Set 30

I Racconti di Mauritius: IL RUMORE DEL SILENZIO

Senza il buio non potremmo vedere le stelle,

senza il silenzio non potremmo udire la voce dei nostri pensieri.

           

La Cuffia per non sentire, a soli 100 Euro !

Uno straordinario generatore di silenzio che produce un'onda speculare al segnale sonoro da annullare. In pratica è il rumore stesso a pilotare tutto il sistema che lo deve annichilire. Un ingegnoso pappagallo elettronico, invertendo con un ritardo inapprezzabile, il rumore che percepisce, lo replica istantaneamente e gli sottrae letteralmente l'aria.

Comprate la Cuffia !

Sarà come avere il telecomando con il tastino “muto” con cui sopprimere tutti i suoni che vi circondano e  vi infastidiscono. Non sentirete più le recriminazioni della suocera su come siete poco carino nei suoi confronti, né le liti familiari dei vostri vicini, né la musica a manetta dall'autoradio  del tamarro parcheggiato sotto la vostra finestra. Per non parlare del pianto snervante del neonato che, dall'appartamento confinante, deflagra nelle vostre orecchie proprio quando eravate quasi riusciti ad addormentarvi. Oppure il molesto rumore di fondo prodotto da quella giovane coppia di sregolati che quando “lo fa” sveglia tutto il palazzo, e lo fa anche tre volte di seguito, esponendovi al rischio che la vostra metà se ne esca con frasi tipo: “ Eh, sì, una volta anche tu... mentre adesso...”

Allora, la volete questa Cuffia, o no?

Magari, a questo punto, meglio due, direi.

O, forse, preferite sentire l'arrotino e l'ombrellaio che lanciano, rinserrati nel loro veicolo che fa la ronda tra i palazzi del quartiere, un richiamo apparentemente professionale, ma carico di vaghi sottintesi, quello che fa... “Arrotino! Ombrellaio! Donne, donne, è arrivato l'arrotino, arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto!"  Etc... etc...

E la discoteca sul mare che vi ghermisce dentro la camera da letto? Sparita nel nulla. E se la discoteca  salta fuori inopinatamente dal film che trasmettono alla TV, usata come cavallo di Troia per violare la vostra quiete?

Sì, certo, non avendo la Cuffia, spegnete la TV, chiaro. Ma intanto il vostro sistema nervoso è stato irrimediabilmente molestato. Eh sì, un bel silenzio, che vi permettesse di osservare gli indemoniati della discoteca, stando sulla porta, senza essere dilaniato da quel suono agghiacciante che li mette in movimento e che, certo, chiamare musica è quanto meno azzardato, vi consentirebbe di vederli in una luce più rivelatrice. Li vedreste dimenarsi senza motivo, senza l'alibi di quel pretesto sonoro che è fatto precipuamente per stordirli, come e più di un Taser, in tutta la loro fragilità.

Il silenzio amplifica l'idiozia, mettendola, nuda, in risalto.

Ma il silenzio amplifica anche la vostra capacità di introspezione. Lasciamo da parte la Cuffia, se volete (magari me la comprate dopo), ma, se pensate a quella volta che siete arrivati in cima ad una collina e avete sentito il rumore del vostro respiro, il piccolo tonfo di una castagna che cade su un letto di foglie ai piedi dell'albero, il fruscio delle ali di una libellula... Un silenzio così profondo che quasi vi ha fatto credere di essere diventati sordi. Cosa avete pensato? Cosa avete provato?

Non avete avuto la sensazione di respirare meglio, di vederci meglio? Di riuscire a distinguere il flusso del vostro pensiero, senza distrazioni e limiti?

Questa, della Cuffia, scusate se non riesco ad evitare di tornarci sopra, è solo l'inizio di una rivoluzione tecnologica e sociale. Tra non molto si faranno impianti direttamente sul timpano, come in quella serie di telefilm “La donna bionica”;  solo che, invece di avere un super udito, avrete una super sordità, che vi farà un gran bene e vi renderà una persona felice.

Ad esempio, non sentirete più le promesse e le bugie dei politici. E' gia qualcosa, no?

Per chi non potrà permettersi l'impianto (il chirurgo, naturalente, vi chiederà di essere pagato prima dell'operazione, quando ancora lo sentite), ci saranno altre possibilità, come il cinema muto, che farà il suo grande rientro sulla scena. E poi i concerti silenziati di musica classica: viole, violini violoncelli e contrabbassi, tutti senza le corde. Gli aerofoni a fiato, che di solito chiamiamo “legni” e “ottoni”, imbottiti di ovatta, per impedire il passaggio dell'aria che li fa vibrare, le campane prive di batacchi, i pianoforti senza tasti, e così via. Una galassia di strumenti facilmente realizzabili riciclando e ricondizionando quelli tradizionali, in modo economico,  per darvi il piacere di un “ascolto” assolutamente personalizzato. Guardando gli orchestrali mentre muovono i loro archetti su corde inesistenti, o soffiano nei loro corni francesi ingorgati di cotone, con o senza la guida di un direttore (a questo punto abbastanza superfluo), potrete immaginare che stiano eseguendo qualsiasi brano tra quelli che preferite. Pensate che enorme vantaggio: non dovrete aspettare che il destino riporti in cartellone quel particolare concerto che aspettate da anni, potrete “sentirlo” quando volete , anche due o tre volte alla settimana. E se vostra moglie predilige un altro autore o un'altra composizione, ecco il  vantaggio: potrete andare insieme al medesimo concerto, tanto siete autonomi e indipendenti per quanto riguarda il programma. E' il massimo della personalizzazione di un servizio, credetemi.

Anche dal punto di vista energetico ci saranno entusiasmanti vantaggi. Non occorreranno più quei vecchi arnesi chiamati microfoni, nemmeno i loro nipotini miniaturizzati che impudicamente si protendono con una sbarretta sinuosa dal collo alla bocca dei cantanti. Basta con la stupida tiritera “uno... due.. tre... prova”, per vedere se il microfono funziona. Basta con i fischi e i sibili se qualcuno pronuncia una “esse”, o una “zeta”, con le martellate delle “ti” e delle “ch” , incubo di ogni fonico. E i megawatt degli amplificatori? Finito, dimenticatevene, tutta energia risparmiata. Anche i più miserabili complessi potranno finalmente competere, senza restare tagliati fuori per il costo della tecnologia che il trattamento del suono ha introdotto nel secolo scorso.

Non vi va nemmeno di provarla (la Cuffia)? Guardate come è avvolgente e come sono morbidi i paraorecchi...

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Con 100 Euro riuscite a mala pena a pagare un otorino per togliervi un tappo di cerume da uno solo dei due canali auricolari. Per togliere l'altro vi toccherà pagare almeno altri 50 Euro. E poi? Poi tornerete a sentire distintamente tutte le sciocchezze (apprezzate il controllo del linguaggio) che vi vengono a raccontare gli spot pubblicitari e i conduttori dei Talk Show con i loro ospiti.

No, meglio la Cuffia che vi isola e vi protegge.

In ogni caso potete sempre togliervela, quando siete con le persone giuste. Quando, sempre più raramente, qualcuno vi racconterà cose intelligenti, divertenti, fantasiose. E anche quando avrete cose, importanti, da dire a quella certa persona importante e vi preme sapere che ne pensa, di voi e di quello che dite. Allora sì, che varrà la pena di rompere il silenzio, di lasciare che le parole che vi diranno, quelle parole che tanto contano per voi, disegnino nel vostro cuore, e nella vostra mente, quasi senza passare dai buchi che avete ai lati della testa,  quelle tracce di emozioni che, a volte anche più delle immagini, il suono di una voce può incidere.

Va bene, pensateci su.

La prossima volta, magari, vi parlerò degli Occhiali, quelli ad alta protezione, come le creme solari, con i quali potrete impedire alle immagini che non volete vedere, di giungere alla vostra retina e sollecitarla in modo inopportuno. Potrete apprezzare il pallido fulgore delle stelle solo se saprete circondarle di buio. Ma questa è un'altra storia.

 

Tutti i racconti di Mauritius sono disponibili, insieme a quelli dell'amico Vin-Census, nella rubrica ad essi dedicata

 

2 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    Il saggio va dietro l’apparenza delle parole, oltrepassa il silenzio, intende ciò che sta oltre la parola e il silenzio; nomina le cose che non possono essere dette, e che tuttavia vengono mirabilmente dette attraverso l’arte finissima di rivelare e di nascondere.

    La lingua suprema è il silenzio.Chi ha raggiunto la propria meta non parla.

    Lieh-tzu ama il viaggio: con gli occhi del viaggiatore guarda le cose che mutano, di minuto in minuto; le fattezze, l’aspetto, la sapienza, il comportamento, la pelle, la carne, le ciglia dell’uomo, i paesaggi e gli edifici del mondo. Subito dopo aver esaltato il flusso, Lieh-tzu celebra il suo opposto: l’immobilità assoluta del mondo, la quiete della natura e dell’uomo, e la fissità silenziosa dell’acqua, che non si cura di muovere le proprie onde.

    Quando ha raggiunto questa condizione, il saggio conosce la beatitudine del Vuoto — col quale il Tao coincide. Sebbene tutti esaltino la perfezione del pieno, egli sa che il segreto del mondo riposa sul vuoto; i raggi sono indispensabili per fare una ruota, ma la sua perfezione dipende dal mozzo vuoto; l’argilla è necessaria per modellare il vasellame, ma la bellezza di un vaso dipende dalla forma vuota che circoscrive; i mattoni sono indispensabili per costruire le porte e le finestre di una casa, ma ciò che importa è la forma vuota delle porte e delle finestre. Così egli fa il vuoto in se stesso, annullando il proprio io

  2. maurizio bernardi

    Grazie Gianni, per il tuo intervento, puntuale e suggestivo. La lingua suprema è il silenzio. Già, non occorrono più le parole quando la comprensione è piena. Come non occorrono parole quando una intesa è profonda, quando ci si conosce e ci si capisce con uno sguardo, un gesto, e la fiducia è totale.

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