22/08/14

Quando è nato il passato?

Una breve aggiunta personale al “nostro” tentativo di raccontare, con tanta fantasia e poca scienza, il tempo…

La domanda sembrerebbe un vero assurdo. Tuttavia, le nuove scoperte della MQ sembrano poter risolvere anche questo paradosso. Recentemente, abbiamo visto che il futuro potrebbe influenzare il passato. E, allora, perché non dire che al momento della nascita del tempo sia nato automaticamente anche il passato? In un ambiente compreso nello spazio inferiore alla grandezza di Planck e per durate temporali inferiori al suo tempo, tutto è possibile. In poche parole, la nascita del tempo ha automaticamente costruito anche il suo passato. Insomma: ciò che esisteva prima, si è creato dopo. Fluttuazioni temporali che si annullano istantaneamente? Tempo e antitempo? O che altro?

Scusate, ma è troppo divertente fare proprio quello che dico a voi di NON fare. Basta ricordare che è solo un gioco fantascientifico…

19 commenti

  1. Mario Fiori

    Fantastico Enzo, tutto e il contrario di tutto, fantastico

  2. Andrea I.

    A me viene da pensare che la nascita del tempo dovrebbe essere legata alla prima interazione tra due "particelle" o forze diverse tra loro.
    Un'altra cosa che mi meraviglia e incuriosisce é il domandarmi se due soggetti con dimensioni spaziali assai differenti (ad esempio uno minuscolo e uno enorme) "vivono" il tempo allo stesso modo.
    Insomma mi viene da pensare che il tempo come lo concepiamo noi é solo il NOSTRO tempo, legato inevitabilente a come é organizzato lo "spazio" di cui siamo composti.....sembra uno scioglilingua :mrgreen:

  3. caro Andrea,
    in realtà vedremo che l'interazione tra elettrone e fotone può, in un certo senso, causare anche inversioni della freccia del tempo. Tutto il succo, secondo me, sta nella completa reversibilità dei fenomeni del microcosmo. E lì che sta il bandolo della matassa e mi fa pensare...
    Beh... che ogni cosa abbia il suo tempo ce lo insegna, in fondo, la relatività speciale...

  4. alexander

    Ahhh se questa volta possiamo dar libero sfogo alla fantasia senza che ti arrabbi allora io proverei anche a ragionare sulla possibilità che il tempo sia stato preesistente (in qualche modo) al nostro big bang..
    Cercando di capire un po’ di più questo benedetto mare di dirac e/o il vuoto quantico ante big bang, mi son chiesto come sarà il nostro universo tra miliardi di miliardi di anni.
    Se le ipotesi su energia oscura sono esatte sia avrà un big rip o quanto meno un universo con una densità media di materia tendente veramente allo zero.
    Mi chiedevo quindi in cosa si differenziasse un universo cosi (o parti di esso) dal vuoto quantico antecedente al nostro universo.
    Si dovrebbe postulare che, in assenza di materia, non ci sarebbe tempo e neanche lo spazio.
    Avremmo solo particelle e antiparticelle che nascono dal vuoto e muoiono annichilendosi in tempi inferiori a quello di planck.
    A quel punto il tutto cosa sarebbe? Non potrebbe essere tutto definito (come abbiamo appena imparato) come un campo di valore nullo (una specie di funzione matematica che associa ad ogni punto dello spazio uno o più valori o, in questo caso, particelle virtuali)?
    In tal caso non mi ritrovo in un caso simile al mare di dirac fatto di infiniti elettroni virtuali che occupavano ogni stato energetico negativo e dove una semplice fluttuazione può caricare di sufficiente energia una di queste particelle virtuali in modo da portarla ad uno stato di energia positiva e a non farla annichilire e spezzare la simmetria con relativo cambiamento di fase prendendo l’energia da quella potenziale?
    In questo caso il (tempo) prima del futuro universo è nel nostro universo e, il tempo prima del nostro universo, era nel nostro universo padre…

  5. beppe

    Chi ha avuto a che fare con malati di demenza senile sa che il tempo è opinabile, quando il nostro cervello non è più in grado di memorizzare correttamente i ricordi il senso del tempo è veramente relativo. La Realtà diviene estremamente soggettiva, il passato remoto, prossimo e presente si mescolano in modo quantistico in un eterno presente :-|

  6. givi (giovanni)

    Provocazione: il tempo esiste solo perchè abbiamo imparato a misurarlo :mrgreen:

  7. ottimo commento Givi,
    ma, in fondo, torni alla definizione di velocità... se esiste lei esiste anche il tempo

  8. gioyhofer

    A me viene in mente che il tempo dipenda da come è la materia, mi spiego:
    per esempio se rompiamo un bicchiere in 1000 pezzi, il prima del bicchiere rotto esiste solamente in un altro "stato" cioè quello del bicchiere intero, quindi anche il bicchiere intero non ha un futuro se non nello stato di bicchiere rotto....
    Sbaglio a pensarla così? http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif

  9. Sì, Gio, hai ragione... è la legge dell'entropia. Però, le particelle potrebbero tornare indietro... Comunque, ottima considerazione, brava!!! Mi date molte soddisfazioni, anche se siamo ad agosto :-P

  10. gioyhofer

    Purtroppo non posso dedicarti il tempo chr meriti ma da settembre sarò più prrsente.... ;)

  11. SuperMagoAlex

    Ve ne dico una... il tempo scorre? Se si, rispetto a cosa? :mrgreen:

  12. Paolo

    Il tempo scorre tra un evento e un'altro.
    Forse.

    Paolo

  13. SuperMagoAlex

    Pensando al tempo che scorre dovremmo descriverne la velocità, tipo "un'ora all'ora", che è un pò difficile da immaginare :)
    Immaginiamo invece l'Universo quadridimensionale tutto insieme, dall'esterno, quindi comprendente passato, presente e futuro.
    Il tempo è qualcosa che ricostruiamo noi, a partire da una sequenza ordinata di eventi correlati, che insieme costituiscono tutto lo spazio-tempo, ossia l'Universo.

  14. SANDRO

    Caro Enzo, vado ad intuizione visto che non ci redagurguisci: :mrgreen:
    Tu giustamente ci insegli dalla MQ che il futuro influenza il passato. Io credo che questo avviene solo nella nostra realtà 3d. Immaginiamo per un attimo che le particelle vivono simultaneamente in un modo "quantico" dove lo scorrere del tempo non esiste. Quando si manifestano nelle nostre 3d, dove invece c'è una freccia del tempo, allora a noi le cose ci appaiono come sono, con tutte le loro stranezze. Gli eventi che noi misuriamo e valutiamo sono già accaduti "simultaneamente" in "entaglment" nel mondo quantico. Non conoscendo lo scorrere del tempo, le particelle sanno già quale sarà il loro comportamento che poi si manifesta nelle nostre dimensioni su sequenza temporale.

    Non so se sono riuscito nell'intento, purtroppo non ho le tue capacità divulgative :oops:

  15. Paolo

    Visto che la domanda lascia spazio anche ai giochi di fantascienza, vorrei provare a vedere il tempo da una prospettiva diversa da quella nota che lo lega indissolubilmente allo spazio, passando per la velocità. Una relazione che non ho alcuna intenzione di mettere in discussione.
    In genere se si chiede a qualcuno di immaginare una situazione in cui il tempo si ferma, questo si traduce in un'immagine in cui è assente qualsiasi movimento.
    Dato che siamo nel mondo di Alice, immaginiamo un regno pieno di fiori bianchi (o particelle) dotati di una strana proprietà: ogni fiore ogni tanto diventa di un certo colore.
    Il fiore rimane immobile, semplicemente cambia il suo colore e questi mutamenti sono diversi a secondo del colore che assume il fiore.
    Nulla si è mosso, ma qualcosa è mutato.
    Gli abitanti di quel regno potrebbero addirittura usare l'intervallo che separa la fase bianca del fiore da quella colorata per determinare l'intervallo degli di altri colori : ogni due cicli di giallo, avviene un ciclo di verde, ecc.
    In fin dei conti gli abitanti di quel regno potrebbero descrivere il tempo come ciò che separa un'informazione dal suo mutamento.
    Anche senza colori, basterebbero due diversi stati dell'energia, che potremmo definire 0 e 1, che se mutabili, potrebbero produrre una serie infinita di possibili combinazioni, o meglio di possibili diversi mutamenti dell'informazione.
    Basta vedere quante operazioni può effettuare un computer usando solo 0 e 1.
    Anche un oggetto in movimento muta l'informazione e permette quindi di percepire il tempo.
    Buona parte dell'informazione sembra poi muoversi nell'universo macroscopico a velocità finita (quella della luce), ed il tempo stesso (strettamente correlato allo spazio) ne risente quando la velocità si avvicina a quella limite dell'informazione.
    Nel mondo microscopico (e forse non solo lì) però, tale limite sembra vacillare, quando si parla di informazione istantanea, di entanglement (o di “futuro” che influenza il “passato”)
    Considerato che l'informazione ha molteplici possibilità (percorsi) di mutamento, forse anche il tempo potrebbe risultare soggetto alle stesse regole probabilistiche della QED, con mutamenti che si annullano o si sommano, con probabilità che interferiscono una con l'altra, chissà cosa potrebbe accadere in quel regno
    Ovviamente il mio è null'altro che un gioco di fantascienza.

    Paolo

  16. cari amici,
    non commento più di tanto, proprio per lasciare libera la fantasia. Tuttavia, come potete accorgervi molto bene, la fantasia è ormai bloccata e legata alle nozioni imparate con la QED e la MQ. La mente vola, ma ha un piede sempre legato a dati scientifici. Questo è già un grande passaggio... Vi prometto (non so quando...) che metterò insieme un po' tutte le idee e poi vediamo se riusciamo a scrivere un qualcosa di accattivante, tutti assieme...

  17. alexander

    eheh ma per accumunare e sottomettere il tempo solo alle leggi della MQ o QED bisogna trovare il quanto del tempo, la particella che trasporta l'informazione...
    altrimenti non regge no?

  18. Gianni bolzonella

    A lui devo la vita. Giorgio Cini era qui all'albergo con Merle Oberon, sua fidanzata, doveva partire il giorno dopo per Venezia. Ma la sera, a pranzo, Rol mi toccò un braccio e mi disse: 'Quel Cini ha la morte molto vicina'. Niente di più; ma io sapevo chi fosse il dottor Rol. Ho avuto paura. Ho trovato un pretesto per non partire... La mattina dopo ho accompagnato Cini all'aeroporto di Nizza. Lo aspettava il pilota personale. Decollaggio perfetto. Mentre mi avviavo all'uscita seguivo l'aereo con gli occhi, così, per istinto. E pochi istanti dopo non vedo staccarsi netta un'ala e l'apparecchio venire giù a piombo? Quando sono arrivato sul posto, era un orrore, nessuno lo avrebbe potuto riconoscere. Poi le scene, lei può immaginare, Merle Oberon come pazza. E io salvo"».

    Cosa centra con la scienza? Sicuramente poco ma considerata l'autorevolezza del personaggio tutto questo fa pensare.Domanda : "Può il figlio nascere prima del padre?"Una cosa è avere una informazione per uno spostamento spaziotemporale o perché come in un apparecchio radio,un nostro simile capta delle stazioni che gli altri non ricevono,un'altra è che mio nonno nasca dopo di me.Io credo che siamo ancora in piena preistoria,e che le sorprese saranno veramente eclatanti in futuro.Buona notte

  19. Gianni bolzonella

    Post scriptum:se il padre nascesse prima del figlio allora il tutto avrebbe un andamento circolare,ad ogni tornata solo piccoli spostamenti od evoluzioni,e così si spiegherebbe il futuro e il passato ,quando non ha un andamento temporalmente logico.

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