21/10/17

Aiuto, un ragno!!!! *

Sì, forse sto parlando un po’ troppo di animali, ma, in fondo, sono anche loro creature dell’Universo come le stelle, le galassie, i pianeti, i buchi neri…e sappiamo che le dimensioni non rappresentano alcun limite per il grande Teatro che ci circonda. Questa volta ho letto un articolo molto interessante sui ragni e i serpenti, riguardo a cui si sprecano le riflessioni di tipo psichico e psicologico. Le cose sembrano molto più semplici.

E’ da poco che abbiamo spiegato come il becco delle cinciallegre abbia fatto in fretta a modificarsi geneticamente per adattarsi meglio alla raccolta del cibo offertogli dagli inglesi, particolarmente amanti di questa azione verso i piccoli uccelli. Per i ragni e i serpenti la faccenda non è molto diversa, ma i tempi sono decisamente più lunghi.

Quante persone sono terrorizzate nel vedere un ragno o un serpente, indipendentemente dal fatto che sia o non sia velenoso. A volte si cade in una vera fobia e ci sono persone che entrano in una stanza non conosciuta solo se gli viene garantita l’assenza totale di ragni. Queste sono conseguenze estreme, ma praticamente tutti hanno una reazione di disgusto e/o di paura. Ciò capita anche nei paesi del centro-Europa dove non esistono assolutamente né serpenti né ragni velenosi.

Si sono scritte pagine e pagine sui significati psicologici del ragno e della sua cattura delle farfalle, così come della difficoltà di scorgere un serpente se non all’ultimo momento. Non parliamo poi della brutta fama del serpente in certe religioni. Insomma, di tutto e di più. Si sono fatti studi anche fisici, ma quasi sempre su gruppi di persone che già erano state “istruite” su questa mania collettiva: ho paura del ragno perché mi hanno detto che questa è la reazione che si dovrebbe avere. Una fobia indotta a mano a mano che il bambino cresce e impara.

Si è pensato, recentemente, di andare proprio all’origine della faccenda e si sono considerati bambini di sei mesi, tali da non avere ancora avuto la possibilità di camminare da soli e di avere incontri inaspettati e di non essere stati influenzati dai genitori. La paura dei ragni e dei serpenti esisteva già? Come accorgersi di reazioni particolari verso questi animali sicuramente non belli, ma nemmeno particolarmente orrendi ? Il modo c’è: misurare l’aumento del diametro della pupilla, una reazione che giunge direttamente dal cervello e del tutto innata nel soggetto sotto studio. Il diametro aumenta di fronte a cose o situazioni particolarmente stressanti, ben radicate nei propri geni.

E così sono state mostrate immagini di fiori e di ragni e poi di pesci e di serpenti, tali da avere forma e colore molto simili. Probabilmente i bimbi mai avevano visto creature di quel genere. La figura che segue mostra alcune immagini mostrate e le reazioni ottenute. Quando i bambini vedevano un serpente o un ragno (seconda riga) invece di un fiore o un pesce (prima riga), delle stesse dimensioni e colori, le loro pupille si allargavano sensibilmente (curve rosse e verdi, rispettivamente), segno sicuro di uno stress particolare subito dai centri nervosi.

Fonte: Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences (MPI CBS)
Fonte: Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences (MPI CBS)

Una prova quasi decisiva che dimostra una reazione atavica legata a una evoluzione genetica. In poche parole, tutti abbiamo questo senso di disgusto e di paura innato che, durante la vita, possiamo dominare e sconfiggere parzialmente (anche chi dice di non aver paura dei serpenti inoffensivi, spesso e volentieri cerca subito un bastone per ucciderli…), ma anche trasformare in fobia da cura psichiatrica, con tutti i risvolti psicologici del caso.

La cosa interessante è che analisi simili eseguite con figure di rinoceronti, orsi, felini non portano alcuna reazione di stress. La spiegazione è abbastanza semplice. Questi ultimi sono animali “giovani”, usciti allo scoperto solo poco tempo fa, per cui la paura legata alla pericolosità deve ancora imporsi nel DNA. Inoltre l’uomo moderno ha sempre meno occasioni di scontrarsi con loro durante le cacce notturne. I serpenti e i ragni, invece, hanno convissuto col l’uomo e con i suoi progenitori per molto più tempo, almeno 40-60 milioni di anni.

Probabilmente, nel futuro dell’uomo, ai serpenti e ai ragni si aggiungeranno, tra molto tempo, anche i coltelli, siringhe e prese di corrente. Le armi in genere, però, viste le leggi correnti e la facilità e il divertimento nell’usarle, ho molti dubbi che dilatino le pupille… forse proprio il contrario…

Articolo originale QUI

3 commenti

  1. Barbara

    Sarà anche vero per i serpi, ma io non provo affatto disgusto o paura per i ragni.

    Mi posso forse illudere di essere già in una fase genetica in stato evolutivo? Sarò un caso da studiare, ci sarà da divertirsi

    :roll: :lol:

     

     

     

  2. Molinaro Francesco

    Spiegata la mia aracnofobia esagerata.

  3. Gianni Bolzonella

    Il conflitto e la guerra,sono profondamente impresse nel vivere umano,e nell'evoluzione di quasi tutte le specie,tanto che i più guerrafondai sono di solito quelli che dicono di odiare armi e guerre.Basta chiedere alla polizia quante botte prende dai pacifisti... :mrgreen: Sicuramente ci scomtriamo di più con i ragni,anche se credo che tutto quello che sembra mostruoso e viscido alla vista,abbia pure un pochino di effetto.

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