9/05/15

Nutriamo il pianeta e energia per la vita: parole, parole,… parole!

L’Expo di Milano è iniziato alla grande (a parte gli incidenti dei soliti vigliacchi mascherati). Un’occasione d’oro per l’Italia e per la sua economia? Può darsi. Sicuramente lo è già stata per molti corruttori e corrotti che hanno fatto lievitare il prezzo di ordini di grandezza. Non pensiamoci più (anche se a fatica) e dedichiamoci all’oggi e al domani.

Bene, chissà perché la manifestazione mi ricorda tanto il GW e certe istituzioni che mascherano introiti miliardari con scopi strappalacrime. Nutriamo il pianeta. Sì, sarebbe ora, ma non certo con le multinazionali del cibo che improvvisamente diventano i paladini del mangiar bene, mangiar sano e sventolano il vessillo della parola più utilizzata negli ultimi anni e -probabilmente- meno capita da tutti: ecosostenibile. Ma cosa vuol dire? Parliamoci chiaro! Chi decide se qualcosa è ecosostenibile per tutte le nazioni del mondo? Le solite vecchie e decadenti potenze che stanno scivolando verso la nullità intellettuale ed etica.

Nutrire il pianeta vuol dire distribuire le materie prime, cercare di ridurre i prezzi del pane e del frumento, cercare di dare un minimo numero di calorie e proteine ai milioni e milioni di persone che nemmeno sanno cos’è un Expo, ma che sanno benissimo cos’è la fame. E, invece, ecco le multinazionali che investono milioni in sceneggiate inutili, che innescano le solite discussioni tra ricchi sazi che a fatica si fanno spuntare una lacrimuccia sulla guancia.

“Dobbiamo fare qualcosa!”, ma non oggi, domani… adesso andiamo ad assaggiare i manicaretti fatti dal grande chef invitato e pagato per presentare i soliti scarti alimentari riproposti come leccornie inarrivabili. Intanto, nessuno ha dato i fondi ai paesi del quarto mondo per trasportare e far conoscere la loro merce, che marcisce nei porti. Accidenti… è un vero peccato! Se la Sierra Leone o il Gabon avessero avuto uno chef pluristellato le cose sarebbero andate diversamente. E, intanto, tutti a comprare le noccioline del vulcano Piripò che sono eccezionali anche se costano un occhio della testa. Peccato, peccato che non siano presenti i bambini affamati di mezzo mondo: ne farebbero una scorpacciata!

Mai e poi mai OGM, ma solo cibo ecosostenibile come mostrato dai maestri di cucina sponsorizzati da chi del quarto mondo non gliene frega un accidenti. Ma la gente esce contenta dall’Expo, ha conosciuto la radice quadrata del lago Acciatè e il semolino amaro dell’altopiano del Motifrego. Ovviamente, delizie presentate da ricconi con sigari e dollari che escono dal taschino e che hanno sfruttato per pochi centesimi qualche indigeno lasciato a marcire a casa come la merce che deve continuare a mangiare ogni giorno, se mai ci riesce.

Come siamo buoni noi che siamo stati all’Expo… abbiamo mangiato una leccornia del maestro Potipo’, abbiamo ammirato le distese del nuovo grano Chissenef, prodotto ovviamente biosostenibile, abbiamo digrignato i denti contro gli OGM, abbiamo anche fatto un po’ di politica alimentare, abbiamo perfino pensato a quei poveracci, un po’ stupidi, della Liberia, che invece di affidarsi al grande chef si ostinano a mangiare solo del riso o delle radici senza nome. E speriamo che non possano mai avere energia, altrimenti ci sporcherebbero il nostro perfetto mondo ecosostenibile, sempre più stretto, limitato e puzzolente!

Asciughiamoci la lacrimuccia e torniamo ai nostri cellulari Ipod, Ipad e Ipud. Ci hanno detto che anche loro sono ecosostenibili!

Va bene… adesso sto zitto!

6 commenti

  1. Paolo

    Caro Enzo, a volte mi sembra di assistere all'informazione geneticamente addomesticata.

    Così gli interessi dei soliti appaltatori diventano interessi generali, del paese, si dice.
    Coloro che affamano il mondo, che gestiscono l'attuale distribuzione del cibo e non solo di quello, vestono i panni di chi si preoccupa di sfamare il mondo. :evil:
    Un esercito di ragazzi e ragazze lavorano gratis, così possono farsi conoscere e chissà...
    In fin dei conti c'è poco da sbalordirsi, oggi anche la formazione usa un linguaggio bancario, la cui unità di misura si basa su crediti e debiti formativi.

    Mah, io preferisco il più onesto ho capito oppure non ho capito... è meno manipolabile e più utile alla crescita (personale e collettiva). :-D

    Paolo

  2. caro Paolo,
    non posso che sottoscrivere in pieno la tua analisi. Non fa una grinza!!! :-|

  3. SuperMagoAlex

    Una manifestazione come Expo, in un periodo di recessione come quello che stiamo vivendo, servirà solo per rimpinguare le tasche dei soliti politici ed imprenditori corrotti.
    E' stato detto che il sabato dopo l'apertura non c'era un cane? Non credo, ma io ho la testimonianza di un mio amico, che mi ha riferito di parcheggi deserti, quaranta inutili corsie all'ingresso, ristoranti carissimi e manco un assaggio! Insomma, ti fanno fare pure la fame... :evil:

  4. Mario Fiori

    Come sempre non avevo seguito questo tuo intervento Enzo ed in ritardo rimedio. Grandissima nota la tua, racchiude tutto il pensiero che "dovrebbe" essere espresso per capire come veramente Nutrire il Pianeta. La mia paura è, carissimo Enzo, che siamo veramente alla frutta e che non è quella da mangiare (magari), o proviamo a risollevarci e cambiare con senso di vera responsabilità o ci riuscirà un qualche evento political-rivoluzionar-bellico di quelli tosti che azzerano e che l'uomo spesso vuole altrimenti non riesce a capire, poi si lecca le ferite ma questa volta saranno dolori inimmaginabili. Scusa l'attimo di pessimismo ma la china è iniziata e verso il basso.

  5. AlexanderG

    Caro Enzo,
    su questi temi siamo totalmente in sintonia, la vedo proprio come te.
    Se pensiamo poi che tra gli sponsor dell'evento ci sta pure McDonalds... http://www.expo2015.org/it/mcdonald-s

    Ciao,
    Alex.

  6. grazie AlexG... conoscendoti ne ero sicuro... e grazie anche per continuarci a seguire anche se preso dal lavoro.

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