9/05/15

Noi ci mettiamo il whiskey ed Encelado la … soda! **

Encelado ce la sta mettendo tutta per essere il primo corpo celeste (dopo la Terra) a mostrare segni di vita. Siamo ancora ben lontani dalle conferme effettive, ma, la prossima volta che si va dalle sue parti, ricordiamoci di portare del… whiskey. I suoi abitanti ci metteranno la soda, dato che sono stufi di berla … pura.

Chissà quanti whiskey potrebbero essere preparati su Encelado… il suo oceano sotterraneo è praticamente acqua di seltz. Proprio quello che ci vuole per mantenere la vita anche sotto una spessa coltre ghiacciata. Una bella ubriacatura e si sopravvive benissimo anche al buio...

A parte gli scherzi, si è ottenuto un risultato estremamente importante per ciò che riguarda la possibile “abitabilità” dell’oceano di Encelado e, come conseguenza, anche di quello di Europa.

Sappiamo molto bene che il sesto satellite (per grandezza) di Saturno è geologicamente attivo. Gli sbuffi di vapor d’acqua che vengono “sputati” dal suo polo sud indicano abbastanza chiaramente la presenza di un oceano sotterraneo. La faccenda è talmente chiara che è arrivata l’ora di conoscere molto meglio la composizione di questa riserva liquida e dei processi chimici che potrebbero  avvenire al suo interno. Non ultimo il passaggio da geologia a biologia (e dico niente!).

A furia di analizzare gli sbuffi di vapore, e i grani di ghiaccio in esso contenuti, si è arrivati a calcolare il pH (il tasso di acidità). Dal valore osservato si può risalire a quello dell’oceano sottostante. Bene, esso presenta un valore di 11-12, molto simile a quello dell’ammoniaca. In particolare, è presente il cloruro di sodio (NaCl), che si trova comunemente nei nostri mari, ma anche il carbonato di sodio (Na2CO3) che ne fa un qualcosa di molto simile alla “soda”, come nei laghi terrestri di Mono, in California, e di Magadi, in Kenia. Il secondo è famoso per la colorazione rosa datagli dalla soda cristallizzata e dalla presenza di un numero incredibile di fenicotteri che si cibano delle sue alghe. Malgrado le caratteristiche un po’ … anomale, è chiaro che entrambi possono sostenere la vita.

Il lago Mono in California. Fonte: Octagon
Il lago Mono in California. Fonte: Octagon
Il lago Magadi (il lago rosa) in Kenia
Il lago Magadi (il lago rosa) in Kenia

Ancora più importante è, però, la possibile origine della soda… Il processo potrebbe essere quello della “serpentizzazione”. No, no, nessun serpente velenoso nei paraggi, ma solo roccia povera di silicio e ricca di magnesio e ferro che viene trascinata dal mantello terrestre fino ai fondali oceanici.

Lì avvengono reazioni chimiche tra le rocce “emerse” e le molecole d’acqua che le si affollano intorno. Ne derivano minerali del tutto nuovi tra cui proprio il “serpentino”. In breve, il liquido diventa alcalino. Su Encelado, lo stesso processo potrebbe avvenire mentre l’acqua si “strofina” contro il fondo dell’oceano.

Sì, va bene… avere tanta soda può venire utile per gli amanti del whiskey “allungato”, ma cosa c’entra la “vita” biologica? Bene, la serpentizzazione produce idrogeno molecolare libero (H2) che è una sorgente fantastica di energia chimica, essenziale per mantenere una biosfera in assenza di luce solare. Un processo sempre più studiato dagli astrobiologi in quanto può, da un lato, guidare la formazione di composti organici come gli aminoacidi e, dall’altro, servire come “cibo” per microrganismi che producono metano. In poche, ma importantissime parole, la serpentizzazione potrebbe rappresentare il legame tra i processi geologici e quelli biologici.

Oggi, molti pensano che la vita sulla Terra possa essere proprio nata attraverso questo processo nei caldi fondali oceanici primitivi…

Al di là delle “bevute” alcoliche e della presenza di vita su Encelado, la ricerca effettuata sui vapori del satellite dimostra che è possibile determinate il pH di oceani extraterrestri caldi, attraverso i loro eventuali sbuffi di vapore. Europa dovrebbe essere la prossima meta e sarà cura della missione, che andrà a visitarlo,  portare almeno un po’ di  … bourbon!

Articolo originale QUI

Un modello di Encelado con il suo oceano sotterraneo e gli sbuffi che escono dal polo sud. Fonte. NASA/JPL-Caltech
Un modello di Encelado con il suo oceano sotterraneo e gli sbuffi che escono dal polo sud. Fonte. NASA/JPL-Caltech

 

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Un caso raro l’oceano sotterraneo di Encelado? Non sembra proprio…

6 commenti

  1. peppe

    dopo aver letto il tuo articolo, Enzo, mi chiedo ancora il perchè si perda tempo su Marte piuttosto di studiare missioni per questi satelliti e magari studiare strategie per analizzare in modo specifico questi mondi.

  2. forse perché vogliono vita più "utilizzabile" come mano d'opera... e non batteri ubriaconi! :mrgreen:

  3. gioyhofer

    Beh, quando l'uomo ha messo piede sulla Luna non ha potuto brindare, qui potrebbe benissimo farlo... :D

  4. Michael

    Se apro un locale notturno, creo un cocktail e lo chiamo Encelado. :P

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