31/10/14

E se fosse la scoperta del nuovo millennio? ***

Un articolo, appena uscito, pone, per la prima volta, le basi teoriche VERIFICABILI per l’esistenza di infiniti Universi paralleli. L’accettazione (tutta da verificare) direbbe una cosa fondamentale: “La meccanica di Newton è perfettamente valida per un singolo Universo, mentre le apparenti assurdità della meccanica quantistica non sono altro che il risultato delle interazioni tra Universi paralleli molto simili tra loro”. Sembrerebbe la trama di un bellissimo racconto di fantascienza, ma, questa volta, esiste una spiegazione teorica…

Ho appena detto che non voglio occuparmi di teorie speculative su universi paralleli e cose del genere, ed ecco che una nuova ricerca teorica mi fa tornare immediatamente sui miei passi. La Scienza è proprio sempre un po’ più avanti del pensiero umano. Questa è la sua meraviglia. Il cervello umano riesce con fatica a scrutare nei suoi limiti futuri (o nascosti) e a porsi domande e risposte che, quanto meno, riescono a essere logiche. Fantastico!

No, non voglio raccontarvi una delle tante teorie più o meno astruse sulle stringhe e su altri argomenti simili. Essi rimangono ancora puri esercizi mentali fini a se stessi. Le teorie per servire a qualcosa devono fornire le basi per essere verificabili. E questo nuovo lavoro fa proprio questo, in perfetta linea con Galileo Galilei, Einstein e tanti grandi geni del passato.

Non è assolutamente detto che abbia ragione, ma, differisce da molte altre proprio per i risvolti pratici che fornisce. Si ricollega esattamente al pensiero di Feynman: “Io penso che nessuno abbia ancora capito la meccanica quantistica”. Questo è stato il vero punto di partenza. Perché non è comprensibile se è la realtà?  Forse perché manca ancora quel qualcosa che fa diventare logica un’apparente illogicità.

Faccio un esempio terra-terra. Senza la teoria della relatività, l’anomalia nella precessione del perielio di Mercurio sarebbe stata una piccola meccanica quantistica. Niente di logico poteva spiegarla. La relatività, una volta sviluppata, ne ha data una spiegazione estremamente logica. Forse, la rabbia di Einstein verso la non causalità della MQ era proprio basata sulla sua incapacità di spiegare che cosa la facesse sembrare assurda. Meglio escluderla che accettarla in modo parziale. Va beh… non facciamo filosofia scientifica e nemmeno cerchiamo di entrare nella psicologia di un genio come Albert!

Veniamo al dunque o, quantomeno, a quel poco che può essere detto in modo semplice e comprensibile. Da quanto sappiamo sulla MQ, dobbiamo accettare la sovrapposizione di vari stati probabilistici. Si potrebbe dire che esistono sempre varie possibilità per l’accadimento di un fenomeno (il gatto di Schrodinger insegna). Anzi, ancora meglio, diverse possibilità hanno la stessa validità di esistere prima che una certa esperienza non le faccia collassare in una sola, verificata e verificabile. Ma è veramente una sola o sono tutte valide e esistenti in diversi Universi? Questa situazione comporta una possibilità, altrettanto assurda: ogni volta che si effettua una misura quantistica si creano nuovi Universi che comportano soluzioni diverse. In uno l’asteroide dei dinosauri ha colpito la Terra, in un altro no, in un altro ancora l’ha solo sfiorata e via dicendo. Potrebbero essere tutti altrettanto reali.

Non sto dicendo niente di nuovo, ovviamente. La vera novità sta nel fatto che secondo la nuova teoria questi Universi sarebbero interagenti e la meccanica quantistica sarebbe il risultato di questa interazione. Solo Universi molto simili potrebbero causare queste “increspature”, sufficienti, però, a dar luogo all’apparente assurdità dei fenomeni quantistici.

Riassumendo, dalla possibilità denominata interpretazione di mondi diversi si passa ora alla possibilità chiamata interazione di mondi diversi. Mentre la prima possibilità non è verificabile e non dà ragione della MQ (ma ne sarebbe un effetto), la seconda interpretazione trova che i fenomeni quantistici ne sono una conseguenza.

Le proposizioni fondamentali della teoria sono:

1) Il nostro Universo è solo uno dei tanti esistenti. Alcuni sono molto simili tra loro e altri completamente differenti.

2) Ognuno di essi è profondamente reale, esiste in funzione del tempo e ha le sue proprietà perfettamente definite.

3) Tutti fenomeni quantici nascono da una forza universale di repulsione tra Universi molto vicini, quasi identici, che tende a renderli sempre più diversi tra loro.

Ovviamente, l’ultima proposizione è la più rivoluzionaria e sconvolgente. Non è nemmeno difficile pensare che possa far nascere una forza come quella gravitazionale… facendo volare la fantasia.

La bellezza di questa teoria, dicono gli autori, è che se esistesse un singolo Universo la sua descrizione si ridurrebbe solo e soltanto alla meccanica newtoniana, mentre, se ve ne fosse un numero enorme, riprodurrebbe quasi perfettamente  la meccanica quantistica, in modo deterministico. Chissà che salti di gioia (e che tifo) sta facendo Einstein dall’Aldilà!

Troppo bello per essere vero? probabilmente sì, ma il grande valore della teoria è che descrive le possibilità di verificarla, l’essenza stessa del pensiero scientifico.

Un frase apre scenari sconvolgenti: la capacità di approssimare l’evoluzione quantica attraverso un numero finito di Universi (quelli relativamente simili tra loro o -se preferiamo- vicini), potrebbe avere ricadute sulla dinamica molecolare, una delle basi per comprendere le reazioni chimiche, fino ad essere applicata agli effetti delle droghe. Insomma, il cervello stesso sarebbe un banco di prova tra i migliori.

Che dirvi? Niente, per adesso, ovviamente. Sicuramente, però, sono convinto che anche Feynman  ne sarebbe contento, dato che la teoria riproduce (qualitativamente, per ora) l’esperienza della doppia fenditura (che trovate spiegato QUI e, in semplicissima versione papalliana, QUI) !

L’articolo originale è scaricabile QUI, ma non chiedetemi ulteriori delucidazioni… mamma mia!

39 commenti

  1. Letto così, sembra davvero l'uovo di Colombo.... 8-O
    Mi scarico il pezzo e provo a leggerlo.
    Ho però il timore è che alla fine si ricada sotto sotto in una teoria a variabili nascoste..... :roll:

  2. Mario Fiori

    Quindi Enzo in questo momento, in un altro Universo, un Enzo 2 misurando un fenomeno, fissando una particella..., magari in compagnia di Albert (grandissimo) e di Richard (altrettanto) e con la supervisione di un Galileo meravigliatissimo... :mrgreen: Mamma mia ragazzi.

  3. Alvermag

    ..... etnegilletni eiceps anu otanoizeles reva ebbertop enoizulove'l ortson la eraluceps osrevinu nu ni

  4. piedi per terra, ovviamente... ma quello che mi attira molto è il fatto che la teoria ha riprodotto molti fenomeni quantistici. E questo nessun modello era riuscito ancora a fare...

  5. Michael

    Quindi, in teoria, ogni decimo di secondo si formerebbero infiniti universi paralleli in cui è successa una cosa leggermente diversa, senza contare quelli già formatisi precedentemente, inclusi quelli nell'istante del Big Bang che hanno formato universi con leggi fisiche differenti dalle nostre.

  6. qualcosa del genere Michael... roba da matti!!!! :mrgreen:

  7. davide1334

    ma in che senso questi universi simili e vicini sarebbero "interagenti"? il concetto di universi finiti sarebbe quello di definire quelli che in una certa maniera "confinano" con il nostro?e la meccanica quantistica sarebbe il "ponte" delle informazioni che ci condurrebbero ad essi?scusate l'ignoranza,senz'altro ho detto baggianate,ora torno al lavoro,saluti a tutti :lol:

  8. caro Davide,
    non pensare a sfere che si toccano... Pensa a universi che si sovrappongono come gli stati nella MQ. Le interazioni tra di essi danno origine ai fenomeni quantistici. Probabilmente ne nascono effetti come il principio d'indeterminazione e il principio d'esclusione.... già me li vedo... Una lotta per accaparrarsi un posto nello spazio-tempo. Ognuno cerca di spingere via l'altro... in parole povere ovviamente!

  9. SuperMagoAlex

    Ciao Enzo, mi ricorda molto l'interpretazione many-worlds di cui ti avevo parlato (infatti nell'articolo è citata) solo che in quel caso i "molti-universi" una volta che si sono creati non interagiscono più tra loro.

  10. alexander

    einstein direbbe: lo vedege che avevo ragione nel dire che DIO non gioca a dadi?! :mrgreen:
    staremo a vedere in futuri glj sviluppi! :-D

  11. caro SMA,
    infatti... l'idea dei multi universi non è nuova. E' nuovo l'approccio dell'intersezione che causerebbe la MQ...
    caro Alex
    però,però ... non è tanto chiara la posizione della relatività...

  12. alexander

    vabbe', per la relativita' basta trovare il meccanismo per legarla alla MQ e il gioco e' fatto! facile no???! :lol: :lol: :lol:

  13. Alvermag

    ... però era chiarissima la posizione di un nolano che non prese premi nobel ma una ... solenne scaldatina all'inizio del 1600.
    La sua colpa fu di ipotizzare la pluralità dei mondi (degli universi?) in un'epoca dominata dal pregiudizio e dalla superstizione religiose.
    Penso che queste nuove indagini sulla pluralità dei mondi rischino di andare "di traverso" a più di un pretozzo (ivi compresi cardinali e papi).

    Il fatto è che il buon Galileo se la cavò a buon mercato dovendo sì abiurare ma salvando la pelle. La riabilitazione della chiesa, inaccettabilmente tardiva, ha forse pareggiato i conti, anche considerando che Galileo si è preso - nei secoli - la sua bella rivincita intellettuale.

    Ma come la mettiamo con Giordano Bruno? E' finito sul rogo e allora non c'è riabilitazione che tenga. Forse l'unico modo potrebbe essere l'elevazione a Dottore della Chiesa, visto che ne ha tutti i titoli.
    In fondo è un martire scientifico (il primo?) sacrificato alla miopia religiosa.
    Dovrebbe quindi essere beatificato e santificato: San Giordano, perchè no?

    Sic transit gloria ... ecclesiae

  14. caro Alvy,
    temo proprio di no...
    Ricordiamoci che Galileo è stato riabilitato solo da pochi anni, ma che resta detto chiaramente che la colpa è stata anche sua, dato che non era riuscito a portare prove veramente decisive. Come dire che avrebbe dovuto usare Hubble... o giù di lì. Una riabilitazione che a me non soddisfa per niente! Vorrei ben altro... :-x

  15. Alvermag

    Se aspetti moti di contrizione e di autocritica da parte della chiesa stai fresco!!

    La mia è ovviamente una provocazione ... immaginifica: ma pensa, Dottore della Chiesa un eretico!! Sarebbe la fine del mondo (anzi, dei mondi).

    Dai retta a me, a Messer Galileo Galilei Linceo è andata fin troppo bene.

    ... ma l'Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall'eccessivo amor di Dio o dalla verità, come l'eretico nasce dal santo e l'indemoniato dal veggente.
    Guglielmo di Baskerville ne:
    "Il Nome Della Rosa" di Umberto Eco - 1980

  16. SuperMagoAlex

    Comunque ogni volta che cerchiamo di osservare la realtà con un telescopio (o un microscopio), quindi a scale non tipiche della nostra specie, ci troviamo difronte a delle cose assurde, inspiegabili istintivamente.
    Questo perché il processo evolutivo ci ha dotato dell'intuito per i fenomeni necessari alla nostra sopravvivenza, ad esempio valutare la traiettoria di un sasso che ci sta per colpire in testa, mentre se scendiamo nel microscopico (o macroscopico) il nostro intuito va inevitabilmente in crisi :)

  17. caro SMA,
    condivido il tuo pensiero. In parte è intuito e in parte è capacità di fare due più due quando si cambia la scala normale, quella a portata dei sensi. Manchiamo di sufficiente immaginazione e dobbiamo imparare sempre meglio il linguaggio della fisica per descrivere quello che non è già insito nel cervello? Se poi il cervello lavora proprio come quello che ancora non siamo riusciti a capire... la faccenda si complica ancora di più...

  18. davide1334

    uhm si....cioè no,non ce la posso fare :lol: .....ok non bisogna pensare a sfere che si toccano,allora cosa intendi quando dici universi simili o se preferiamo "vicini"?

  19. caro davide,
    intendo proprio universi che occupano lo stesso spazio e tempo, ma che hanno comportamenti diversi... in un caso è capitata la situazione A e in un altro la situazione B, entrambe possibili in un certo stato (gatto vivo o gatto morto). Un Universo ha il gatto vivo e l'altro ha il gatto morto... Non dobbiamo pensare a spazi diversi, ma a spazi ugiali tranne che per piccolissime sfumature... Capisco che non è un concetto facile da visualizzare... :roll:

  20. davide1334

    eh si,è dura,parecchio....lo stesso spazio tempo...non ce la farò mai a concettualizzarlo....allora,noi dobbiamo accettare la sovrapposizione di vari stati probabilistici,e il nostro universo percepito è solo una delle possibilità "possibili"(scusa il gioco di parole) che si è verificata,verificabile....tangibile.giusto?
    l'inspiegabilità dei fenomeni della meccanica quantistica ci condurrebbe alla reale esistenza di tutti questi universi...sono in alto mare?

    questa teoria cosa porterebbe di "concreto" e tangibile?e in che modo?
    scusa enzo,ma è durissima :roll:

  21. piano Davide...
    questa è solo una teoria e io non conosco certo le modalità di azione degli universi così sovrapposti. Posso solo dirti, in più, che l'interazione tra le particelle elementari dei vari universi porta a strane azioni reciproche che si manifestano come forze repulsive e quindi a situazioni apparentemente assurde, come quelle della MQ. Per provare cosa fanno bisognerebbe simulare due universi sovrapposti (entrambi newtoniani) e introdurre una certa forza repulsiva tra particelle di mondi sovrapposti. Immagina degli elettroni che si comportano come pianetini attorno a un nucleo centrale, che vengono perturbati da altri elettroni che girano attorno a un altro nucleo, ma appartenenti a universi diversi. Si darebbero fastidio e creerebbero situazioni apparentemente assurde come quelle della MQ. Se i risultati di queste azioni sono quelli della MQ sarebbe già un bel risultato. teoricamente sembra che ci siano riusciti. Ora devono mostrarlo in pratica... e qui le cose si fanno difficili. Potremmo anche pensare che ognuno di noi è fatto da particelle di moltissimi universi che lottano tra di loro... ma qui mi perdo anch'io... non sei da solo!!!! :mrgreen:

  22. Pietro

    Buonasera,
    è da qualche tempo a questa parte che si trovano vari riferimenti ed errori che la chiesa ha commesso nel corso dei secoli.
    Lungi da me difendere una o l'altra parte, ma ritengo che in questo sito (almeno) si parli di scienza senza fare riferimenti ad errori che la chiesa che esiste da 2000 anni sicuramente ha commesso...
    Chiaramente ne rispetto di tutti e di tutte le opinioni.

  23. SuperMagoAlex

    Ciao Pietro,
    purtroppo la Chiesa nel corso della storia ha interferito con la scienza (ed in questo caso con l'astronomia) ostacolandone il progresso, quindi è normale che venga citata.

  24. Pietro

    Ciao SMA,
    non nego questa cosa. ma ripeterlo ad ogni discorso non cambia il corso della storia. Soprattutto perché la maggior parte delle volte il discorso sfocia in giudizi sullo stato attuale. comunque non voglio aprire una discussione, il mio era solo un pensiero.... :wink:

  25. supermagoalex

    Mentre vagavo nella lettura di multiversi di Livello I, II e III, mi sono imbattuto in un esperimento in cui sono riusciti a rilevare effetti quantistici su un oggetto macroscopico (una barretta di metallo) 8-O

    https://m.youtube.com/watch?v=gOslXsm0r80

  26. In realtà non è il primo esperimento che rivela qualcosa del genere... mi sembra che già avevamo parlato di qualcosa del genere tempo fa da parte di ricercatori francesi. Mah... bisogna capire bene come sono fatti gli esperimenti e che cosa veramente si rivela... Non vorrei che fossero gatti di Schrodinger più o meno elaborati.. Gli darò un'occhiata, anche se ho una settimana un po' critica tra impegni vari e l'operazione all'occhio la prossima settimana...
    Insomma uno Zappalà a mezzo servizio per qualche giorno...

  27. Andrea

    Non so voi... ma a me fa paura questa cosa!!!!

  28. Andrea

    Anche perché provate a pensare alle implicazioni di una simile interpretazione!!! Da un certo punto di vista rimpiango Galilei e Newton.

  29. Andrea

    Cito Wikipedia:
    "La MWI è ritenuta deterministica al contrario della teoria quantistica "ortodossa", però va puntualizzato che la MWI si manifesta tale solo considerando l'esplorazione complessiva della funzione d'onda universale; ossia la determinazione dei processi empirici è valida riguardo ai calcoli relativi ai sistemi nella totalità dei mondi, ma nella prassi sperimentale, in merito al responso decisivo d'un osservatore, questa teoria conserva l'identica quantità d'indeterminazione dell'altra. Tuttavia la loro tipologia non è uguale: quella di Copenaghen è ontologica assumendo che l'indeterminazione possa essere una qualità intrinseca dell'osservabile, a prescindere dai limiti indagativi dell'operatore; mentre la MWI può definirsi gnoseologica poiché, fra le prospettive coesistenti dei multipli e paralleli scenari, dà come non prevedibile con certezza solo il responso sul singolo fenomeno, da parte del singolo punto di vista ad esso associato: ergo si tratta d'una limitazione conoscitiva del misuratore e non imprecisione e nebulosità intrinseche alla Natura. Per la MWI la Natura, nella sua globalità, segue processi fisici non incompatibili con i parametri della maccanica classica."

  30. attendiamo con calma i futuri risultati... :wink:

  31. Andrea

    Per come la vedo io la storia dei MWI è una cacciavitata alla pari dei numeri immaginari in matematica.... o anche all'introduzione dei numeri reali. Logico che se io ho a disposizione un numero infinito di soluzioni, troverò sempre quella che cerco. Se la funzione d'onda può ammettere al limite infinite soluzioni, ma non tutte presenti nello stesso "mondo", se io vado a ipotizzare l'esistenza di più contesti dove ho la presenza di tutte le soluzioni che mi mancano, la soluzione esatta della funzione sarà sempre determinata. Ma per farlo devo appunto ammettere che esistano altri contesti. Questo mi spaventa veramente molto. Mai come in questo secolo il concetto di realtà intesa come tale è stato messo a dura prova.. Se guardiamo alla storia dell'uomo queste - passatemi il termine - "seghe mentali" sono sempre state il tentativo di dare una spiegazione a qualcosa che non siamo in grado di spiegare. E l'umanità è sempre esistita ed ha attraversato la sua storia fino ad oggi nonostante queste cose. E noi siamo ed esistiamo come frutto di una realtà precisa.
    permettetemi infine di dire una cosa: BEATA IGNORANZA! :wink: :roll: :(

  32. Andrea

    Non prendetemi per pesante... ve ne prego. E' solo che per me, che non nascondo di essere un completo neofita dell'argomento, ci sono dei punti oscuri in tutto quanto quello che asserisce la teoria trattata. L'ipotesi per me è inquietante soprattutto da un punto di vista sociologico. Secondo me c'è un senso pratico e fortemente realistico (se mi passate il termine) che la condizione umana mi obbliga - o meglio "ci" obbliga - a considerare. Messa nei termini in cui la si legge sembra che tutto sia frutto di come una persona pensa. E' vero... ma la cosa penso che abbia senso se la intendiamo in termini di come una persona intende bello/brutto, buono/cattivo, sgradevole /piacevole... Non nel senso di come una cosa appare. In fondo un albero per me è un albero alla pari di come lo vede un'altra persona. Una macchina o un'altro oggetto continuano a esistere anche senza che li si guardi. Questo è fondamentalmente quello che più mi inquieta. Poi se la intendiamo in termini di filosofia di vita è chiaro che ogni gesto che compiamo ogni giorno è comunque una scielta e gli universi possibili sono quelli che rappresentano tutti i possibili risvolti di una scielta. Ma una volta che viene realizzata quella scielta tutte le possibilità e quindi gli eventi possibili collassano su uno....
    Non credete??

  33. Alvermag

    Caro Andrea, posso capire il tuo sgomento ma, dal mio punto di vista, la presenza di molti universi risolverebbe un problema particolarmente spinoso che ho proposto altre volte nel circolo e che disturba parecchio la mia logica.

    Tu ragioni perchè esisti. Noi tutti esistiamo perchè esiste l'universo che ci ospita e che ci ha consentito di evolverci partendo da molecole primordiali; ci ha messo a disposizione il tempo necessario; è un universo idoneo alla vita; non è in troppo rapida espansione o contrazione, insomma è proprio l'universo giusto.

    La domanda è: siamo fortunati o c'è qualcos'altro? Per me è difficile credere sia all'una che all'altra evenienza. E se il nostro fosse solo uno dei tanti universi? Beh, sarebbe tutto molto più ragionevole. Questo sarebbe allora l'universo in cui la vita si è sviluppata, uno dei tanti o anche l'unico: non si tratterebbe di vincere un terno al lotto!

    Siamo più o meno disposti ad accettare la vita in un pianeta extrasolare e non vogliamo accettare l'idea di altri universi: che differenza c'è?

    La nostra concezione del mondo si è andata via via ampliando, ne abbiamo ampliato i confini dapprima sulla Terra, poi nel sistema solare, infine nell'universo esterno. Adesso vogliamo fermarci? In nome di cosa? Di retaggi socio-cultural-religiosi?
    No grazie, io voglio spaziare.

    Troverei molto più inquietante l'unicità dell'universo che non la sua moltiplicazione.

  34. Sai Andrea,
    l'idea dei multiversi nasce spontanea dopo la conferma delle previsioni quantistiche. Se esiste la MQ (e le prove sono ormai tante, troppe) deve esistere sicuramente una sovrapposizione di stati. Questo è il vero punto chiave. Accettato questo, la possibilità che ogni stato possa appartenere a un altro universo è quasi una ovvia conseguenza (ma non certo l'unica). Che poi su una questione puramente matematica ci si voglia sbizzarrire con la filosofia è tutta un'altra cosa. E' solo questione di intendersi sul vero significato di universi paralleli e concetti del genere.

  35. Andrea

    Cari Vincenzo e Alvermag,
    io credo che la fisica di questo secolo (ma a ben guardare tutta la fisica) è anche una questione filosofica. In fondo nasce dal desiderio di dare un formalismo solido e inoppugnabile a delle riflessioni, a differenza della religione che invece si serve di un atto di fede, di un credere a prescindere. E fin qui siamo tutti d'accordo. Penso però che la portata di una affermazione come "è l'osservatore a plasmare la realtà" sia una cosa tanto esagerata, e frutto più di un portare all'eccesso un concetto. Questo è il concetto che sta alla base della MQ che un po' mi rende inquieto. Alla fine ognuno, e forse è questa la vera potenza del pensiero, interpreta la realtà a modo suo e si riconosce in un certo modo di pensare. Come la prendereste voi se vi dicessero che tutto ciò che avete di più caro fosse lì solo nel momento in cui lo osservate? O che voi esistete nel momento in cui siete percepiti? Io, voi, la mia e la vostra famiglia esistiamo sempre anche quando non c'è nessuno che ci vede.. Berkley diceva "esse est percipi" . Ma la realtà, il mondo esistono già. Siamo noi che in un determinato momento la percepiamo in alcuni dei suoi aspetti, ma lei è lì. E non possiamo cambiarla.
    Mi sento un po' Einstein che affermava "la luna è lì anche se nessuno la guarda".

  36. Alvermag

    Mah, caro Andrea, filosofia per filosofia, potrei risponderti che dipende da come guardi le cose.

    "Come la prendereste se vi dicessero che tutto ciò che avete di più caro fosse lì solo nel momento in cui lo osservate?"
    A me pare che sia proprio così; basta sostituire il verbo vivete al verbo osservate.

    Quanto dura l'osservazione, pardon, la vita?
    Se osservi un insetto la cui vita è biologicamente determinata per durare un'ora puoi pensare che la sua vita sia un attimo, che non abbia passato nè futuro.
    Se guardi le cose dal punto di vista del cosmo la nostra vita dura meno di niente.

  37. caro Andrea,
    la faccenda non sta proprio in questi termini...
    Ciò che la MQ ci dice è che qualsiasi cosa esiste deve essere connessa in qualche modo a tutte le altre. La prova più chiara è l'entanglement, capace di fare sparire una particella o informarla anche se non può essere raggiunta da alcuna informazione. Questo fatto è stato provato da mille esperimenti ed è utilizzato nella tecnologia "pratica" odierna, che fa ormai parte del nostro mondo. Il fatto di osservare qualcosa(ma "chi" deve osservarla non è ancora chiaro) deve perciò cambiare lo stato di ciò che osserva. Se io guardo la Luna e tu no, la Luna esiste e come! Inoltre, tieni presente che lo stato sovrapposto è prerogativa delle particelle e non può essere esteso al mondo macroscopico in cui le interazioni tra sistema e sistema sono intricate e numerosissime. Per non cadere nella filosofia spicciola (e diretta in modo errato) bisogna prima intendere molto bene cosa descrive (non spiega) la MQ. Troppo spesso viene semplificata ed estesa al mondo macroscopico... Ecco perché continuo a ripetere che dovrebbe essere insegnata, nel giusto modo, fin dalle elementari... o -al massimo- alle medie. Il vero succo di tutto, la cosa che potrebbe in realtà dominare e modellare tutta la realtà è in fondo il principio di indeterminazione. Tutto nasce da lui e tutto ricade su di lui... Su di lui si potrebbe fare alta filosofia scientifica...
    Avevo cominciato il discorso, ma poi gli eventi che mi sono successi hanno bloccato quella strada. Spero di tornarci prima o poi...

  38. Andrea

    Io vi ringrazio della pazienza che portate... mi sembra un po' di essere come un bambino che fa per la prima volta domande scomode. Prima di tutto per se stesso. Mi rassicura ciò che dite, nel senso che mette la questione in termini molto più umani, e comunque io ho il mio personale punto di vista sulla faccenda. Il punto è che molto spesso i concetti fisici vengono travisati e la gente, per quel fantastico dono che è l'immaginazione, trae spunti incredibili. A volte però distorcendone il significato e portandolo su altri livelli che nulla hanno a che vedere con il pensiero originale. Il problema è che poi hanno anche la possibilità di divulgarlo!!!
    Per questo, tali riflessioni le sottopongo a voi che siete persone che parlano quel linguaggio. :wink:

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