4/06/19

Pirandello e l'Universo

Spesso e volentieri, in questo Circolo, invitiamo la "gente" a smettere di guardare in basso verso le piccole miserie quotidiane alla ricerca affannosa di soldi, potere e arroganza. Guardare in basso vuol dire ignoranza e l'ignoranza non può che portare alla cattiveria e all'odio insulso verso il diverso. Volgiamo gli occhi al Cielo e all'Universo: tutto diventa bello, umile e ricco di significati che abbiamo forzatamente dimenticati. Pirandello ci ha già insegnato qualcosa di straordinario in una delle sue più belle novelle, che sono lieto di richiamare all'attenzione di TUTTI.

Abbiamo la fortuna di portarci sempre dietro l'Universo con le sue meraviglie. Di giorno è il Sole a dominare la scena, ma di notte lo Spazio infinito scopre tutti i suoi segreti. Migliaia e migliaia di lucciole illuminano il cielo e ognuna di loro è una lezione bellissima sulla perfezione del Cosmo. Basta, però, restare anche più vicini per subire, comunque, il fascino della grandezza e dell'armonia  dell'Universo. Saperlo comprendere (e dovremmo farlo TUTTI, perché TUTTI ne facciamo parte) non può che elevare le menti, farci sentire una cosa piccolissima e farci comprendere che il diverso è ben altra cosa e che non può che essere un nostro amico.

Basta solo pensare alla Luna, che ci gira attorno a due passi cosmici, sempre pronta a donarci servizi di cui non potremo mai esserle grati abbastanza. Dico la Luna come corpo celeste, come satellite della Terra, come regolatore del nostro asse di rotazione, come manovratrice delle maree e di mille altre cose. Un oggetto meraviglioso anche se estremamente diverso. Un oggetto che mantiene il suo fascino senza bisogno di essere conquistato o di essere calpestato dai piedi dell'uomo futuro che la vede solo come fonte di ulteriore ricchezza personale (non certo interiore).

E questo è quello che ha spinto Pirandello a scrivere una novella stupenda. Una novella che parla di un "diverso" che scopre la Luna e non può che piangere di gioia. L'ingenuità e l'umiltà sono le migliori maestre per capire veramente l'Universo e noi stessi.

Ecco a voi la bellissima "CIAULA SCOPRE LA LUNA" e se vi scappa una lacrima finale non vergognatevi e guardate subito verso l'alto: la lacrima di commozione diventerà lacrima di gioia.

E' doveroso che io ringrazi mia figlia Barbara che mi ha ricordato la novella (finita nei cassetti più vecchi della memoria) e mi ha spinto verso il paragone che tanto bene si allaccia allo spirito del nostro Circolo.

 

14 commenti

  1. Mario Fiori

    La meraviglia della filosofia pirandelliana, caro Enzo, è innegabile come la meraviglia dell'Universo stesso; Piradello un grande come anche altri che ci spingono a guardare molto di più verso il cielo per guardare meglio giù, dentro noi stessi.

    L'Uomo molto spesso, anzi sempre di più , guarda giù la ricchezza , la sopaffazione del'altro, l'interesse strettamente personale, ed è sempre più solo anche se si sente iperconnesso.

    Mi associo completamente a te nel guardare molto di più verso l'alto con gioia e meraviglia , senza remore e senza doppi fini.

  2. Gianni Bolzonella

    La grandiosità dell'Universo,la poesia che la sua immagine ci trasmette è fuori discussione,ogni persona che guarda il cielo trova conforto alla propria limitatezza."farci comprendere che il diverso è ben altra cosa e che non può che essere un nostro amico."Questa proprio non la capisco,l'affermazione perentoria che il "diverso non può che essere nostro amico" a chi si riferisce?

  3. caro Gianni,

    il diverso è tutto ciò che ci circonda... ognuno è unico e se non trova il suo posto nell'Universo tale rimarrà. I corpi del Cosmo ci insegnano che si convive benissimo con il diverso e noi non riusciamo a farlo con chi ha solo un colore diverso? Una cosa ridicola se non fosse drammatica...

  4. Gianni Bolzonella

    Sicuramente avrai le tue buone ragioni per affermare quello che scrivi,ma a me sembrano assunti troppo generici e idealisti.Il male esiste e viene espresso pure dai diversi,senza contare che non tutti diamo lo stesso giudizio su un avvenimento o persona.Inoltre,a mio avviso,ogni essere vivente e probabilmente anche ogni forma aggregata di materia,occupando uno spazio e un tempo ben preciso,esprime una dimensione unica di forma,di giudizio e struttura,tale che,proiettando se stessa tende a replicare la propria forma esternamente a scapito di altre,modificando la realtà.La lotta che intrinsecamente,strutturalmente esiste in questa da noi percepita realtà,probabilmente continua in altre dimensioni.Pure nella religione cristiana,quando si parla dell'aldilà si fa riferimento a classi gerarchiche differenti di Angeli e di Angeli nemici,significa che l'Universo delle matriosche è gestito gerarchicamente e in oposizione ad altre concorrenti.

  5. Forse non ci capiamo, caro Gianni...

    Non confondiamo le differenze che sono state create dall'uomo a suo puro beneficio e che niente hanno a che fare come le diversità che esistono nel Cosmo.

    La faccio corta: nessuna stella gialla ha mai cercato di escludere dall'Universo una stella blu o rossa. Noi lo facciamo costantemente solo per motivi di predominio e di potere.

    Poi mi citi la religione, proprio una delle più grandi messinscene del nostro limitato cervello. In certi casi meglio non averlo o solo mirato ad altri scopi che la Natura ci insegna.

    Sì, anche noi siamo Universo e come tale anche il nostro pensiero e con lui la creazione della cattiveria e dell'egoismo (che esistono però solo nel nostro mondo ridotto e non sono certo fenomeni oggettivi).

    Beh... che dirti, anche le nane brune non riescono a diventare stelle e così anche noi non riusciamo a "sentirci" parte dell'Universo e ci costruiamo false realtà che NON esistono. Stiamo diventando -e ne siamo felici- delle marionette virtuali. Chiamiamo sottosviluppati tutti quelli che ci servono come schiavi. Gli rubiamo le risorse e poi di questa costruzione personale ne vorremmo fare una evidenza reale. Facciamo proprio pena e dimostriamo chiaramente perché continuiamo a restare soli nel Cosmo. Forse non lo siamo, ma la nostra vita posticcia non ci permette nemmeno di accorgercene. Non ci accorgiamo dei nostri simili, della grande lezione delle piante, degli animali e pretenderemmo di accorgerci di qualcosa di veramente diverso?

     

     

  6. Gianni Bolzonella

    Caro Vincenzo,io credo che quello che noi chiamiamo male sia intrinseco nelle cose nostre e quelle dell'Universo,non si capisce perché debba essere qualcosa di solo umano.Se così fosse,l'essere umano visto da altre forme organizzate  o intelligenti,un Professor Vincenzo alieno sbaglierebbe dire di noi  "Che il diverso è ben altra cosa e che non può che essere un nostro amico.",vista la nostra natura diversa.Mi viene in mente il confronto che  si facevano negli anni 60 del secolo scorso,quando il prete della parrocchia contrapposto a un funzionario del "partito del migliore",contestava ai simpatizzanti di quest'ultimo la sua convinzione,allora di moda,che è la società che corrompe l'individuo, che nasce buono."Certo"rispondeva il prete: "e la società da chi è composta?"E si andava avanti così,discutendo se era nato prima l'uovo o la gallina.Buona Domenica a tutti! :wink:

  7. Gianni Bolzonella

    Parlando e riflettendo di male e di bene,srasera ho letto un articolo del mio giornalista preferito.

    Per chi ha voglia di leggere:

     

    Obitorio Occidente: il caso Noa Pothoven – Roberto Pecchioli » EreticaMente
    Questo non è un articolo e neppure una riflessione. Cerca di essere una nuda cronaca tratta dalla stampa internazionale di un evento terribile che interrogherebbe la nostra coscienza se ancora ne avessimo una: la morte per eutanasia, ovvero per omicidio di Stato, di una bella ragazza olandese di 17...
    http://www.ereticamente.net

  8. il cervello umano ha la capacità ancora molto rozza di crearsi una sua realtà virtuale che crede effettiva e. niente fa per capire che è una costruzione priva di qualsiasi connessione con l'armonia che lo circonda. Una bolla energetica che sparisce immediatamente, ma che crea un sottofondo di apparente diversità. La sua idea di diversità è una costruzione fasulla che niente ha a che fare con l'Universo. Il cervello è parte dell'Universo, ma è ancora ben lontano dal comportarsi in linea con ciò per cui è stato costruito. Un piccolissimo momento di disfunzione che verrà sistemato in un modo o nell'altro.

    Per capire cosa vuol dire cervello pensante bisognerebbe tornare ai tempi di Parmenide e dei suoi colleghi o, forse ancor meglio, a Confucio. La Cina lo ha ripreso in mano e se ne cominciano a vedere i risultati...

    Penso che mi leggerò con grande attenzione i suoi scritti, anche se sono stati riportati dai seguaci e non vi è niente di originario, Ma penso che basti e avanzi rileggersi i suoi motti.

    Infine, ti prego, trovami qualcosa di CATTIVO nell'Universo, di arrogante, di egoistico che solo assomigli alla nostra realtà virtuale...

  9. Gianni Bolzonella

    Visto che parliamo di diversi e noi siamo diversi,quì sotto c'è qualcosa:

    ISTIGAZIONI AL GENOCIDIO – DEI BIANCHI
    Maurizio Blondet 7 Giugno 2019

    È un video spassoso,rassicurante e pieno di misericordia per il destino dell'umanità,ovviamente non per i cattivoni bianchi,quelli di cui io ma non solo,ai quali orgogliosamente appartengo,visto la grande eredità di gloria,conquiste tecniche,filosofiche,artistiche.Certo esiste l'invidia sociale anche tra i popoli,le razze,le religioni,chi ha qualcosa sa per esperienza che cercheranno di togliergliela.Qualcosa di orrendo e contronatura è capitato in questo occidente autodistruttivo,autoflagellante,ipocrita e masochista.Molti europei stanno già capendo quali errori hanno fatto,ma questo non eviterà in futuro guerre,etniche,religiose,e tra razze all'interno dell'Europa,prepariamoci,il vaso di coccio siamo noi bianchi europei,illusi da vizi venduti  per libertà,ed espropri di sovranità,venduti per diritti,ai quali molti per ingenuità e cupidigia si sono venduti.

  10. Beh... caro Gianni, se vogliamo parlare di conquiste e di cultura, gli "sporchi" musi gialli non sono certo da meno. La civiltà è arrivata prima e sono riusciti a passare centinaia e centinaia di anni con governi illuminati, scelti dal popolo e in cui valeva solo la meritocrazia a tutti i livelli. Ricordiamo che Confucio, tornato vivo anche oggi nei cuori cinesi, è stato molto probabilmente il più grande pensatore dell'umanità e vedeva proprio l'armonia dell'Universo come il fine dell'uomo. No, lui non aveva paura del diverso...

  11. Gianni Bolzonella

    Guarda Vincenzo che ho grande stima per gli asiatici e per il loro pensiero,non posso che essere d'accordo con te,non a caso molti nostri artisti e intellettuali ne sono rimasti affascinati e contaminati.Io non ho paura del diverso,ma amo la mia civiltà,la mia famiglia e il mio sangue e cerco di dare ai miei figli ciò che mi appartiene e che mi fu dato da chi venne prima di me,a partire dalla casa comune.Gli altri hanno la loro casa,se ne stiano la,senza pretendere di venire nella mia con l'aiuto peloso e interessato di chi ci fa soldi e potere,come quello di Roma,che ci violenta con le sue brame di potere,dicendo di farlo per il bene di qualcuno,ma evitando di sentire il parere di chi subisce i danni e i dolori delle sue sciagurate azioni.Fino a prova contraria non è mai esistito il diritto di mangiare il pane altrui o di occuparne la casa.

  12. Caro Gianni,

    tu dici:" Gli altri hanno la loro casa, se ne stiano la"

    Beh... se penso alla meravigliosa stagione culturale di Federico II, quando le culture arabe, normanne, cattoliche, ebraiche erano riuscite a parlarsi in pace e a condividere la loro rispettiva sapienza... e la confronto con la stagione odierna in cui regna la paura di mischiare ciò che è nostro con quello degli altri, il risultato è veramente deprimente! Oggi non nascono più il duomo di Monreale, la cappella Palatina, Castel del Monte... ma solo ponti che crollano.

  13. Gianni Bolzonella

    ...L’uomo contemporaneo è ciò che mangia (Feuerbach) desidera e consuma (la moda). Nulla di più elevato della dimensione materiale, orizzontale, lo distoglie da un’esistenza da animale sapiente, azzimato, vanitoso e insieme disperato, un trascurabile fattore della produzione divenuto superfluo, antiquato ( Gunther Anders) e inadeguato alla potenza da egli stesso suscitata. Dalle trincee della guerra civile europea combattuta in due tempi, l’anima d’Europa è uscita annientata. I superstiti, ripuliti dal fango materiale, non hanno più riconosciuto se stessi e il mondo circostante. Aveva pensato la guerra ad abbattere chiese e palazzi. Ciò che è rimasto in piedi, ha smarrito il senso, è stato destituito di significato. Tutt’al più, si è pietrificato nel museo, scarnificato, privato del sangue che lo rendeva vivo. E’ rimasto il commercio, il potere degli uomini del denaro. Chiese senza Dio e palazzi senza re si convertono in location, showroom, i nuovi nomi di fiere ed esposizioni per vendere merci e desideri..

    La morte dell’Europa ha un nome seducente come una danza macabra: eutanasia. Molti abitanti del “civilissimo” nord Europa lasciano in bella vista una busta con i soldi del funerale; l’Europa investe gli ultimi spiccioli nella sua trasformazione in parco tematico. Un po’ Mirabilandia e un po’ Gardaland, gli addetti a ore vestiti con i costumi tradizionali, teatro e folklore al posto della vita, divertono il gentile pubblico pagante accorso da ogni dove: arte, civiltà, storia, cultura, su ordinazione anche religione. Che peccato avere sfrattato Dio, i re, cacciato gli uomini della spada e quelli dei libri. Che peccato essere morti.

    Roberto Pecchioli

    Da un articolo recente

    Europa: chiese senzaDio,palazzi senza re-

    .

  14. Fiorentino Bevilacqua

    A me, Pirandello è sempre piaciuto; fin dai primi approcci avvenuti sui banchi di scuola.

    Mi sembrava che non si limitasse a raccontare, a riportare un fatto, un'azione umana: ne lasciava intravedere, ne raccontava anche i retroscena psicologici, le motivazioni "psicanalitiche".

    Non raccontava solo cose ovvie, si cimentava anche con cose strane ("La carriola" se non ricordo male), minime ("Il bottone della palandrana", idem) e grandissime (la novella in cui un rapito, un sequestrato a scopo di estorsione e ricatto, affacciatosi di notte sul bordo della caverna nella quale era detenuto, guarda ilo cielo stellato e prorompe in una filippica nei confronti del suo guardiano, dei suoi rapitori, invitandoli a guardare le stelle). Anche cose sconvolgenti, per l'epoca ("Nel gorgo").

    Cose "curiose", lette, viste con gli "occhiali" dell'epoca ("Dal naso al cielo": siamo tutti un po' -!?- Dionisio Vernoni e tutti un po' Romualdo Reda, se non ricordo male i nomi...).

    Un grande, a suo modo e per i personaggi che raccontava.

    Così è ...

     

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