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23/10/15

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il… carbone*

Già sappiamo che la politica apertamente “verde” degli Stati Uniti ha gioco facile dato che, ormai, la più potente nazione mondiale dipende ben poco dal petrolio “esterno”, avendo raggiunto un livello altissimo nella produzione dello shale gas, che tutto è meno che fonte rinnovabile. Adesso, però, si aggiunge una nuova presa in giro. Il tutto si può riassumere in una semplice domanda: “If it’s President Obama’s mission to reduce carbon emissions, why is the federal government allowing coal to be mined on federal land and exported? (Se la missione del Presidente Obama è quella di ridurre le emissioni del carbone, perché mai il governo federale permette di continuare a estrarre carbone nelle miniere ed esportarlo?)”.

La risposta è semplice e va ben al di là delle “frottole” che ci vengono raccontate sui media: il mondo ha bisogno di elettricità e gli USA sono ben lieti di guadagnare esportando il carburante più economico, alla faccia del GW e delle battaglie apparentemente etiche. La figura che segue illustra molto bene il fabbisogno mondiale degli ultimi anni: l’incremento del carbone è indubbio (anche se non riesce a stare dietro allo shale gas). Come al solito, per non apparire come quello che tarocca gli articoli, per chissà quale scopo nascosto, ecco l’articolo originale QUI e quest'altro del Washington Post.

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Un solo commento: sembra che il mondo segua la strategia della meccanica quantistica. Vive in un doppio stato sovrapposto. Uno è quello che i media ci propinano, con le “buone” ed “etiche” nazioni leader pronte a fermare la prossima catastrofe ecologica e a salvare il pianeta (costringendoci a sacrifici enormi); l’altro è quello della finanza e del potere, che se ne frega bellamente di GW, di combustibili fossili e di tutte le invenzioni che ha creato per irretire la gente “stupida” e “ignorante” (così ci giudicano chiaramente). Vi sarà mai un collasso d’onda?

Buona lettura…

5 commenti

  1. Luigi

    Bene. Come dicevo nel precedente commento, le popolazioni che decidono di autolimitarsi per non far collassare il proprio sistema socio-economico sono poche e non progrediscono. La "popolazione" del pianeta terra nel suo insieme è diretta al collasso a meno di eventi inaspettati o di colonizzazioni di nuovi spazi e nuove nicchie ecologiche. Basta guardarsi appena dietro le spalle nel breve e recente passato dell'umanità. Basta un minimo di logica per chiedersi se un "contenitore" che a stento regge 7 mld di persone ne potrà contenere 14 e poi 28 e poi 56...
    Io non credo che siano le Corporation e le Lobby a determinare questo stato delle cose. È facile dare la colpa a qualcuno più in alto che è anche intangibile; ogni proprietario di SUV, ogni persona che non ha una coscienza alimentare, ogni persona che non ha una coscienza energetica nel proprio piccolo è parte del problema. Le grandi multinazionali hanno azionisti che vogliono dividendi non chiacchiere e sono loro (cioè noi tutti) che dirigono realmente le scelte.

  2. Mario Fiori

    Certo Luigi che hai ragione , è proprio così, le multinazionali dirigono e i loro azionisti, i loro Amministratori, i loro Alti dirigenti, non vogliono chiacchere ma dividendi e non spiccioli sicuramente; è anche realisticamente vero che noi tutti abbiamo le nostre responsabilità, sia che abbiamo o non abbiamo un SUV o che abbiamo o non abbiamo una coscienza alimentare e così via: è sacrosanto ma... abbiamo un'altra grande responsabilità ed è quella (tutti naturalmente, non mi tiro indietro) di permettere che queste persone lo facciano in cambio di illusioni, di manipolazioni, di notizie che ci propinano come e quando vogliono, di "droghe" non da inniettarsi o sniffare (purtroppo non mancano anche quelle) ma da ...guardare ed ascoltare. Questo carissimo Luigi se non lo fanno le Corporations e le Lobby chi lo può fare? Noi di questo bellissimo Circolo o Blog che dir si voglia ho fortissimi dubbi. Il Nostro Enzo con tutta la sua intelligenza e forza umana ho altrettanti dubbi. Io punto sempre su quelli che abbiamo nominato prima che in più manipolano il poitico di turno e vai.

  3. luciano

    Luigi ha centrato il punto. La ' popolazione' ( quella umana ed i suoi supporti, ovviamente) è - quanto meno - cresciuta eccessivamente in un arco di tempo limitatissimo, sia numericamente che in termini di fabbisogno energetico individuale. Così non ce la si fa. Stiamo costruendo con le nostre stesse mani - da sprovveduti - l'evento traumico che ci riporterà in equilibrio con Gaia.
    Sta per concludersi la fiera EXPO di Milano, con tema ' nutrire il pianeta'. Tutti soddisfattissimi e spensierati nelll'ammirare il decumano pullulante di persone o le code di 7 ore per visitare un padiglione. La tragedia del Titanic non ha insegnato proprio nulla.

  4. Luigi

    Caro Luciano, grazie per il tuo sostegno. Non tutti concordano con un ragionamento che io considero semplicemente logico. Ma aggiungo un'altra considerazione. Non credo che il ritorno all'equilibrio con il pianeta debba necessariamente avvenire mediante avvenimenti traumatici. Anzi, sono convinto che sia un processo relativamente lungo per i tempi "umani". Forse un batter di ciglia per l'universo, ma un lento e progressivo decadimento sociale, economico e culturale... forse già ci siamo dentro? Sono lontani i tempi in cui si rispettavano valori astratti che gudavano scelte concrete verso la parsimonia intergenerazionale e "imponevano" l'equilibrio tra passato e futuro. Certamente siamo invisibili rispetto alle grandezze del cosmo, ma l'unica speranza che abbiamo (per i nostri figli ed lori figli) è che nella bramosia di conquista l'uomo, involontariamente, dia nuova linfa e nuovi spazi alle generazioni future.
    Mi piace spesso citare gli Irochesi.

    “Gli irochesi non hanno alcun diritto di richiedere del terreno per scopi puramente monetari. Il Nostro Creatore ci affidò le nostre terre indigene definendo delle regole molto specifiche per il loro utilizzo. Siamo custodi della nostra Madre Terra, non signori dei terreni. Le nostre richieste valgono solo finché viviamo in pace ed armonia su di lei."Doug George-Kanentiio

  5. luciano

    il mondo è preoccupato perchè la Cina non cresce più all'8%, noi ( Italia) lo siamo ancora di più perchè non cresciamo affatto, il Brasile è in preda al panico perchè non cresce più.
    ma qualcuno si chiede perchè dobbiamo crescere, quando constatiamo che - già oggi - stiamo sbattendo il naso ovunque ci rivolgiamo per sfruttare le risorse che ci servono per la crescita?
    stiamo assistendo impotenti ed indifferenti alla migrazione di un intero popolo che sta cercando di salvarsi dalla fame, perchè più che dal conflitto religioso ed etnico o dal controllo delle potenze che aspirano all'egemonia in quell'area, è oppresso dalla carestia determinata dalla desertificazione di quel territorio denominato mezzaluna fertile ( che alcuni studiosi suppongono fosse anche l'eden biblico).
    la Cina è il 19% della attuale popolazione mondiale, ma dispone solo del 6% dell'acqua dolce globale ed il 9% delle terre arabili. Pensate che riusciranno a trovare una soluzione nel breve periodo senza scatenare conflitti?
    Le burrascose relazioni tra la federazione Russa e l'Ucraina sono proprio solo dovute a risentimenti storici mai sopiti, o non sono piuttosto la manifestazione della necessità del controllo di un territorio essenziale per la sicurezza alimentare?
    e l'instabilità medio-orientale per il controllo delle preziosissime fonti energetiche con una carneficina che perdura da ormai più di un decennio?
    debbo continuare con altri esempi, magari solo più distanti da noi, per illustrare una situazione incendiaria e sull'orlo di potenziale deflagrazione da un momento all'altro?
    è sicuramente più distensivo tornare a contemplare il marasma cosmico che sta sopra di noi.

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