10/08/16

Mi vergogno di essere un uomo ...

Un giocatore di calcio è stato comprato da una squadra inglese per la modica somma di oltre 100 milioni di euro. Sapete quante cose si potrebbero fare con  questa cifra? A parte la stessa ricerca scientifica, penso anche all'attivazione di posti di lavoro nei paesi del terzo e quarto mondo, permettendo ai migranti per fame e per sete di starsene nei loro paesi senza essere trattati da bestie puzzolenti nei paesi ricchi e "civili".

Tutto, però, capita senza nessuna protesta o polemica da parte delle lobby degli ecologisti, dei salvatori del pianeta, dei vegani, dei sassiani, degli animalisti perché fa fine e non impegna, dei verdi pisello e dei verdi un po' più spenti, dei catastrofisti del clima e di coloro che, asciugandosi qualche lacrimuccia di circostanza, archiviano con la coscienza pulita l'ennesimo naufragio nel Mediterraneo.

E mi sorprendo (?) che non esista nessun giornalista che gridi allo scandalo e si lanci in una campagna dura e feroce, senza paura di non fare carriera. E che dire dell'ONU, dell'Europa Unita e di tutte quelle Istituzioni che chiedono sempre soldi e che mai sapremo mai  dove li fanno finire? E la Chiesa che mette il "becco" dappertutto nella politica, ma non in queste faccende?

E non mi si dica che una squadra di calcio è una "cosa" privata e che con i suoi soldi può fare quello che vuole. E' come se un marito ammazzasse la moglie e si dicesse: "Non possiamo intervenire... è una faccenda di famiglia, del tutto privata".

Cari amici, questo è il mio solito sfogo mattutino, sicuramente non condiviso da molti, che magari non vedono l'ora di osannare il nuovo idolo che sa usare così bene i piedi (vi sono migliaia di animali che usano molto meglio le loro zampe). Comunque sia, non posso che dire che questo mondo mi fa veramente schifo, un mondo ipocrita, falso e soprattutto inutile. Per non dire altro...

Non posso che concludere che mi vergogno di appartenere a questa  razza.

10 commenti

  1. Supermagoalex

    Caro Enzo tutto ruota attorno ai soldi, tutti i partecipanti al banchetto "calcio" rimpinguano il loro conto corrente e e il resto passa in cavalleria. Ma vogliamo parlare degli stessi stipendi dei calciatori? Uno scarpone come Pellè è andato a guadagnare 16 mln l'anno in Cina! Sedicimilionidieuro! Penso che siamo giunti veramente al capolinea.

    I giornalisti onesti esistono, ma appena escono dal coro vengono subito emarginati dal sistema; le associazioni pseudo-esportatrici di democrazia, la chiesa, le lobby che dovrebbero salvare il mondo, ecc.. sono un inutile buco nero che ingoia denaro.

    Purtroppo non posso che associarmi alla tua ultima frase  :cry:

     

  2. Daniela

    Perdonami, Enzo, ma non riesco a scandalizzarmi per un’azienda privata che fa un investimento sulla base di piano di ritorno economico-finanziario che sicuramente ci sarà. E se le società sportive spesso sono in perdita, non lo sono certamente i gruppi economici ad essi collegate che le finanziano con un complicato gioco di scatole cinesi che genera indubbi vantaggi fiscali.

    Non dimentichiamoci, poi, che il sistema calcio è la dodicesima industria del paese, genera un movimento economico di circa 13 miliardi di euro all’anno e dà lavoro a non meno di 500mila persone: pochissimi ricchi giocatori con i loro procuratori e moltissimi “normali” lavoratori che mandano avanti la famiglia.

    Ciò che mi scandalizza, invece, sono i milioni di persone che ancora seguono questo sport decisamente noioso, le cui sorti sono spesso decise al tavolino dei poteri forti in modo così palese che tutti ne parlano, tutti si lamentano, ma poi continuano a comprare i biglietti per lo stadio e a guardare le partite in tv come se niente fosse, salvo poi arrabbiarsi di nuovo per l’ennesimo rigore rubato o scandalosamente negato…
    Mi scandalizza che alcune società di calcio siano state lasciate fallire ed altre siano state miracolosamente salvate concedendo loro piani di rientro venticinquennali con l’Erario, quando il massimo a cui un’azienda normale può aspirare sono sei anni (non credete alla favola dei dieci anni tanto sbandierata: i parametri di bilancio necessari per questa agevolazione non li soddisfa nessuno)…
    Mi scandalizza che certi giocatori diventino dei miti e vengano definiti “eroi” quando, impegnandosi un pochino (ovvero facendo esattamente ciò per cui sono strapagati), riescono a vincere un blasonato torneo, con buona pace per gli eroi veri che giacciono dimenticati nelle pieghe della storia passata e contemporanea…
    Mi scandalizza che i bambini che iniziano a giocare a calcio siano fagocitati fin da piccoli in un sistema che limita la loro libertà personale (se va bene ai loro familiari)…
    Mi scandalizza che un compagno di classe di mia figlia, quando era in terza media, sia stato autorizzato ad assentarsi per più di metà dell’anno scolastico perché “promessa del calcio” e sia passato con un buon voto, dopo aver passato l’esame orale a chiacchierare di calcio con il commissario esterno (che era un arbitro amatoriale)…
    Mi scandalizza entrare in un’edicola e vedere decine e decine di riviste scandalistiche il cui numero, senza amori e tradimenti tra calciatori e veline, si ridurrebbe drasticamente.
    Mi scandalizza la violenza dentro e fuori dagli stadi e il costo sociale che, a causa di essa, noi contribuenti dobbiamo sostenere (avete idea di quanto costa una sola ora di volo di un elicottero della polizia? Circa 4.000 euro!), per non parlare dei pericoli per l’incolumità personale di chi fa parte delle forze dell’ordine, che non ha prezzo…
    Mi scandalizza che ci siano molti altri sport, decisamente più belli perché meno pilotabili e perché il risultato spesso rimane incerto fino all’ultimo momento (sto pensando, per esempio, alla partita di pallavolo Italia-Usa di ieri sera alle Olimpiadi: avevo un libro in mano e l’ho posato perché il ritmo di quel gioco è riuscito a catturare la mia attenzione), che devono accontentarsi delle briciole di questa grande torta economica…
    Mi scandalizza che atleti come Tania Cagnotto e migliaia come lei, per poter vivere del proprio sport, abbiano come unica possibilità quella di arruolarsi nelle Fiamme Gialle, in Polizia, nei Carabinieri…
    Potrei continuare, ma mi fermo qui.

    E di chi è la responsabilità di tutto questo? Delle imprese che perseguono un lecito scopo di lucro, come da definizione del codice civile, o di milioni di tifosi o pseudo-tali che rendono possibile tutto ciò? Basterebbe che anche solo il 10% di loro staccasse la spina del calcio per accenderne qualcun altra (e non mi riferisco solo agli sport!), per far sì che qualcosa iniziasse a cambiare!

    La causa è sempre e solo una: scarso utilizzo di ciò che abbiamo attaccato al collo… tutto il resto sono solo misere conseguenze, a partire dal giocatore pagato 100 milioni di euro per finire agli “amici Facebook” che copiano e incollano la soluzione del quiz perché non è importante capire, ma far credere agli altri che si è capito!
    Per chi sta ancora leggendo questo mio lunghissimo e noiosissimo commento, lo chiudo con la rivisitazione di una nota preghiera, fatta da Oriana Fallaci la quale, da reporter che assisteva impotente all’assurdità della guerra in Vietnam alla fine degli anni ’60, si vergognava di appartenere alla razza umana:

    “Padre nostro che sei nei cieli dacci oggi il nostro massacro quotidiano, liberaci dalla pietà, dall'amore, dalla fiducia nell'uomo. Dall'insegnamento che ci dette tuo Figlio. Tanto non è servito a niente, non serve a niente. A niente e così sia.”

  3. cara Daniela,

    ti ringrazio di cuore per il tuo bellissimo e articolato commento... Io ho solo parlato della punta dell'iceberg, tu sei andata sott'acqua a studiarlo per intero...

    Grazie :-P  (per il resto, l'unica faccina è questa: :cry: )

  4. Daniela

    Grazie a te!

    Se non esistesse questa oasi nel web, non avrei altro posto in cui dar libero sfogo a certi pensieri... quindi la mia faccina è questa   :-D

  5. Gianni Bolzonella

    Caro VINCENZO,ho letto proprio oggi che parecchi giornalisti compreso uno con il farfallino, sono stati licenziati dalla RAI.Le proteste in nome di chi a sentire loro,faceva vera informazione scientifica sono state vibranti ecc.ecc.Come tu sai ho sempre detto che a mio parere l'Etica è come il codice fiscale,ognuno ha il suo,dietro la quale sarebbe più esatto dire:"Io la penso così,vorrei un mondo con queste caratteristiche ",la maggior parte della gente veste la sua opinione con la morale per rafforzarla con una verità che non esiste,o fanno i tartufi.Dal punto di visto di un manager del calcio o altri si fa un investimento piccolo o grande x averne (forse profitto), e se gli va male ciccia,affari suoi.I soldi sono come l'energia,non si distruggono,cambiano solo di tasca.Certo c'è la fame del mondo,quella del vicino e anche quella del lontano.Io credo che in un paese moderno la gente dovrebbe cambiare un pò paradigma,lo stato inteso come associazione di interessi tra cittadini dovrebbe fare poche cose fatte bene,chi vuole un servizio se lo paga,e chi vuole salvare il mondo lo faccia con i propri soldi e il proprio impegno personale.Come sappiamo tutti ,da noi il primo principio costituzionale non scritto è: "Armiamoci e partite ".Il nostro paese è noto per cambiare addirittura il significato delle parole per ammorbidire spregiare o nascondere,la più liquida è "furbo", eufemismo che significa disonesto,scorretto e anche Mona,visto che si Commettono reati  che sono un'offesa all'intelligenza prima ancora che un atto illecito.Ultimamente ho rivalutato gli indifferenti,almeno loro dovrebbero avere il fegato sano. :-D  :-D

  6. Gianni Bolzonella

    Proprio adesso ho letto il commento di Daniela,sono almeno vent'anni che non seguo più il calcio,proprio per le ragioni che Lei ha esposto,quando ho capito che il sistema era quello,ho cambiato canale.La Fallaci che io ho letto e ammiro,almeno Lei le cose le diceva fuori dai denti,comprese quelle riguardanti i piani alti dell'universo,piuttosto distratti malgrado fiumi di preghiere a loro rivolti...

  7. Supermagoalex

    Cara Dani, sono d'accordo con quasi tutto quello che hai scritto, principalmente sulla parte dell'erario ed il decreto salva calcio, grazie al quale società come Milan, Inter, Lazio e Roma (diciamo anche nomi e cognomi, visto che ci siamo) si sono salvate da un misero fallimento.

    Non concordo sulla parte in cui descrivi il calcio come uno sport noioso e, ancor peggio, le cui sorti sono decise a tavolino dai soliti potenti. Io per esempio trovo noioso il basket, ma sono opinioni soggettive. Riguardo ai poteri forti che piloterebbero i risultati... Qua mi sei scaduta un pò nei discorsi da bar-sport e che si sentono nelle tv e nei media di regime (gli stessi media che cercano di imporci il GW, oppure che ci raccontano che l'economia è in ripresa), i quali fomentano i tifosi e poi si scandalizzano per le violenze negli stadi.

    Quello che manca nel calcio, rispetto ad altre discipline, è la Cultura Sportiva. Quando la partita, o un torneo, finisce si gioisce per la vittoria, si accetta la sconfitta, si va dall'avversario e gli si stringe la mano, senza alimentare inutili polemiche per una rimessa laterale invertita o per un fuorigioco di due centimetri che nemmeno dopo ore di moviole si riesce a capire se era regolare o meno  :)

     

  8. umberto

    Io penso che in più di 2000 anni non sia cambiato molto il modo con cui il potere gestisce le aspirazioni della massa (un tempo detta plebe).

    Gli imperatori Romani  davano Panem et circenses (letteralmente «pane e [giochi] circensi») , i nostri il calcio e talk show. Ma attenzione: questo è esattamente quello che vuole la gente,  il potere è tutt'altro che sprovveduto, dà alla gente quello che desidera,e in tal modo può gestire in background i suoi obiettivi .

    Da un altro punto di vista meglio così; quella gente aggressiva che la Domenica sfoga  istinti repressi lanciando razzi o motorini dalle tribune, ce la ritroveremmo altrove, in luoghi che non è possibile evitare come invece possiamo fare con i campi di calcio.

  9. Daniela

    Ciao SMA,

    sul fatto che il calcio sia noioso, è ovvio che sia soltanto una mia opinione personale, se lo fosse davvero non avrebbe milioni di tifosi.

    Riguardo al resto, cosa vuoi che ti dica? Non frequento nessun Bar Sport, nè sono solita parlare dell'argomento con chicchessia, ma l'impressione che traggo dalle mille polemiche che 'percepisco' dalle trasmissioni post-partite è quella... se, poi, fosse sbagliata, sarei la prima a rallegrarmene. Sarebbe, infatti, una bella eccezione in un panorama desolante in cui ogni sistema che genera interessi economici così grandi  porta a corruzione e traffici illeciti... spero davvero che tu abbia ragione e che l'unico problema sia la mancanza di una cultura sportiva!

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