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9/07/19

Scoperta la fotosintesi! *

Sembrerebbe quasi impossibile a credersi, ma qualcuno riesce a pubblicare articoli in cui si scopre molto meno dell'acqua calda. E la confusione dei media diventa sempre più feroce e vincente...

Un gruppo di ricercatori svizzeri è arrivato a una conclusione che sembrerebbe una battuta di spirito se non fosse stata pubblicata su una rivista più che autorevole. Forse irretiti dalle notizie mediatiche hanno studiato a lungo i rapporti tra alberi e CO2 e hanno concluso che più alberi ci sono e più si riesce a limitare la presenza di CO2 nell'atmosfera (e con lei, ovviamente, l'effetto serra). Cose dell'altro mondo... la loro conclusione è che basterebbe piantare molti alberi in certe zone della Terra e si riuscirebbero praticamente ad annullare quasi del tutto i cambiamenti climatici, dovuti al nemico del secolo, ossia l'anidride carbonica.

Ma va? E chi mai sapeva che la CO2 è il cibo delle piante e che durante il periodo di innalzamento della CO2, sia naturale che creata dall'uomo, le foreste  sono  cresciute e si  sono estese? Ne abbiamo parlato spesso (basta andare nell'archivio QUI)e ci siamo anche "incavolati" venendo a conoscenza che la Germania (uno degli stati teoricamente più "verdi") abbia distrutto una foresta storica per aprire una nuova gigantesca miniera di carbone (sì, proprio quello che prometteva di eliminare per sempre!).

Mi è tornato in mente, tra i tanti, un articolo del 2017 in cui i cinesi avevano stabilito un programma particolare per preservare un certo numero di foreste proprio allo scopo di catturare tranquillamente il loro cibo, la CO2. E se è il cibo delle piante, lo è indirettamente anche per noi...

Quanta confusione e quanta ignoranza al giorno d'oggi. Sembra che i media e le loro falsità volute o non volute (poco importa) abbiano gettato scompiglio e confusione anche tra i ricercatori professionisti. La cosa è molto seria e non ci mostra un bel futuro.

Perfino uno sprovveduto come me aveva scritto tanti anni fa un raccontino legato proprio al legame tra CO2 e vegetazione... Bastava -forse- che i ricercatori svizzeri lo leggessero.

Mi vergogno (quasi), ma forse è doveroso riscrivere la formula fondamentale della vita:

6CO2 + 6H2O → C6H12O6 + 6O2

dove CO2 è il terribile veleno del nostro secolo, mentre C6H12O6 è lo lo zucchero, ossia il cibo per le piante e non solo. Per non parlare dell'ossigeno O2, che non è certo da buttar via!

Insomma, basta prendere un po' di CO2, utilizzare l'energia solare, del tutto gratis, aggiungere un po' di vapor d'acqua (sempre a disposizione) e si riesce a dar da mangiare alla Natura. Una produzione di energia veramente biologica, che la Terra usa da tantissimo tempo e che ha un'efficienza spaventosa, pari a più del 99%. Ovviamente, come tutti i grandi giochi della Natura, c'è, all'interno del processo di trasformazione, lo zampino della meccanica quantistica (vedi QUI e QUI).

Vogliamo essere veramente "eco" e "bio"? Beh... pensiamo allora a dare da mangiare alle piante e -magari- cercare di capire come fanno a essere molto più "intelligenti" di noi!

Articolo originale QUI

ciclo

 

7 commenti

  1. Mario Fiori

    Caro Enzo secondo me questa è la dimostrazione che l'uomo non è necessario in natura e che la MQ lo sà bene. Se poi ci opponiamo con pavoneggiamenti mediatici, con il "dio" denaro. senza un briciolo di umiltà, senza remore, scuramente diventiamo veramente nocivi, un vero e proprio virus....che tristezza.

  2. chissà che la Natura non decida di eliminare questo virus... Lei sa sempre come fare ...

  3. Gianni Bolzonella

    L’uomo-massa vive nella civiltà come il selvaggio vive nella foresta primigenia, godendone i frutti – artificialissimi – come fossero manghi e banane pendenti dagli alberi, e che lui nemmeno deve coltivare, perché tutto è a sua portata di mano senza sforzo.

    Pensate solo questo: chi ha meno di quarant’anni oggi non ha esperienza di altra realtà commerciale che i supermercati e shopping center: che facilmente scambia come la sua “foresta originaria” dove trova tutti gli alimentari che vuole, da ogni parte del mondo, ed inoltre tutte le merci durevoli, tv, smartphone, vestiario alla moda, tutto attuale, fresco e in immensa, allegra abbondanza.

    Facile scambiarlo per la foresta primigenia. Ma non lo è.
    Siccome il neo-barbaro non capisce se non ciò che “prova nella propria carne”,

    non vede quel che rende possibile la “foresta originaria” di cui lui si serve come fosse “natura”: le centinaia di superpetroliere petroliere e migliaia di navi da carico che gli hanno portano le merci a sotto casa grazie alle infrastrutture “vecchie”; non vede i dazi abbattuti, le norme internazionali, né le portaerei USA iperconsumatrici, che come proiezione di potenza impongono l’ordine globale senza confini. Non vede gli sprechi (inevitabili e titanici) che questa abbondanza di cibi freschi comporta, uno spreco che avrebbe indignato e spaventato i nostri nonni; il 20-30 per cento che finisce invenduto e va negli incineritori. All’atto di mettere nel carrello il merluzzo dell’Alaska o il salmone norvegese, l’hamburger o qualunque altro surgelato, il neo-barbaro non ha nemmeno la più vaga nozione della immensa, geniale, ininterrotta “catena del freddo” che dal peschereccio oceanico attraverso carri frigoriferi a -30 gradi su binari o gomma, gli porta il pesce esotico in tavola.

    Non pensa, soprattutto, alla “densità di energia” che viene impiegata per rendergli questo comodo a disposizione, a lui e ad altri miliardi di abitanti del mondo sviluppato.

  4. caro Gianni, grazie per la profonda analisi... veramente interessante.

  5. Gianni Bolzonella

    Istruzioni del ministero della Istruzione ai docenti per la valutazione della prova di italiano scritto all'esame di maturità. I docenti sono invitati a giudicare se il candidato «adotta strategie di sottoprocessi di scrittura provando più schemi compositivi»; oppure «se si preoccupa marginalmente della inferenza deduttiva e della coerenza logica»; infine se «avverte la cogenza della inferenza deduttiva e il valore della razionalità».

    Le griglie di valutazione sono costruite in centesimi, spiegano sempre i soloni del ministero della Istruzione, da ricondurre, con «opportuna proporzione», in ventesimi; in pratica si tratta «di sommare i punteggi di dieci indicatori/evidenze/descrittori, poi si divide per cinque con eventuali arrotondamenti». Pensare che al ministero dell'Istruzione ci siano dirigenti che scrivono in questo modo e abbiano queste idee (chiedo scusa alle idee) e costoro non vengano accompagnati alla porta, mi suscita sgomento.

    SCUSATE L'INTRUSIONE,MA DOVEVO PROPRIO CONDIVIDERE QUESTO ARTICOLO.

  6. caro Gianni... secondo te nascono già così o li costruiscono in laboratorio????

  7. Gianni Bolzonella

    DI COSA SONO FATTI GLI ALBERI?

    E' una bella domanda, e la risposta è ancora più bella.
    Non sto parlando del fatto che l'albero è fatto di legno e foglie, non sto parlando del fatto che l'albero è fatto di cellulosa e lignina. Parlo proprio di: "da dove prendono la propria massa gli alberi?"

    Nel 17° secolo lo scienziato Jean Baptiste van Helmont provò a capire da cosa traessero la propria massa gli alberi. Prese un piccolo arbusto, un vaso con della terra, e misurò attentamente il tutto. Negli anni successivi evitò accuratamente che ci fossero perdite o acquisti di terriccio.

    L'albero, dopo 5 anni, pesava 72kg. Di quanto era invece calato il peso del terreno? 60g! SOLO 60 GRAMMI!

    Ed allora, da cosa prendono la propria massa gli alberi? La creano dal nulla? Assolutamente no!
    Usano l'acqua ed i nutrienti nel terreno? Anche, ma nelle molecole dell'albero ci sono tantissimi atomi di carbonio.....quindi? Ci siete già arrivati?
    Gli alberi, in modo stupefacente, sono fatti di ARIA!!! Eh si, gli alberi sono fatti di anidride carbonica che è convertita in zuccheri + ossigeno, e questi zuccheri poi sono convertiti in tutti i polisaccaridi che costituiscono l'albero. Ci sono sì altri atomi per le funzioni cellulari, ma per la stragrande parte.....gli alberi sono fatti di......ARIA!!!

    alla prossima

    -Enrico

    La fisica che non ti aspetti

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