1/06/15

Ancora un piccolo chiarimento sui sistemi di riferimento *

Quando si parla di sistema di riferimento S’ in moto non dobbiamo assolutamente pensare che il suo spostamento sia una “proprietà” del sistema. L’essere in moto oppure no dipende solo e soltanto da chi lo sta osservando. Il sistema non cambia assolutamente, così come non cambiano i fenomeni fisici che avvengono su di lui. Se la luce parte da A e arriva in B e poi torna indietro fino ad A (o altre cose del genere), essa continuerà a farlo indipendentemente da chi sta guardando il sistema. Lui si sente ed è, in realtà, sempre fermo e tutti i suoi punti, orologi, righelli, rimangono perfettamente sincronizzati e solidali. E ciò capita anche se a qualcuno il sistema appare muoversi alla velocità della luce. Per S’ non è cambiato niente e niente può cambiare.

I problemi, sempre che problemi siano, nascono per chi vede muoversi il sistema. Se esso è un sistema S, però, non dobbiamo pensare che sia fisicamente diverso da S’. Anche lui si sente un sistema fermo e ciò capita su di lui continua a capitare come capita per chi sta su S’. I due sistemi sono perfettamente uguali e i fenomeni sono descrivibili nello stesso identico modo. Non per niente la RR ci insegna che se cambiamo S in S’ le cose sono perfettamente simmetriche.

Tuttavia, per il sistema S (o per S’, se invertiamo il ruolo dell’osservatore) l’altro sistema si muove con una certa velocità e questo fatto comporta delle deformazioni non solo nello spazio percorso, ma anche nel tempo che scorre (e di conseguenza anche nelle misure delle lunghezze). Ricordiamo ancora che tutto nasce da un’apparente mancanza di simultaneità tra i due sistemi. Tuttavia, teniamo sempre ben presente che la luce e la sua velocità rimangono inalterate in qualsiasi sistema, sia che si consideri fermo sia che sia visto in moto. Se il treno S’ viaggia alla velocità della luce, per chi sta sul binario la luce inizia comunque il suo viaggio a 45° (nel diagramma) dovunque essa si accenda. Ciò che si vede, però, è che lo stesso treno si muove solidalmente con lei. La linea di simultaneità degenera proprio nella traiettoria della luce e gli orologi del treno S’ sembrano fermi. Questa è l’unica cosa che cambia e che dipende solo da chi osserva, ma non influenza assolutamente ciò che capita sul treno o sul marciapiede.

Spero che, grazie a Daniela, si sia chiarita ancora meglio la faccenda…

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