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"Città ideale" tempera su tavola di autore sconosciuto (da molti attribuito a Piero della Francesca), databile tra il 1470 e il 1490, conservata nella Galleria Nazionale delle Marche (Urbino)

La PROSPETTIVA... una conquista del '400, raggiunta grazie a giganti come Brunelleschi, Masaccio, Donatello e portata al livello di rigorose argomentazioni soprattutto da Piero della Francesca e da Leon Battista Alberti. Con Leonardo, poi, nasce anche la prospettiva aerea, ossia la capacità di disegnare e interpretare lo spazio anche senza bisogno di strutture geometriche, ma affidandosi alle proporzioni e alle sfumature di colore.

Agli oceani di parole che sono stati scritti su di essa, vogliamo aggiungere la nostra personalissima goccia: entriamo, quindi, nel campo più tecnico e dedichiamoci a una descrizione estremamente semplificata, ma più che sufficiente, delle regole da seguire per riuscire a riprodurre al meglio ciò che la vista ci impone. Poi vedremo anche come i grandi artisti abbiano saputo giocare con queste regole per ottenere effetti particolarmente impressionanti e scenografici o, addirittura, a progettare piazze, edifici e quant'altro in modo che apparissero, alla vista, diversi dalla loro forma reale. Una vera e propria sorta di illusionismo!

Non ci faremo mancare la storia antica, quando sicuramente (in Grecia) si sapeva molto di più, anche se si era ancora vincolati al trattato di Euclide e alla paura dell'infinito. Quindi arriveremo dritti dritti al Rinascimento, al trattato di Piero della Francesca e a quello più completo di Leon battista Alberti (ovviamente senza dimenticare Vitruvio). Magari rispolverando anche un po' di assonometria e, perchè no?, la rappresentazione di Monge.

Un percorso molto personale, frutto di studio, ricordi ed esperienze maturate nel corso di un'intera vita, che vuole lasciare una testimonianza nel modo più spontaneo possibile.

 

Una sorta di introduzione: "Un pennello per due"

  1. Dalle proiezioni ortogonali alla prospettiva centrale
  2. Muoviamo il rettangolo
  3. Siamo pronti per disegnare un solido
  4. Il Rinascimento insegna

          Continua...