11/11/18

Piccola riflessione di pura logica sui fenomeni estremi

Con grande dispiacere ho sentito della catastrofe (fortunatamente, senza molte vittime e con scarsi danni ai monumenti) capitata alla splendida Petra.  Un'alluvione improvvisa, dovuta sicuramente a qualche "bomba" d'acqua anomala o cose del genere. Ovviamente, c'è già chi collega la bomba climatica (meglio sicuramente di quelle che hanno distrutto la vicina Siria) al riscaldamento globale. Ormai lo sappiamo benissimo: se piove è colpa del GW, se non piove anche.

Tuttavia, mentre si continua con questa monotona e ripetitiva tiritera, si dice anche che la colpa dell'uomo è anche legata alla distruzione delle opere di contenimento e di deviazione delle piene improvvise che i costruttori avevano predisposto tanti secoli fa, in un momento in cui la rivoluzione industriale era ancora ben lontana.

Ma, ma... le due cose sembrano in netto contrasto tra loro. Le bombe d'acqua capitano solo OGGI perché c'è il riscaldamento globale. Perché mai tanto tempo fa si erano predisposti vari accorgimenti per fronteggiarle? L'unica soluzione che i media potranno tirare fuori, se non vogliono fare proprio la figura di chi manipola e inventa false conclusioni, è che i costruttori di oltre duemila anni fa prevedevano perfettamente il riscaldamento globale di OGGI. I casi sono due: o crediamo nei viaggi nel futuro (molto difficile) o dobbiamo imparare la climatologia da quei fantastici architetti.

I costruttori di petra conoscevano benissimo la climatologia, a tal punto che avevano previsto le alluvioni di OGGI. Ai loro tempi non ce n'era bisogno perché non esisteva di certo il riscaldamento globale!
I costruttori di Petra conoscevano benissimo la climatologia, a tal punto che avevano previsto le alluvioni di OGGI, predisponendo opere di contenimento e di deviazione. Ai loro tempi non ce n'era bisogno perché non esisteva di certo il riscaldamento globale!

In ogni caso stiamo facendo la figura dei cretini o, al limite, dei costruttori di meravigliose e volontarie bugie!

 

6 commenti

  1. Daniela

    Questa tua piccola e logica riflessione, Enzone caro, mi ha richiamato alla mente l'intervista ad un anziano "indigeno" che, con alle spalle un centro commerciale allagato e davanti il microfono del giornalista che gli chiedeva un commento sull'ennesimo disastro meteorologico (se non ricordo male da qualche parte nei dintorni del Po), rispose "Abito qui da sempre e lo sappiamo tutti che questa zona ogni tanto si allaga quando piove...". Un'altra logica riflessione sorge spontanea: perché costruire un centro commerciale proprio lì? Forse perché il terreno costava meno di un altro che non si allaga mai? Scommetto che i costruttori di Petra non avrebbero commesso un errore del genere  :roll:

  2. ma loro erano dei VERI climatologi ( e anche senza farfallino...) :mrgreen:

  3. Frank

    Ma certamente, non occorre neanche una gran preparazione per spararle grosse tanto il cittadino medio difficilmente si informerà. Se non si ha una conoscenza diretta per vari motivi come ad esempio essere un contadino, chi mai si prenderà la briga di leggere un grafico come quelli presenti nella app meteo di win10, oltretutto sperando che siano corretti ma a parte errori di trascrizione dovrebbero essere attendibili, per ora o almeno fino a quando nessuno li legge. Da parte di tale informazione si rasenta la circonvenzione di incapace aggravata dalla "professione" di chi la perpetua.

  4. non ho app né apples o oranges... mi puoi far vedere il grafico di cui parli?

  5. Frank

    Antico, ti mando un  pdf per mail ma non sono altro che le medie, massime e minime di temperatura e precipitazioni, in questo caso solo quantità in mm per  luogo (circa), non so quanto approssimato degli ultimi 30 anni, mese per mese. Dove disponibili i dati naturalmente. Niente di elaborato ma di una leggibilità elementare, quanto basta per sostenere una discussione da bar dove tutti si ricordano di come è cambiato il tempo senza di solito ricordarsi se il giorno prima c'era sole o pioggia.

  6. Boh... allora lascia perdere... è facile immaginarselo...

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