28/05/16

Riflessioni mattutine: la Gioconda, Guernica e una nebulosa planetaria…

Anche se a qualcuno sembrerò monotono, volevo chiarire ancora meglio lo scopo di un certo tipo di articoli che sono apparsi sul nostro Circolo e che proseguiranno sotto le sapienti mani e la tenera sensibilità di Barbariccio e Daniccia, guidate dall’esperienza di Scherzy e Astericcio.

Far parlare gli animali e cercare di vedere la Natura in modo diverso è cosa strettamente legata allo scopo principale del Circolo: divulgare la Scienza. Cercherò di spiegarlo in modo semplice anche se molto soggettivo, ma che spero sia comprensibile (anche se non condiviso) da tutti. Forse, continuo a battere su certi concetti proprio per cercare di chiarirmi le idee, di trovare un filo conduttore, di creare una rappresentazione teatrale che mi soddisfi sempre più, ben sapendo che tutto ciò che scrivo può essere opinabile, incompleto, criticato o osteggiato. Cosa c’è di meglio allora di condividere e cercare aiuto in una riflessione comune? Non ho alcuna pretesa di descrivere una verità o imporre una teoria sicuramente valida. Come dico spesso, chiamatele, se volete, emozioni…

Di sicuro, non vogliamo assolutamente fare gli animalisti o i naturalisti di tipo integralista. Ci mancherebbe altro… Quelle sono normalmente delle “mode” fomentate dai media e da istituzioni che spesso e volentieri parlano bene e razzolano male o sono pesantemente coinvolte nella spartizione dei soliti soldi. Tentativi molto umani di decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Fosse così facile…

Queste mode portano facilmente a discorsi mielosi, strappa lacrime, in cui si accusano gli uomini di tutto e di più, come addirittura la distruzione del loro pianeta. L’abbiamo già detto… ci vuole ben altro. Chi può autoeliminarsi è solo la razza umana (quanti rami secchi ha visto la storia della Terra?), ma non certo un pianeta che ne ha viste di tutti i colori.

Le stesse mode, piene di commozione e di lacrime da coccodrillo, innescano altre mode come quella, ad esempio, dei vegani ed estremisti simili. Per quanto mi riguarda, la gente può mangiare quello che vuole, ma non può ergersi a portatore della verità con quel senso di superiorità che l’accompagna. Non è certo in questo modo che ci si avvicina alla Natura. Non basta ribaltare certe regole e lavarsi la coscienza.

L’abbiamo già detto, la Natura è severa e ha regole ancora in gran parte sconosciute che non si risolvono con gesti plateali da teatro di periferia. Il Teatro dell’Universo è ben altra cosa.

La Natura deve essere vissuta dall’interno e questo genera una serie di problemi enormi. Nemmeno sappiamo ancora chi detta le regole, se ce ne sono e se mai riusciremo a comprenderle. Molte cose sembrano indicare che le redini siano tenute ben salde dalle particelle più piccole, quelle che sono descritte (non spiegate) in modo ancora molto vago dalla meccanica quantistica.

Tutta la materia è formata da loro ed è ancora ignoto a tutti come esse riescano a trasmettere le informazioni ai corpi macroscopici. Senza sapere questo passaggio fondamentale è ben difficile cercare di capire e decidere come si possa vivere in modo “giusto” e come si possa far parte integrante della Natura. Probabilmente non esiste un modo “giusto”, ma esiste solo un partecipare al gioco della Natura, lasciandosi trascinare dai sentimenti puri, senza vincoli artificiali.

Tornando un attimo indietro… i cosiddetti vegani, animalisti per eccellenza (non se la prendano, ma sono un esempio lampante e tipico), non si pongono assolutamente il problema di molte altre creature viventi, come le piante e/o gli animali invisibili, anch’essi fondamentali per la Natura. Anzi, molto facilmente, più di noi stessi.

Chi può mai dire se un albero, un frutto, una foglia non soffrano o non siano in grado di saper gestire la propria esistenza secondo regole altrettanto valide e importanti di quelle delle creature “superiori”? Come la mettiamo? Dobbiamo diventare sassariani (mangiatori di sassi, ricchissimi di minerali molto utili al corpo)? Ma anche in questo caso, chi può dire che le pietre e la materia non vivente siano veramente incapaci di avere pensieri e di prendere decisioni? Che cosa sono realmente i pensieri e le emozioni? In fondo, tutto è composto dalla stessa materia e dalle stesse particelle.

Non illudiamoci più di tanto. Ogni “creatura” vivente o non vivente (parole create dall’uomo) mescola le sue molecole, i suoi atomi, i suoi protoni, elettroni, quark, ecc., ottenendo qualcosa di DIVERSO, come in un infinito caleidoscopio, ma il diverso non vuole assolutamente dire più o meno fondamentale. Qualsiasi cosa, formata dalle particelle più pure e semplici, è Universo per definizione.

Una stella con la sua vita complicata, legata a reazioni estremamente delicate, riesce a mantenersi viva per milioni o miliardi di anni. Riesce ad “accoppiarsi” e scambiarsi il cibo in modo che si creino, attraverso le supernove, quei dispensatori di elementi che sono la base di tutto e di più, compresa la nostra piccola esistenza.

Ho parlato di un essere inanimato o di una creatura vivente, sotto ogni aspetto? Dove sta la differenza? Per trovarla dobbiamo attaccarci ai soliti schemi creati da noi stessi. Studiare una stella è leggere un racconto di vita, seguirne i momenti di sofferenza e di gioia. La “nostra” fisica ci permette di descriverlo e/o di capirlo, ma niente di più e niente di meno.

Avete mai pensato alle stupefacenti creazioni che annunciano la nascita di una nana bianca? Pensate veramente che quelle forme artistiche, che chiamiamo nebulose planetarie, siano solo un fenomeno fisico perfettamente descrivibile con formule e modelli? No, io voglio proprio sperare che siano qualcosa di più, qualcosa di paragonabile a un’opera di Michelangelo o di Leonardo. Non so chi o cosa l’abbia realmente pensate ed eseguite, ma restano comunque opere d’arte immense.

La nebulosa Occhio di Gatto, una fantastica opera d'arte naturale.
La nebulosa Occhio di Gatto, una fantastica opera d'arte naturale.

Non facciamo lo stesso errore che si compie guardando la Gioconda. La sua sublime grandezza non sta nel viso, nelle mani, nel paesaggio, nella pennellata sfumata, ecc., ecc. Non è una bella fotografia! La sua grandezza sta proprio in quel qualcosa che stiamo ancora cercando con disperazione: la Natura che prende coscienza di se stessa. Il paesaggio diventa un tutt’uno con la figura umana, la materia, qualsiasi forma sembri assumere, si mescola con delicatezza, si confonde e si concretizza in un sorriso sublime. Quel sorriso che dopo Leonardo ben pochi sono riusciti a esprimere, dato che riuscire a unificare la Natura è un po’ come riuscire a vederla dal di fuori.

La Gioconda. La Natura e l'essere umano si allacciano e diventano un tutt'uno. Mai nessuno è riuscito a creare un'armonia così assoluta e ad avvicinarsi alla vera visione della Natura. Il sorriso è il tenero compiacimento di chi si è avvicinato alla verità.
La Gioconda. La Natura e l'essere umano si allacciano e diventano un tutt'uno. Mai nessuno è riuscito a creare un'armonia così assoluta e ad avvicinarsi alla vera visione della Natura. Il sorriso è il tenero compiacimento di chi ha "toccato" la verità.

Pensiamoci un attimo sopra… non fa lo stesso una nebulosa planetaria o una nube da cui nasceranno stelle o altre mille meraviglie celesti?

No, cari amici, essere veramente naturalisti (ma potremmo usare qualsiasi altro nome) è cosa ben diversa dagli eccessi dettati dai media e dalle mode del momento. Vuol dire immedesimarsi con  la Natura, farne veramente parte, cercare di osservarla e di descriverla con estrema umiltà e senso dell’ironia. Come non prenderci in giro o disprezzarci quando non solo non capiamo, ma cerchiamo anche di imporre classificazioni, regole ferree, gerarchie, basandoci solo e soltanto sulle nostre capacità e potenzialità senza curarci minimamente di quella dei nostri simili siano essi animali, sassi o stelle?

La più spietata e drammatica rappresentazione di tutto ciò che è contro la Natura può essere vista in un altro capolavoro assoluto: Guernica di Picasso. Vi è l’opposto di tutto ciò che è armonia e purezza. Osservatelo e vi porterete agli antipodi di ciò che è splendido nell’Universo. Quel dipinto, con la sua crudeltà, fa capire quanto sia difficile e meraviglioso entrare nella Natura, ma anche quanto sia difficile e terribile uscirne. Picasso è un uomo e come tale  è riuscito a calarsi nel baratro dei pensieri e delle azioni più infimi. Non tutte le creature del Cosmo potrebbero farlo, proprio perché non possono nemmeno immaginare un risvolto così assurdo. Guernica è un esempio perfetto di come l’uomo riesca a trasformare mediante le sue azioni inconsulte la natura “gioconda” di Leonardo in un incubo spettrale. Un incubo, però, che l’uomo è riuscito a realizzare, praticamente, innumerevoli volte. Picasso ce l’ha sbattuto in faccia senza pietà. Guardando Guernica dovremmo veramente voltargli le spalle, riflettere e spaventarci di noi stessi. Un atto di accusa che non dovrebbe lasciare indifferente nessuno! Anche in questo modo, descrivendone l’esatto opposto, Picasso ha fatto capire di aver compreso l’essenza della Natura.

Guernica di Picasso. Forse la più terribile e veritiera rappreesentazione di tutto ciò che è contrario all'armonia della Natura. E' anche questo un modo per farla comprendere.
Guernica di Picasso. Forse la più terribile e veritiera rappresentazione di tutto ciò che è contrario all'armonia della Natura. E' anche questo un modo per farla comprendere.

Torniamo a noi…

I racconti di Barbariccio e Daniccia, aiutati da Scherzy e Astericcio (una vera creatura diversa, ma estremamente uguale), cercano proprio di entrare nel vero mondo della Natura, facendo parlare alcuni animali che stanno vicino ai nostri occhi. Ma potrebbero anche usare querce o rocce o batteri o stelle o magari due fotoni che hanno deciso di comportarsi in modo diverso davanti a uno specchio. Vi immaginate che bella fiaba e quante verità scopriremmo nel loro colloquio?

Non pretendiamo troppo… l’importante è riuscire a capire le potenzialità di ogni essere, vivente oppure no, senza filtrarle attraverso la nostra visione estremamente limitata e particolare. Noi siamo capaci di costruire con le mani e la mente. Sappiamo andare sulla Luna. Beh? E’ un modo di manifestare la nostra “specializzazione”. Ma, per quale motivo i nostri risultati dovrebbero essere superiori a quelli del bombo, dell’ameba del fango, di quella scheggia di roccia che viene dagli asteroidi e che racchiude in sé il racconto di 4.5 miliardi di anni di Universo?

No, essere naturalisti vuol dire cercare di capire dal di dentro (cosa estremamente difficile) quali siano le vere regole (o giochi, tanto è lo stesso…) della Natura o -almeno- la sua bellezza unificata (la Gioconda c’è riuscita!) e, soprattutto, come esse si propaghino dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande.

Ricordiamoci anche che un gesto d’amore come quello di una stella che esplode per donare al Cosmo gli elementi pesanti, necessari alla vita biologica, non è certo da meno di un mamma che allatta il proprio cucciolo.

Ecco, i nostri amici animali sono stati scelti per aiutarci in questo, per farci capire, sorridendo, che la Natura è ancora tutta da scoprire e che i castelli fittizi creati dall’uomo sono un piccolo teatro fine a se stesso, che poco importa o serve all’armonia dell’Universo.

Non riusciremo, certo, a ripetere il risultato della Gioconda, ma almeno non le voltiamo le spalle, immergendoci in una rappresentazione del tutto fasulla e -magari- rischiando di essere ingoiati da Guernica.

Questo è il nostro Circolo, questa è anche Scienza e questo è ciò che i nostri ricci e i loro amici ci racconteranno con un velo di sorriso e di commozione.

Umiltà, cari amici, il primo passo per farsi capire e capire gli amici dell’Universo.

13 commenti

  1. Barbariccio & Daniccia

    Ottime riflessioni mattutine, grazie PapalEnzo!

    Vorremmo aggiungere qualcosa, ma è praticamente impossibile... hai detto tutto tu! A noi non resta che pubblicare la seconda storia, ancora un pochino di pazienza, siamo quasi pronte!!

    :-D :-P

  2. Barbariccio & Daniccia

    P.S.

    E se, per caso, stai pensando che stiamo battendo la fiacca, sappi che non è per niente facile tradurre dal Gattoriccese all'Umano... anche perché le varie sfaccettature che assumono le emozioni di questi piccoli amici sono praticamente intraducibili dal nostro limitato punto di vista!

    Fortuna che PapalScherzone e il terzo occhio della loro amica notturna ci danno un aiuto fondamentale :wink:

  3. parole, parole, parole... son solo parole...

  4. Barbariccio & Daniccia

    Eh, già! Proprio parole, tante parole... :wink:  :mrgreen:

  5. Zappalà Barbara

    Altro che parole e parole, notti in bianco pur di riuscire a cogliere momenti particolari, su cui riflettere. Scambi di idee fino a tarda ora.

    Parli bene, ma ricorda chi dorme non piglia ricci!!!! :

  6. aspetto con ansia la seconda puntata che nessuno mi ha voluto far leggere... Aria di golpe!!!! :roll:  :-P

  7. Daniela

    Eh eh eh... un motivo ci sarà!!!  E chi avrà pazienza lo scoprirà  :mrgreen:  :-P

     

  8. Gianni Bolzonella

    Queste mode portano facilmente a discorsi mielosi, strappa lacrime, in cui si accusano gli uomini di tutto e di più, come addirittura la distruzione del loro pianeta. L’abbiamo già detto… ci vuole ben altro.La natura è severa...È il microcosmo che sembra dettare le regole...Caro Enzo,mi rendo conto che ci stai portando al limite,sostanzialmente hai centrato quello che penso anche io,adesso siamo tutti sulla linea di partenza,ognuno con la sua taglia,con le sue potenzialità.Se penso che ci sono ancora molte persone che credono che la gente di scienza siano tutti dei misogini,incapaci di vedere il mondo a 360 gradi,per non parlare dell'arte.Ieri sera per caso ho assistito ad una rappresentazione teatrale scolastica,credo fossero ragazzi e ragazze di tredici anni circa.Devo essere sincero mi sono annoiato a morte,hanno infarcito la recitazione di frasi sdolcinate,piene di banalità  socialambientaliste da scuola materna.No,sono la persona meno adatta per dare un giudizio sulla scuola vista la mia assenza da secoli da quei paraggi,ma il cattivo odore di stantio,di flaccido di incartato su se stesso lo fiuto anch'io.Se l'Europa con la sua autoreferenzialità non cambia passo specialmente nella gestione della gioventù è già morta.La cultura è una linea di partenza non di arrivo,è un vantaggio che hai sugli altri non una medaglia di nobiltà che ha fatto grandi le nazioni,sprecarla come fanno molti è un delitto mostruoso,i nostri morti c'è lo faranno pagare. :evil:

  9. Gianni Bolzonella

    Scusate ho scritto misogino,un termine totalmente sbagliato,volevo dire monocòrde.

  10. Dici bene Gianni,

    queste mie riflessioni sono l'esternazione di pensieri ancora un po' caotici che mi girano in testa e che cercano di costruire  un quadro generale. Tento di formulare un ordine, una visione unitaria, ma io sono il primo che deve convincersi. Non voglio convincere gli altri né fornire verità assolute (ci mancherebbe... e chi ce l'ha?). Vorrei solo stimolare gli altri a riflettere e a costruire un teatro con una rappresentazione coerente e logica e non una farsa che si mischia alla tragedia. Con persone come te è bello parlare e ... costruire o quanto meno evidenziare i punti più critici (è il primo passo). :wink:

  11. Gianni Bolzonella

    Grazie Enzo,buona domenica. :-D

  12. Mario Fiori

    Carissimo enzo, che dire, ci siamo detti molto su tutto questo quel mitico giorno in Piazza Santa Croce, quì a Firenze, quando abbiamo condiviso, guardandoci bene negli occhi, che siamo tutti fatti delle stesse particelle, che siamo tutti Universo, e quando dico tutti parlo proprio dell'intero Universo.

    Carissimo Gianni le tue riflessioni sono ottime e condivisibili e se poi vogliamo parlare di cultura e di scuola bisognerebbe avere un intero blog a parte e forse non basterebbe.

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