24/04/19

E se la Terra non salvasse noi?

Questo articolo è stato inserito nella sezione dell'archivio dedicata al clima e al riscaldamento globale, nella quale troverete una selezione di articoli sull'argomento e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo.

 

Mi sono trattenuto a lungo, ma il martellamento mediatico mi ha portato all'esasperazione. Vogliono salvare la Terra? E se la Terra non volesse salvare loro?

Greta i suoi fedeli "gretini" devono ovviamente aver studiato moltissimo durante le ore di sciopero, dato che sono riusciti a farsi una cultura climatologica che non hanno nemmeno i professionisti. Sanno tutto sul Sole, l'atmosfera, l'effetto serra e mischiano bellamente plastica immonda, rifiuti tossici e CO2. Ma sì... siamo tutti esperti. L'importante è salvare la Terra!

Ma la cara Greta, che ormai non ha più tempo per andare a scuola e sarà probabilmente anche fatta Santa (a quando le stimmate?), si rende conto di essere una pedina dei poteri forti e delle bugie mediatiche? E i suoi gretini sono passati dall'ignoranza più bieca a super esperti di una tra le Scienze più difficili al mondo?

Accettiamolo pure... ma, adesso, mi aspetto un'altra crociata: lei e tutti i gretini dovranno dare l'esempio e gettare tutti i cellulari e i progetti delle auto elettriche che hanno bisogno di cobalto per le loro batterie! Lo sanno quante migliaia di bambini sotto i dieci anni lavorano nelle miniere di cobalto del Congo, nelle Filippine, in Tanzania, ecc., per un tozzo di pane (non sempre) e tante frustate per estrarre i minerali preziosi che sono necessari alle multinazionali supertecnologiche per far "giocare" i salvatori della Terra? Quando Greta si scaglierà contro le multinazionali che riducono alla schiavitù milioni di persone? Le stesse multinazionali che sfruttano (non si sa fino a che punto) le messinscene mediatiche di tanti gretini diventati improvvisamente eroi ed esperti di scienza.

Forza Greta, fai tacere i telefonini, i cellulari e tutti i vostri social, la cui profondità mentale farebbe rabbrividire perfino uno scimpanzé, e tutte le piacevolezze del genere.  Forza gretini buttate via i vostri cellulari e dite ai pochi ricchissimi della Terra che li riprenderete in mano solo dopo che  le risorse preziose dell'Africa e del quarto mondo saranno  gestite da quelli che oggi sono trattati come schiavi. Vai Greta, fai qualche viaggio in Congo e vai a parlare con gli sfruttatori e troverai tanti gretini da salvare veramente. Te la senti? Anche se non ci saranno hotel a 5 stelle ad aspettarti e capi di stato burattini nelle mani dei veri signori del denaro, l'unico scopo dell'homo 7.0?

Mamma mia in che mondo assurdo e fasullo stiamo vivendo... Ma sì, adesso datemi pure contro, datemi dell'insensibile, del cinico, del complottista. Non me ne importa niente! Mi sono tolto un peso ed è strano che il Papa non abbia detto qualcosa del genere a Greta o non sia ancora andato nelle miniere "infantili"...

Greta e gretini... vergognatevi!
Greta e gretini... vergognatevi!

Vogliono salvare la Terra? E se la Terra non li volesse più salvare? Forse ne sarei contento...

12 commenti

  1. Gianluca

    sarei molto contento che la Terra non volesse essere salvata dai Gretini. Io non sto con i gretini! Non sono social, sono apatico e se posso non sprecare acqua, luce e carburante lo faccio volentieri rinunciando alle mie comodità personali. Come vedi non sono un Gretino!

  2. Mauro

    Fin dalla prima volta che ho sentito e letto di Greta sono rimasto sconvolto, i poteri forti sono arrivati al punto di sfruttare una minorenne...non ci sono parole.

  3. caro Mauro,

    e col beneplacito dei genitori... (la madre è una scrittrice che vuol fare carriera...)

  4. Daniela

    Il commento di Gianluca mi fa sorgere spontanea una serie di riflessioni allo sbaraglio, che nessuna velleità hanno se non quella di dare voce a pensieri confusi, a cui proverò a dare una forma intelligibile…

    Io per prima mi indigno e mi commuovo davanti alle immagini dei bambini congolesi ricoperti di mota e cobalto, ma poi accendo il notebook e lo connetto ad internet grazie al telefonino con batterie di cobalto. Lo stesso telefonino con cui accedo in pochi secondi a conti correnti personali e aziendali, da cui mi faccio indicare la strada per raggiungere un posto che non conosco o che conosco ma me la faccio indicare lo stesso perché, se c’è una coda lungo il tragitto abituale, lui lo sa e mi consiglia una strada alternativa. Quel telefonino con cui do spesso un’occhiata all’Infinito Teatro del Cosmo per controllare se ci sono novità e che sia “tutto a posto” anche quando sono lontana dal pc; così come per la posta elettronica sia personale che di lavoro, in modo da potermi gestire in tempi brevi contatti piacevoli o meno piacevoli, ma importanti da gestire in tempi brevi. Lo stesso telefonino che può consentirmi una chiamata d’emergenza se necessaria. Uno strumento utilissimo per migliorare la qualità della vita oppure un rincretinitore di massa, secondo l’uso che se ne fa.

    Certo che davanti alle immagini di quei bambini congolesi, la prima reazione sensata dovrebbe essere quella di buttare via quel telefonino che non può funzionare senza quel maledetto cobalto.

    Ampliando il discorso (e qui mi riallaccio al commento di Gianluca), cosa significa “non sprecare acqua, luce e carburante”? Fino a che punto saremmo disposti a non sprecare? A quali comodità personali saremmo disposti a rinunciare?

    Saremmo disposti a vivere, non dico come nel medioevo, ma come vivevano i nostri bisnonni/nonni/genitori negli anni ‘30 del secolo scorso? Il che, per esempio, non significa abbassare di un grado la temperatura del riscaldamento (e metterci un maglioncino in più quando siamo fermi a lavorare/giocare al pc con batterie di cobalto), ma vivere in case senza riscaldamento. Oppure significa impiegare dieci ore per compiere il tragitto Roma – Milano su scomode panche di legno di un vagone ferroviario. Ma significa anche non avere il frigorifero, la lavatrice, il ferro da stiro a vapore… eppure i nostri bisnonni/nonni/genitori sono vissuti bene (guerre civili e mondiali a parte, ma questa è un’altra storia), perché non potremmo farcela anche noi?

    Chi di noi, seriamente, è disposto a farlo? In tutta sincerità, io no.

    E allora?

    Allora mi sento a disagio davanti a certe immagini, ma impotente perché so che abbassare di un grado la temperatura del mio riscaldamento, spegnere le luci che non servono, chiudere il rubinetto quando mi lavo i denti, sostituire l’auto con i piedi o la bicicletta quando possibile (ma solo quando possibile, se no prendo l’auto senza tanti rimorsi di coscienza), cambiare il telefonino solo quando smette di funzionare e non ogni sei mesi per avere l’ultimo modello, riciclare la spazzatura e chi più ne ha più ne metta, non è sufficiente a migliorare la qualità della vita dei bambini congolesi. E non lo sarebbe neanche se tutti noi privilegiati adottassimo queste stesse cautele.

    Forse solo adottando lo stile di vita dei nostri bisnonni/nonni/genitori potremmo ottenere qualche risultato in termini di una più equa distribuzione di risorse… già… ma è vero? No, non credo… in fondo lo sfruttamento e l’iniqua distribuzione delle risorse sono vecchi quanto il mondo, sono problemi dai quali nessuna epoca può considerarsi immune.

    E allora?

    Allora vedo le immagini di Greta e dei gretini (oggi è comparsa pure l’anti-Greta, un’altra quindicenne scandinava che tenta la fortuna parlando di politica e chissà che altro) e penso quanto è facile lavarsi la coscienza sparando sentenze, urlando slogan, indignandosi e commuovendosi… un po’ come confessarsi, farsi assolvere da tutti i più atroci o veniali peccati e poi fare la comunione tutte le domeniche in grazia di dio… ma poi tutti si torna alla vita normale… noi privilegiati al nostro tran tran imperniato su pc e telefonini, i bambini congolesi al loro cobalto (dal quale non si allontanano mai, loro, neanche la domenica per qualche minuto in grazia di dio).

    E allora?

    E allora niente… non so più cosa dire. Non ho parole. Mi vergogno e basta.

    Ma non è colpa mia se il destino mi ha inserito tra i privilegiati, perché dovrei vergognarmi? In fondo quello che posso fare lo faccio: spengo la luce quando non serve, chiudo l'acqua del rubinetto anche tra un piatto e l'altro mentre li carico in lavastoviglie (di questa sì, potrei fare a meno, ma ormai ce l'ho...), non tengo il riscaldamento a mille...

    Perché mi vergogno? Non lo so, ma mi vergogno. E invidio Greta con i suoi gretini perché si sentono con la coscienza a posto, loro, mentre io no.

  5. E come diceva Fabrizio: "Anche se voi vi sentite assolti siete lo stesso coinvolti!".

    Non credo ci sia bisogno di tornare all'età della pietra o giù di lì... basterebbe perseguitare le multinazionali, multarle con milioni di dollari, far sì che invece di dare cento o duecento milioni di euro a Notre Dame, certi ricconi pagassero le tasse (e magari sono gli stessi che obbligano i bambini nelle miniere). Ma se qualcuno regala senza batter ciglio 100 milioni di euro per una causa seppur nobile... quanti soldi ha nelle proprie tasche?

    Ma, che stupido che sono... ci vorrebbero politici e capi di stato onesti e quelli non si trovano di certo. E se mai si trovassero chi pagherebbe gli elettori per farli eleggere.

    Però, però... basterebbe sconfiggere la criminalità organizzata, chiudere le fabbriche di armi e via dicendo. No, non ci sarebbe affatto bisogno di tornare al medioevo, ma a una visione etica della vita.

  6. Maurizio Bernardi

    Esattamente 33 anni fa, nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, si verificò a Cernobyl il più grave incidente  mai avvenuto in una centrale nucleare.

    La verità sulle reali dimensioni delle conseguenze a lungo termine  sulla salute di milioni di persone non si saprà mai.

    Giusto trenta anni prima. Jules Feiffer, uno scrittore, fumettista, cartoonist e vignettista statunitense, vincitore di un Premio Oscar nel 1961 per il suo cortometraggio Munro e del Premio Pulitzer nel 1986, pubblicava le tavole di "Fallout is Good For You”, ironizzando sulla campagna di "informazione" di quegli anni sulle conseguenze degli esperimenti nucleari.

    La acuminata penna di Feiffer ipotizzava anche il probabile completamento della comunicazione ufficiale con una serie di slogan convincenti come: "I like fallout'" e "Your government knows best", che avrebbero fatto la loro bella figura accanto alle altre bugie di regime (democratico).

    Insomma, nessuna meraviglia dati questi precedenti , se oggi (e domani) si continua e si continuerà a plasmare in modo suadente la testa di miliardi di persone per farne uno sterminato e docile gregge da condurre gioiosamente ovunque si desideri.

    Risparmiamo acqua? Risparmiamo energia? Respiriamo meno per non produrre troppa CO2?

    Bene, ma per quei miliardi di cervelli non possiamo fare nulla. Il problema è lì.

    P.S.
    Il discorso vale anche per le auto elettriche, il fotovoltaico, gli orsi polari, etc, etc...

  7. Mario Fiori

    Cara Daniela quelle domande ce le poniamo tutti e quelle risposte che ti dai ce le diamo. Nessuno è immune. Come dice enzo anche io penso ( ma non è facile lo sò) che basterebbe un po' più di etica e di volontà  di non sfruttare  e non si dovrebgbe assolutamente tornare al Medioevo. Il denaro non deve essere assolutamente un "dio" , e questo in primis; ci deve essere più Comunità, più Immedesimazione tra Umani, e poi la Scienza non deve recedere e così la tecnologia, devono essere molto più "etiche" e lo si potrebbe fare: non etiche nel senso di fare quello che pensano sia etico (che inculcano ) le multinazionali per fare soldi a palate, ma etico veramente nel rispetto di tutti.

  8. Andrea I.

    E' un bombardamento continuo, caro Enzo.

    Ultimamente ho cominciato a sentire addirittura una pubblicitá per radio con tanto di coretto di bambini che, uno alla volta, vengono portati a dire alcune tra le piú insensate e ridicole frasi a sfondo pseudo-ambientale che l'essere umano abbia mai partorito.

    Personalmente penso che siamo giunti al livello piú basso della propaganda politica...persino i regimi piú atroci penso avrebbero vergogna a ricorrere a espedienti tanto patetici per imporre la propria agenda.

    In tutta sinceritá ho perso le speranze nella nostra povera europa.

    I cittadini sono diventati dei faciloni(e lavorando in mezzo alla gente ti garantisco che la "stanchezza mentale" delle persone oramai é disarmante), e i politici non sono altro che dei biechi affaristi senza arte ne parte.

    Secondo me la storia si sta ripetendo con poche insignificanti varianti.

     

  9. caro Andrea,
    condivido in pieno la tua tristezza e mi meraviglio anch'io di quanto in basso i media e una scuola sempre più raffazzonata ci hanno fatto arrivare. E quattro ignoranti riescono ad avere il consenso e farti anche pagare con uno stupido sorriso sulle labbra. Le pale eoliche hanno già mostrato di che pasta son fatti certi salvatori del pianeta... Temo che il medioevo avesse menti e condottieri molto più brillanti (se solo penso a Federico II...).

  10. Maurizio Rovati

    Non so nulla, ma mi par di vedere che l'umanità, con tutti i suoi limiti e difetti, ha fatto parecchia strada.

    Siccome l'Evoluzione darwiniana è lenta, penso che la specie umana sia fisicamente invariata da diverse migliaia di anni. Ma gli umani sono caratterizzati da un'Evoluzione di diverso tipo: l'evoluzione culturale. Questa è molto più rapida ed ha permesso uno sviluppo enorme all'uomo. L'invenzione del linguaggio simbolico, della scrittura e alla fine del metodo scientifico ci hanno permesso di fare cose che solo 150 anni fa erano da considerare magia.

    Oggi stiamo esplorando la possibilità di costruire macchine in grado di pensare, alcuni hanno perfino camminato sulla Luna. Il problema è che questo progresso non è accessibile a tutti. Che parti consistenti dell'umanità non sono progredite e restano legate a culture e tradizioni obsolete. Però, se mettiamo le cose in prospettiva, non tutto va male. Per esempio 50 anni fa eravamo 3 miliardi e 1 miliardo era alla fame. Oggi siamo più del doppio ma gli affamati sono circa lo stesso numero. Abbiamo avuto la possibilità di distruggerci con le armi nucleari ma non l'abbiamo fatto. Insomma, nonostante tutti i difetti che abbiamo, mi sembra di poter dire che stiamo meglio oggi di ieri.

    E tanto per parlare di CO2, tratto da "Il Sistema Periodico" di Primo Levi

    “CARBONIO... L’atomo di cui parliamo, accompagnato dai suoi due satelliti che lo mantenevano allo stato di gas, fu dunque condotto dal vento, nell’anno 1848, lungo un filare di viti. Ebbe la fortuna di rasentare una foglia, di penetrarvi …. Aderisce a una grossa e complicata molecola che lo attiva, e simultaneamente riceve il decisivo messaggio dal cielo sotto la forma folgorante di un pacchetto di luce solare: in un istante, come un insetto preda del ragno, viene separato dal suo ossigeno, combinato con idrogeno … L’anidride carbonica, e cioè la forma aerea del carbonio, di cui abbiamo finora parlato: questo gas che costituisce la materia prima della vita, la scorta permanente a cui tutto ciò che cresce attinge, e il destino ultimo di ogni carne, non è uno dei componenti principali dell’aria, bensì un rimasuglio ridicolo, un’”impurezza” trenta volte meno abbondante dell’argon di cui nessuno si accorge. L’aria ne contiene il 0,03 per cento : … e da questa sempre rinnovata impurezza dell’aria veniamo noi animali e noi piante, e noi specie umana, coi nostri quattro miliardi di opinioni discordi, i nostri millenni di storia, le nostre guerre e vergogne e nobiltà e orgoglio. … Ora il nostro atomo di carbonio è inserito: fa parte di una struttura, nel senso degli architetti; si è imparentato e legato con cinque compagni, talmente identici a lui che solo la finzione del racconto mi permette di distinguerli. .… E’ entrato a far parte di una molecola di glucosio, …. Viaggiò dunque, col lento passo dei succhi vegetali, dalla foglia per il picciolo e per il tralcio fino al tronco, e di qui discese fino a un grappolo quasi maturo. Quello che seguì è di pertinenza dei vinai: a noi interessa solo precisare che sfuggì (con nostro vantaggio, perché non lo sapremmo ridurre in parole) alla fermentazione alcoolica, e giunse al vino senza mutare natura… E’ destino del vino essere bevuto, ed è destino del glucosio essere ossidato. Ma non fu ossidato subito: il suo bevitore se lo tenne nel fegato per più di una settimana, bene aggomitolato e tranquillo, come alimento di riserva per uno sforzo improvviso; sforzo che fu costretto a fare la domenica seguente, inseguendo un cavallo che si era adombrato…

    ...Potrei raccontare storie a non finire, di atomi di carbonio che si fanno colore o profumo nei fiori; di altri che da alghe minute a piccoli crostacei, a pesci via via più grossi, ritornano anidride carbonica nelle acque del mare, in un perpetuo spaventoso girotondo di vita e di morte, in cui ogni divoratore è immediatamente divorato; di altri che raggiungono invece una decorosa semi-eternità nelle pagine ingiallite di qualche documento d’archivio, o nella tela di un pittore famoso; di quelli a cui toccò il privilegio di far parte di un granello di polline, e lasciarono la loro impronta fossile nelle rocce per la nostra curiosità”.

    https://giuliovaracca.files.wordpress.com/2010/10/il-sistema-periodico.pdf

  11. grazie del contributo, Maurizio!

  12. Gianni Bolzonella

    È in corso nel mondo una guerra importante,probabilmente un episodio di quello che si combatte nell'universo.Gli attori e gli interessi sono tanti,e come in un "quadro "di Machiavelli,si coalizzano in alleanze provvisorie e funzionali,dove le nostre idee,opinioni e volontà sono solo strumenti inconsapevoli di questa lotta,uno spin off guidato.Socrate diceva:"Se vuoi conoscere il mondo conosci te stesso".In una cellula umana c'è già disegnato quello che siamo,in noi c'è già l'ologramma dell'universo.

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