24/08/18

Idem-sentire

Al mare non ci andava quasi più, solo qualche volta, verso il tramonto, quando tutti i negri se ne erano andati e si poteva stare tranquilli.

Vedere quei fannulloni che cercavano di sgraffignare qualche euro tentando di vendere roba da quattro soldi ai bagnanti, calpestando il loro sacrosanto diritto di non essere infastiditi, di non essere costretti a sentire le loro insistenti proposte, lo rendeva nervoso e irritabile. Meglio evitare, se no, una volta o l'altra, sarebbe scoppiato e certamente sarebbero volate parole grosse, e magari non solo.

Ogni giorno l'assalto dei migranti espropriava sempre più il Paese della sua identità.

Come erano belli i tempi in cui i negri se ne stavano a casa loro.

E così la pensava Eridano, e anche tutti i suoi amici, tutti nati nello stesso comune, stessa frazione, stessa scuola, stesso dialetto, stesse opinioni. Eh sì, a casa propria ci si deve stare senza estranei: l'Italia agli italiani, la negrilandia ai negri. Così avrebbe dovuto essere, per sempre.

Benché, a vedere bene... essere italiani non è poi una cosa così soddisfacente come sembrerebbe a prima vista. Va bene l'italia, ma mica ne abbiamo una sola, c'è l'italia settentrionale, quella centrale, quella meridionale (lasciamo perdere) e in più si sono inventati anche quella insulare. Che gli insulari, se vai a scavare appena un po', mica sono contenti di essere subordinati ai continentali, hanno la loro bella identità isolana, come gli inglesi, e giustamente la rivendicano.

Non è per fare i razzisti, ma quando sono arrivati qui al nord i terroni, anche se erano abbastanza bianchi, mica è stato un divertimento.

Con tutti quei figli, e quel dialetto sguaiato, facevano i padroni, loro, voglia di lavorare poca, si sa: o' sole, 'o mare, a'pizza... e via così. Poi all'estero fanno un bel minestrone di tutto, e noi italiani (perché dobbiamo dirlo, i terroni non sono italiani, sono solo terroni), ci chiamano mafia, paisà, mandolino etc, etc...

Dicono che i terroni si sono integrati, alla fine. Certo, con tutte le catene di raccomandazioni... basta che uno riesce a infilarsi in un posto buono che tira dietro tutta la famiglia, i cugini (che ne hanno sempre tanti) il cognato, l'amico del cognato, e vai, alla faccia di noi del nord, che siamo nati qui e ci portano via i posti di lavoro.

Nel nostro comune non li abbiamo voluti, fin dagli anni '50. Non è per discriminare, ma se sei terrone... anda!

Con quelli del nord è diverso, ci si capisce, c'è questa cosa dell'idem-sentire, come diceva quel tale.

Noi che siamo nati sul corso del grande fiume Po, dobbiamo difendere le nostre tradizioni celtiche.

Certo, a ben vedere... anche qui ci sono delle differenze. Per esempio i piemontesi... Non è per dire, ma “falsi e cortesi” non ce lo siamo mica inventato noi, vox populi... E anche i veneti, sono supponenti, dai... venesian: “faso tuto mi”, credono di sapere tutto loro, di essere i più bravi.

Ma dai!

Ecco, noi lombardi, questi difetti non li abbiamo proprio. Siamo lavoratori, siamo generosi (abbiamo il cuore in mano), ci facciamo i fatti nostri e non andiamo a casa degli altri a fare i padroni.

Certo, a ben vedere... ci sono differenze anche tra i vari comuni. Quelli del capoluogo credono di avere fatto loro il "miracolo economico", si sentono internazionali, si fanno un grattacielo dopo l'altro per far vedere che sono moderni. Ma dai! Poi, se uno è nato in valle fanno finta di non capire cosa dice, perché il dialetto c'è da vergognarsi a parlarlo. Bravi! Così abbiamo deciso di fare questa piccola provocazione dei cartelli stradali, che nel nostro paese sono solo in dialetto. Se vogliono sapere dove sono i posti, che imparino i nomi giusti, quelli della nostra tradizione. Non possono pensare di venire a casa degli altri a fare i padroni e imporre.

Nelle nostre valli la pensiamo così. La pensiamo tutti così. Se qualcuno non la pensa così è meglio che se ne vada con quelli là, quelli che non capiscono il dialetto, così lui sarà felice e noi ce lo saremo tolto dai piedi.

Sì, le nostre valli, i nostri borghi con le loro tradizioni locali, immutabili e condivise.

Certo, a ben guardare... Qualche borgo non è del tutto “omogeneo”. Ci sono “quelli di sopra” (de hùra) e quelli “di sotto” (de hòta). Eh sì, qualche volta viene fuori un qualche rebelot, per via delle differenze etniche tra le due comunità.

Ma anche restando in un contesto omogeneo, dove l'idem-sentire è fortissimo, ci sono a volte queste famiglie che non andavano troppo d'accordo nel passato e, a ben guardare, anche nel presente. Magari un tempo i problemi nascevano per i confini dei terreni. I confini sono una cosa sacra. Mica si può accettare che uno ti porti via degli interi centimetri, mettendo una recinzione come gli fa comodo. I confini vanno difesi, anche col sangue, se è necessario.

Oggi i terreni magari non ci sono più, li hanno venduti, ma la ruggine non va via perché ci sono stati troppi sgarbi in passato. Non ci si saluta nemmeno, se ci sono i giusti motivi.

Solo nella famiglia si può davvero trovare quella identità comune che dà conforto e sicurezza. Ci si conosce e ci si capisce. Questa è vera omogeneità culturale, altro che “l'interesse nazionale” o quella scemenza della “unione europea” (lo scrivo minuscolo di proposito).

Che poi, sotto sotto... anche in famiglia ci sono le sue eccezioni.

Per esempio, uno può avere un cognato, non dico terrone, quello no, non può essere, ma magari toscano. Se hai avuto la disgrazia che tua sorella ha sposato un toscano, te lo tieni. Non dico che siano cattive persone, ma si sente l'accento straniero, quella cadenza un po' fastidiosa...

Insomma la famiglia mica la puoi comporre come se fosse la nazionale di calcio e tu fossi il CT.

Devi prendere quello che viene, sperando nella fortuna.

La moglie, invece, quella te la scegli tu. Mogli e buoi... La saggezza dei nostri antenati salta sempre fuori, cari miei. La moglie con cui passerai tutta la vita non può essere che una che la pensa per filo e per segno come te. Deve votare per lo stesso partito, che dico, per lo stesso candidato; deve tenere per la stessa squadra di calcio, deve essere la tua immagine e somiglianza, questo sì che è idem-sentire, è condividere le radici più profonde della nostra identità.

Ma se anche la moglie, a un certo punto, salta fuori a dire “poverini questi che arrivano con i gommoni, quei bambini piccoli, con quegli occhioni spaventati... mi fanno proprio pena...”

Eh, allora no, non ci siamo, qui nasce una incompatibilità insanabile. E meno male che c'è il divorzio.

Bene, non è per fare gli individualisti, ma io, Eridano Tiraboschi, mi sento proprio bene quando penso che sono coerente con il mio pensiero, mi condivido totalmente. Allora capisco che la comunità al di sopra di tutto sono io. Potrà sembrare discriminatorio, e allora? Io a casa mia faccio quello che mi pare e faccio entrare solo quelli che dico io, pochi, pochissimi, quasi nessuno.

Quando mi guardo allo specchio e mi vedo sono proprio soddisfatto del mio idem-sentire totale.

Anche se... ho letto qualche giorno fa che il cervello è diviso in due lobi con compiti diversificati. Quello sinistro agisce in base alla logica, alla razionalità, quello destro in base all'istinto e alla intuizione. Lo dicevano con parolone da scienziati ma il succo era questo. Così, adesso, quando mi guardo allo specchio... C'è questa cosa che mi disturba un po', di dover condividere, quando penso con un lobo, la presenza di quell'altro lobo, che è chiaramente un “diverso”. Non che io ce l'abbia con chi è diverso, ma se si potesse fare una secessione, come diceva quel tizio dell'idem-sentire, sarei più sereno.

Quando non la si pensa allo stesso modo, ognuno deve andare per la sua strada, anche i lobi cerebrali, ognuno a casa sua.

20 commenti

  1. Daniela

    Caro Mau,

    non era impresa facile riuscire a sintetizzare in un breve racconto il "sentire medio" di molti di noi. E lo hai fatto con quella leggerezza ed ironia che sempre ti contraddistinguono. E’ per questo che mi fa davvero piacere che ci siamo decisi a pubblicare questa pausa di riflessione (che giaceva tra le bozze da qualche giorno), affrontando le polemiche che probabilmente susciterà. Tu questo lo sapevi già, ora lo sanno anche i nostri lettori.

    E proprio perché questa pausa di riflessione non rimanga fine se stessa, vorrei cogliere l’opportunità che essa ci offre, per aprire un discorso più ampio, per invitare ognuno di noi a riflettere davvero su un tema che accende gli animi e spesso ci fa schierare da una parte o dall'altra, tra i "buoni" o tra i "cattivi", senza avere sviscerato fino in fondo ogni aspetto della questione.

    Cerco di spiegarmi meglio... è facile dire che siamo tutti uguali, che tutti abbiamo gli stessi diritti, che dobbiamo accogliere a braccia aperte chi ha bisogno di aiuto… così siamo buoni. E’ anche facile dire che l’Universo ci offre costantemente esempi di interazioni, a livello sia macroscopico che microscopico, senza le quali la vita non esisterebbe, anzi, non esisterebbe l’Universo stesso.

    Tutto vero. Punto e basta.

    Punto e basta? Ma ne siamo sicuri? Senza paura di essere classificati tra i cattivi, perché non proviamo a scavare un po’ più a fondo e analizzare come avvengono le interazioni che ogni creatura dell’Universo (tranne l’uomo soggetto a deviazioni culturali e sociali, che lo hanno allontanato dai ritmi imposti da madre Natura) segue?

    Per esempio… due atomi di idrogeno sono felicissimi di fare amicizia con un simpatico atomo di ossigeno per formare un’allegra molecola di acqua, ma sono altrettanto felici di dividersi quando la temperatura aumenta e stare troppo vicini li farebbe sudare. E poi ci sono atomi con i quali non formerebbero legami neanche per tutto l’oro del mondo (già… l’oro… quello che reagisce solo con l’acqua regia e con lo ione cianuro). Per non parlare, poi, dei gas nobili che guardano tutti gli altri dall’alto in basso o di quel discriminatorio principio di esclusione di Pauli che dispone a proprio piacimento gli elettroni tra gli orbitali dell’atomo, assegnando posti in prima fila o nel loggione a seconda del loro spin (che questo spin sia un sinonimo di razza?!?).

    Sto scherzando, è ovvio… ma, in modo leggero e assolutamente non polemico, vorrei stimolare una riflessione e un confronto sereno, sollevando la questione delle REGOLE. L’Universo le segue e le fa seguire, nessun atomo si sognerebbe mai di usare la violenza per cambiarle.

    Con questo non voglio dire che chi sta male deve rimanere a casa sua perché il suo posto è quello. Essere uomini, pur con tanti difetti, comporta anche qualche vantaggio che gli atomi non hanno: uno di questi si chiama LIBERO ARBITRIO e, se ben usato, può consentire di cambiare le regole senza violenza.

    A proposito di civile convivenza tra popoli, mi viene in mente l’opera instancabile di Niels Bohr per proporre regole condivise e finalizzate all’uso pacifico dell’energia atomica, mirabilmente sintetizzate nella sua lettera aperta all’ONU del 1950. La sto traducendo, appena possibile la pubblicherò… sarà un’altra pausa di riflessione da non perdere!

    Chi ha voglia di dare il proprio contributo a questa pausa di riflessione, senza preoccuparsi di essere classificato tra i buoni o tra i cattivi, sarà ben accetto!

  2. cari Daniela e Maurizio,

    condivido in pieno l'ammirazione per la leggerezza tragica o -se preferite- la tragicità leggera del racconto. Ma condivido, altrettanto, la  profonda analisi che non si maschera dietro a falsi buonismi e a stantii luoghi comuni.

    L'Universo ha delle regole che vengono accettate e condivise senza nemmeno metterle in discussione. Tutto ciò non perché non sia democratico, ma perché la sua democrazia  perfetta prevede il posto giusto al momento giusto (non troppo caldo né troppo freddo... ricordiamo?).  La democrazia non si esporta e nemmeno si impone, essa deve nascere come essenza stessa delle creature, siano esse subatomiche, siano esse gigantesche o addirittura infinite come il Cosmo, siano esse dotate della capacità di ragionare e di prendere decisioni (ma forse tutto ciò che è Universo possiede questa caratteristica, solo che alcuni credono di essere i soli a possederla).

    La Terra è il pianeta che ci accoglie e lei ama i suoi figli in ugual maniera, senza alcuna distinzione tra bravi  cattivi, piccoli, grandi, neri o bianchi. Tuttavia, ha saputo regalare alla maggior parte delle sue creature la capacità di seguire le regole della equa ripartizione e della pacifica interazione. Perfino quelli che noi chiamiamo disastri soddisfano questa legge naturale... Purtroppo, l'evoluzione parziale o troppo rapida o troppo lenta del raziocinio e della possibilità di modificare l'ambiente e le creature considerate di "livello" (parola inesistente nel Cosmo) inferiore, ha causato squilibri, in chiara contraddizione con le regole materne e universali. Sto parlando, ovviamente dell'unica specie umana...

    Tutto ciò si rimetterà sicuramente nei giusti binari, ma in tempi forse troppo lunghi per la stessa specie. Una civiltà umana  equa, consapevole, umile e ambiziosa nello stesso tempo, non assisterebbe a migrazioni e a scontri non previsti e non accettati come pura evoluzione di se stessa. L'homo sapiens, così come quello che si è regalato il raddoppio dell'aggettivo, non fa altro che assumere il ruolo di attrito noioso e fastidioso per la naturale evoluzione dell'intero pianeta e delle sue specie sia sedentarie che in continua attività (cosa simile avviene anche all'interno della casa più piccola dell'Universo... l'atomo).

    Le guerre, i "razzismi" (altra parole non esistente nel Cosmo), i genocidi, i falsi pietismi, l'affannosa e mai raggiungibile smania di potere sono frutto di regole in antitesi con quelle naturali. Immaginate per un attimo un mondo equo in cui tutti abbiano a disposizione quanto basta per sopravvivere senza problemi (lo sanno fare perfino i licheni e i coralli marini). Esso non porterebbe a migrazioni deleterie per chi è costretto ad attuarle e per chi è costretto ad accettarle. Esse sarebbero il naturale corso dell'esistenza che ha portato alla  attuale unica specie di homo. Pensiamo alle prime migrazioni preistoriche, alla fusione di caratteristiche legate al clima mutevole e alle traversie superate, ai pochi esempi in cui le varie culture di un'unica specie hanno portato al suo salto di qualità.

    Altro che catastrofi inventate, democrazie posticce basate sulle forza e violenza e imposte a coloro che al momento sono i più deboli, convinzioni di sapere sempre cosa succederà domani, falsi e ridicoli sensi di colpa nei confronti di un pianeta che nemmeno si accorge e si accorgerà mai del rumore di fondo dovuto alla nostra presenza. Se dovesse essere troppo fastidioso lo eliminerebbe senza alcun preavviso e senza alcuna pietà (altra parole inventata dall'homo...) in modo da riportare i suoi figli adorati nei binari delle giuste regole.

    Missione impossibile invertire un processo che sembrerebbe proprio portare a questa conclusione? Forse sì, forse no. In fondo, basterebbe poco: smettere di guardare sempre il fango che calpestiamo e rivolgere gli occhi verso l'alto, verso l'Universo e amarlo perché ne facciamo parte integrante e non siamo una sua escrescenza maligna. Guardare in alto vuol dire guardare e ammirare tutto con lo stesso rispetto, sia l'infinitamente piccolo che l'infinitamente grande.

    Perché non provare, prima che esploda il supervulcano dello Yellowstone o dei campi Flegrei o prima che cada un nuovo asteroide un po' troppo grande o il Sole si addormenti troppo a lungo bloccandoci nel ghiaccio?

    Forse non sarebbe così difficile e forse ci permetterebbe di sopravvivere alle apparenti, ma naturalissime, catastrofi naturali.

    Scusate il lungo post... ma lo dovevo sia a Maurizio che a Daniela. So che altri si stanno cimentando su questo tema, anche attraverso l'ironia, la fantascienza o anche solo il libero pensiero costruttivo. Forse meriterebbe di mettere insieme come un unico articolo i vari contributi... La parola e il pensiero sono le uniche cose che ancora ci permette una società sempre più simile a quella di Orwell...

     

  3. Daniela

    Sollevare gli occhi dal fango e rivolgerli al cielo, può davvero servire a costruire un mondo più equo...

    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2014/12/10/suleiman-luomo-delle-stelle-di-carlo-guidi/

     

     

  4. Gianni Bolzonella

    Negare il conflitto genera confusione, sconcerto e diseduca alla realtà. Non è patologia, ma accettazione della vita, equilibrio.

  5. Gianni Bolzonella

    Povera Italia, povera Patria nostra, sbrindellata, occupata, invasa e strattonata in qua e in là da coloro che, privi di idee, fanno dell’umanitarismo straccione il codice morale da imporre al mondo intero. Il carico umano che affollava la nave Diciotti rappresenta la totale follia cui versano sinistri, preti, papi, presidenti della camera e i camerieri dei burattinai che desiderano sconvolgere sia gli stati sovrani e sia l’amor patrio che arde come un fiamma viva dentro di noi.Sfilano sulla passerella del politicamente corretto per far entrare fisicamente nel territorio italiano dei soggetti che vi sono arrivati illegalmente, da clandestini, violando i sacri confini che, a differenza di ciò che dice Mattarella, non sono mere linee ma il segno tangibile che questo Stato ha ancora il dovere di esercitare la propria sovranità entro quegli stessi ed esatti confini. È la base della nostra esistenza e della capacità che abbiamo di convivere decentemente gli uni con gli altri. Il contrario è il caos, la polverizzazione, lo sgretolamento, il ritorno ad una terra di nessuno ove chiunque può approdare come meglio crede piantando la propria bandiera con tutto ciò che si porta appresso. Ovvero delle intere civiltà.

  6. maurizio bernardi

    I sacri confini sono sacri solo dal lato interno. Infatti, i (sacri) confini degli altri non sono mai stati considerati tali, altrimenti il  popolo, forte, orgoglioso e fiero della propria patria della propria identità, da cui traiamo le nostre radici, non avrebbe conquistato un impero, né , in tempi più recenti, ci sarebbero state le guerre coloniali.

    Le chiamate alle armi non risolvono nulla, Gianni, e sarebbe meglio astenersene.

    La nostalgia per il cosiddetto ordine antico va vissuta con la consapevolezza che l'entropia è inarrestabile. Conviene farsene una ragione.

  7. Daniela

    "...l’amor patrio che arde come un fiamma viva dentro di noi..."

    Magari, Gianni, ci fosse solo amor patrio dietro le parole di quel tizio che ha scritto l'articolo dal quale hai copiato il tuo commento, sarebbe l'unica cosa sensata in un trionfo di luoghi comuni triti e ritriti vomitati per non so quale tornaconto se non il piacere perverso di contribuire a peggiorare una situazione che ha già superato i limiti della decenza e che, se non è ancora sfociata in una guerra civile, è solo perché alla maggioranza degli italiani fa fatica (per fortuna!) rinunciare al loro tran tran quotidiano. Perché, in fondo in fondo, clandestini o non clandestini, non si vive poi tanto male in questo paese.

    Vorrei proprio vedere se lo stesso tizio scriverebbe parole così accorate per convincere i suoi “simili” a non evadere le tasse, questo sì che sarebbe amor patrio!

    A proposito di amor patrio... questo scriveva mio nonno, il sergente silurista Pietro Basagni, sul suo diario il 19 agosto 1939:

    “Forse è la guerra. Oggi 19 sono richiamato nuovamente alle armi, sono contento perché finalmente potremo realizzare il sogno di tutti gli Italiani, fare un Italia grande, temuta e rispettata, e finalmente il benessere per le nostre famiglie. Anch’io oggi ho una famiglia, una sposa che adoro, un bellissimo bambino che è il tutto per me. Non nego che il distacco è angoscioso, ma il mio cuore è forte e sopra tutto freme di amore patriottico, parto con l’animo in tempesta, ma bramo finalmente superare questa grande prova”

    Il suo, e quello di molti altri suoi compagni, era amor patrio vero e lo hanno dimostrato mettendo in gioco la loro vita, così come hanno fatto altri uomini e donne della sua generazione, sia che fossero di destra o di sinistra e indipendentemente dal fatto che la storia li abbia consegnati dalla parte del torto o della ragione… un sentimento sincero a suo tempo abilmente sfruttato da chi deteneva il potere, con i risultati che tutti conosciamo. Non ultimo la guerra civile che ha insanguinato il “bel paese” a partire dall’armistizio del ’43 e che si è protratta per svariati anni nel dopoguerra.

    Basterebbe leggere un libro di storia (anzi, meglio, leggerne due o tre di autori diversi, per farsi un’idea che sia il più possibile vicina alla realtà) per capire che la chiamata alle armi di quel tizio, di cui riporti le parole, non è una soluzione. Mio nonno e tanti altri in buona fede come lui, non avevano a disposizione gli strumenti intellettuali per capire di quale tragico errore si sarebbero resi complici, noi ce li abbiamo… per favore usiamoli, non facciamoci imbonire da chi sa usare abilmente le parole per manovrare l’emotività altrui!

  8. Sono stato costretto a eliminare i due ultimi post, dato che entravano direttamente in fatti di politica quotidiana, facendo nomi... In questo blog si può parlare di tutto, anche di idee e pensieri diversi, ma la politica lasciamola fuori... Non potrebbe che inquinare anche questo sito dopo aver inquinato un'intera Nazione...

  9. Frank

    Bravo Enzone, saggia decisione e saggio consiglio. Mi pare che sia la seconda volta che per poco non ti sfugge di mano la situazione sfiorando il caos tipico di blog che discutono di opinioni. Avevo ventilato il rischio già quando avevi postato un estratto dal blog del tuo amico e lo ribadisco ora, l'infinito teatro del cosmo non è l'infinito teatro dell'uomo ma se lo diventa.......... Enzo, idee e pensieri diversi sono politica, sarebbe meglio evitare articoli come questo e anche altri poco attinenti alla linea scientifica però il blog è il tuo a Te la scelta.

    Cooooollllll

  10. come vedi, Frank, cerco (anche se a volte mi mordo la lingua) di seguire i tuoi consigli...  :-P

  11. Però, Frank, ricordiamoci che anche l'uomo fa parte dell'Universo...(purtroppo?) :mrgreen:

  12. Frank

    Caro Enzone preso in castagna, anche la tua ultima affermazione è discutibile. Secondo alcuni lo è, secondo altri è solo inserito nell'universo e secondo altri ancora è l'universo, ecc. Dove non arriva la matematica, dimostrata, si può dire di tutto e di più...................

  13. Daniela

    Ciao Frank! Abbiamo avuto molti dubbi sulla pubblicazione di questo articolo, ma poi ci siamo decisi a farlo uscire per fare chiarezza sulla nostra posizione in merito ad un argomento che, a più riprese, era già stato toccato.

    Certo, se avessimo più lettori che, come te, dicono chiaramente cosa apprezzano e cosa no, sarebbe più facile decidere quando è il caso di pubblicare articoli che esulano dal tema principale del blog. Ma, purtroppo, nonostante il costante aumento dei lettori, i commenti sono merce sempre più rara... forse se chiedessimo solo un pollice su o giù, sarebbe più semplice, ma quelli non sono commenti veri e non ci interessano. Insomma, anche per i commenti, come al solito, meglio pochi ma buoni!

    :-D

    P.S. L'uomo è Universo? Certo che sì! :-P

     

     

     

  14. Eh no, caro Frank! Anche l'uomo è fatto di atomi e la sua materia segue le stesse leggi del Cosmo (compreso il cervello). Non possiamo escluderci... ma possiamo escludere gli individui che ne danno un esempio poco "regolare" e armonioso... come i politici e le loro azioni. Ma le idee  fanno parte della fatica della Natura, frutto dei composti del carbonio e non solo...

  15. Frank

    Ciao Daniela, certo che l'uomo è l'universo, non la donna............. Ahahahahahaahh. Adesso ricomincia il cinema, scherzavoooooo.

    Sai riguardo ai commenti non mi farei troppi problemi se le letture ci sono vuol dire che si va nella giusta direzione, questo articolo direi esula completamente dal filone del blog e probabilmente chi legge qui è interessato a fatti concreti e dimostrati, nei limiti della attuale conoscenza, facendo riferimento alla competenza e preparazione del Nostro Enzone. Una volta capito quel che si legge a cosa servono i commenti, ringraziamenti esclusi?

    Enzone il ragionamento non fa una una grinza ma non è a me che devi dirlo, prova a dirlo al Pontefice ed al circa miliardo e mezzo di fedeli che lo ascoltano poi vediamo se sono d'accordo anche loro o cominciano a fare strani riferimenti. Sono pur sempre opinioni anche quelle. Prima che qualcuno si offenda preciso che sarebbe uguale anche con altre religioni e talune formazioni politiche e naturalmente questo è solo il mio parere.

  16. Daniela

    Tranquillo, Frank, non mi offendo! Ad essere sincera, la battuta sulla donna l'avevo scritto anch' io, ma l'ho cancellata perché mi sembrava troppo... scontata!!!!! :-P  :-P  :-P  :lol:

    Riguardo ai commenti, concordo che non siano necessari, ma ti assicuro che fanno taaaaaaaanto piacere. Tieni presente che ogni singola parola che vedi scritta qui, è dettata solo da impegno e passione e l'apprezzamento testimoniato da un "grazie" piccino picciò, ma anche una critica costruttiva, hanno un grande valore.

     

  17. E' sempre un piacere sentire il tuo parere, ossia il parere di una piccola parte di Universo... :wink:

    Sulla mia visione dell'Universo e della religione ho espresso più volte il mio parere e non penso sia cosa estranea al blog... I pensieri degli altri possono servire a crescere... l'importante è che siano sinceri e che nascano o siano filtrati dalla propria mente e non banali ripetizioni di bla, bla, bla sentite o viste sui media.

  18. Per agganciarmi a Dany, potrei dirti che, adesso che stiamo pubblicando i quiz-non quiz. anche solo un commento del tipo: "risolto da solo!" sarebbe una bella ricompensa, dato che voglio partire sempre dall'idea che ciò che viene detto è la verità. Se non lo è peggio per chi l'ha scritta... Guarda, a proposito dei commenti che non vorrei mai ricevere ho trovato proprio oggi questa vignetta che mi sembra proprio perfetta:

  19. Frank

    Eccomi, scusate non avevo ricezione. Thanks Daniela colpito e affondato, me la sono voluta mai provocare una donna soprattutto se intelligente. Ci riprovo vediamo se questa volta la passo liscia. Il numero delle letture è importante molto più dei commenti e dei grazie ma forse qui ci scappa un poco di vanità femminile..........

    Tutto ok Enzo, poi basta leggere la presentazione al blog per avere un'idea di come la pensi ma ciò non toglie che di argomenti come questo sopra se ne potrebbe discutere all'infinito senza arrivare a nulla e incasinando il blog. Riguardo l'opportunità di mischiare gli argomenti ho già detto sopra. Bella la vignetta, per ora mi colloco solo al centro.

    Giusto un chiarimento, non ho espresso alcun parere sull'argomento dell'articolo ma solo sull'opportunità di pubblicarlo, mi da l'impressione che tolga purezza al blog mischiando le miserie umane ad argomenti puliti come quelli qui trattati. Naturalmente è sempre solo una mia impressione.

  20. Daniela

    Tu chiamala, se vuoi, vanità... io quello che provo per un commento come questo

    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2016/12/19/i-racconti-di-ciccio-e-astericcio-8-puntata-un-pennello-per-due/#comment-278561

    la chiamo emozione!

    :-D

     

     

     

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