessi che soddisfazione!

  34. giovanni

    e qui ti sbagli di grosso alvermag! la fede o credere in un creatore non è solo un fatto religioso,nessuno ti impone niente,sopratutto a me,credere in un creatore invece è un atto d'amore,non è assolutismo.quello lo fa già la chiesa o religioni amico mio! e dal tuo commento si capisce che hai frainteso quasi tutto il mio post,e questo mi dispiace,se sono qui in questo blog vuol dire che ammiro e mi appassiono di scienza,non credi!? diamine,ma è possibile che ti fa così tanta paura un creatore?! qualunque esso sia! e paradossalmente la meccanica quantistica trascende nella metafisica e qualche fisico teorico comincia a credere che l'universo assomigli sempre più a un grande pensiero piuttosto che a una grande macchina...tuttavia la regola del buonsenso deve prevalere....

  35. Alvermag

    E perchè non pensare che tutta la scienza sia un videogame? ...... buonanotte .....

    Comunque, caro Giovanni, sembra che la scienza non abbia bisogno di creatori. C'è un esimio scienziato italiano, tal Antonino Zichichi, molto bravo a propinarci polpettoni. I suoi libracci pseudo-scientifici sono farciti di religione intimamente connessa alla scienza. Ora, io sono dell'idea che ciascuno abbia il diritto di credere a ciò che vuole, ma credo anche che nessuno scienziato degno di questo nome si possa permettere di scrivere tali assurdità. Sarei sicuramente interessato al pensiero dello Zichichi credente, nel caso decidesse di scrivere un libro in cui siano presenti la sua sensibilità umana e la religione, a patto che la scienza rimanga al di fuori di tale contesto.

    Comunque la pianto qui, buona domenica - per quel che e resta - a tutti.

  36. Direi che la discussione si può fermare qui dato che siamo andati molto più veloci della velocità della luce. Non voglio però bloccare il post... sarebbe una soluzione che non mi piace. Ognuno si tiene le proprie convinzioni dato che nessuno può dimostrale. Né con la scienza né con la fede in qualcosa che non si manifesta scientificamente.

    Comunque parliamo di espansione dell'Universo e accontentiamoci... non possiamo risolvere tutto :mrgreen:

  37. Paolo

    Se alla richiesta di argomentare questa è la reazione?
    Lasciamo perdere il lato scientifico, leggendo il tono di queste tue risposte stride un pochino questa tua affermazione “sopratutto a me,credere in un creatore invece è un atto d’amore”.
    Sotto il profilo logico (la logica è ammessa o eliminiamo anche quella poichè un po' scomoda) trovo invece alquanto bizzarro argomentare l'esistenza del tuo personale creatore, con la meccanica quantistica, che a tutto sembra rispondere tranne che a disegni prestabiliti, semmai risponde a logiche probabilistiche.
    Un atto di fede, o di fiducia che dir si voglia, o lo si accetta o non lo si accetta, non ha senso discuterlo.
    Un atto di fede non ammette dubbi, e sai a mio avviso la storia è piena di spacciatori di verità, solo che personalmente preferisco i coltivatori di dubbi.

    Paolo

  38. Andrea I.

    Che brutto vedere una discussione cosí interessante ridotta a una gara di difese a oltranza....meno male che non ho avuto tempo di scrivere la mia prima, ci sarei rimasta davvero male! :(
    Cari amici, personalmente penso che per discutere di argomenti come questo dovremmo rispettare due semplici regole :
    1) Non pensare di avere ragione...nessuno ha la veritá in mano, e se proprio pensate di avercela...che discutete a fare? :mrgreen:
    2)Sarebbe meglio evitare di categorizzare le persone dopo solo poche righe di conversazione. Gia generalizzare é una pratica abbastanza insensata....farlo sulle persone é pure peggio..

    Dai su, che siamo qua per arricchirci anche ascoltando le idee di chi la pensa in modo diverso :wink:

  39. Non possiamo negare che Dio esiste, non possiamo affermare che Dio esiste
    Non possiamo negare che Dio non esiste, non possiamo affermare che Dio non esiste.

    La fede è un sentimento non una teoria scientifica. Ed essendo un sentimento io non mi sognerei mai di condividerla in un blog a carattere scientifico come questo. Se scrivessi in questa sede dell'amore che provo per la mia fidanzata, vi sembrerebbe opportuno?! Interessante?! O se cercassi di dimostrarvelo con un ragionamento e un modo di argomentare tipicamente scientifico?! Non cadrei nel ridicolo?!

    Per tutto il resto c'è Enzo che con i suoi fantastici articoli ci apre gli occhi e la mente su su: luce, l'universo e tutto il resto (*)

    (*) Cit. liberamente tratta da "Guida galattica per autostoppisti" :)

  40. davide1334

    giusto marco,poi lo sappiamo tutti quale è la risposta al tutto:
    quarantadue
    :lol:

  41. Ops :oops: ... sto proprio rimbambendo??? ma cosa significa... quarantadue???? Dove sto perdendomi qualcosa????? 8-O

  42. Andrea I.

    Guida galattica per autostoppisti, Enzo :mrgreen: Hanno fatto pure il film ed é molto carino :wink:

  43. Paolo

    Don't Panic
    42 è la risposta del supercomputer alla : "Domanda Fondamentale sulla Vita, sull'Universo e Tutto quanto" nel romanzo di Douglas Adams "Guida galattica per gli autostoppisti".

    Dal romanzo hanno tratto un esilarante film

    Paolo

  44. :oops: non lo conoscevo proprio.... ho fatto una figuraccia? Temo di sì.... :(

  45. Paolo

    Enzo, se ti capita, guarda il film è davvero simpatico...

    Paolo

  46. Lo farò senz'altro... magari mi affitto la cassetta!!! Devo mettermi in linea.... :wink:

  47. davide1334

    anche l'equipaggio che è ora sulla iss,tra cui la nostra samantha, è il quarantadue e
    hanno fatto anche una locandina a tema :
    http://www.astronautinews.it/wp-content/uploads/2014/09/1-Exp42-SFA-Poster-crop-720x340.jpg

    vabbè scusate la divagazione

  48. mamma mia!!!! ma allora sono il solo al mondo a non conoscerlo... però, però, sono anche l'unico a sapere la risposta!!!!!!!!!!!!!! :mrgreen: :mrgreen: : 24 (la Terra girava al contrario...). In fondo non è male fare un po' gli sciocchi... ogni tanto...

  49. foscoul

    Wow quante cose che si imparano quì!!!! :mrgreen:

  50. davide1334

    dai enzo,vedi che ogni tanto conosci qualcosa di nuovo anche tu? :lol:
    io ti consiglio prima il romanzo,poi anche il film,ovvio....ricorda:42! e pensare che il supercomputer "pensiero profondo" ha impiegato sette miloni e mezzo di anni prima di dare la risposta :mrgreen:

  51. caro davide,
    sapessi quante cose non conosco! Ogni volta che comincio a scrivere un articolo, mi accorgo che è allacciato a tante cose di cui sono ancora all'ABC. E' il bello e il brutto della conoscenza: per una cosa che hai compreso ne nascono cento di sconosciute o quasi... Basta accontentarsi e cercare di dare il massimo... :wink:

  52. Pablo

    Salve dr Zappalà.  Forse lei potrebbe aiutarmi a fare luce su questa mia curiosità:

    Ipotizzando di essere a bordo di un mezzo che vincendo l'inerzia e stravolgendo le leggi fisiche potesse viaggiare a velocità superluminale, cosa vedrebbero i nostri occhi?  Mi verrebbe da pensare che, guardando indietro non vedremmo nulla, solo buio, in quanto la luce che superiamo, non riesce a raggiungerci in quanto noi più veloci. Ma davanti? Non riesco ad immaginarlo. Come ci apparirebbero gli oggetti ai quali andiamo incontro?

  53.  

    caro Pablo,

    hai toccato un argomento molto interessante (anche solo a velocità prossime a quella della luce) che avevo già trattato anni fa sul vecchio sito. E' tanto che vorrei riprenderlo... Per adesso, ti allego 4 miei articoli del 2013 che possono già darti molte risposte... Abbi fede!

    http://www.astronomia.com/2013/05/15/un-nuovo-vecchio-metodo-per-scoprire-esopianeti/

    http://www.astronomia.com/2013/05/16/disegniamo-a-quattro-dimensioni/

    http://www.astronomia.com/2013/05/20/un-viaggio-alla-velocita-della-luce-e-alla-portata-di-tutti/

    http://www.astronomia.com/2013/05/21/appendice-al-viaggio-verso-il-sole/

  54. caro Pablo,

    in realtà, avevo già pubblicato qualcosa anche qui... riprendendo parte dei vecchi articoli. Ti do i link. Poi vedrò di fare un po' d'ordine... troppa carne al fuoco.... acci!

    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2014/04/29/prepariamoci-a-viaggiare-in-astronave-1-laberrazione-annua/

    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2014/05/04/prepariamoci-a-viaggiare-in-astronave-2-laberrazione-relativistica/

    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2014/05/26/prepariamoci-a-viaggiare-in-astronave-3-deformazione/

    Penso che potresti già portare il tutto al limite per v = c. Andando oltre, saresti tu a raggiungere i fotoni...

  55. Gianni Bolzonella

    Oltre la luce...Hic sunt leones.Tutto quello che si è immaginato si realizza,là abita il nostro speculare,quello che quando invecchi lui ringiovanisce,quando tu rimorchi una racchia lui rimorchia la Monroe.Sembra che qualcuno sia riuscito,uscendo dalla fiera di Verona al VinItaly,per qualche attimo a superare la velocità della luce... :mrgreen:

  56. mario bertolini

    salve dr zappalà. approfitto della sua disponibilità per porre anche io una domanda sulla velocità della luce che mi frulla in testa dai tempi degli studi di fisica al liceo. è una contraddizione forse solo in termini ma non riesco a risolverla. Einstein elaborò la sua splendida teoria chiedendosi cosa accadrebbe viaggiando a cavallo di un raggio di luce. è ormai noto a tutti il paradosso dei gemelli per cui aumentando la velocità "rallenta" il tempo e quindi il "viaggiatore" invecchia meno dello "statico". il punto è: se il tempo rallenta aumentando con la velocità, tende a zero alla velocità della luce? il tempo è quindi "fermo" per un fotone? immagino quindi che un annoiatissimo fotone per il quale il tempo NON scorre, sia veramente sorpreso quando colpisce una qualche superficie ed improvvisamente gli "accade" qualcosa. come può accadere un qualsiasi evento se il tempo è "fermo"? la prego mi aiuti, dov'è l errore? grazie cari saluti :-)

  57. caro Mario B.,

    sei caduto nell'errore che fanno spesso molti siti e che incombe sovrano... Non è il tempo del fotone che non scorre, ma il tempo del fotone visto da un sistema di riferimento in quiete. Se il fotone avesse un orologio tu lo vedresti fermo, ma per il fotone andrebbe perfettamente. Per il fotone, invece, è il tuo orologio che non si muove.

    Ciò però non vuol dire che il fotone non si muova ad altissima velocità, così come fai tu nel sistema di riferimento del fotone. Non vi è perciò nessun problema a scontrasi (pensa anche che le distanza si contraggono...). Ti consiglierei, però, di partire proprio dalle basi della relatività speciale poi passare alla dinamica relativistica (proprio ciò che stai in pratica chiedendo). Negli approfondimenti trovi sia RR, che DR ed anche la rappresentazione grafica attraverso Minkowski...

    Anche sul paradosso dei gemelli temo che le idee non siano chiare. Il paradosso sta nel fatto che chi viaggia invecchia di meno, ma nel senso che entrambi dovrebbero invecchiare di meno secondo la RR. Il problema si risolve in quanto uno dei due è costretto a cambiare sistema di riferimento. Nessuno dei due è statico! Per te viaggia l'astronave, per l'astronave sei tu che viaggi e avete entrambi ragione. Fin qui tutto bene. Ma alla fine, invece, invecchia meno l'astronave. E' questo il paradosso, che si spiega pensando che chi viaggia deve tornare indietro e cambia il suo sistema inerziale, mentre chi è sulla Terra non lo cambia mai.

    Anche il paradosso lo abbiamo affrontato in due o tre modi diversi nei vari capitoli su Minkowski...

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