Mar 10

Un’altra chicca mediatica dell’ESA.

Questo articolo prende spunto da una delle tante iniziative mediatiche dell’Agenzia Spaziale Europea e non vuole essere assolutamente una critica fine a se stessa, ma un’occasione per discutere di un argomento che mi sta molto a cuore: l’insegnamento dell’astronomia nelle scuole e non solo.

La sonda Mars Express dovrà restare inoperosa per pochi giorni a causa dell’allineamento tra il pianeta rosso e il Sole. Ed ecco l’idea folgorante, che fa il paio con tutti i concorsi a premi, la scelta dei nomi, i giochi di società, ecc. che hanno invaso la missione Rosetta, distogliendo l’interesse della gente comune dai veri scopi dell’impresa spaziale e, magari, gettando un po’ di polvere negli occhi per nascondere una pianificazione e un’esecuzione non certo “limpidissime”.

Qualcosa di analogo si farà sicuramente anche per New Horizons con lo scopo di spingere a nuove “elezioni” riguardo a Plutone. Tuttavia, non voglio fermarmi a questo punto particolare, ma estenderlo a tutto l’insegnamento dell’astronomia nelle scuole (almeno italiane). Sono ormai parecchi anni che manco dal cuore dell’insegnamento, ma penso di avere inteso abbastanza bene come si procede nella stragrande maggioranza dei casi.

Innanzitutto, parliamo dei “quiz” a due o tre risposte. Che dirvi? Li considero quanto di meno istruttivo e utile ci possa essere. Vi è una bella differenza nel chiedere :”Spiegami perché un pianeta gira attorno al Sole” o nel domandare : “Perché un pianeta gira intorno al Sole” e poi continuare con: (1) perché c’è un filo rigido che li tiene a distanza; (2) per la legge di gravitazione universale; (3) perché il pianeta è maschio e il Sole, stella, femmina e il primo fa il “filo” alla seconda.

Valutare la preparazione dello studente solo perché ha risposto (2) e non (1) o (3) dice ben poco sulle sue conoscenze astronomiche e/o fisiche. La probabilità di dare, comunque, la risposta giusta è il 33%. Non è assolutamente impossibile ottenere un voto finale positivo andando a casaccio. In qualche modo è un sistema che ha di buono solo un lontano accenno alla meccanica quantistica: non esiste una risposta esatta, ma una certa probabilità che una risposta sia esatta.

Che questa sia la geniale strategia della nuova metodologia di insegnamento la si vede anche, da quanto mi dicono, nelle trasmissioni di quiz televisivi: quale delle tre o delle quattro o, ancora peggio, delle due?

Il discorso, però, va ben oltre. Spesso e volentieri vedo nelle scuole medie inferiori e superiori (si chiamano ancora così?) delle belle ricerche appese alle pareti. Meraviglia delle meraviglie. A volte si riferiscono a oggetti e problematiche estremamente complessi. Non ultimi la teoria delle stringhe, i frattali, il Modello Standard ampliato, stelle di quark e -a volte- qualcosa di più semplice, tipo gli oggetti Herbig-Haro. A prima vista, sembrerebbe che in quella scuola l’astronomia giochi un ruolo fondamentale (e sarebbe più che giusto visto che l’Universo è il TUTTO). Poi, però, ti accorgi che i ragazzi non conoscono nemmeno la struttura dell’atomo, il motore di una stella o la legge di conservazione dell’energia e/o della quantità di moto. Non parliamo poi del momento angolare.

Mi fanno anche ridere le cosiddette Olimpiadi dell'Astronomia, dove i ragazzi che vi partecipano, fino a pochi giorni prima della competizione, non sanno ancora le leggi di Keplero o se  una stella è fatta di sapone o di acqua distillata. Le reazioni nucleari sono poi solo quelle che i sovietici volevano usare per distruggere l’occidente o, al più, per inquinare il mondo…

Com’è possibile tutto ciò? Facilissimo! C’è internet e basta scrivere l’argomento (anche con dodici errori di grammatica) ed escono duemila link legati a ciò che si cerca (di cui solo l’1% di una qualche validità scientifica). Poi, via con il copia incolla e la ricerca è fatta, senza che nessuno ci capisca niente (forse per primi “certi” professori). Vi è un senso in tutto questo? No, assolutamente no. L’astronomia e la Scienza dell’Universo restano un mistero che si è solo complicato un po’. La risposta al quiz scolastico o mediatico “Quale dei tre”, si risolve con il solito approccio probabilistico: 33, 33, 33 di troisiana e benigniana memoria!

La quantità di moto, il momento angolare, il decadimento alfa e beta, gli orbitali atomici  resteranno nomi insulsi che si scrivono per convenienza, ma che ben pochi conoscono, come il job act, il welfare, e tutti gli stupidi inglesismi politici e mediatici…

Spiegare le basi e poi spingere i ragazzi a proseguire SENZA internet è un sogno che ha quasi dell’eretico al giorno d’oggi. Forse torneremo a quel racconto di Asimov in cui chi sa ancora fare un’addizione a mano diventa il matematico di Corte e un personaggio di prestigio assoluto.

In questo contesto, che ha dell’assurdo anche se è la norma (peggio della MQ), si spererebbe che le Istituzioni più importanti cerchino di porre rimedio. E, invece, Rosetta non spiega assolutamente quello che vorrebbe fare attraverso esempi di fisica classica e qualche accenno a qualcosa di più moderno, ma stimola l’interesse attraverso concorsi, pupazzetti e scelta di nomi. Molti penseranno che Rosetta sia stata mandata a quella distanza dal Sole proprio per questo. Non è nemmeno lontano il momento di un Grande Fratello marziano: “Chi riuscirà a vivere più a lungo? Chi sopporterà per tre ore una tempesta di sabbia? Chi troverà il primo gamberetto verde fossile? Chi riuscirà a bere la prima limpida e fresca acqua marziana?”

E, adesso, eccoci a Mars Express e al suo periodo di ferie forzate. Le scuole e gli “amatori” sono invitati a chiedere del tempo di osservazione con la webcam di bordo verso oggetti o “panorami” selezionati. Chi avrà proposto la migliore ricerca otterrà il tempo alla webcam. Mi immagino già richieste di osservazioni di lontane galassie o di strani oggetti Messier o NGC. Magari addirittura la conferma delle onde gravitazionali sperando in qualche sobbalzo della navicella. Sicuramente chi chiederà di osservare un certo quasar o un certo satellite ben poco conoscerà delle caratteristiche fondamentali dell’oggetto in questione e della problematica generale in cui è inserito.

Ne vedremo sicuramente delle belle, anche se i vincitori (pochi), sembreranno dare un risvolto di alto livello all’iniziativa (sarebbe molto meglio conoscere i moltissimi progetti rifiutati). Serve veramente come stimolo a studiare le basi dell’astronomia nelle scuole? No, serve solo a fare i soliti e monotoni “copia e incolla” che riescono addirittura a essere usati da molti Istituti Scientifici (non faccio nomi…) e, conseguentemente, da mille e uno siti amatoriali.

Non era forse molto meglio che l’ESA spiegasse agli insegnanti cosa sta facendo Mars Express e invitasse i docenti a spiegare le meraviglie del Cosmo partendo dal basso e con tanta umiltà scientifica?

Non voglio fare, ancora una volta, i complimenti alla nostra Giorgia (anche se… se li merita tutti!), ma lei potrebbe sicuramente avere qualche buona idea per la webcam. Lei cerca con tanta passione di capire ciò che fotografa e solo dopo riesce veramente a esprimere un perfetto connubio tra scienza, arte, fantasia e conoscenza.

Poveri ragazzi… cosa possiamo pretendere da un miscuglio di media, di notizie travisate, di impreparazione dei docenti, di internet di basso livello imperante (spesso lo stesso wikipedia è una fonte mostruosamente pericolosa)?  E io che spero ancora nella MQ e nella RR e RG nelle scuole medie… (ho messo le sigle apposta, dato che molti che parlano di multiversi non sanno nemmeno a che cosa potrebbero riferirsi…). Sono proprio un illuso e questo piccolo enclave di vero interesse mi regala forse una visione errata della realtà.

Cosa ne pensate? Vorrei tanto che riusciste a dimostrarmi che ho assolutamente torto…

6 commenti

  1. Mario Fiori

    Caro Enzo è ben difficile darti torto quando si pensa ad un vero Progetto per una Nuova Scuola, una Nuova Università e una Nuova Ricerca che non parta da un roboante "La Buona Scuola" che ,invece, penso alla fine sarà la solita minestra riscaldata. Se non si parte dall'insegnamento e dagli Insegnanti, se non si torna alla Missione di Insegnare e non solo ad un lavoro perchè ,purtroppo è comunque vero, c'è da rimediare la pagnotta.
    E poi i Media ...lasciamo perdere.

  2. gioyhofer

    Il problema è proprio la scuola alla radice, purtroppo oggi i professori/insegnanti che hanno il posto fisso non si devono preoccupare di insegnare bene o male la propria materia. Sarebbe giusto introdurre degli esami e dei corsi di aggiornamento e far lavorare solo gli insegnanti che hanno la passione di farlo. Ci sarebbe una moria di professori allora.... :( .

  3. Daniela

    Mi piacerebbe tanto dimostrarti che hai torto, ma non posso...

    Però ognuno di noi genitori può fare qualcosa per contrastare questa tendenza alla superficialità e all'uso non intelligente degli strumenti: insegnare ai propri figli a pensare con la propria testa (stimolandoli a ragionare su qualunque argomento, dal più serio al più futile, da più punti di vista e senza pregiudizi) e ad usarla per trovare, nelle infinite possibilità offerte dalla rete, un aiuto per ampliare le conoscenze scolastiche.

    Questo è ancora possibile, grazie anche a "illusi" come te, Prof.!

  4. Una meraviglia come internet avrebbe dovuto permettere uno scambio di informazioni, di immagini, di pensieri e una enorme facilità di insegnare di più e meglio... Siamo riusciti a renderla un sonnifero per le menti! L'umo è veramente una macchina mostruosamente brava a girare in negativo ogni cosa che inventa... Perché? Questa è veramente la domanda delle domande. Perché si cerca sempre il lato che va contro alla ragione e alla logica? Perché si cerca di diventare più stupidi, invece che progredire intellettualmente? In fondo, la fatica che si fa è la stessa, forse più grande... Perché il piacere (?) di pochi deve portare all'impoverimento di molti? Perché non aver trovato una via che servisse a molti e a pochi? Sono convinto che non sarebbe più difficile di quello che si fa oggi. E' forse un "baco" che possiede il nostro cervello e che cresce di generazione in generazione?
    Finirò nella fantascienza più bieca.... :( :evil:

  5. alexander

    Caro Enzo questa volta devo ammettere che non sono molto d’accordo con te.
    E’ sicuramente vero che in questo momento la globalizzazione e internet hanno prodotto, come risultato, quello di uniformare menti e comportamenti verso un livello piuttosto basso.
    E’ però altrettanto vero che, se si guarda la storia umana e quella della scienza in periodi più lunghi, sicuramente si deve ammettere che in passato le possibilità di espressione e di studio per i singoli scienziati (e per gli uomini in generale) erano molto più limitate.
    Basta pensare al fatto che solo poche centinaia di anni fa se una scienziato usava mettere in dubbio alcuni domi religiosi rischiava seriamente la vita.
    Ciononostante sono emerse figure (di cui galileo galilei è solo il più famoso) che verranno ricordate per sempre per il contributo dato alla scienza e alla consapevolezza dell’uomo.
    Per questo mi sentirei di dire che, come la storia ci insegna, anche questa generazione metterà al mondo scienziati che sposteranno in avanti le conoscenze dell’umanità, malgrado le attuali difficoltà e il modello informativo indubbiamente deficitario che certamente non aiuta.
    Infine, dato che penso che noi siamo solo in parte il risultato della cultura che ci circonda e che una parte importante della nostra personalità si acquisisce alla nascita senza poterla modificare, mi piace pensare che nella scuola citata dal tuo esempio ci sia stato un giovane Vincenzo Zappala che si sia accordo di aver scritto cose di cui non conosce il vero significato e che nei giorni successivi, spinto dalla curiosità e dal fascino degli argomenti trattati, si sia messo in proprio ad approfondire le basi della fisica e che magari abbia deciso di fare in futuro un percorso universitario che chissà, magari, un giorno lo porterà a diventare un bravissimo planetologo riconosciuto a livello internazionale
    Insomma magari sono troppo ottimista però non si sa mai…

  6. caro Alex,
    vorrei di cuore essere d'accordo con te (a parte la seconda parte di cui ti ringrazio, ma che si riferisce a un periodo in cui la scuola aveva ancora un ruolo dominante nella cultura dei giovani). Temo, però, che la parte dei dogmi religiosi sia fatta oggi dagli interessi di potere e di denaro. Il GW insegna... Se vuoi fare scienza devi seguire certe leggi dogmatiche se no devi lottare come una volta. La differenza sta nel fatto che una scuola molto povera non crea le basi per formare persone in grado di lottare contro il sistema... Orwell insegna

    Come sempre, però, spero tantissimo di sbagliarmi!

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