28/08/16

I Racconti di Vin-Census: I VIAGGIATORI DEL SOGNO

Stravolgendo le regole della Fisica, Vin-Census ha scoperto che l'universo nel quale viviamo ha più di quattro dimensioni! Esiste anche la quinta, quella onirica, alla quale solo alcune menti particolarmente brillanti ed evolute hanno accesso in modo completo ed incondizionato. E in quella dimensione l'amicizia non conosce confini né di spazio né di tempo né di... ???

 

A Mirco piaceva sognare. A volte cercava di andare a letto presto proprio per poter cadere velocemente nel mondo delle visioni notturne. I suoi sogni avevano però qualcosa di estremamente particolare. Sembravano eccezionalmente reali e nitidi e spesso Mirco li ricordava perfettamente al risveglio. Non solo. Molte volte erano anche a “puntate”. Ossia l’avventura che aveva intrapreso la prima notte, continuava perfettamente nella seconda, nella terza e via dicendo. Una volta era arrivato fino a cinque, prima di abbandonare la storia. Si era annoiato ed aveva cercato nuove emozioni. D’altra parte a sei anni si fa in fretta a cambiare idea ed interessi.

Quando ne parlava con i genitori questi non ne erano molto contenti. Anzi erano preoccupati di quelle strane visioni notturne che tanto influivano anche sulla vita quotidiana del loro bambino. Ne avevano parlato con il medico e con uno psichiatra loro amico. Entrambi li avevano rassicurati. Non c’era alcun pericolo. Era naturale che i bimbi giocassero con la propria fantasia sia di giorno che di notte. Magari Mirco inventava i suoi sogni proprio al risveglio. Vai a capire le reazioni di un cervello in piena evoluzione. Certo che però era veramente sconcertante per i genitori vedere con quanta accuratezza il figlio continuasse, appena alzato, il racconto sospeso la sera precedente. E c’era anche una logica non banale. Poche immagini o avvenimenti sembravano veramente assurdi. Impressioni di bambino, certo, ma non storie irreali. Boh … Speravano che con l’età tutto sarebbe rientrato nella norma.

Ed invece Mirco rimase più coinvolto che mai nei suoi sogni. A otto anni era ormai in grado di scegliere l’avventura da vivere. Aveva anche cominciato a tacere con i genitori, per non sentire più le loro domande e per non vederli sempre seri e preoccupati. Lui voleva solo divertirsi. Spesso pensava intensamente a qualche partita di calcio e veniva trascinato nel bel mezzo di un match importantissimo. Era ovviamente la “stella” più prestigiosa ed il pubblico lo osannava non appena toccava la palla. Altre volte voleva fare un viaggio avventuroso nella giungla ed ecco che si trovava tra serpenti, pantere e ragni giganti, mentre volteggiava sulle liane. In ogni modo era sempre lui l’eroe del sogno, che faceva solo da adeguato scenario all’impresa. Non che non partecipassero anche altre figure umane, ma rimanevano sempre indistinte e senza contorni precisi. Ombre, comparse e nulla più.

Una notte stava viaggiando su un vascello pirata attraverso il mare del Borneo dopo aver affondato una potentissima nave da battaglia inglese. Si stava recando verso il rifugio nell’isola di Celebes, dove, da buon capitano, avrebbe spartito il bottino con i suoi compagni. Improvvisamente furono circondati da una nebbia fittissima, quasi impenetrabile. Molto strano, soprattutto perché Mirco non l’aveva minimamente “pensata”. Una nota inaspettata si era inserita nel sogno. Sarebbe stata una situazione del tutto normale per bambini normali. Ma non per Mirco che rimase interdetto e leggermente spaventato. La nebbia stava lentamente dissolvendosi quando apparve una nave stranissima e luccicante. Nemmeno il nostro sognatore l’avrebbe mai potuta immaginare. Aveva i cannoni, o qualcosa di molto simile, ben puntati verso di loro e la bandiera che sventolava sul pennone più alto non sembrava lasciare dubbi con il suo colore nero e quello strano simbolo. Era pronta alla battaglia. E battaglia fu. Violenta ed inaspettata fece salire a mille l’adrenalina di Mirco. Dovette combattere ad armi pari, senza sapere se sarebbe stato vincitore oppure no. Vedeva i compagni cadere, ma anche i nemici, fino a che si trovò faccia a faccia con il capitano avversario.

Era una figura reale, ben definita, non una controfigura sbiadita come le altre, prive di contorni comprensibili. Ne fu molto sorpreso ed anche spaventato, bloccando per un attimo la sua foga. Sicuramente lo stesso stato d’animo colpì il rivale che si fermò di colpo. Si guardarono a lungo senza sapere cosa dire, meravigliati, impauriti, ma anche incuriositi. Non ci volle molto prima che la situazione cominciò a chiarirsi: ognuno di essi aveva invaso il sogno dell’altro, senza assolutamente volerlo. Entrambi avevano la stessa capacità nel modellare a piacimento le visioni notturne e di crearsi avventure e scenari. Dopo lo sgomento iniziale, era ora subentrato l’interesse e la voglia di fare amicizia. Forse erano gli unici due “viaggiatori dei sogni” ed avevano avuto la fortuna di incontrarsi. Chissà quali meravigliose avventure avrebbero potuto immaginare insieme, in ambienti straordinari e misteriosi per entrambi. I ragazzi fanno in fretta a capirsi e a decidere. Non hanno bisogno di molte parole, basta uno sguardo. E da quel giorno i loro sogni si mischiarono in un turbinio di emozioni e di forti sensazioni.

Diventarono inseparabili e non vedevano l’ora di incontrarsi non appena le palpebre si chiudevano al sonno. Si capivano benissimo, bastava che pensassero a qualcosa ed in breve tempo si formava lo sfondo che univa le due visioni in un’unica scenografia. E poi via a nuotare, arrampicare, volare, combattere, giocare, esplorare e via dicendo. Erano così uniti che a volte si confondevano uno con l’altro. Chi dei due era Mirco? Ci voleva un attimo prima di riprendere il filo dell’avventura. E si divertivano anche a scambiarsi i ruoli, fino a non riconoscersi più.

Prima o poi doveva accadere. E così Mirco si svegliò nel letto del suo amico dei sogni e viceversa. Non sappiamo cosa disse la mamma del compagno, ma l’urlo della madre di Mirco fu veramente spaventoso, quando quella mattina trovò al posto del figlio un drago rosso a tre teste, con tante file di denti aguzzi e acuminati!

Drago

 

Potete trovare tutti i racconti di Vin-Census nella rubrica ad essi dedicata

1 commento

  1. Gianni Bolzonella

    Ognuno di noi occupa uno spazio,con le sue dimensioni.Ma c'è n'è una particolare,quella più nascosta che conosciamo solo noi,essa genera tutto quello che non si esprime nel visibile,è lo spazio  che ribolle di cose che vivono e spariscono come le particelle virtuali.Essa quando si concretizza genera quello che siamo,a volte genera mostri.

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