22/04/19

I Racconti di Vince e Mau: C'è gallina e Gallina...

In questi giorni in cui siamo letteralmente assediati, tentati, vezzeggiati, circondati, ispirati da uova pasquali di tutti i tipi, di tutti i gusti e di tutti i colori, ci pare opportuno tributare un doveroso omaggio a colei senza la quale tutto questo non sarebbe possibile!

 

 

LA GALLINA NON E' UN ANIMALE INTELLIGENTE…

(Vincenzo Zappalà, 2011)

La prese mentre stava zampettando lungo il bordo della strada statale che andava da Springtown a Saltville. Quella era una regione essenzialmente contadina e soprattutto famosa per gli allevamenti di polli, galline soprattutto. Si diceva che erano le migliori dell’Illinois, ma gli abitanti del luogo assicuravano che fossero le migliori del mondo intero. E il vecchio Mike era sicuro che le sue fossero le migliori tra le migliori.

Fu proprio lui a trovarla e a catturarla con la consueta abilità. Cosa ci faceva quella stupida gallina a passeggio lungo una strada così trafficata? Era bella grassa, in splendida forma e di un colore bianco candido. Sarebbe stata sicuramente molto meglio nel suo pollaio. La afferrò per il collo e, dopo essersi guardato a destra e a sinistra con circospezione, la infilò nel portabagagli del suo sgangherato fuoristrada. Non che Mike avesse bisogno di una nuova gallina, dato che nel suo allevamento ne aveva a centinaia, ma era più forte di lui. “Dove ce ne sono mille, possono starcene benissimo mille e una” disse tra sé e sé e ripartì verso casa.

In realtà ne aveva veramente troppe, ma se ne curava poco. I polli sono fatti per crescere, ingrassare ed essere venduti per cuocere allo spiedo, al forno, bolliti e così via. Stessero pure nello stretto, l’importante era che si abbuffassero di mangime e diventassero sempre più grassi. In effetti, lo spazio a sufficienza era ben poco: penna contro penna, collo contro collo, zampa contro zampa. La nuova arrivata cercò di farsi spazio, ma non riuscì a muoversi nemmeno di un centimetro. Era letteralmente incastrata tra le altre sue simili.

Possibile che non si ribellassero? Cercò di farsi sentire, ma sembrava che nessuna intorno a lei la capisse o quantomeno volesse ascoltarla. Di tanto in tanto il vecchio Mike veniva a prenderne una e con forte raccapriccio della “straniera” le tirava il collo con una semplicità e tranquillità disarmante. Era veramente una situazione terribile, che mai aveva visto nella sua lunga vita. Solo poche stavano in un ambiente leggermente più ampio, alla destra di quel campo di concentramento. Capì in fretta che erano quelle scelte per la produzione delle uova.

Benché mancasse quasi l’aria in quel carnaio, un po’ alla volta imparò a eseguire qualche movimento e a spostarsi. Il suo scopo era di trovare qualche gallo e cercare di impostare con loro un’azione di ribellione. gallineSolitamente i maschi sono più attivi e audaci. Ma non notò alcuna differenza. L’apatia regnava sovrana e la passività toccava livelli assoluti.

Cominciò a pensare che fossero state drogate o che avessero subito qualche operazione per renderle mansuete e docili. Forse era il mangime? Si guardò bene dal mangiarne, utilizzando le sue riserve alimentari nascoste sotto le candide piume. Ne aveva ancora a sufficienza, come dimostrava la sua mole veramente fuori dal comune.

Dov’era finita, accidenti! Non pensava certo di potersi trovare in quelle tragiche condizioni. Purtroppo tutti i suoi piani cadevano miseramente e non poteva che ricorrere a soluzioni drastiche. Cominciò a emettere il suo verso sempre più forte, sperando che Mike si stufasse e venisse a prenderla.

Dopo qualche giorno questo accadde puntualmente. Arrivò infuriato dicendo: “Non bastavano i galli a rincretinirmi la mattina. Adesso ci si mettono anche quelle stupide galline. Sarà anche la più bella che ho, ma è meglio che le tiri il collo al più presto”. Entrò nel pollaio scalciando a destra e a manca, incurante di quelle che schiacciava o pestava. Allungò il braccio e la afferrò per il collo. “A noi due, brutta chiacchierona!”.

Appena fuori dal recinto, si apprestò a eseguire il gesto che tanto bene conosceva e che sapeva eseguire con una tecnica perfetta. La conclusione fu quindi ovvia e senza possibile alternativa.

Dopo circa mezz'ora arrivarono molte sue compagne richiamate dal verso che aveva fatto e tutte insieme si dedicarono al pollaio. Fecero uscire tutte le galline dell’allevamento, senza curarsi del corpo del vecchio Mike che veniva calpestato senza alcun ritegno. Ovviamente la “straniera” aveva dovuto abbatterlo con la sua pistola a neutroni nascosta sotto l’ala destra.

L’enorme astronave aprì le gigantesche porte scorrevoli e uno spazio immenso fu messo a disposizione delle amiche aliene. Queste però entrarono senza alcun segno visibile di riconoscenza o anche solo di emozione. Si riversarono tutte in fondo alla sala, una attaccata all’altra, penna contro penna, collo contro collo, zampa contro zampa.

Mah… forse è proprio vero: la gallina non è un animale intelligente

 

GALLINE3

 

AMICA GALLINA

(Maurizio Bernardi, 2017)

Breve e goffo il tuo volo,
Vacuo il guardo
Mentre, oscillando,
Te ne vai per l'aia

Orizzonti lontani
Non conosci
E pur, per questo,
Vicino è l'infinito

Ciò che comprendi,
Dicon poca cosa,
Di più esser non può
Ché, fatto l'uomo,
Una manciata solo
Di neuroni
Rimase al Creatore

E dunque? E allora?
E' forse l'otre
Più sapido del vin
Che va serbando?

Forse che un gran cervello dà
Saggezza
Se mai fu adoperato
Con sagacia?

Io non credo, Gallina, che tu sia
Men bella di qual altra creatura,
Nè men dotata ne lo tuo intelletto
Di chi padron de l'universo
S'è auto-eletto

La legge evolutiva mai fallisce,
Perciò,  s'oggi sei qui,
Ciò vuol ben dire
Che non a caso
Il viver tuo fluisce

 

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Tutti i racconti di Vince e Mau sono disponibili nella rubrica ad essi dedicata

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