22/10/16

Un nuovo cratere su Marte

Prendiamola così... all'Italia piace lanciare costosi aggeggi tecnologici per creare nuovi crateri sui corpi planetari: prima una cometa, adesso addirittura Marte. Nessuno mette in dubbio che non siamo imprese facili, ma farle passare per successi, e non per fallimenti, comincia a stufare...

Non voglio entrare nei dettagli, non credo ce ne sia bisogno... Tuttavia, se volevamo creare nuovi crateri sui corpi planetari potevamo gettare delle vecchie lavatrici o cose del genere. Che la sonda Schiaparelli sia caduta vicina al punto giusto non riesce a metterla tra i grandi successi della tecnologia spaziale, così come il non aver previsto che tipo di suolo ci sarebbe stato su una cometa. Vediamo quanto l'ESA si fiderà ancora della nostra tecnologia...

In ogni modo, ancora una volta Marte è stata inondata di spazzatura che serve a ben poco scientificamente ma molto mediaticamente e a chi beve tutto ciò che gli viene raccontato.

Aspettiamo il prossimo... "successo"...

Questa volta il lander è stato ritrovato subito, ma in condizioni non certo ideali. Nell'immagine si vedono sia il paracadute che il piccolo cratere creato dalla sonda Schiapparelli. Fonte: NASA/JPL-Caltech/MSSS
Questa volta il lander è stato ritrovato subito, ma in condizioni non certo ideali. Nell'immagine si vedono sia il paracadute che il piccolo cratere creato dalla sonda Schiaparelli. Fonte: NASA/JPL-Caltech/MSSS

14 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    Speriamo che sia l'ultimo di questi successi.Uno che non lavora non sbaglia.Aldilà di considerazioni strettamente tecniche su come utilizzare i pochi soldi che abbiamo,meglio spenderli cercando di crescere e di tenere il passo con paesi all'avanguardia,creando lavoro e prestigio per i figli di questa nazione,che buttarli nel mediterraneo coprendoci di medaglie di latta.

  2. sarebbe ancora meglio non gettare la latta negli altri pianeti.... :mrgreen:

  3. Paolorid

    Caro Vincenzo, per quanto sostenga solitamente il tuo punto di vista, oggi l'unica risposta che posso darti è che anche prendere in giro un insuccesso non mi pare il giusto atteggiamento per alimentare il progresso. Condivido il fatto che sia inutile cercare di rigirare la frittata: Schiaparelli è indiscutibilmente un fallimento. C'è anche un nuovo orbiter perfettamente funzionante intorno al pianeta, ma non credo sia questo il punto.

    Mi dispiace non essere d'accordo con te questa volta, ma per quanto sia anch'io affascinato dalle scienza che si può fare standosene "con i piedi per terra", penso che sia nella natura umana di molti di noi volere "sporcarsi le mani", fare prove, commettere errori, schiantare qualche costoso mucchio di latta. Io sono tra gli individui che sentono questa spinta.

    Per questo motivo, ora sono coinvolto nell'industria spaziale: temo che qui ciò sia un pessimo biglietto da visita, ma seguo i tuoi articoli dai tempi di astronomia.com, e sono parte della mia motivazione. Lo so, questa non è scienza pura, questa è ingegneria, è business, sono le spavalde manifestazioni di una specie ancora adolescente, con la sua incoscienza, inefficienza, i suoi problemi e la sua immaturità. Ed è proprio per questo che la trovo interessante.

    Non voglio iniziare un'inutile polemica tra scienza ed ingegneria, ma vorrei che la seconda non venisse denigrata così facilmente quando si tratta di missioni spaziali. Sono convinto che molta gente vi ponga la stessa passione e le stesse nobili motivazioni e vorrei vederle rispettate. Lo so quanto ci sia di marcio e sbagliato nel mondo dell'industria, ma dove non è così? È un buon motivo per mollare? Inoltre, tu sai meglio di me come funziona il ritorno territoriale (con tutte le sue inefficienze e bassezze politiche) e che l'investimento nell'esplorazione spaziale è uno dei meno peggio, senza contare che è una frazione infinitesima del budget spaziale militare.

    Mi spiace per avere sollevato un'obiezione poco condivisa, e posso quindi tornare a leggere i tuoi meravigliosi articoli in silenzio. Purtroppo, non posso fare a meno di continuare ad impiegare tutti i miei sforzi affinché un giorno sia qualche pezzo di latta firmato da me ad esplodere su Marte, perché "per tutti i nostri difetti, nonostante i nostri limiti e le nostre fallibilità, noi umani siamo capaci di grandezza."

    Paolo.

  4. caro Paolorid,

    lungi da me denigrare l'ingegneria spaziale. Mi sembra che abbia sempre considerato fondamentali imprese come i Voyager, Cassini, le prime missioni attorno a Marte, New Horizons e molto altro. Tuttavia, quando l'ingegneria spaziale maschera apertamente le sue motivazioni essenzialmente mediatiche e politiche (come i vari robottini marziani) con roboanti parole e altrettanto roboanti scoperte che poi si ridimensionano velocemente, allora le cose cambiano. Nel caso in oggetto, la faccenda è ancora più discutibile: invece di ammettere una certa impreparazione e un certo scollegamento tra tecnologia applicata e conoscenze astronomiche, si parla sempre di successi per inebetire l'opinione pubblica. Gli insuccessi dovrebbero servire per imparare e non per essere nascosti e fatti passare per eccezionali conquiste, sia attraverso dichiarazioni ufficiali sia attraverso i media.

    Una maggiore sincerità, una maggiore chiarezza per far sì che le conquiste umane escano dalla terribile limitatezza e miseria del mondo attuale. E spesso, cosa analoga vale anche per la scienza di base...

  5. Paolorid

    Sono d'accordo: è necessario distinguere tra fini scientifici e tecnologici, che idealmente dovrebbero convivere, ma chiaramente non è spesso così. Personalmente non mi sento di dare ad uno dei due una dignità inferiore.

    Ciò che i media fanno di entrambe è deplorevole, ma non vorrei neanche sentire che è stato uno spreco di soldi solo perché il conto presentato da questi esperimenti è più salato. Analogamente non mi permetterei di dire ad uno scienziato la cui teoria viene smentita che è stato uno spreco di tempo. Sbagliando si impara e noi umani abbiamo ancora molto da... sbagliare, in tutti i campi. Mi piace ammetterlo e non dare peso ai media.

    Da parte loro, le agenzie peccano in superbia, presentando ogni missione come la più grande conquista dell'umanità, quando basterebbe ammettere che stiamo solo iniziando a mettere le mani in qualcosa di più grande di noi.

  6. proprio così... ci vorrebbe maggiore serietà, proprio da parte di chi fa le missioni nei confronti dell'OP. Ammettere gli errori e spiegarli sarebbe un pregio. Così lo fanno diventare un noioso quaquaraqua...

    La mia critica è per il modo che viene usato e non al tentativo in sé (sempre che abbia scopi scientifici, o tecnologici, veramente seri: chi si sognerebbe di criticare ALMA?????).

  7. Arturo Lorenzo

    Per me è sempre un peccato quando anni di lavoro e tanti investimenti fatti vengono annullati in pochi secondi per qualcosa che va storto. Da tecnico, pur se solo di opere ben piantate qui sulla Terra.. ,  mi piacerebbe molto sapere cosa ha causato l'esito infausto di Schiaparelli. Purtroppo, la velocità non infinita delle onde radio , con il conseguente ritardo tra la loro emissione da Terra e la loro ricezione dalla sonda nei pressi di Marte e viceversa, rende inevitabile che queste macchine abbiano a bordo un proprio "pilota automatico" , un computer che sovrintenda in maniera autonoma e tempestiva alle varie fasi del volo. Però poi il rischio è che per qualche motivo il programma non venga eseguito come previsto, e, come pare sia accaduto in questo caso,  i razzi preposti al rallentamento finale di Schiaparelli in caduta su Marte, restino accesi per soli 3 secondi, al posto dell'intervallo programmato. Quale sarà stato il motivo ? Come ricordi tu, caro Enzo, questa è la seconda volta che qualcosa va storto , dopo l'inconveniente del lander Philae sulla cometa Churyumov-Gerasimenko e la scoperta , in quel caso, che arpioni e razzo posteriore non avevano funzionato e il lander era rimbalzato più volte sulla superficie della cometa per fermarsi poi in una zona parzialmente in ombra. Almeno, però, in quel caso il lander Philae un pò del lavoro per il quale era stato realizzato lo fece egregiamente, prima di esaurire l'energia a disposizione. Nel caso di Schiaparelli, invece, è precipitato su Marte e si è distrutto in un attimo. Ci si consola con l'orbiter TGO, almeno quello.

  8. Mario Fiori

    Questo dibattito è bellissimo e non può essere fatto che in questo blog e pochi altri. Non posso ( personalmente ovvio e quindi come parere che conta relativamente) che dare ragione a tutti e tre che hanno commentato fino ad ora.

    L'immagine ed i Media, usati sempre di più come ora, non fanno che farci precipitare vertiginosamente verso l'ammasso della mente in una discarica totale, ed è un po' ciò che asserisce in modo giusto il Nostro Enzo.

    La tecnologia comprende sicuramente errori anche cari, purtroppo talvolta misurati anche in vite umane, che comunque restano presenti e vanno sempre rispettati (ovviamente se non volontari) ed insegnano sempre molto.

    La tecnologia italiana ha vissuto grandi momenti e sarebbe ottima e quindi va' sostenuta e rinvigorita; è brutto dirlo ma viviamo in un periodo dove la tecnologia italiana, la medicina italiana ed altri settori sempre stati di eccellenza  stanno attraversando un periodo di errori e distrazioni a ripetizione; mi farò un po' di nemici ma devo dire la mia: oltre alla fuga dei cervelli che ci ha portato via molte menti e mani supervalide, sono giunte al lavoro alcune generazioni che hanno studiato in modo molto più superficiale, impregnate molto più di immagine che di sostanza, più di raccomandazioni che di vere competenze; la ricerca ha perso finanziamenti ed  organizzazione sempre di più, la Cultura deve essere sempre più cancellata dalle menti umane.

    Arturo Lorenzo e Paolorid con i loro interventi (Lorenzo già da tempo) mi danno , a pelle, la sensazione di essere due persone valide, oneste e umili nel modo giusto, preparate, competenti e quindi da sodstenere, potrebbero rappresentare una parte forte della nostra tecnologia.

    Poi devo dire che ciò che aleggia purtroppo in tutte le conversazioni e , con la sua assenza farebbe la differenza, è il "dio" denaro, ma questo è un altro discorso.

    A proposito : " Forza Orbiter!!"

  9. Daniela

    Come Mario, non posso che condividere tutti i punti di vista esposti, tranne uno... spero davvero che se un giorno volerà nello spazio un "pezzo di latta" firmato da Paolorid, vada ad esplodere su Europa o Encelado anziché su Marte... e se, poi, decidesse di non esplodere e di portare a compimento la missione, meglio ancora! :-D

  10. Paolorid

    Vi ringrazio per avere accolto il mio punto di vista, e su questa idea vi invito, come già si fa per gli aspetti scientifici in questo blog, ad andare oltre alla sbobba mediatica anche per quanto riguarda l'ingegneria spaziale: sono certo che anche in questo mondo ci sono persone che sanno meravigliarsi di fronte alla bellezza del Cosmo ed anche alle macchine incredibili che osano sfidarlo.

    Non dimentico però che purtroppo la latta, a differenza della conoscenza, si paga al chilo, e spesso si sente il bisogno di giustificare questa spesa di fronte al pubblico ed ai politici. Ma non lasciamo che questo avveleni proprio tutto: anche qui ci sono persone che si impegnano, nelle limitate opportunità disponibili, per contribuire a qualcosa di grande. Finché ci sarà qualcuno che rimane col naso all'insù a pensare a queste imprese, varrà la pena di farlo.

    Per rispondere a Mario: concordo, anche io penso che questo settore, come tanti dell'industria italiana, sia in declino, anche perché gli investimenti sembrano enormi, ma in realtà sono calati sensibilmente. Tuttavia abbiamo ancora delle eccellenze a livello mondiale: spesso si dimentica (anche la NASA se lo dimentica), che metà del volume abitabile della ISS è stato progettato e fabbricato a Torino, ed ancora siamo un punto di riferimento per il volo spaziale umano, tra le altre cose. Il più remoto avamposto dell'umanità è per metà made in Italy!

    PS: non preoccupatevi, per il momento l'unica cosa firmata da me che vola sono aerei di carta.

  11. caro Paolorid,

    avrai sicuramente capito che il mio modo di fare un po' "rude" verso la triste caduta dei media (anche quelli pseudo-scientifici) e verso una cattiva divulgazione, dipende essenzialmente dall'amore che ho verso il Cosmo e la sincerità dell'essere umano. Qui da noi si assaporano ancora i gusti della mente e del ragionamento, ma fuori... è molto dura. Riprendimi pure quando lo ritieni giusto, dato che spesso mi lascio andare...

    un abbraccio

     

  12. Paolorid

    Caro Vincenzo,

    sapevo bene fin dall'inizio le motivazioni delle tue critiche, e, come al solito, le condivido. Non mi permetterei di riprenderti, volevo solo riportare un punto di vista secondo il quale c'è del buono anche in queste missioni ed in questa industria, ma ciò che viene divulgato è totalmente altra cosa. Spero di essere riuscito a convincervi, anche in parte, che possa essere così!

  13. caro Paolorid,

    sono più che convinto, stai sicuro, dell'affidabilità di molti scienziati e tecnologi. Ho conosciuto bene molti personaggi dell'Alenia Spazio e devo dire che erano di grande valore (forse meno i direttori...). Ci mancherebbe altro che criticassi in blocco il mondo delle grandi tecnologie! Critico certe scelte che con la SCiena, a volte, hanno poco a che fare... :wink:

     

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