15/03/15

Possiamo trasformarci in alieni? *

Cosa s'intende per evoluzione di una specie vivente? Potremmo dire il continuo miglioramento e/o adattamento dei geni presenti nella specie, sulla base delle condizioni ambientali in cui si viene a trovare. In questa visione semplicistica, l’evoluzione avverrebbe per via soltanto verticale, ossia la modificazione dei geni avverrebbe all’interno degli individui della stessa specie seguendo una linea “ancestrale”. Lievi cambiamenti che alla lunga modificherebbero il DNA portando a individui sempre più adatti al mondo in cui vivono e a ciò che devono via via affrontare. In qualche modo, tante linee divergenti che sono partite da una struttura simile.

Tuttavia, si sta scoprendo che l’evoluzione di una specie è avvenuta e potrebbe ancora avvenire per linee orizzontali, ossia attraverso l’acquisizione di geni animali e/o vegetali “stranieri”.  Recenti ricerche hanno portato da 17 a 145 i geni “acquistati”, in tal modo, dall’essere umano.

Butto lì il tema della discussione… Se l’uomo si trasferisse su un pianeta che avesse le nostre identiche condizioni ambientali, ma una vita microscopica completamente diversa (Papalla ad esempio...), che cosa potrebbe diventare?

22 commenti

  1. Alvermag

    Calma ragazzi, Peppe lavora professionalmente nel settore, mentre io sono solo un appassionato.

    Gli lascio quindi la precedenza. Poi magari esprimerò la mia trascurabile opinione.

  2. sì lo so... ma tu ti cibi di pane e ... Darwin!!!! :mrgreen:

  3. peppe

    ragazzi, sono solo un umile ragazzo di 31 anni :mrgreen:
    vi annuncio solo che sto cercando di preparare qualche articolo a riguardo.

    una cosa vorrei sottolineare: Darwin è stato quello che ha osato pubblicare le argomentazioni sull'evoluzione in un tempo in cui varie dottrine erano molto ostili.
    da quel momento in poi sono state fatte tante di quelle scoperte che ha modificato la teoria di Darwin in quello che oggi chiamiamo neo darwinismo, teoria dell'evoluzione che si è modificata in seguito all'avvento di studi su biochimica, biologia molecolare e altri tipi di scienze.
    Parliamo di Darwin come "autore iniziale". non dimentichiamoci però del resto della storia.
    ancora oggi sento criticare darwin per l'assunto dell'uomo che deriva dalle scimmie.
    Darwin nel suo libro in realtà ha scritto: "luce si farà sulle origini dell'uomo". cosa completamente diversa.

    non è raro avere geni di virus nel genoma umano. non spaventatevi però. si sono trovati fossili, ovvero geni ormai non funzionanti ma, dalla biologia molecolare, ricordo un esempio della prof di un gene virale ancora funzionante. Se mi fate spolverare gli appunti vi dico di chi si tratta. :mrgreen:

    in teoria, batteri extraterrestri devono funzionare pressochè allo stesso modo dei terrestri per potersi integrare nel genoma. brevemente dovrebbero essere riconosciuti dai vari enzimi e proteine della cellula per poter penetrare e integrare nel genoma e spesso è una sorta di chiave - serratura (immagine un pò forzata, ma spero che renda l'idea)

  4. peppe

    https://www.youtube.com/watch?v=vIRzIfNkwhU

    piccolo esempio
    qui è rappresentata solo l'entrata in membrana cellulare (all'interno deve combinare altro danno) :mrgreen: . si vede il virus che sfrutta le strutture di membrana per ancorarsi, poi aderisce grazie al riconoscimento di altre strutture cellulari per poi penetrare...

  5. peppe

    https://www.youtube.com/watch?v=odRyv7V8LAE
    ciclo del virus hiv
    per interagire con le strutture cellulari i virus devono essere riconosciuti e poi aderire bene con tali strutture. sopratutto deve ingannare la cellula di non essere un estraneo

  6. Paolo

    Scusa Beppe vorrei capire meglio il sistema con cui il virus inganna la cellula.

    Se non ho mal compreso la cosiddetta chiave di ingresso è rappresentata da una sequenza proteica.....

    Catene di proteine che si legano ad altre catene di proteine?

    Sbaglio?

    Paolo

  7. peppe

    le strategie con cui i virus attaccano le cellule sono varie. non esiste solo uno...diciamo che ogni virus ha evoluti "sistemi di caccia" differenti per "catturare la preda".
    in generale, l'attacco del virus con la cellula avviene con un sistema di recettore(struttura cellulare della membrana) - antirecettore (struttura del virus)
    il recettore in genere è di natura proteica o glicoproteica o glicolipidica, vale a dire o solo proteina, o un misto tra carboidrati(zuccheri) e proteine, o un misto tra carboidrati e lipidi.
    L'antirecettore è una struttura quindi che diventa molto affine a una di queste strutture per potersi legare.

    la presenza o meno di questi recettori determina il tropismo dei virus, vale a dire la sua specificità verso determinate specie. cioè un virus attacca determinante specie vivente poichè solo quelle possiedono tali recettori.

    Ci sono virus che hanno più possibilità per entrare proprio perchè non hanno specificità per un solo recettore ma possono legarne altri

  8. Paolo

    Grazie Peppe per le risposte. :)

    Paolo

  9. scusa Peppe,
    quanto volevo toccare io non si riferiva a un attacco "straniero", ma all'utilizzo di geni stranieri per avanzare nella scala evolutiva. Mi sembrano due cose nettamente diverse. Oppure no? Mi ricorda qualche vecchio romanzo di fantascienza... l'alieno non voleva attaccare e distruggere, ma solo creare una struttura vivente più efficiente nell'affrontare l'ambiente circostante. Un aiuto disinteressato e/o reciproco, non un attacco distruttivo.

  10. Paolo

    Se non ho compreso male, per modificare il patrimionio genetico, è comunque necessario "entrare" all'interno della struttura cellulare, intervenendo sui suoi meccanismi di replicazione.

    Poco cambia che le modifiche siano migliorative o producano una patologia.

    Se non ricordo male a volte si usano virus modificati come vettori per provare a correggere difetti genetici di replicazione cellulre

    Ma potrei ricordare male o essere fuori strada..

    Paolo

  11. peppe

    caro enzo,
    migliorare il proprio genoma si può. come dice paolo io posso introdurre un gene nuovo nel mio dna attraverso tecniche di biologia molecolare che sono molto affermate. la tecnologia c'è. semmai sorge un problema etico almeno per quanto riguarda l'uomo.

    gli ogm non sono altro che organismi a cui si modifica il genoma. anche aggiungendo dei geni. per esempio il bt-mais è un mais modificato in modo da proteggere se stesso contro gli insetti
    altro esempio. golden-rise, riso modificato in modo da avere un elevato contenuto di betacarotene in modo poi da incrementare l'apporto di vitamine in quei soggetti carenti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

    la tecnologia c'è già. il problema è l'etica per quanto riguarda l'uomo

  12. peppe

    per introdurre il gene esterno si usano appunto dei vettori opportunamente armati per potersi fare riconoscere dalle cellule e introdursi così all'interno del genoma.

  13. peppe

    caro enzo, io ho risposto alla tua domanda finale pensando che intendessi questo: come l'uomo evolverebbe se venisse a contatto con "batteri" alieni.

    Per interagire l'uomo e il batterio devono avere in comune lo stesso "codice di lettura" altrimenti non riuscirebbero a farlo.
    esempio stupido: paragoniamo il batterio a una penna usb e l'uomo a un lettore cd.
    una penna usb non verrà mai letta dal lettore cd.
    tornando sulla Terra. neanchè il virus dell'influenza suina non riusciva a interagire con l'uomo ma una modifica lo ha reso compatibile. però qui sulla Terra siamo tutti "parenti" e quindi abbiamo lo stesso codice di lettura

  14. grazie Peppe,
    in qualche modo, però, l'evoluzione darwiniana è da rivedere drasticamente alla luce degli acquisti orizzontali? O erano, in qualche modo, contemplati?

  15. Mario Fiori

    Scusa Peppe ma abbiamo sempre detto che probabilmente, vista la provata resistenza, qualcosa dallo spazio è già arrivato, quindi le nostre cellule dovrebbero già avere sostenuto qualche esperimento. lo si potrà capire meglio? Per il resto è chiaro che vi deve essere la combinazione giusta tra recettore ed antirecettore, è come la chiave e la toppa che se non hanno gli stessi incastri , se va' bene, la chiave entra ma non gira ( e magari rischia pure di rompersi) se va' male non entra proprio.

  16. Alvermag

    Ho letto con molto interesse le opinioni/informazioni dei partecipanti alla discussione.

    Si è anche toccato il tema della selezione artificiale ("iniezione" forzata di geni altri), della questione etica che inevitabilmente ne nasce e così via. Mi sembra però che la questione debba essere incentrata sulla selezione naturale.

    Credo che per garantire l'evoluzione del vivente, cioè a dire un certo successo biologico, si debba verificare una condizione essenziale senza la quale si rischia la catastrofe biologica: il gene "alieno" deve avere molto in comune con il corredo genetico ospite. Cosa voglio dire?

    Un nuovo gene originato dalla variazione di un gene preesistente nell'individuo ha già le caratteristiche potenziali per dare il suo contributo evolutivo, positivo o negativo che sia, semprechè le variazioni introdotte non siano drastiche.
    Nel caso di variazioni drastiche (cioè, repentine e intense) è possibile che l'individuo modificato presenti difficoltà di sopravvivvenza, anche trattandosi di variazioni di un gene già presente nel suo corredo genetico.

    Ritengo che, in linea di principio, un gene "alieno", proveniente da individui filogeneticamente "distanti", introduca variazioni piuttosto significative nel genoma portando più facilmente ad una crisi piuttosto che ad un nuovo adattamento.
    Non va inoltre dimenticato che spesso un gene controlla più caratteri ed è "interconnesso" con altri geni nel determinare le caratteristiche del fenotipo.
    Credo quindi che intrusioni "aliene" abbiano fornito un contributo modesto all'evoluzione dei viventi, anche se, in alcuni casi, questo può sicuramente essere avvenuto.

    D'altra parte il genoma umano è composto da 20-25.000 geni (informazione presa da wikipedia), di fronte ai quali i 145 trovati sono lungi dal raggiungere l'1%.

    Ho/abbiamo parlato di geni "alieni": bisognerebbe anche capire fino a che punto si possono considerare alieni. La vita terrestre ha qualche miliardo di anni e tutte le specie viventi hanno una base comune del proprio genoma, quella risalente ai primordi della vita.

    Che ne pensate?

  17. voglio solo aggiungere che 145 è un valore decisamente MINIMO... potrebbero essere enormemente più alto, dato che si è solo all'inizio della ricerca...
    Poi, scusate..., ma chi è più alieno di Alvy? Per me di geni terrestri ne ha sì e no una quindicina... :mrgreen:

  18. peppe

    credo che alvy abbia proposto opinioni condivisibili.
    comunque ho avuto modo di leggere qualcosa sulla cosidetta evoluzione orizzontale.
    sono d'accordo possa avvenire tra microrganismi poichè il trasferimento genico e nell'ordine del giorno. non ho ancora capito come ciò possa accadere negli organismi superiori. un contatto diretto è da escludere. l'unico modo sarebbe che un virus nel processo replicativo possa prendere per errore un pezzo del dna dell'animale A per poi infettare l'animale B e inglobare il gene estraneo nell'animale B.

    Ciò che affermo deriva da studi di biologia molecolare. richiederebbe però che il virus sia specifico per due specie diverse o che comunque il virus infettatte la prima specie lo diventi prima o poi della seconda. boh

    Per quello che ho letto io è un gruppo di ricercatori che contrasta l'evoluzione darwiana ad aver proposto tale ipotesi.
    bisognerebbe approfondire non poco tale questione.

  19. peppe

    io ero a conoscienza di 30 mila geni umani :mrgreen: e si era partita da 100 mila

  20. Alvermag

    Caro Enzo, ti ringrazio sentitamente,
    ... è così raro ricevere degli apprezzamenti da parte tua ... (ih ih ih)!

    Inoltre non devi dimenticare che io appartengo alla specie Anthropus Borealis Cogitans ...

  21. peppe

    caro mario io non sono molto fan di cellule belle confezionate che provenendo dallo spazio hanno colonizzato il pianeta e attecchito esplodendo in tutte le forme di vita attuali.

    anche se è vero che i batteri mostrino molta resistenza nel vuoto dello spazio.

    invece sono convinto che nella diffusione dei mattoni di base della vita nello spazio (d'altronde sono stati trovati ad esempio amminoacidi, precursori delle proteine) ma essi sono solo gli ingredienti. Per tale ragione serve un posto che offra le opportune condizioni affinchè tutti questi ingredienti si mescolino in modo da creare la torta finale:la vita.

    i mattoni della vita: gli ingredienti
    la Terra: il forno
    la vita: la torta
    :mrgreen:

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