27/11/15

Il meeting sul clima di Parigi? Un “flop” annunciato, che si deve organizzare per forza.

Fonte: Reuters
Fonte: Reuters

Gli editti che arrivano da destra e da sinistra sull’importanza fondamentale del Congresso sul clima di Parigi e le aspettative mirabolanti che annunciano i media italiani, devono essere analizzate con la giusta serietà. Aiutato dal giornalismo vero, cosa che l’Italia ha ormai perso da parecchio tempo, ho deciso di fare un quadro della situazione, gettando acqua su un fuoco che molti, troppi, auspicano, convinti di salvare un pianeta sanissimo, abitato da un’umanità profondamente ammalata. Vi prometto che non ne parlerò più fin dopo la conclusione dei lavori (lavori o … lussuosi divertimenti pagati da noi?).

Questo link ne è una prova (grazie Domenico!). Pensate che la SIF, la Società dei Fisici Italiani, si è dissociata dal documento che si voleva presentare secondo le direttive dettate dalla politica, e il caro giornalista, piuttosto televisivo, si è scagliato senza alcuna remora contro quegli scienziati tacciando loro, proprio loro, di non sapere di cosa parlano e di non avere dati scientifici da contrapporre. Mostruoso, veramente mostruoso.

Se leggete sui nostri giornali o se ascoltate la TV, tutti vi diranno che il mondo sta sperando nel prossimo congresso sul clima di Parigi per l’avvio di un accordo internazionale atto a bloccare l’ andamento tragico del riscaldamento globale. L’unico sistema per ottenerlo è tagliare drasticamente le emissioni di CO2. Poco importa che la Scienza vera abbia ormai chiaramente dimostrato che tra CO2 e aumento della temperatura (ormai ferma da quasi vent’anni) non vi è nessuna relazione (non è un caso che la SIF prenda le distanze).

Ma, al di là di chi o che cosa sia il colpevole o del fatto,  ancora più importante, che sia reale la visione tragica sul futuro del clima, il congresso di Parigi nasce già come una riunione del tutto inutile. Agganciandomi a un articolo apparso recentemente sul The Telegraph (esistono ancora giornali nel mondo che affrontano i problemi in modo critico e non succubi della politica e del potere finanziario), cerco di fare un breve riassunto della situazione.

Tra poco, 40 000 politici, giornalisti (chissà che non ci vada anche quello che ce l’ha con la SIF?), lobbisti e -ovviamente- attivisti verdi (ma chi li paga?) convergeranno a Parigi provenendo da 195 nazioni, solo su aerei PRIVATI, per salvare il mondo. Prima di salvarlo, però, stanno forse pensando a quanto viene a costare quest’impresa in un momento di crisi globale? Probabilmente sì, ma gli hotel di lusso li stanno aspettando con trepidazione.

Lo scopo? Trovare un accordo prima che la temperatura salga di due gradi centigradi in duecento anni dall’inizio dell’era della CO2 umana, giudicato il limite di non ritorno (quanti limiti sono già stati superati e ogni volta senza alcuna tragedia?). Bene, questo accordo non può essere assolutamente stilato per le stesse ragioni che hanno visto fallire la riunione di Tokyo (e il suo fantomatico trattato) e -soprattutto- quella di Copenhagen del 2009. Esse sono facilissime da esporre.

La maggior parte delle Nazioni (soprattutto quelle che producono più CO2) hanno dichiarato che se è la CO2 umana a causare il problema climatico, la colpa è solo e soltanto delle Nazioni “sviluppate” che sono diventate ricche prima di tutte le altre, bruciando “alla grande” i combustibili fossili. Sono quindi i Paesi ricchi dell’Ovest che devono eseguire i tagli decisivi alla CO2 e non certo dividere tra tutti, più o meno equamente, la riduzione energetica conseguente.

Le nazioni in via di sviluppo potrebbero anche essere pronte ad agire in tal senso, ma solo se ricevessero ogni anno un fondo “verde” pari a 100 miliardi di dollari  da parte dei paesi ricchi che hanno creato il problema (ossia da parte di coloro, come noi, che si vedrebbero immediatamente  aumentare le tasse…).

Personalmente, non ci vedo niente di strano: chi ha sbagliato paghi!

Vediamo in dettaglio la situazione dei maggiori produttori di CO2 attuali. Al primo posto vi è la Cina che contribuisce con il 24% del totale. Essa ha già annunciato (e non facciamoci illudere dalle false notizie riportate nei nostri giornali) che raddoppierà il numero delle centrali a carbone entro il 2030, costruendone 363 nuove di zecca. Al terzo posto vi è l’India che programma di triplicare le emissioni entro la stessa data.  Al quarto posto vi è la Russia che, dopo un accenno di riduzione delle sue industrie nel 1990, ha adesso proposto di aumentarle del 38% rispetto al livello del 2012, anche a causa delle sanzioni e dei giochi politici eseguiti per distruggere le sue fonti finanziarie basate sul gas.

Il Giappone è il quinto produttore di CO2 e ha dichiarato, da un lato, di accettare una leggera riduzione, ma, dall’altro, sta costruendo tranquillamente molte nuove centrali a carbone. Al settimo posto c’è la Corea del Sud che promette un taglio del 25%. Si deve tener conto, in ogni modo, che il livello promesso è  del 100% più grande di quello che raggiungeva 25 anni fa.

Al nono e decimo posto ci sono l’Arabia Saudita e l’Iran, che non hanno ancora aperto bocca a riguardo, così come gli Emirati Arabi Uniti che, nel frattempo, hanno raddoppiato le loro emissioni rispetto al 2002. Il Brasile è all’undicesimo posto, ma non alcuna intenzione di ridurre le sue centrali in rapido aumento. Al limite, ha detto, brucerà un po’ meno la foresta amazzonica.

Chi manca nella lista appena stilata? Beh… chiaramente gli Stati Uniti che stanno al secondo posto e che stanno sfruttando più di tutti lo shale gas del loro sottosuolo che sempre combustibile fossile è (ma a basso prezzo). Tuttavia, ciò che più conta è che il senato USA ha detto chiaramente che mai e poi mai firmerà un trattato di riduzione delle emissioni. La stessa cosa che accadde a Kyoto. Obama parla come “verde” convinto, ma sa benissimo di non avere nessuna possibilità di agire…

Rimane, quindi, soltanto l’Europa che ha promesso di ridurre le emissioni del 40% in 15 anni. Tuttavia, la Polonia ha già rifiutato di partecipare e la Germania parla bene ma razzola male, avendo in progetto un forte incremento delle centrali a carbone (e anche di pessima qualità), come abbiamo già detto in passato.

In conclusione, l’unica Nazione veramente convinta a non far fallire Parigi è la Gran Bretagna, che occupa il quattordicesimo posto e che è responsabile dell’1.3% delle emissioni mondiali della CO2. Un contributo veramente decisivo!

Non compaiono ancora ai primi posti le Nazioni veramente povere, che vorrebbero prima o poi ottenere il minimo d’energia per iniziare a fare una vita appena appena “civile”. Forse, a loro, il fantascientifico trattato di Parigi vieterebbe per sempre tutte quelle comodità che noi stiamo utilizzando come i figli dei re (l’erba voglio…). Loro rimarrebbero senza energia perché i ricchi l’hanno sperperata e scialacquata senza ritegno.

Infine, cosa dire sul fondo dei 100 miliardi di dollari richiesto (e promesso a parole)? Beh… si è fatto veramente molto per convincere i Paesi in via di sviluppo ad acconsentire a un trattato internazionale di riduzione: sono stati elargiti ben 700 milioni di dollari. Ne mancano all’appello soltanto 99.3 miliardi. Un contributo ben minore di quanto si regala agli attivisti ecologisti per ricerche che si sono dimostrate del tutto campate in aria e mezognere…

In conclusione, dice The Telegraph: “Quanto bisognerà ancora aspettare prima che la più cara e folle paura della storia umana abbia finalmente fine?”

E, aggiungo io: “Quanti soldi dovremo ancora pagare in tasse e vessazioni varie per permettere alla nostra Nazione di dimostrarsi “verde” a tutti i costi, anche se tutti i politici e gli attivisti “interessati” sanno benissimo che non serve a niente? E quanti soldi finiranno nelle tasche degli stessi individui invece che nei centri di ricerca che potrebbero realmente trovare fonti alternative, pulite ed economiche?” ma si sa, i fisici non capiscono niente...

E intanto, terrorismo o non terrorismo, Parigi sta per accogliere i ricchi  da tutte le parti del globo (ma non certo gli scienziati… soprattutto se contrari).

Articolo di The Telegraaph QUI

16 commenti

  1. Luigi

    "Non compaiono ancora ai primi posti le Nazioni veramente povere, che vorrebbero prima o poi ottenere il minimo d’energia per iniziare a fare una vita appena appena “civile”. Forse, a loro, il fantascientifico trattato di Parigi vieterebbe per sempre tutte quelle comodità che noi stiamo utilizzando come i figli dei re".

    Non è forse questo il vero problema per cui varrebbe la pena spendere qualche euro? Non è forse questa la vera minaccia per le future generazioni? Non è questo che determina i presupposti per i conflitti che arricchiscono i ricchi?

    Domande retoriche in libertà.

    :roll:

  2. caro Luigi,
    vogliamo fare i "puri" e gli ottimisti? Non sarebbe ora di prendere decisioni etiche? Del tipo: "Noi ricchi ci imponiamo di ridurre le comodità e la differenza la diamo ai poveri!". E questo sia per l'energia che per il cibo, le medicine e tante altre cose. Un mondo in equilibrio e senza differenze imbarazzanti non avrebbe più guerre, terrorismo e sicuramente finirebbe anche il GW politico!
    Ma questa sì che è pura fantascienza... :(
    E pensare che le stelle si scambiano materia una con l'altra e non sono intelligenti... Impareremo mai dall'Universo? :-?

  3. Giovanni

    Professore volevo segnalatele a proposito questo link http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/11/26/verso-parigi-e-di-come-i-fisici-italiani-si-chiamano-fuori-dallappello-sul-clima/
    Non solo la risposta di Cattaneo alla SIF risulta comica, ma il tutto diventa più chiaro considerando che la rivista le scienze e l'edizione italiana di "scentific american"

  4. caro Giovanni,
    ti ringrazio perché sei arrivato alla stessa conclusione... il link che hai postato è proprio lo stesso che ho inserito all'inizio di quest'articolo!

  5. Giovanni

    Mi scusi ho letto il suo articolo di getto e non ho visto il link. Ero annebbiato dalla rabbia per quello che ha scritto cattneo sedicente scienziato...

  6. Mario Fiori

    E politici, poteri forti, affaristi e ....poveri illusi che si fanno schiavizzare dai primi, che bloccano in ogni modo la ricerca di fonti alternative veramente nuove, efficienti e pulite?
    Siamo proprio sicuri che la Scienza non sia stata bloccata dalla scienza e che già potremmo essere un po' più avanti di ciò che ci propinano? Scusate oggi miè presa così.
    Datemi pure del "complottista", ma se vuol dire cercare di fare chiarezza....OK!!

  7. Alberto

    Con molta attenzione ho cercato di esprimere la mia posizione critica all'articolo di Cattaneo su "le Scienze".
    Dopo qualche altro intervento, anche interessante, è emersa una risposta molto ferma (che non ho capito bene), che rimanda al seguente link.
    Mi sembra che praticamente si parla di malafede ed arroganza di chi non si schiera con il GW.
    http://smarcell1961.blogspot.it/2015/02/i-cambiamenti-climatici-e-gli-scettici.html

    La invio per completezza.

  8. Mario Fiori

    Perchè dunque l'illustre e rispettabile Dott. Cattaneo è comunque un fisico? O da giornalista forse è...comunque un giornalista (con tutto il rispetto per tale professione). E poi siamo sicuri che la stragrande maggioranza dei climatologi la pensi così? Può darsi, come può essere che alcuni climatologi (magari pochi ma...) che ragionano comunque diversamente e con valide argomentazioni non vengano nemmeno sentiti...e parlo di cli ma to lo gi non di persone qualunque o di poveri Astronomi qualunque ( :mrgreen: :mrgreen: ).
    Personalmente, per quanto possa contare il sottoscritto ( uno, due, tre...guardate quà...), sono pronto a recepire tutto ma mi si devono presentare le cose non impelagate con la politica, con gli stati che manipolano e poi fanno ciò che vogliono, con la assoluta mancanza di volontà di questi stati di prendersi oneri che vengono riversati sui i poveracci.
    Se facciamo questo e se c'è un contraddittorio chiaro ed aperto su tutti gli studi fatti e da fare (tutti) senza spettacolarizzazioni, media e quant'altro, sono pronto a tutto. che dite rischio la vita?
    Scusate lo sfogo.

  9. caro Alberto,
    chissà perché un fisico delle particelle deve saperne di più di un climatologo come Lindzen... Beh... c'è da aspettarselo da chi corre dietro al mucchio gridando a comando... Giudicare gli "scettici", climatologi veri e non tuttologi, come degli ignoranti nel settore è una bestemmia che rientra nella situazione del mondo odierno. Facciamo la guerra a chi vendiamo le armi!!!

  10. No, Mario per adesso (almeno) non ancora! :mrgreen:

  11. luigis

    "Non sarebbe ora di prendere decisioni etiche? Del tipo: "Noi ricchi ci imponiamo di ridurre le comodità e la differenza la diamo ai poveri!". E questo sia per l'energia che per il cibo, le medicine e tante altre cose. Un mondo in equilibrio e senza differenze imbarazzanti ....."

    Grazie Enzo per questa dichiarazione che sottoscrivo. Utopia? Per me è più utopistico immaginare che le attuali risposte (finte soluzioni, compromessi, guerre, elemosine ...) possano portare ad una civile coesistenza.
    Utopia perché tutto il mondo ricco dovrebbe essere d'accordo? Per me sarebbe una scusa dietro cui nascondermi: conta quel che faccio io.

  12. Gli essere umani si scanneranno volentieri come hanno sempre fatto per qualsiasi motivo.Certo l'economia conta eccome,ma anche la sete di potere,il fastidio di gente che ha altri Dei,altri costumi,chi è più ricco sarà sempre considerato uno che ha rubato qualcosa a qualcuno ecc.ecc.(l'invidia non l'hanno solo gli individui).Ci sarà qualcuno che vende fumo e masse che lo respireranno a pieni polmoni giulive,in cerca di cose nuove.

  13. Solaris

    Ma se con quei 100.000.000.000 di dollari si costruissero delle mega centrali fotovoltaiche sparpagliate dove servono non farebbero prima?

  14. Alberto

    Scusa Enzo, per capire per bene e correggimi se sbaglio:
    affermi, come da altri tuoi interventi,
    - che non vi è scientificamente correlazione tra CO2 e temperatura del pianeta.
    - che la temperatura del pianeta è ferma, cioè non si è alzata, da 20 anni circa (17-18?).
    A Parigi si cercherà di fermare un aumento di CO2 che non provoca nulla; e la temperatura, il cui aumento è la vera preoccupazione dell'umanità, non minaccia niente di grave per i prossimi decenni perchè, semplicemente non cresce da circa 20 anni.
    Non posso credere che si metta in atto un evento così importante su queste basi.
    Devo concludere che l'intero baraccone del congresso sul clima di Parigi è un evento mediatico fine a se stesso?
    Se servirà ad inquinare di meno, ben venga, ma se sono vere le premesse di cui sopra, è un circo della vanità e dello spreco.

  15. In realtà, caro Alberto, sembra che la situazione sia proprio quella che dici... Ma non è certo solo una mia idea: io mi baso su un sacco di documenti che cerco di portare alla conoscenza di tutti. Il fatto che la SIF si sia dissociata è già una bella dimostrazione... Il circo non è solo mediatico se si pensa che sono stati cambiati i dati osservativi dal NOAA proprio per nascondere la stasi della temperatura. Il senato americano ha chiesto chiarimenti ed è passato ad azioni dure e drastiche. Come detto infinite volte ci sono interessi economici enormi dietro al GW, alle lobby ambientaliste, alle energie alternative (pensa solo alla mafia e alle pale eoliche), ecc., ecc.
    D'altra parte, possiamo stupirci? Se pensiamo che lottiamo come paladini contro il terrorismo e poi siamo i primi, noi occidentali, a fornirgli le armi e a comprare il loro petrolio sotto costo... io direi proprio di no! :(

  16. Alberto

    Questi "loop" dovrebbero insegnare qualcosa, almeno alla specie detta "intelligente".
    Grazie comunque.

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